Poster su influenza Aviaria
Inviato: ven nov 25, 2005 3:00 pm
Vogliamo segnalare l'uscita di un poster sull'influenza aviaria, formato
50x70cm, a colori e con foto (accludiamo il testo)
Il poster è richiedibile in più copie per metterlo ovunque vi venga in
mente, biblioteche, centri sociali, negozi biologici o sui muri e le
pensiline della vostra città.
Per richiederlo scrivete a :
[email protected]
oppure per posta a:
Laboratorio Antispecista, via De Predis 9, 20155 Milano
Sono gradite donazioni ( a noi costano 15 centesimi l'uno) e contributi
per le spese postali. Grazie.
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INFLUENZA AVIARIA
un pericolo - una causa precisa
Non si fa altro che parlare dei pericoli del virus H5N1, ma tra psicosi
e rassicurazioni rimane sempre qualcosa di non detto. Esperti e magnati
del settore avicolo non ci dicono una cosa fondamentale: perché mai
nascono e perché si diffondono in tal modo questi virus?
Nessuno menziona la verità più banale, cioè che il pericolo non deriva
tanto da un singolo virus, ma da un intero sistema di allevamento
intensivo. La pubblicità propone polletti ruspanti e felici. Niente di
più falso: gli animali sono rinchiusi a migliaia in enormi capannoni,
sono indeboliti dalle continue selezioni e modificazioni, vivono in
condizioni dove i virus si moltiplicano e mutano continuamente, tanto
che solo grandi quantità di antibiotici li fanno sopravvivere
(antibiotici che ov viamente finiscono nelle carni e nelle uova).
Queste vere e proprie fabbriche nascono da logiche di profitto, senza il
minimo interesse per il cosiddetto benessere animale o per la salute di
chi comprerà i loro prodotti. Questi luoghi sono la causa del pericolo
che il virus dai volatili passi agli umani e sono tutti uguali, in Cina
come in Italia.
Sin dall'inizio di questa vicenda si è parlato della possibilità di
milioni di morti, la famosa pandemia. Una stima simile è stata data con
la consueta disinvoltura. Ormai abituati a vivere in un mondo devastato
da guerre, inquinamento e disastri ambientali sembra normale che ci
dicano di prepararci a morire in massa senza ricevere spiegazioni. Per
ora l'unica certezza è che le vere vittime sono gli animali, sterminati
a milioni non dall'influenza ma da mani umane senza pietà, seppelliti
vivi in fosse piene di corpi scomposti e disperati.
L'umanità sembra in mano a scienziati, governi e allevatori che si
affannano a convincere i cosiddetti consumatori che non vi è alcun
rischio nel mangiare carne e uova e si fanno ritrarre pateticamente
mentre si abbuffano senza timore. Il quadro dell'influenza aviaria non è
chiaro a nessuno di loro, ma hanno bisogno di persone senza dubbi né
paure e che non smettano mai di consumare.
Gli ordini sono di continuare a mangiare carne da una parte, dall'altra
di farsi vaccinare e di ingoiare farmaci. Così saranno contenti sia gli
industriali del settore avicolo sia le industrie farmaceutiche alle
quali i governi stanno commissionando lo studio e la produzione di
vaccini.
Per trovare una soluzione bisogna invece andare sempre alla radice dei
problemi: in questo caso porre fine agli allevamenti e alla miopia che
non permette di vedere in un pollo un animale e nelle uova un prodotto
di sofferenza.
50x70cm, a colori e con foto (accludiamo il testo)
Il poster è richiedibile in più copie per metterlo ovunque vi venga in
mente, biblioteche, centri sociali, negozi biologici o sui muri e le
pensiline della vostra città.
Per richiederlo scrivete a :
[email protected]
oppure per posta a:
Laboratorio Antispecista, via De Predis 9, 20155 Milano
Sono gradite donazioni ( a noi costano 15 centesimi l'uno) e contributi
per le spese postali. Grazie.
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INFLUENZA AVIARIA
un pericolo - una causa precisa
Non si fa altro che parlare dei pericoli del virus H5N1, ma tra psicosi
e rassicurazioni rimane sempre qualcosa di non detto. Esperti e magnati
del settore avicolo non ci dicono una cosa fondamentale: perché mai
nascono e perché si diffondono in tal modo questi virus?
Nessuno menziona la verità più banale, cioè che il pericolo non deriva
tanto da un singolo virus, ma da un intero sistema di allevamento
intensivo. La pubblicità propone polletti ruspanti e felici. Niente di
più falso: gli animali sono rinchiusi a migliaia in enormi capannoni,
sono indeboliti dalle continue selezioni e modificazioni, vivono in
condizioni dove i virus si moltiplicano e mutano continuamente, tanto
che solo grandi quantità di antibiotici li fanno sopravvivere
(antibiotici che ov viamente finiscono nelle carni e nelle uova).
Queste vere e proprie fabbriche nascono da logiche di profitto, senza il
minimo interesse per il cosiddetto benessere animale o per la salute di
chi comprerà i loro prodotti. Questi luoghi sono la causa del pericolo
che il virus dai volatili passi agli umani e sono tutti uguali, in Cina
come in Italia.
Sin dall'inizio di questa vicenda si è parlato della possibilità di
milioni di morti, la famosa pandemia. Una stima simile è stata data con
la consueta disinvoltura. Ormai abituati a vivere in un mondo devastato
da guerre, inquinamento e disastri ambientali sembra normale che ci
dicano di prepararci a morire in massa senza ricevere spiegazioni. Per
ora l'unica certezza è che le vere vittime sono gli animali, sterminati
a milioni non dall'influenza ma da mani umane senza pietà, seppelliti
vivi in fosse piene di corpi scomposti e disperati.
L'umanità sembra in mano a scienziati, governi e allevatori che si
affannano a convincere i cosiddetti consumatori che non vi è alcun
rischio nel mangiare carne e uova e si fanno ritrarre pateticamente
mentre si abbuffano senza timore. Il quadro dell'influenza aviaria non è
chiaro a nessuno di loro, ma hanno bisogno di persone senza dubbi né
paure e che non smettano mai di consumare.
Gli ordini sono di continuare a mangiare carne da una parte, dall'altra
di farsi vaccinare e di ingoiare farmaci. Così saranno contenti sia gli
industriali del settore avicolo sia le industrie farmaceutiche alle
quali i governi stanno commissionando lo studio e la produzione di
vaccini.
Per trovare una soluzione bisogna invece andare sempre alla radice dei
problemi: in questo caso porre fine agli allevamenti e alla miopia che
non permette di vedere in un pollo un animale e nelle uova un prodotto
di sofferenza.