La Radice dell'Io - l'ultimo ostacolo all'Illuminazione

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giacomo1968
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La Radice dell'Io - l'ultimo ostacolo all'Illuminazione

Messaggio da giacomo1968 » lun nov 28, 2005 3:46 pm

Per chi ha sperimentato la libertà assoluta delle esperienze dirette portate dall'immersione intensa nella meditazione, per chi ha dato inizio al processo di liberazione della propria energia vitale dai vincoli mentali, per chi ha intrapreso un percorso di trasformazione della propria vita nella direzione di valori sempre più elevati, risulta chiaro che la sorgente di ogni difficoltà, di ogni separazione, di ogni dolore, risiede in una radice profonda, nascosta e ben protetta della personalità, il nucleo fondamentale dell'io.

Si tratta di registrazioni di base codificate a livello nervoso e fisico, createsi nel corso della primissima infanzia, che condizionano ed indirizzano tutta l'interpretazione successiva dell'universo percepito.
Sono il motore invisibile delle nostre scelte, della visione del mondo, dei nostri valori e di ciò che siamo abituati a concepire come oggettivo ed evidente.

Conoscere ed integrare questa radice nascosta è come entrare nella "stanza dei bottoni", un processo sorprendente che porta la struttura umana a contattare il più grande livello di libertà esistenziale e la conoscenza suprema della propria natura divina e illimitata.

Perchè è così difficile superare la barriera dell'Io e sperimentare l'Illuminazione?
Perchè l'Io stesso si forma nel bambini come sistema di difesa verso una realtà esterna percepita come troppo intensa o dolorosa.
Per questa ragione, "abbandonare" o "arrendersi" è difficile perchè occorre lasciare andare ogni difesa, ogni sicurezza.

Mi piacerebbe sentire la vostra esperienza in merito a questo tema.

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yasodanandana
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Re: La Radice dell'Io - l'ultimo ostacolo all'Illuminazione

Messaggio da yasodanandana » mar nov 29, 2005 7:11 pm

giacomo1968 ha scritto:risulta chiaro che la sorgente di ogni difficoltà, di ogni separazione, di ogni dolore, risiede in una radice profonda, nascosta e ben protetta della personalità, il nucleo fondamentale dell'io.
il problema e' l'egoismo... non l'ego...

Paolito
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Re: La Radice dell'Io - l'ultimo ostacolo all'Illuminazione

Messaggio da Paolito » mar nov 29, 2005 10:47 pm

yasodanandana ha scritto:il problema e' l'egoismo... non l'ego...
Ovvero quando ci si identifica con l'ego.....

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » mar nov 29, 2005 11:11 pm

noi siamo l'ego.. ovvero "jiva" esseri infinitesimali (rispetto a Dio che e' infinito), individuali, spirituali, eterni..

semmai non siamo il corpo materiale che indossiamo in questo mondo..

l'egoismo e' voler usare il mondo al servizio di noi stessi piuttosto che di Dio e delle altre creature...

(sempre supponendo che si parli di filosofia del sanatana dharma... se uno invece, per sua fantasiosa convinzione, pensa che l'individualita' sia un elemento fittizio e/o dannoso.. buon pro' gli faccia.. :-) )

ganesha
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ego e jiva

Messaggio da ganesha » ven dic 02, 2005 8:44 am

ciao yasodanandana,

nello Yoga si distingue fra ego (asmita, ovvero senso del "io sono") e Jiva; il primo viene definito da Taimni come "identificazione tra il potere della coscienza ed il potere della cognizione", in altre parole l'identificazione fra la coscienza ed il veicolo attraverso cui questa coscienza si esprime (il mio corpo, la mia mente). Il Jiva è invece la Coscienza stessa individualizzata.

L'ego (asmita) è il risultato della maya - da pura consapevolezza (asmi) diviene infatti identificazione con il corpo, le idee, etc. - ed in questo senso va dissolto, proprio per poter giungere alla consapevolezza della propria vera natura, al Jiva.

om shanti,
ganesha

giacomo1968
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Re: ego e jiva

Messaggio da giacomo1968 » ven dic 02, 2005 10:26 am

ganesha ha scritto:ciao yasodanandana,

nello Yoga si distingue fra ego (asmita, ovvero senso del "io sono") e Jiva; il primo viene definito da Taimni come "identificazione tra il potere della coscienza ed il potere della cognizione", in altre parole l'identificazione fra la coscienza ed il veicolo attraverso cui questa coscienza si esprime (il mio corpo, la mia mente). Il Jiva è invece la Coscienza stessa individualizzata.

L'ego (asmita) è il risultato della maya - da pura consapevolezza (asmi) diviene infatti identificazione con il corpo, le idee, etc. - ed in questo senso va dissolto, proprio per poter giungere alla consapevolezza della propria vera natura, al Jiva.

om shanti,
ganesha

Bravo Ganesha!

è proprio quello che ho tentato di esprimere a mie parole, e che tu hai espresso bene con le tue.

Il problema è l'identificazione con il corpo-mente. Faccio un esempio: dopo aver mangiato, chi digerisce il cibo? Io o lo stomaco? Quando abbiamo fame, chi ha fame? Io o il corpo?
Quando filtriamo la pipì, chi la filtra? Io o il corpo? Quando respiriamo chi respira? Io o il corpo?
E' evidente che la risposta è sempre il corpo.
Ora arriva la domanda più importante: quando pensiamo, chi pensa? Io o il cervello?
Quando ad esempio tutti noi scriviamo questi begli interventi, chi li ha scritti? Noi o il cervello.

La risposta è il cervello, ma vedrete che non ci sembra così, perchè in realtà siamo convinti di essere noi a pensare, perchè siamo identificati con il pensiero e con un pensiero in particolare, l'Io.
Quindi, anche per rispondere a Yasodananda, non è l'egoismo il problema, ma il credere di essere un Io, un Giacomo, un Yasodananda ecc.
Difatti, anche chi non è egoista, ossia non pensa prima a se degli altri, comunque rimane prigioniero della propria mente e dei propri pensieri.

Anche io che sto scrivendo, scrivo dalla mia prigione...

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yasodanandana
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Re: ego e jiva

Messaggio da yasodanandana » ven dic 02, 2005 11:12 am

ganesha ha scritto:
L'ego (asmita) è il risultato della maya - da pura consapevolezza (asmi) diviene infatti identificazione con il corpo, le idee, etc. - ed in questo senso va dissolto, proprio per poter giungere alla consapevolezza della propria vera natura, al Jiva.
a tua terminologia rende forse difficile una corresponsione con quello che le scritture vediche dicono direttamente.. pero', in definitiva, dici quello che dico io

ovvero... noi non siamo il corpo-mente.. e questa identificazione quindi e' da abbandonare

ma siamo esseri individuali eterni.. quindi l'idea di essere individui non e' errata.... anzi... e' quella giusta...
giacomo1968 ha scritto:
ganesha ha scritto:ciao yasodanandana,

nello Yoga si distingue fra ego (asmita, ovvero senso del "io sono") e Jiva; il primo viene definito da Taimni come "identificazione tra il potere della coscienza ed il potere della cognizione", in altre parole l'identificazione fra la coscienza ed il veicolo attraverso cui questa coscienza si esprime (il mio corpo, la mia mente). Il Jiva è invece la Coscienza stessa individualizzata.

L'ego (asmita) è il risultato della maya - da pura consapevolezza (asmi) diviene infatti identificazione con il corpo, le idee, etc. - ed in questo senso va dissolto, proprio per poter giungere alla consapevolezza della propria vera natura, al Jiva.
giacomo1968 ha scritto:
ganesha ha scritto:è proprio quello che ho tentato di esprimere a mie parole, e che tu hai espresso bene con le tue.
il dibattito ovviamente non verte sul bravo ganesha... ma ho paura che anche lui non parli di dissoluzione dell'ego, quanto di cessazione dell'identificazione con il corpo-mente.. cosa sulla quale non si puo' non essere daccordo
giacomo1968 ha scritto:
ganesha ha scritto: Quindi, anche per rispondere a Yasodananda, non è l'egoismo il problema, ma il credere di essere un Io, un Giacomo, un Yasodananda ecc.
ti manca un passaggio.... hai efficacemente parlato del fatto che noi non siamo ne' il corpo ne' il pensiero.... ma il passaggio a "non siamo nemmeno individui" e' un po' poco sostenuto :-)


tanto per portare quelche testo diretto:

bhagavad gita capitolo 18:
VERSO 58
Se diventi cosciente di Me supererai tutti gli ostacoli della vita condizionata per Mia grazia. Se invece non agisci con questa coscienza, ma segui il tuo falso ego e non mi ascolti, sarai perduto.
----
VERSO 65
 
Pensa sempre a Me, diventa Mio devoto, adorami e offriMi i tuoi omaggi. Così verrai a Me senza alcun dubbio. Te lo prometto perché tu sei un amico che Mi è molto caro.
----
VERSO 66
Lascia ogni forma di dovere e abbandonati a Me. Io ti libererò da tutte le reazioni del peccato, non temere.


Krishna, che e' Dio la Persona Suprema e parla ad Arjuna nel ruolo di maestro... non parla mai di dissoluzione dell'individualita' come modo di realizzazione spirituale, ma parla del ricostruire un preesistente rapporto con Lui, ovvero Dio...

e per ricostruire un rapporto, per essere cosciente di Dio, per pensare sempre a Dio, per andare a Dio, per abbandonarsi a Dio.. bisogna che si sia almeno in due.. noi e Dio..

se io e Dio non fossimo (anche) individui... vorrebbe dire che all'assoluto mancherebbe qualcosa che qui' abbonda.. ovvero la relazione... e non e' logico

quindi si all'individualita' che per forza di cose esiste anche sul piano della perfezione.. no all'identificazione dell'individuo col corpo materiale e mente materiale (che non fanno parte della nostra reale individualita', ma sono sovrastrutture)..

nell'assoluto varieta' e unicita' sono (paradossalmente e gioiosamente) simultanee

giacomo1968
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Messaggio da giacomo1968 » sab dic 03, 2005 4:28 pm

Yasodanandana hai toccato un punto delicato e controverso: come interpretare gli insegnamenti dei testi sacri.

Anche io studio da molti anni i numerosi e splendidi testi sacri e concordo con te quando dici che è meglio ricevere direttamente le loro parole piuttosto che leggere i vari libri di (pseudo) spiritualità alla Piero Angela (ti ho letto in un altro forum)

Secondo me però ogni testo sacro, di qualunque grande religione rivelata, può essere interpretato a due livelli: il primo è quello, diciamo, letterale, ossia si fa fede alle parole così come sono scritte.
Leggendo il tuo intervento credo che tu interpreti la Bhagavad Gita in questo modo, soprattutto quando dici che esistono due persone, Arjuna e Krishna, uno che rappresenta l'uomo, l'altro che rappresenta Dio incarnato.

Esiste però un altro piano di interpretazione, più esoterico e interiore, dove l'insegnamento è tra le righe, o, meglio, ogni parola in realtà è un simbolo che rappresenta qualcos'altro.
In questo contesto, il testo sacro usa una storia per dare un insegnamento su come realizzare la Divinità.
Per me quindi, Arjuna e Krisna non sono due persone ma rappresentano un'unico processo che avviene all'interno del corpo umano, dove l'uomo incontra Dio.
Quindi, nelle frasi da te riportate, io ricevo l'insegnamento della resa, ossia la resa all'energia vitale liberata, la kundalini, che ascende fino alla sommità del capo e porta a compimento la realizzazione della Divinità
Quindi, per me non ci sono due persone, due individui o due anime; per me Dio non è qualcosa di esterno a me che devo in qualche modo raggiungere, bensì un processo che avviene dentro il mio corpo, a livello cellulare di Dna e di tutta una serie di ghiandole che si attivano e portano avanti dei processi che complessivamente definisco "evoluzione".
In definitiva, quello che io traggo dai testi sacri è quindi sempre lo stesso insegnamento, ossia come risvegliare la Kundalini e permettere che questo processo arriva alla sua fine ultima.

Non so se riesco a spiegare questa cosa, anche perchè mi rendo conto che le parole sono limitate.

Se non è chiaro ditemelo che aggiungerò altre parole.

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » sab dic 03, 2005 7:30 pm

mi dispiace ma non mi hai dato alcuna dimostrazione del fatto che se leggi un testo sacro prendendo quello che c'e' scritto come un simbolo piuttosto che come una realta', fai un'operazione piu' efficace o autentica...

a me sembra semplicemente che tu abbia fatto un'operazione di "stretching" per portare il testo a dirti cio' che gia', per conto tuo, avevi elucubrato...

vieni a pranzo a casa mia, io ti chiedo cosa vuoi per cena, tu mi rispondi "minestrone" e io ti porto "pasta al pesto" credendo che nella affermazione "essoterica" minestrone, sia nascosto l'esoterico "pasta al pesto"..

quindi la logica mi dice che l'individualita' non possono mancare sul piano assoluto, e mi dice pure che la condizione "DIO SUPREMO" e' eterna e comprende l'eterna consapevolezza di tale supremazia..

quindi io non coincidero' mai con dio.. se no gia' coinciderei..

quindi mi torna perfettamente plausibile che Dio, oltre a pervadere l'esistenza di tutti, possa simultaneamente essere differente da tutti... allo scopo meraviglioso di intrecciare con tutti un rapporto di amore ed amicizia..

che Dio e' amore lo capiscono pure i bimbi del catechismo...
l'amore non si esprime nell'unita' ma si esprime nella varieta'..
quindi se Dio e' amore, vuol dire che esistono altri individui che possono partecipare a questo sentimento.. in definitiva "implementarlo"...

quindi mi dispiace ma se tenti di dire che sei Dio ma te ne sei dimenticato e che ritornerai ad esserne cosciente quando la kundalini salira'.... e che a nell'assoluto non esiste la relazione e la varieta', la supremazia e la subordinazione... io sono piu' propenso a ritenere che stai tirando il testo della Bhagavad Gita per adattarsi alle tue (lecitissime e libere) teorie, non che lo stai leggendo in modo piu' approfondito e che trovi un livello di lettura piu' evoluto di quello letterale..

se la Bhagavad Gita e'parola di Dio.... e' realta' in tutto e per tutto
se non lo e'... e' fasulla anche l'interpretazione simbolica...

:-)

e poi ci vuole la un testo sacro per rendersi conto che non siamo dio nemmeno della pipi' quando ci scappa??? :-D

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Messaggio da giacomo1968 » sab dic 03, 2005 9:37 pm

Rispetto all'interpretazione dei testi sacri, vorrei aggiungere alcune parole.

Prendere in considerazione solo il livello letterale in molti casi impedisce di cogliere il vero insegnamento.
Basta pensare alle parabole raccontate da Gesù, o alla mitologia greca, solo per fare alcuni esempi.
Inoltre, spesso l'insegnamento che si voleva trasmettere è stato volutamente celato, per motivi storici, per evitare che persone non adeguate avessero accesso ad essi, per mera sopravvivenza dell'autore o compilatore.

Riguardo poi all'affermazione di Yasodanandana che noi saremmo Dio ma ce lo siamo dimenticati, in realtà io ho espresso un concetto leggermente diverso: noi siamo Dio ma non ne siamo completamente consapevoli, per cui un percorso spirituale serve proprio per risvegliare in noi questa consapelezza. In questo contesto in risveglio della Kundalini è un processo che avviene man mano che la consapevolezza di risveglia.
Quindi anche la sua espressione "Io non conciderò mai con Dio... se no già coinciderei", in effetti è proprio così. Se tu ti fermassi un attimo e portassi la tua attenzione dall'esterno a dentro di te, avvieresti quel processo di risveglio della consapevolezza che ti farebbe rendere conto che non solo tu sei Dio, ma che sei sempre stato Dio! Questa è per me l'Illuminazione.
Attenzione! Per Dio io non intendo un entità super potente che è da qualche parte, che ci parla, che si arrabbia ecc. ma la completa totalità e universalità dell'Essere.
E' quì che l'individualità muore, ossia l'identificazione con l'Io, il corpo, il nome ecc.

Sono riuscito a spiegarmi?

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Messaggio da yasodanandana » sab dic 03, 2005 11:44 pm

Prendere in considerazione solo il livello letterale in molti casi impedisce di cogliere il vero insegnamento.
••tu fai l'esempio delle parabole, dove effettivamente che e' una parabola, ovvero un'allegoria e' detto dal testo stesso. Io parlo per i casi in cui non si fa alcuna menzione di tutto cio'.. e che e' una parabola, piuttosto che un avvemimento reale vorrebbe deciderlo il lettore arbitrariamente.

Se Dio nella Bhagavad Gita mi dice "lascia ogni altra forma di dovere e arrenditi semplicemente a me, io ti liberero' da tutte le reazioni karmiche, non avere piu' paura", non capisco quale insegnamento "vero" ci sia dietro, se non ce lo vogliamo mettere noi per forza..

Oltre a questo, in questo caso, non capisco nemmeno cosa ci possa essere di piu' sublime..

Riguardo poi all'affermazione di Yasodanandana che noi saremmo Dio ma ce lo siamo dimenticati, in realtà io ho espresso un concetto leggermente diverso: noi siamo Dio ma non ne siamo completamente consapevoli, per cui un percorso spirituale serve proprio per risvegliare in noi questa consapelezza.
••il conquibus non cambia di molto... trattasi comunque di un dio-non-dio che non sa di esserlo e che deve scoprirlo. Tu addirittura introduci un'idea ancora piu' limitante, ovvero quella di un dio che mai e' stato dio..

Se tu ti fermassi un attimo e portassi la tua attenzione dall'esterno a dentro di te, avvieresti quel processo di risveglio della consapevolezza che ti farebbe rendere conto che non solo tu sei Dio, ma che sei sempre stato Dio!
••mi dispiace ma il cortocircuito del dio che dovrebbe essere omnisciente che non sa invece nemmeno di essere chi e' e deve riscoprirlo rimane... Queste tue affermazioni, visto che siamo nel forum orientale, non sono supportate dottrinalmente, ma nemmeno dalla logica. Se io ti dicessi che sono Shumacher o Berlusconi magari ti metteresti a ridere, tu mi dici che sei Dio e io la dovrei prendere come una cosa seria...
Quindi se io guardo con attenzione dentro di me, vedo qualcuno che vive interamente per "grazia" che gli piove dall'esterno. Tutto in me e pure nel mio corpo funziona per "regalo": lo scorrere del sangue, la nutrizione e digestione, il pensiero, il riposo e la rigenerazione che comporta, il piacere, il dolore, tutte cose che io mi ritrovo concesse per dono, non perche' me le sono create ed implementate da solo..

Quindi l'idea di poter riscoprire in me stesso il tutto, la completezza totale dell'esistenza, e' contrario ad una disamina sincera dello stato e della natura della mia vita sia interiore che esteriore.. sia corporale che spirituale


Per Dio io non intendo un entità super potente che è da qualche parte, che ci parla
••che sia per la tradizione che per la logica esiste sicuramente...

se tu hai un'individualita' e una personalita', questa non puo' mancare nel Tutto Assoluto.. in Dio... Quindi Dio e' anche il tutto, ma e' anche simultaneamente separato dal tutto per avere col tutto una relazione. La relazione, l'amore, la varieta', non c'e' nessuna logica per la quale si possa arguire che non siano presenti anche loro all'assoluto e non siano originate da esso...

ma la completa totalità e universalità dell'Essere
••che io e te non siamo, e non saremo mai, se no ne saremo coscienti ora e sempre. Quando parli di "essere" allo stato puro, parli di qualcosa che non e' soggetto al tempo, ad una qualche evoluzione.. infatti anche se parliamo di noi stessi, l'essere non cambia.. Io non esisto di meno o esisto di piu'... io esisto e basta.. Quindi non c'e' alcun modo di poter sostenere, se non per una fede di fantasia, che si possa essere la "completa totalita' e universalita' dell'essere" e vivere oggi nell'inconsapevolezza di tutto cio', con la prospettiva di riscoprirlo attraverso un training..

se io sono il tutto, chi e' rimasto fuori da questo tutto per esercitare su di me l'illusione di esserne (anche) separato?

e se mi sono ingannato da solo, da dove arriva questa energia separata da me che io ho applicato su di me e mi fa credere di essere un individuo?

e se esistiamo solo io e l'energia illusoria, e io la domino imponendo su di me tale limite, perche' ho bisogno di training per toglierla di mezzo?

se chiudo gli occhi... li riapro quando mi pare.. non devo fare esercizi, pratiche per imparare a riaprirli..

alla fine quindi, nemmeno in questo caso, sarebbe vero che siamo (solo) UNO.. ma siamo almeno in due o tre..

.

Sono riuscito a spiegarmi?
••ovviamente si... il tuo e' una specie di advaitismo particolarmente rudimentale e fideistico. Addirittura introduci l'ipotesi "cristianeggiante" per la quale noi mai siamo stati allo stadio di perfezione.. che tu intendi come completa coincidenza col tutto..

la spiritualita' vedica e' piu' vicina ad una scienza che ad una fede... se ci infariniamo di un po' di termini "esotici" (karma, kundalini, yoga.. ecc.) ma poi ci inventiamo fantasiosamente qualcosa di ancora piu' irrazionale e disgregato del cristianesimo, con in piu' il delirio di onnipotenza di voler essere un giorno il "padreterno", beh........ era molto meglio rimanere al catechismo, al presepe, alle litanie della madonna e alla processione del corpus domini...

almeno e' tutto vero... anche se il cristianesimo non ha generalmente i mezzi per dimostrare la verita' della propria dottrina..

(scusa la franchezza... ma i forum sono fatti cosi', quando si posta qualcosa e' normale che gli altri partecipanti dicano la loro. Se i tuoi messaggi erano in una situazione dove non e' previsto l'intervento di "terzi"... non venivo certo a cercarti a casa per criticarti--- :-) )

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Messaggio da giacomo1968 » dom dic 04, 2005 10:29 am

[quote="yasodanandana"]
••tu fai l'esempio delle parabole, dove effettivamente che e' una parabola, ovvero un'allegoria e' detto dal testo stesso. Io parlo per i casi in cui non si fa alcuna menzione di tutto cio'.. e che e' una parabola, piuttosto che un avvemimento reale vorrebbe deciderlo il lettore arbitrariamente.

--e cosa mi dici del Ramayana? Non mi dire che credi davvero alla storia di un demone che rapisce la bella di turno?

Il simbolismo è il cuore di tutte le grandi religioni rivelate.
Ogni religione vive sempre su due piani: uno più sociale ed uno esoterico. Il primo è l'insegnamento per le masse, dove c'è un Dio che insegna agli uomini come comportarsi; il secondo viene rivelato dai maestri solo ai loro iniziati che possono comprenderlo e consiste nel processo che porta l'uomo a Dio e che il maestro realizzato insegna ai suoi discepoli, come Gesù ai suoi 12 o Maometto ai suoi (che poi sono i Sufi).
Così, nei vangeli Gesù mostra tutto il tempo, tra le righe, il processo di Liberazione che sta avvenendo dentro di sé, però se vai alla messa, nessun prete parlerà mai di queste cose.


••Se Dio nella Bhagavad Gita mi dice "lascia ogni altra forma di dovere e arrenditi semplicemente a me, io ti liberero' da tutte le reazioni karmiche, non avere piu' paura", non capisco quale insegnamento "vero" ci sia dietro, se non ce lo vogliamo mettere noi per forza..

-- l'insegnamento è molto semplice e non sono io che ce lo metto, ma quanto ti direbbero tutti coloro che studiano i testi da un punto di vista esoterico. L'insegnamento di Krishna è l'insegnamento della resa, della Meditazione Naturale o Sahaja Yoga. Ciò a cui ti devi arrendere non è un Dio antropomorfico, ma all'energia evolutiva dentro di te (che ovviamente non conosci perchè non hai nessuna pratica di questo).

••il conquibus non cambia di molto... trattasi comunque di un dio-non-dio che non sa di esserlo e che deve scoprirlo. Tu addirittura introduci un'idea ancora piu' limitante, ovvero quella di un dio che mai e' stato dio..

-- un dio che non è mai stato dio? E quando mai l'ho detto.
Ribadisco il concetto di base: Dio è Dio, ma all'inizio, come in un neonato, è completamente inconsapevole di sé - e può rimanere tale fino alla morte del corpo se la persona non risveglia la propria consapevolezza.

••mi dispiace ma il cortocircuito del dio che dovrebbe essere omnisciente che non sa invece nemmeno di essere chi e' e deve riscoprirlo rimane... Queste tue affermazioni, visto che siamo nel forum orientale, non sono supportate dottrinalmente, ma nemmeno dalla logica.

-- Questo è un forum di filosofie orientali o di Veda e Sanatana Dharma? Se parliamo di filosofie orientali, allora dobbiamo includere almeno il buddhismo, il taoismo e lo zen giapponese (che è una derivazione del buddhismo). Tutte queste filosofie non mostrano mai un Dio che parla agli uomini e gli dice cosa fare.
Prova a leggerti il Tao Te Ching, testo fondamentale, e vedrai che da nessuna parte si parla di un Dio esterno all'uomo.
Buddha, alla fine del proprio percorso disse: "Tutto è vuoto, e la forma non è altro che vuoto".
Nello Zen poi, solo si medita per l'Illuminazione e nessuno - in migliaia di anni - ha mai parlato di un Dio esterno.

Se tu invece preferisci buttare nel cestino queste filosofie e credere che solo la tua è quella vera fai pure...

••Quindi se io guardo con attenzione dentro di me, vedo qualcuno che vive interamente per "grazia" che gli piove dall'esterno. Tutto in me e pure nel mio corpo funziona per "regalo": lo scorrere del sangue, la nutrizione e digestione, il pensiero, il riposo e la rigenerazione che comporta, il piacere, il dolore, tutte cose che io mi ritrovo concesse per dono, non perche' me le sono create ed implementate da solo..

-- E' vero, sono d'accordo. Tutto funziona grazie però non a un Dio esterno, ma alla kundalini, o meglio, al prana che scorre.
L'idea che sono "io" che faccio tutto questo è assurda, come ho scritto nel primo intervento sulla Radice dell'Io.

••Quindi l'idea di poter riscoprire in me stesso il tutto, la completezza totale dell'esistenza, e' contrario ad una disamina sincera dello stato e della natura della mia vita sia interiore che esteriore.. sia corporale che spirituale

-- Il fatto che sia contrario è perchè lo analizzi con la logica e la ragione.
Dovresti invece iniziare una pratica di meditazione seria, dove proprio la ragione e la logica vengono messe da parte per percepire la verità senza i filtri della mente.


••ma la completa totalità e universalità dell'Essere che io e te non siamo, e non saremo mai, se no ne saremo coscienti ora e sempre.

-- Esatto! E' per questo che ti invito a mettere via i libri e a iniziare a meditare...


--Sono riuscito a spiegarmi?
••ovviamente si... il tuo e' una specie di advaitismo particolarmente rudimentale e fideistico. Addirittura introduci l'ipotesi "cristianeggiante" per la quale noi mai siamo stati allo stadio di perfezione.. che tu intendi come completa coincidenza col tutto..
la spiritualita' vedica e' piu' vicina ad una scienza che ad una fede... se ci infariniamo di un po' di termini "esotici" (karma, kundalini, yoga.. ecc.) ma poi ci inventiamo fantasiosamente qualcosa di ancora piu' irrazionale e disgregato del cristianesimo, con in piu' il delirio di onnipotenza di voler essere un giorno il "padreterno", beh........ era molto meglio rimanere al catechismo, al presepe, alle litanie della madonna e alla processione del corpus domini...

-- Certo, se la metti così sono d'accordo con te.
Però, tu non vedi il significato simbolico di tutti questi gesti e sacramenti.
io quando faccio le litanie alla madonna (che sono mantra...) li faccio con la consapevolezza che sono suoni archetipici che risvegliano la kundalini e che quindi conducono a Dio. I mantra, di qualunque religione siano, sono i suoni di Dio. Con questa consapevolezza, io pratico i mantra cristinani, mussulmani, yogici e buddhisti (e funzionano tutti!)

Comunque, non voglio dilungarmi oltre.
Invece, visto che ti piace studiare e leggere, ti consiglio - se non li hai già letti in profondità - tre libri fondamentali:

1) La presenza di Shiva - Stella Kramrisch (ed. Luni)
2) Il tempio Indù - Stella Kramirisch (ed. Luni)
3) Il mulino di Amleto - Giorgio de Santillana (Adelphi)

Sono tre libri molto profondi che spiegano e rivelano in parte il significato dei miti e del simbolismo nelle religioni.
Se hai il coraggio di leggerli, vedrai che arricchiranno molto il tuo punto di vista.

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Messaggio da yasodanandana » lun dic 05, 2005 2:29 am

cosa mi dici del Ramayana? Non mi dire che credi davvero alla storia di un demone che rapisce la bella di turno?
•••l'affermazione "bella di turno" e' chiaramente irrispettosa, irriverente.. quindi, dopo averti pregato di non alzare fra di noi inutili muri di incomunicabilita'...... non mi rimane che dire che le religioni, per capire se sono vere, false, simboliche o storiche, vanno seguite e praticate. Uno, alla fine del suo percorso, quanda sara' in grado di discernere la verita', non avra' piu' alcun dubbio.
Personalmente posso tranquillamente aspettarmi che gli avvenimenti che hanno a che vedere con personalita' divine, possano avere poco a che vedere con la logica umana. Quindi non cerco di farli diventare "simbolici" allo scopo di farli accettare dalla mia piccola mente..

Ogni religione vive sempre su due piani: uno più sociale ed uno esoterico.
••queste sono tuoi pareri che io non condivido.. fra l'altro anche gli "esoteristi" piu' autorevoli sono spesso daccordo col fatto che tale differenza di piani di lettura, nelle discipline orientali non sussista.
In realta' non mi interessa nemmeno che loro mi dicano che invece e' cosi' nel cristianesimo o in altri frangenti..
Le logiche sulle quali si muovono gli avvenimenti divini sono OVVIAMENTE sovrannaturali, quindi, non trovo un'operazione intelligente usare la nostra limitata mentalita' come parametro di giudizio per distinguere cio' che e' vero e cio' che e' allegorico. Fra l'altro le tue argomentazioni sarebbero piu' appropriate in bocca a qualcuno che volesse dimostrare che lo spirito non esiste e che tutte le religioni sono modi di raccontare l'evoluzione materiale dell'uomo o roba del genere............... invece ti sembra troppo soprannaturale e troppo poco logico che Ravana rapisca Sita e che poi intervenga Sri Ramachandra... pero' ti sembra logico il fatto di poter, un giorno, coincidere col tutto..
Ovvero tutto il sovrannaturale simboleggia concetti comprensibili dall'essere umano... meno il fatto che tu un bel giorno diventi Dio...

eddai!! :-)

l'insegnamento è molto semplice e non sono io che ce lo metto, ma quanto ti direbbero tutti coloro che studiano i testi da un punto di vista esoterico.
••ovvero.. io prendo l'orario ferroviario, leggo "ore 15.30 treno per milano".... e considero piu' furbo inventarmi che il treno e' un carro a cavalli, che parte alle 21 e che arriva a Verona.
Io so che esiste gente del genere... ma che mi dimostrino il perche' Dio o un suo rappresentante sia cosi' biecamente settario da lasciare un messaggio che risulti una favola per la massa e la realta' per un piccolo popolo eletto di esoteristi, alchemici o quant'altro..
Io sono iniziato nella scuola gaudya vaishnava da diversi anni (rimanendo comunque un coglione di prima categoria), una scuola che ha una tradizione di qualche migliaio di anni, in certe nazioni sono pure riconosciuto "ufficialmente" nella mia posizione (rimanendo sempre il deficiente che sono), conosco molte dottrine.. e quelle che a mio parere fanno evolvere di piu' la gente.. incindentalmente sono pure le meno segrete..
Ovvero parlano di verita' "altissime" e le dicono a tutti... senza piani nascosti..

--

L'insegnamento di Krishna è l'insegnamento della resa, della Meditazione Naturale o Sahaja Yoga.
••l'insegnamento di Krishna e' il karma-bhakti-yoga.. ovvero offrire tutto se stessi e le proprie azioni a krishna (=dio) in totale dedizione amorosa. Se le tue terminologie coincidono con qualcosa del genere, allora concordo con te..

Ciò a cui ti devi arrendere non è un Dio antropomorfico
••concordo... non e' Dio ad avere mediato la sua immagine dall'uomo... ma viceversa. Quindi non ho alcun interesse ad adorare un'immagine umana al posto di Dio..

ma all'energia evolutiva dentro di te (che ovviamente non conosci perchè non hai nessuna pratica di questo).
••l'energia evolutiva dentro di me e' fornita dallo Stesso che mi fornisce il sangue e la forza che lo fa scorrere.. quindi se io mi arrendo a Lui, ottengo pure il risveglio di qualsiasi forza mi permetta di ritornare alla mia condizione di perfezione originaria.
(le esperienze vanno vagliate e interpretate... se tu dalla tua pratica ottieni del piacere, non e' detto che questo voglia dire che stai progressivamente diventando Dio)

----

un dio che non è mai stato dio? E quando mai l'ho detto
••lo dici pure ora:

Dio è Dio, ma all'inizio, come in un neonato, è completamente inconsapevole di sé
••ecco qua'... e aggiungo che l'idea di Dio che nasce senza sapere di esserlo mi sembra una delle cose piu' bislacche che io abbia mai sentito. Tu parli di Dio come il "tutto", nel tutto non manca niente.. nemmeno la consapevolezza di essere tale "tutto"

Questo è un forum di filosofie orientali o di Veda e Sanatana Dharma?
••tu hai usato terminologie appartenenti a Veda e Sanatana Dharma. E se non le avevi usate la logica mi faceva comunque essere in disaccordo con te e mi dava, da sola, la possibilita' di interloquire. Quindi se vuoi fare finta che non ci siano riferimenti culturali e vuoi parlare solo di logica, sentimento, sensazioni, pelle, percezioni... a me va bene lo stesso...

Tutte queste filosofie non mostrano mai un Dio che parla agli uomini e gli dice cosa fare.
•••non posso farci niente... e posso anche considerare che, chi sia pesantemente oppresso dall'idea materialista che esista solo cio' che si puo' sperimentare con i sensi umani, puo' beneficiare del fatto che qualche filosofia, come se fosse una cura d'urto, efficace anche se non mancante di effetti collaterali, possa per ora dirgli che tutto e' spirito senza fare alcuna differenziazione fra le individualita' presenti in esso.
Infatti io non ritengo che Dio sia separato, non ritengo nemmeno che Dio sia uno con noi... ma ritengo che entrambe le modalita' sussistano simultaneamente.
Se io non sono coincidente con Dio.. Dio non e' omnipervadente.... ma se sono coincidente con Dio... a Dio manca la relazione e la consapevolezza eterna della propria condizione.
Quindi unita' e separazione sussistono simultaneamente.. e cio' e' bellissimo.. perche' io preferisco fare amicizia con te, che fondersi in un unita' e trovarsi in solitudine.. Non puo' esistere una perfezione alla quale mancasse la relazione, l'amicizia, l'amore... che perfezione sarebbe?

E' vero, sono d'accordo. Tutto funziona grazie però non a un Dio esterno, ma alla kundalini, o meglio, al prana che scorre.
••bene.. quindi tutto succede grazie a qualcosa che non siamo noi. Il fatto che tu usi due termini che non sono "dio" a me non disturba... uno dei nomi sanscriti di Dio e' "Prananath".. ovvero, colui che fornisce il prana... con tutti i significati attribuibili a questo termine..

Il fatto che sia contrario è perchè lo analizzi con la logica e la ragione.
••in effetti la fede cieca non mi interessa.. almeno fino a che frequento vie che mi permettono di realizzare spiritualita' e di risultarmi simultaneamente sorrette da una logica piuttosto forte. La differenza fra fede e intelletto non appartiene alla cultura della quale stiamo parlando. C'e' una parola "shraddha" che talvolta viene tradotta come "fede"... ma non e' esatto. Vuol dire fiducia nata grazie e sorretta dall'esperienza e dal raziocinio. Tutto insieme... niente e' da escludere..

Dovresti invece iniziare una pratica di meditazione seria
••meditazione significa "concentrare la mente su...". Non ci sarebbe bisogno di concentrarmi su me stesso se dentro me stesso ci fosse il tutto, ma lo sarei eternamente e senza sforzo. Infatti i (pochi) risultati della mia meditazione (offertami da una tradizione millenaria) mi convincono ancora di piu' che io sono piccolo.. che sono il servitore di tutti e del tutto.. che sono subordinato e relativamente impotente e che il supremo , il potente sono "altro da me". E mi fa pure piacere, dato che il fatto che io sia differente, mi garantira' la possibilita' di amare tale supremo.
Dato che l'amore si fa in due.. come minimo...

Però, tu non vedi il significato simbolico di tutti questi gesti e sacramenti.
••no... io vedo la realta' di queste comunicazioni con le personalita' che popolano il mondo della perfezione...

io quando faccio le litanie alla madonna (che sono mantra...) li faccio con la consapevolezza che sono suoni archetipici che risvegliano la kundalini e che quindi conducono a Dio.
••e fai pure bene. E funzionano perche' la madonna non e' un simbolo, ma e' un nome (come Radha, Parvati, Sita ecc.) della manifestazione divina che, in tutte le vie spirituali, offre ai praticanti, la possibilita' di amare Dio, l'amore e Dio stesso...
I mantra funzionano quando enunciano direttamente delle realta', non quando vorrebbero simboleggiare qualcosa..

Invece, visto che ti piace studiare e leggere, ti consiglio - se non li hai già letti in profondità - tre libri fondamentali
••se ne avro' occasione non manchero'.... rimane il fatto che tali Stella Kamrisch e Giorgio de Santillana sono umani come me, e quindi non necessito della loro interpretazione di vie, religioni e culture che io posso approcciare direttamente...
Ovviamente si puo' e si deve leggere di tutto... ma si debbono fare anche delle scelte. Se io ti raccomandassi di leggere quello che ritengo sia necessario leggere per formarsi come spiritualisti (e parlo di testi sacri letti senza intermediazioni), potrei fornirti una bibliografia da tenerti impegnato per tutta la vita... quindi, con sincerita', leggero tali libri quando tu che li hai letti me li renderai attraenti con un'esposizione convincente delle teorie che ritieni ti abbiano insegnato..

per ora mi stai dicendo che Dio all'inizio non lo e'... che deve fare un percorso per ricordarselo... e che quello sei tu e chiami "dio" la completa coincidenza col tutto come se questa fosse in definitiva la piu' elevata e quindi l'unica realta'...

la faccenda per ora non mi attrae.. ho sentito le tue teorie (abbastanza consuete) sostenute da testi e maestri in modo infinitamente piu' efficiente e autorevole (per esempio Sri Shankara acharya.. che per la "tua" tendenza ideologica e' come cristo per i cristiani)...

.. e ho inteso che trattasi di teorie che, se ben esposte, servono a far fare un passo avanti a chi e' un ateo/materialista sfegatato, ma che, dopo un minimo di "evoluzione", debbono essere accostate a pratiche e dottrine che descrivano come nel mondo dell'assoluto sia presente anche la varieta' insieme all'unita'...

quindi, per me, niente "io come ostacolo all'illuminazione"... anzi... ... :-)

giacomo1968
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Messaggio da giacomo1968 » lun dic 05, 2005 1:36 pm

[quote="yasodanandana"]cosa mi dici del Ramayana? Non mi dire che credi davvero alla storia di un demone che rapisce la bella di turno?
•••l'affermazione "bella di turno" e' chiaramente irrispettosa, irriverente.. quindi, dopo averti pregato di non alzare fra di noi inutili muri di incomunicabilita'...... non mi rimane che dire che le religioni, per capire se sono vere, false, simboliche o storiche, vanno seguite e praticate. Uno, alla fine del suo percorso, quanda sara' in grado di discernere la verita', non avra' piu' alcun dubbio.
Personalmente posso tranquillamente aspettarmi che gli avvenimenti che hanno a che vedere con personalita' divine, possano avere poco a che vedere con la logica umana. Quindi non cerco di farli diventare "simbolici" allo scopo di farli accettare dalla mia piccola mente..

--- Se ho offeso la tua sensibilità, ti chiedo scusa perchè non era mia intenzione. Comunque, non hai risposto alla mia domanda: che cos'è il Ramayana? Se non è una storia simbolica, come la devo intendere?
Esistono davvero i demoni? E questi rapiscono le donne? I cani parlano e comandano eserciti?
E che mi dici del Mahabharata? Ti prendo uno degli infiniti esempi che potrei farti: ad un certo punto Arjuna presenta ai propri fratelli e a sua madre la sua donna. La madre, forse leggermente confusa, gli dice di condividerla con i suoi fratelli.
Cosa dovrei intendere? Che devo condividere mia moglie con mio fratello?

Di esempi così ce ne sono un infinità, in tutti i testi sacri di tutte le religioni.
Se mi avvicino con la logica, dovrei buttare via tutto e a nulla mi serve la tua risposta che gli avvenimenti divini hanno poco a che fare con la logica umana. Se questo non è un atto di fede ciò che mi stai chiedendo dimmi tu...
Invece, ritengo che ogni personaggio e ogni situazione sia stata creata per mostrare qualcosa che va al di là della ragione e della logica, qualcosa di archetipico che si ripete in tutte le religioni del mondo, da quando l'uomo è sulla terra.

Ad esempio, lo sai che il mito del diluvio universale è presente, con sfumature diverse, in tutte le grandi tradizioni antiche (compresa quella indù?).
Perche? Questa è la domanda fondamentale!
Perchè c'è un insegnamento che gli antichi volevano farci arrivare, e non credo sia quello che dobbiamo attendere una nuova grande pioggia e qualcuno che ci farà salire su una barca.

•••Ovvero tutto il sovrannaturale simboleggia concetti comprensibili dall'essere umano... meno il fatto che tu un bel giorno diventi Dio...

eddai!! :-)
--- ma perchè ti da tanto fastidio pensare che anche tu sei Dio, come ogni cosa in questo universo?

Guarda che questo concetto non è mio originale, ma alla base di grandi religioni e filosofie (che probabilmente non conosci quando neghi questa ipotesi)
Solo per farti un esempio, il primo verso del Corano dice: "Non c'è Dio fuorché Dio".

E comunque, io o te un bel giorno non diventeremo Dio perchè lo siamo già.
Ribadisco che occorre risvegliare questa consapevolezza. Tale risveglio è l'Illuminazione.

Ancora, sottolineo che quando uso la parola Dio non intendo un'entità sovrannaturale, ma semplicemente ciò che c'è quando il sistema nervoso umano smette di interpretare la realtà che ci circonda e noi stessi.
Anche questo concetto, non è mio, sebbene la mia personale esperienza lo confermi, ma alla base di molte grandi vie spirituali.


••ovvero.. io prendo l'orario ferroviario, leggo "ore 15.30 treno per milano".... e considero piu' furbo inventarmi che il treno e' un carro a cavalli, che parte alle 21 e che arriva a Verona.

--- Quindi, secondo ciò che mi dice Arjuna nel Mahabharata, devo condividere mia moglie con i miei fratelli?



L'insegnamento di Krishna è l'insegnamento della resa, della Meditazione Naturale o Sahaja Yoga.
••l'insegnamento di Krishna e' il karma-bhakti-yoga.. ovvero offrire tutto se stessi e le proprie azioni a krishna (=dio) in totale dedizione amorosa. Se le tue terminologie coincidono con qualcosa del genere, allora concordo con te..
--- sì, coincidono, per cui concordiamo. Solo che per me Krishna è una espressione dell'energia evolutiva.

••l'energia evolutiva dentro di me e' fornita dallo Stesso che mi fornisce il sangue e la forza che lo fa scorrere.. quindi se io mi arrendo a Lui, ottengo pure il risveglio di qualsiasi forza mi permetta di ritornare alla mia condizione di perfezione originaria.
--- mi sembra che concordiamo. Nella via del Bhakti c'è la resa a Dio, mentre per lo Jnani tale resa è più impersonale.
----

un dio che non è mai stato dio? E quando mai l'ho detto
••lo dici pure ora:
--- Scusami ma continuo a non comprendere.


Tutte queste filosofie non mostrano mai un Dio che parla agli uomini e gli dice cosa fare.
•••non posso farci niente... e posso anche considerare che, chi sia pesantemente oppresso dall'idea materialista che esista solo cio' che si puo' sperimentare con i sensi umani, puo' beneficiare del fatto che qualche filosofia, come se fosse una cura d'urto, efficace anche se non mancante di effetti collaterali, possa per ora dirgli che tutto e' spirito senza fare alcuna differenziazione fra le individualita' presenti in esso.
Infatti io non ritengo che Dio sia separato, non ritengo nemmeno che Dio sia uno con noi... ma ritengo che entrambe le modalita' sussistano simultaneamente.
Se io non sono coincidente con Dio.. Dio non e' omnipervadente.... ma se sono coincidente con Dio... a Dio manca la relazione e la consapevolezza eterna della propria condizione.
Quindi unita' e separazione sussistono simultaneamente.. e cio' e' bellissimo.. perche' io preferisco fare amicizia con te, che fondersi in un unita' e trovarsi in solitudine.. Non puo' esistere una perfezione alla quale mancasse la relazione, l'amicizia, l'amore... che perfezione sarebbe?

--- Quì tocchi un punto importante.
Nella mia esperienza non è che si sperimenti l'unità e quindi la solitudine, ma una relazione assoluta con il tutto. L'amore umano è tra due persone, tra due entità, e comprende sempre la separazione.
L'amore divino invece è totalità, è unità e relazione al tempo stesso.
Quindi, la condizione umana è una condizione di separazione, dove c'è l'Io e il non-Io, mentre quando l'uomo sperimenta Dio, egli vive la totalità e la separazione svanisce, e questa totalità è RELAZIONE ASSOLUTA.
Quando si sperimenta, anche solo per un istante, l'Illuminazione e si vive questa relazione assoluta con tutti gli esseri viventi e con tutto il creato, questo è Amore Divino e da quì scaturisce ciò che i buddhisti chiamano "Compassione per tutti gli esseri senzienti".
Quindi, proprio per usare le tue parole, quando io mi fondo nella totalità trovo te, mia moglie, tutti e ogni cosa, e con tutto questo sono in relazione assoluta, dove non c'è separazione perchè non c'è l'Io che separa. Quindi, nella Perfezione c'è la Relazione Assoluta (e non la solitudine).
Da questa condizione osservo il mondo e provo tanta gioia e tanta compassione.
Non so se hai mai sperimentato una cosa del genere, ma se ti capiterà sono sicuro che cancellerà ogni tuo dubbio in merito perchè questa esperienza è così vera che niente e nessuno la può cancellare.



Però, tu non vedi il significato simbolico di tutti questi gesti e sacramenti.
••no... io vedo la realta' di queste comunicazioni con le personalita' che popolano il mondo della perfezione...
--- è un peccato che tu veda solo questo, perchè perdi un piano di insegnamento universale che va molto al di là di ogni singolo percorso.

io quando faccio le litanie alla madonna (che sono mantra...) li faccio con la consapevolezza che sono suoni archetipici che risvegliano la kundalini e che quindi conducono a Dio.
••e fai pure bene. E funzionano perche' la madonna non e' un simbolo, ma e' un nome (come Radha, Parvati, Sita ecc.) della manifestazione divina che, in tutte le vie spirituali, offre ai praticanti, la possibilita' di amare Dio, l'amore e Dio stesso...
I mantra funzionano quando enunciano direttamente delle realta', non quando vorrebbero simboleggiare qualcosa..
--- caro yasodanandana quì commetti un errore. LE PAROLE SONO SIMBOLI, e non sono io a dirtelo ma qualunque studioso di lingue.
Quindi, qualunque nome, essendo una parola, E' UN SIMBOLO.
Ti faccio un semplice esempio: tu sei seduto su una cosa che chiami sedia.
Ma la "sedia" in realtà non esiste perchè è solo un nome che tu dai ad una percezione del sistema nervoso. A prova di questo, dimmi ad esempio qual'è la differenza tra "tazzina", "tazza" e "Tazzone", oppure dove finisce un "torrente" ed inizia un "fiume".
Le parole sono simboli che servono al sistema nervoso per codificare la realtà che percepisce.
Quindi, Dio, Allah, Shiva, Madonna ecc. sono simboli di un'unica realtà che il nostro sistema nervoso non può percepire con i sensi.
Alla fin fine, forse tu dici la stessa cosa, ma non ne sono sicuro.

Invece, visto che ti piace studiare e leggere, ti consiglio - se non li hai già letti in profondità - tre libri fondamentali
••se ne avro' occasione non manchero'.... rimane il fatto che tali Stella Kamrisch e Giorgio de Santillana sono umani come me, e quindi non necessito della loro interpretazione di vie, religioni e culture che io posso approcciare direttamente...
--- direttamente? E come? Tu dimentichi che hai un sistema nervoso che intepreta tutto il tempo.
Tu credi che leggendo direttamente la Bhagavad Gita ricevi la Verità direttamente?
Mi spiace deluderti, ma questo è falso, perchè il tuo sistema nervoso, in base ai valori, i dati e tutti gli schemi sociali, educativi ed evolutivi, raccoglie alcune informazioni e ne omette molte altre.
Così, solo per darti un dato, gli esperti del funzionamento del cervello hanno stimato che quando si osserva una realtà, si raccolgono solo il 0.000054% delle informazioni disponibili.
Quindi, caro amico, posso tranquillamente dirti che ti sei perso quasi tutto della Bhavagad Gita!

Quindi, a cosa servono gli altri? Ad aiutarci a percepire qualche informazione in più che ci è sfuggita, perchè non eravamo in grado di raccoglierla o magari perchè non volevamo raccoglierla, soprattutto quando non coincide con i dati già dentro di noi.

••quindi, con sincerita', leggero tali libri quando tu che li hai letti me li renderai attraenti con un'esposizione convincente delle teorie che ritieni ti abbiano insegnato..
--- No, mi spiace, ma non sono io che devo renderti attraenti gli insegnamenti di altre vie.
Semmai, dovresti essere tu, in qualità di vero ricercatore spirituale, ad interessarti spontaneamente delle altre Vie.
Il fatto invece che non ne provi interesse mostra, temo, una tua chiusura di base a quanto non coincide con gli insegnamenti che ricevi dalla tua scuola.
Questo secondo me è il vero problema, non solo tuo ma di molti religiosi. La chiusura verso le manifestazioni di Dio diverse dalla propria.
Se tu leggessi i libri suddetti, come ad esempio il Tao Te Ching, solo per dirne uno "grosso", andresti probabilmente in crisi perchè ciò che c'è scritto, almeno a parole, è molto diverso dal tuo punto di vista.

Sono convinto che un vero ricercatore spirituale che desideri conoscere Dio debba conoscere tutte le vie attraverso le quali la Verità si è manifestata.
Sono felice per te che frequenti una scuola di tradizione millenaria, ma stai attento, perchè il pericolo in questi casi è di divenire presuntuosi e di ritenere di avere tutta la verità che serve, e quindi di mettersi su un piedistallo e di giudicare negativamente le altre vie.
Tante volte purtroppo mi è capitato di parlare a religiosi e di trovare questa chiusura.
Se posso permettermi di darti un consiglio, se riconosci in te questo seme di presunzione, abbattilo, ma non a parole (come quando ti definisci un "c...."), ma proprio mettendo in discussione tutto quanto hai imparato finora.
Non ti sto dicendo di abbandonare la tua via, visto anche che ti da molto, ma di aprirti alle altre vie, in modo anche esperenziale, perchè così facendo scopriresti che tutte affermano la stessa cosa, la stessa Verità e smetteresti di giudicarle e di giudicare coloro che le seguono.

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Messaggio da yasodanandana » lun dic 05, 2005 3:00 pm

Comunque, non hai risposto alla mia domanda: che cos'è il Ramayana? Se non è una storia simbolica, come la devo intendere?
••ti rispondo che non lo so con precisione.. ma che rimango aperto ad arrivare un giorno a vedere la realta' letterale del ramayana. D'altra parte la spiritualita' e' una pratica, non assumere delle convinzioni artificialmente perche' la nostra mente si tranquillizzi.
Quindi il fatto che poi tu mi elenchi (in modo inesatto) faccende eclatanti e sovrannaturali descritte in tale testo e in altri, non mi cambia niente. Anzi mi fa sorridere che uno giudichi simbolico il ramayana o il mahabharata e poi ci creda quando qualcuno gli dice che diventera' il padreterno..
A me, anche rimanendo nella piccola logica umana sembra piu' plausibile che le scimmie organizzino eserciti e combattano, che io possa diventare Dio..

Ad esempio, lo sai che il mito del diluvio universale è presente, con sfumature diverse, in tutte le grandi tradizioni antiche
Perche?
••forse perche' e' successo veramente. Se succede qualcosa in tutto il mondo, e' normale che in tutto il mondo ci siano "giornalisti" che ne facciano una cronaca secondo il loro stile.. Oppure hai ragione tu... lo sapremo solo quando vedremo integralmente la verita'..

ma perchè ti da tanto fastidio pensare che anche tu sei Dio, come ogni cosa in questo universo?
••semplicemente mi sembra una cosa illogica.. siamo in un forum? si... quindi esprimere una differenza di opinione non corrisponde necessariamente a provare fastidio, odio, nausea, capogiri e giramenti di scatole :-)

il primo verso del Corano dice: "Non c'è Dio fuorché Dio".
••quindi se solo Dio e' Dio... come faremo noi a "diventarlo" in futuro? Quell' "e'" denota proprio il fatto che la condizione di "supremo" e' eterna, con eterna consapevolezza di esserlo. Non che uno non lo sa e poi lo diventa...

E comunque, io o te un bel giorno non diventeremo Dio perchè lo siamo già.
Ribadisco che occorre risvegliare questa consapevolezza.
••Dio e' il modello piu' alto di esistenza. Introdurre in Dio l'ignoranza (da recuperare in un qualche processo evolutivo) e' una contraddizione in termini

••ovvero.. io prendo l'orario ferroviario, leggo "ore 15.30 treno per milano".... e considero piu' furbo inventarmi che il treno e' un carro a cavalli, che parte alle 21 e che arriva a Verona.
--- Quindi, secondo ciò che mi dice Arjuna nel Mahabharata, devo condividere mia moglie con i miei fratelli?
••io se vado alla stazione mi rifaccio agli orari... decidere che tali orari vanno interpretati non e' qualcosa da fare "perche' mi va cosi'". E, ripeto, se tu interloquissi con me per proporre l'inesistenza della spiritualita', potrei anche capire.. invece proponi idee, teorie e raggiungimenti che sono infinitamente piu' improbabili di quello che trovi scritto negli "itihasa" e che, evidentemente, ti sturba.
Oppure... se la verita' palese non esiste... perche' discutere con me cercando di stabilirne una?


sì, coincidono, per cui concordiamo. Solo che per me Krishna è una espressione dell'energia evolutiva.
••benissimo... e quindi non coincidono e non concordiamo nemmeno un po'... :-)

Nella via del Bhakti c'è la resa a Dio, mentre per lo Jnani tale resa è più impersonale.
••jnana vuol dire "conoscenza".... se uno da un percorso di conoscenza non ha capito che la realta' ultima e' Dio, che lui e' eternamente supremo e noi eternamente subordinati, e che siamo legati da un eterno rapporto "amoroso" (bhakti...), ma ha capito qualcosa di differente, non sta' nel jnana ma nell'ajnana .. ovvero nell'ignoranza

L'amore divino invece è totalità, è unità e relazione al tempo stesso.
••e quindi l'io mio e l'io di Dio sono necessari ed eterni. Se no come facciamo, uniti come due amanti, essere diversi quanto basta per poterci scambiare sentimenti? E c'e' pure l'io tuo.. che entra "a pari merito" in questa relazione.. L'amore e' unita' e varieta' al tempo stesso..
Quindi se tu mi parli di relazione, non puoi qualche riga dopo o prima, parlarmi del fatto che con qualche pratica si diventa il tutto o dio o l'assoluto o roba del genere.

uando io mi fondo nella totalità trovo te
••fondersi significa che le differenziazioni finiscono. Prendo un pezzo di ferro, lo butto nella fornace della fonderia, e lui, fuso, perde la sua individialita'. Quindi se tu, nelle tue "estasi", senti comunione col tutto, vuol dire che non ti fondi col tutto ma che mantieni (giustamente) la tua individualita'.

Non so se hai mai sperimentato una cosa del genere
••non c'e' niente di peggio, per chi pratica la spiritualita', che farsi bello con le proprie esperienze. Quindi identificami pure con il peggior ignorante e materialista..

caro yasodanandana quì commetti un errore. LE PAROLE SONO SIMBOLI, e non sono io a dirtelo ma qualunque studioso di lingue.
••questo succede nell'ambiente "terreno", dove esiste la dualita' tra definizione e soggetto, tra nome e sostanza. Ma, come entrambi abbiamo accettato, lo spirito non e' fatto di dualita' e schizofrenie. Tutto cio' che e' nello spirito esiste, non definisce..

Quindi, Dio, Allah, Shiva, Madonna ecc. sono simboli di un'unica realtà
••non simboli o definizioni... ma potenze che tale "realta'" esprime anche simultaneamente..
Io, a seconda di chi mi approccia nella mia vita di tutti i giorni, sono Yasodanandana, Mario, l'insegnante, il chitarrista, l'arrangiatore, il vicino di casa rumoroso, il marito, il figlio, il nipote, l'amico, il datore di lavoro o il dipendente..
Questa varieta' di "sfaccettature" che sprimo col mio unico carattere, non significa che dietro a tutto questo "ambaradan" ci sia un'energia o un'esistenza indefinita o interna al metabolismo di qualcun altro.
Semplcemente c'e' una persona.......... io...

Tu credi che leggendo direttamente la Bhagavad Gita ricevi la Verità direttamente?
••quindi potro' beneficiare del fatto di leggere gente che ha scritto libri su libri su libri scritti sulla Bhagavad Gita per avere piu' chiarezza? Ovvero piu' filtri ci sono e piu' la cosa funziona? Piu' umani fallaci ci sono di mezzo a dirmi cosa devo capire da un testo e piu' capisco?

Quindi, a cosa servono gli altri? Ad aiutarci a percepire qualche informazione in più che ci è sfuggita
••va bene... ma ci vuole o no l'esperienza diretta di una cultura, di dati che vorremmo giudicare? Tu, anche sapendo che quando le dai un bacetto percepisci lo 0.000054% del bacetto stesso, baci tu stesso tua moglie, o mandi un altro e poi te lo fai raccontare ? :-)

Semmai, dovresti essere tu, in qualità di vero ricercatore spirituale, ad interessarti spontaneamente delle altre Vie.
••non identificare le "altre vie" semplicemente con le opere che mi proponi.. io non ho detto che non allargo la mia informazione e formazione, io ho detto che siccome la giornata dura 24 ore, scelgo di leggere quando chi mi propone tale lettura, me la rende in qualche modo, attraente.
Per esempio non leggo i romanzi con harry potter e nemmeno tex willer o cosmopolitan... fino a che per qualche motivo, non mi sembri attraente farlo.
Pero' mi piace frequentare questo forum... se tu ritieni che riportare qualche passo da opere che ti sembrano valevoli, possa risultare utile e quindi invogliare chi ricerca ad assumere le tue stesse fonti di informazione... fallo..

Se tu leggessi i libri suddetti, come ad esempio il Tao Te Ching, solo per dirne uno "grosso", andresti probabilmente in crisi perchè ciò che c'è scritto, almeno a parole, è molto diverso dal tuo punto di vista.
••invece tale lettura non mi ha fatto tale effetto.. non ha funzionato cosi'.. ripeto che non ho difficolta' a vedere alcune culture "impersonali" come "propedeutiche" per far arrivare chi ne ha bisogno a certe acquisizioni.

caro amico... il concetto e' che per non saper offrire argomentazioni che siano soddisfacenti per entrambi, sei costretto a definirmi chiuso, fanatico o quant'altro per rimettere a posto tutto lo scenario..

sicuramente lo sono... ma io per ora ho prestato attenzione agli argomenti lasciando la tua persona esente da giudizi e critiche... tu invece, carico di realizzazioni e immersioni nell'assoluto sei qui' che non hai altre argomentazioni che attribuirmi appellativi..

se permetti la via e i concetti che ti hanno portato ad essere cosi' problematico nello scambio di idee, continuano a non risultarmi interessanti... non perche' fai male a giudicarmi, anche se lo fai su tue visioni fantasiose di come dovrei essere e dovrei comportarmi........ ma perche' non ti e' rimasto niente di meglio da dire per sostenere i tuoi pareri..

:-)

ciao!!

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