Sono stanca!!

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alea
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Sono stanca!!

Messaggio da alea » sab nov 26, 2005 10:23 pm

Chiedo scusa se torno su un argomento già discusso più volte. Sono piuttosto stanca e depressa per il modo in cui tutto il peso dell'accudimento di Chicco ricade su di me, da quando è nato, di giorno e di notte - e non certo per cattiva volontà di suo padre, che fin da subito ha fatto di tutto per lui (cambiarlo, fargli il bagnetto, addormentarlo nella fascia), quanto perché ormai non si lascia quasi nemmeno più toccare da lui senza urlare. Siamo una coppia ipercollaudata e serena, senza tensioni e senza problemi di sorta (per ora e per fortuna); suo padre lo adora, è affettuoso e dolce di natura (più di me, che tendo invece al nervosismo); non riesco proprio a capire perché si sia creata questa situazione. Chicco è stato fin da subito piuttosto esigente: i primi mesi non stava con nessuno oltre a me, dormiva pochissimo se tentavo di appoggiarlo nella culla, non stava nel passeggino - praticamente da quando è nato ce l'ho addosso letteralmente giorno e notte. Dorme infatti con noi nel lettone, o avvinghiato a me o con un dito nel mio orecchio (sigh!), spesso attorcigliato sopra la mia testa (perciò mi tira e mi strappa i capelli, benché involontariamente): non è che mi riposi molto. Di giorno sta con la tata la mattina (con cui fra l'altro mostra un lato volitivo e imperioso che non gli conoscevo), con me per il resto del tempo: durante questo tempo non posso fare praticamente nulla senza averlo in braccio - nemmeno lavarmi i denti, tanto per intenderci (non parlo di una mezz'ora per fare la doccia: finisce spesso che la faccio con lui per non sentirlo gridare). Io capisco che ciò è dovuto di volta in volta a esigenze diverse: ora ha bisogno della coccola, ora vuole vedere quello che faccio o prendervi parte, ora è stanco e ha bisogno di dormire... Fatto sta che ci sono solo le sue esigenze, e io finisco ormai quasi sempre per innervosirmi e alzare la voce. Lui ci resta molto male, a volte piange, altre volte cerca di trattenersi - e questo fa sentire me malissimo! Ogni volta mi riprometto di stare più attenta, ma la stanchezza ha la meglio. Non so più cosa fare. Ciò che non riesco a capire è la contraddizione (a mio modo di vedere) fra il suo essere sereno e socievole (sta volentieri con la tata o con le zie; nelle situazioni nuove cerca subito il contatto amichevole anche con gli estranei, dopo un breve periodo di ricognizione, senza cercarmi, anzi, visibilmente contento di avere altra compagnia), dolce e affettuoso anche con chi vede raramente, e così ossessivo nei miei confronti quando siamo soli o così riottoso quando c'è anche suo padre. Tanto per fare un esempio, ieri c'era da noi una coppia di nostri amici con una bambina della sua età (sedici mesi) e per tutto il pomeriggio mi ha quasi ignorato: un po' è stato in braccio all'altra mamma (come anche l'altra bambina: ma era la sua mamma...), un po' ha giocato con altri o per i fatti suoi; appena se ne sono andati, la cozza si è attaccata allo scoglio, come ho letto in qualche topic... Perché fa così?!? Non sarebbe più "normale" avere timori nei luoghi estranei o in presenza di persone non familiari, e attaccarsi semmai in quelle situazioni? Qualcuno può aiutarmi a capire? Se capissi, forse sopporterei meglio...
Grazie
Ale

Emy
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Messaggio da Emy » dom nov 27, 2005 10:04 am

Non saprei forse aiutarti...forse hai bisogno di mettere dei paletti? Proprio per non sbottare.

Soffre di GC :-)?

Rita
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Messaggio da Rita » dom nov 27, 2005 1:47 pm

Alea!!!!
Senbra che tu stia parlando di Nicolas!!!!
Tutta, tutta la descrizione che fai della situazione è identica alla nostra, partendo dalla maniera in cui dorme, fino ad arrivare allo stare sempre in braccio, ma solo quando siamo noi 2 o noi 3, io, lui ed il suo papà...
Non ti dico in che maniera ho cucinato a mezzoggiorno!!!
Poi me la prendo anche con mio marito colpevole ( secondo me, ma a torto, solo che sono così stanca che straparlo!) di non riuscire a coinvolgere il bambino in maniera tale da permettermi di riposare un po' braccia e schiena.
Io do la colpa a l mio rientro al lavoro xchè prima Nicolas no era così...
Sembra quasi che non voglia perdersi un solo attimo di mamma e che ne approfitti quando lei è insieme a lui, x non staccargli mai le braccia dal collo...
Ieri pomeriggio e l'altro ieri, eravamo soli in casa, non siamo usciti xchè faceva freddissimo ed aveva nevicato.
Lui neppure giocava, voleva solo starmi in braccio, con il ditino in bocca e con i miei capelli fra le dita.
Io lo assecondo molto xchè mi sento in colpa x le mie assenze lavorative, ma anche a me capita di sbottare...
Ho la schiena a pezzi e dormo praticamente nulla, sono felice dell'amore che mio figlio mi dimostra, ma certe volte, davvero, non ce la faccio più, sono stanca!!!!!
Hai tutta la mia solidarietà!
Ti abbraccio, Rita
Ps. Sarà mica una fase tipica dell'età?
Nicolas ha quasi 18 mesi...

alea
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Messaggio da alea » dom nov 27, 2005 3:44 pm

Non so se soffre di GC... Un po' è inevitabile che lo coinvolga nelle attività quotidiane indispensabili, ma un po' mi sono accorta che non c'è divertimento maggiore per lui che prendervi parte: preferisce di gran lunga mescolare la minestra in piedi su una seggiola davanti al fornello che giocare in qualsiasi modo. Siamo al punto che io, anticasalinga e negata per eccellenza per la cucina, mi invento faccende da sbrigare o biscotti da cucinare solo per farlo partecipare... Insomma, una forma di CC travestito da GC, a volte! Però ovviamente usciamo in giardino, andiamo al parco, in biblioteca-bimbi, in piscina, giochiamo e soprattutto leggiamo moltissimo (a lui piace che gli si "inventino" i libri).
Il problema vero è proprio la faccenda "paletti": sono sempre assai insicura su dove collocarli. Non voglio crescerlo un piccolo anarchico, ma nemmeno vorrei responsabilizzarlo troppo e farlo diventare un adulto in miniatura, tuttavia stento davvero a trovare la misura. E' proprio su questa misura che avrei bisogno di confronti e di sapere come si regolano altri: cosa proibiscono e in che modo, come si comportano per farsi ascoltare etc.
Cara Rita, confesso che anch'io mi sono ritrovata a volte nelle tue descrizioni di Nicholas e ho scritto pensando proprio anche a voi (tra l'altro, mi colpisce sempre la dolcezza, l'entusiasmo e l'amore con cui ti esprimi nei tuoi interventi). Mi sono chiesta anch'io se c'entrasse il lavoro, ma io ho ripreso da quando Chicco aveva cinque mesi e sono impegnata solo due giorni a settimana fuori casa, con lunghissime vacanze estive (insegno in conservatorio). E' vero però che anche quando sono a casa lui sta con la baby sitter, la mattina: sarà come se fossi fuori, per lui? Però viene a salutarmi, a portarmi una foglia secca o un pezzo di pane, sa esattamente dove sono e che può venire quando vuole... E' che, comunque, da un lato sono convinta che gli faccia bene trascorrere tempo con altre persone, dall'altro mi sento in colpa perché lo faccio: vederlo così mi fa pensare di stare sbagliando qualcosa - e ormai sono davvero al limite, più psicologicamente che fisicamente.
ale

Rita
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Messaggio da Rita » lun nov 28, 2005 10:26 pm

alea ha scritto:ho scritto pensando proprio anche a voi (tra l'altro, mi colpisce sempre la dolcezza, l'entusiasmo e l'amore con cui ti esprimi nei tuoi interventi).
Grazie Ale, è bello x me leggere queste parole.
Credimi, lo stesso amore che tu cogli in me, io lo colgo in te.
Alea ha scritto: vederlo così mi fa pensare di stare sbagliando qualcosa - e ormai sono davvero al limite, più psicologicamente che fisicamente.
ale
Lo so. Non posso aiutarti, ma ti abbraccio forte.
Un bacio, Rita

carlapioneer
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Messaggio da carlapioneer » mar nov 29, 2005 10:10 pm

Cara Alea,
la cozza che si attacca allo scoglio vive anche in questa casa e anche io ci sono delle mattine che sono stance proprio come tu hai detto. Ora stiamo provando una interessante dinamica, abbiamo spostato Romeo dal lettone sul materasso di fianco al lettone. Sento Romeo molto vocino anche lì e arrivo dal lui subito quando lo sento , ma nei periodi della notte in cui dorme più profondamente non ci disturbiamo a vicenda e dormiamo di più. E mi alzo di umore ben diverso e più riposata , non succede sempre ma abbastanza da darmi una pausa.
Prova
Caio Carla

alea
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Messaggio da alea » mer nov 30, 2005 10:12 pm

Grazie Carla, proverò - anche se non riesco proprio a immaginarmi come possa funzionare per noi: il tempo massimo in cui riesce a dormire senza sentire la mia presenza (cioè senza sentirmi fisicamente incollata) è un'ora (calcolata), poi si sveglia...
Ciao
Ale

anan
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Re: Sono stanca!!

Messaggio da anan » ven dic 02, 2005 10:16 pm

alea ha scritto:accudimento di Chicco ricade su di me, da quando è nato, di giorno e di notte - e non certo per cattiva volontà di suo padre, che fin da subito ha fatto di tutto per lui (cambiarlo, fargli il bagnetto, addormentarlo nella fascia), quanto perché ormai non si lascia quasi nemmeno più toccare da lui senza urlare.
anche a noi succedeva lo stesso. ora, con la nascita di lorenzo (alessandro ha 3 anni e 9 mesi) , alessandro ha conquistato il papà. ora mangia con lui, va a letto con lui, gioca con lui...
dagli tempo, vedrai che passerà e un giorno chicco si renderà conto che ha una mamma e un papà e può scegliere fra i due.

buona fortuna

anna

anan
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Messaggio da anan » ven dic 02, 2005 10:25 pm

alea ha scritto: Il problema vero è proprio la faccenda "paletti": sono sempre assai insicura su dove collocarli. Non voglio crescerlo un piccolo anarchico, ma nemmeno vorrei responsabilizzarlo troppo e farlo diventare un adulto in miniatura, tuttavia stento davvero a trovare la misura.
io direi che il bon senso ti aiuterà a trovare il posto giusto per i paletti.
il loro posto cambia da famiglia a famiglia. ci sono cose che per me non sono un problema, mentre per te possono esserlo.

alessandro è cresciuto un po' anarchico. per vari motivi solo su poche cose ci siamo veramente impuntati. forse abbiamo sempre pensato che fosse troppo piccolo per capire, non so.
però, con il senno di poi credo che avremmo dovuto fare diversamente.
non so, spesso anziché affrontare un problema trovavamo il modo per agirarlo.
per esempio, l'altro giorno era su tavolo in ginocchio. la tata, anziché sgridarlo e dirgli che sul tavolo non si sta. lo ha tolto dicendo che c'era un aereoplano alla finestra.
ecco, io credo che questa non sia la strada giusta. i problemi vanno affrontati in maniera esplicita.
in questo caso, sul tavolo non si sta, stop!

forse sono stata un po' contorta

anna

Antonella Sagone
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Messaggio da Antonella Sagone » ven dic 02, 2005 10:58 pm

anan ha scritto:per esempio, l'altro giorno era su tavolo in ginocchio. la tata, anziché sgridarlo e dirgli che sul tavolo non si sta. lo ha tolto dicendo che c'era un aereoplano alla finestra.
ecco, io credo che questa non sia la strada giusta. i problemi vanno affrontati in maniera esplicita.
in questo caso, sul tavolo non si sta, stop!
forse sono stata un po' contorta
macché, sei stata chiarissima!

sono d'accordo con te: nazi queste situazioni sono proprio quelle in cui un gesto (tirarlo giù dal tavolo) vale più di mille parole.

E poi, anche se è nel nostro liguaggio comune, dire "questo non si fa", linguisticamente per un bambino piccolo è un controsenso, una di quelle cose contraddittorie che dicono i grandi: infatti, si che si fa, lui lo sta facendo!
Meglio "questo non voglio che lo fai" o "questo non ti permetto di farlo". Poi se vuoi spiega, ma che le parole stiano sulle dita di una mano...

Puoi anche non dire niente, solo toglierlo da sopra il tavolo.
Antonella

Rita
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Messaggio da Rita » sab dic 03, 2005 2:14 pm

Antonella Sagone ha scritto:
Puoi anche non dire niente, solo toglierlo da sopra il tavolo.
Antonella
Che solievo!!!
Spesso, questo è il metodo che adopero io, ma avevo sempre pensato di non comportarmi nel migliore dei modi... Sentir dire che, al contrario, potrebbe essere un sistema x farsi capire, mi fa proprio un gran piacere!!!

Anche x me mettere dei paletti è difficile.
Purtroppo le lacrime di Nicolas hanno proprio l'effetto che lui desidera, ossia mi rendono totalmente vulnerabile e permissiva...
So di sbagliare, ma spesso capita che le abbia vinte tutte lui, al primo occhietto lucido...
Qualche paletto, ad ogni modo, l'ho dato anche io...
Ad esempio, a me non va di rincorrerlo xchè mangi.
Quindi, o mangia seduto comodo, oppure, se ha voglia di giocare, pazienza, mangerà più tardi, ma di certo io non lo rincorrerò x la casa!
Nicolas mangia sempre di buon gusto e molto serenamente, quindi penso di averci azzeccato.
Altro paletto... La manina x attraversare la starda... Ecco, può correre dove vuole, tranquillamente, sotto la mia vigilanza, ma senza che io lo tocchi, ma, diamine, quando si attraversa la strada lui DEVE darmi la manina, a qualsiasi costo, contro qualsiasi lacrima!!!!
Insomma, io metto pochissimi paletti, ci sono pochissime cose che non voglio che Nicolas faccia, ma su quelle piccole cose sono irremovibile...
Sul resto... Si, sono una mamma molto permissiva, ma (x il momento) non vedo questo come un problema, anzi.
Un bacione, Rita

alea
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Messaggio da alea » sab dic 03, 2005 2:42 pm

Invece il mio problema è che non ho capito che tipo di mamma sono... Ovvero, in generale non mi sembra di assillarlo particolarmente, tuttavia i famigerati "paletti" non sono pochissimi - forse anche perché non ho una casa a misura di bambino. Mi spiego: per me fuori può giocare dove vuole con tutto quello che vuole, bagnarsi, saltare nelle pozzanghere, pasticciare con la terra, senza che nessuno gli dica nulla; in casa, benché abbia rimosso tutto il possibile dalla sua portata, come ho già detto ho ancora troppi oggetti che non voglio farmi distruggere: così fioccano i no se martella il pianoforte con la sua pala, se butta a terra i libri, ma anche se vuole giocare nel bidet o con i detersivi (in giro ci sono solo quelli chiusi ermeticamente)... In altre parole, non ho difficoltà a farmi ascoltare, perché lui è visibilmente contento di farmi contenta; però io mi chiedo: sto crescendo in questo modo una scimmietta ammaestrata? E il suo attaccamento manifesto può essere causato in parte da questo fatto?

Antonella Sagone
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Messaggio da Antonella Sagone » sab dic 03, 2005 9:55 pm

Rita ha scritto:Purtroppo le lacrime di Nicolas hanno proprio l'effetto che lui desidera, ossia mi rendono totalmente vulnerabile e permissiva...
So di sbagliare, ma spesso capita che le abbia vinte tutte lui, al primo occhietto lucido...
Ma il fatto che ti commuovi e dispiaci per le lacrime di tuo figlio non è affatto sbagliato, anzi! Però questo che c'entra con il tornare sui tuoi passi e permettergli quello che un attimo prima gli hai impedito?

mi spiego (cambia tu l'esempio con ciò che è calzante con voi): lui sale sul tavolo, tu lo tiri giù, lui piange, tu NON lo lasci risalire sul tavolo... però puoi abbracciarlo, consolarlo e, in tutta sincerità, dirgli che ti dispiace vedere che lui è così arrabbiato per non potere salire sul tavolo...
come sempre, il concetto è che i comportamenti possono essere sanzionati, i sentimenti no.

Per quanto riguarda i tuoi paletti, direi: pochi ma buoni! Mi trovano del tutto d'accordo... non direi che tu sei permissiva, se le cose che non gli impedisci non sono un problema per la tua famiglia, né mettono in pericolo lui, perché proibirle?

Antonella

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Messaggio da Antonella Sagone » sab dic 03, 2005 10:04 pm

alea ha scritto:In altre parole, non ho difficoltà a farmi ascoltare, perché lui è visibilmente contento di farmi contenta; però io mi chiedo: sto crescendo in questo modo una scimmietta ammaestrata? E il suo attaccamento manifesto può essere causato in parte da questo fatto?
le case sono diverse, e quindi solo tu puoi sapere quali sono i limiti giusti per tuo figlio, nell'ambito della tua casa e della tua famiglia. Stai crescendo funa scimmietta ammaestrata? Guarda tuo figlio, penso che puoi risponderti da sola... io ho un concetto diverso di scimmia ammaestrata. la scimmia ammaestrata è il bambino che ha imparato ad "apparire" come i genitori vogliono che sia (non ad esserlo...). Ho in mente certe scene...
ciccio, dai un bacino alla nonna! titti, di' un po' alla zia, come fa il cane? bibi, batti batti le manine! chicco, apri la bocca che il trenino entra nella galleria, aaaam!!
ecco, questa è la scimmietta.

Un bambino che accetta di buon grado i limiti che gli pongono i genitori, è un bambino adattabile forse, questo fa parte del carattere; però non significa che sia "ammaestrato". Nè che sia attaccato a te per questo, non c'entra nulla. Tanti bambini alla sua età sono molto attaccati alla mamma... anzi, sai, se avessimo ancora la pelliccia, sarebbero attaccati anche fisicamente!
L'importante è che abbia anche degli spazi dove può fare quello che si sente, se la tua casa non è a misura di bambino, portalo fuori il più possibile...!

Antonella

alea
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Messaggio da alea » sab dic 03, 2005 10:38 pm

Scava, scava, arriviamo allora al nocciolo (per me, niente affatto occulto) della questione: fin da piccolissima ho imparato ad associare l'amore all'eccellenza (ovvero: solo se riesco al massimo livello in tutto ciò che faccio sono degna di essere amata), per le grandi aspettative che mia madre, in assoluta buona fede, ha sempre riposto in me. Io non l'ho mai delusa, e senza il minimo sforzo da parte mia né costrizione da parte sua, ma dentro di me non mi sono mai sentita del tutto all'altezza di nessuna situazione, perché non mi sono mai sentita accettata incondizionatamente. Scusate questo lungo sproloquio, ma solo come necessaria premessa per spiegare quanto sono angosciata dal timore di ripetere lo stesso errore con Federico, che allo stadio attuale si manifesta in due forme: 1) non vorrei che il suo attaccamento fosse patologico e indice di insicurezza; 2) non vorrei indurgli il senso di essere accettato solo se si comporta come gli richiedo - e questo dubbio mi viene proprio per la sua docilità: se gli dico di non fare qualcosa comincia a dire "no, no" sorridendo, mi viene vicino e mi dà un bacio... Vedo che gli altri bambini in situazioni simili si arrabbiano, si impuntano, piangono... Io vorrei educarlo, non domarlo - e, come dice Antonella, non perdo occasione per dimostrargli che sto stigmatizzando un comportamento e non rifiutando la persona. Paradossalmente, se reagisse con più caparbietà credo che avrei le idee più chiare (forse perché io sarei così: più testarda e volitiva).

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