Ho ytrovato un bellissimo a favore del crudismo..
http://www.europeanconsumers.it/articol ... sezione=21
cosa mangiano i vegetariani?, di franco libero manco
COSA MANGIANO I VEGETARIANI?
di Franco Libero Manco
Essere vegetariani non significa seguire una dieta vegetariana quanto abbracciare un nuovo stile di vita. Non si tratta di sapere cosa mangiare quanto cosa non mangiare. I vegetariani non mangiano carne e pesce e mangiano tutto il resto, i vegani non mangiano neppure i derivati da animali e mangiano tutto quanto la natura offre e che per millenni, o milioni di anni, hanno mangiato i nostri progenitori.
Volendo dare delle indicazioni sommarie che però, sia chiaro, non coincidono con la regola del buon vivere dei vegani e degli igienisti, si può considerare quanto segue.
Innanzi tutto è quanto mai opportuno indirizzare le proprie scelte verso gli alimenti provenienti da agricoltura biologica o, meglio ancora, biodinamica.
La nostra alimentazione dovrebbe essere composta prevalentemente da alimenti vivi, cioè crudi, come frutta e verdura: gli alimenti cotti sono cibi uccisi dal fuoco, sottraggono vitamine all’organismo e tutti i nutrienti che hanno perso con la cottura.
Occorre consumare i pasti in un ambiente sereno, con serenità e calma, in silenzio, possibilmente, con il televisore spento, senza fretta in modo da masticare e insalivare bene i cibi. Se ciò che ingeriamo non è ben triturato ed insalivato lo stomaco non trae dagli alimenti le necessarie sostanze nutritive e la digestione è più difficoltosa. Succede che ci si sazia senza nutrirsi.
Non bisogna mai alzarsi da tavola totalmente sazi né mangiare quando non si ha fame, cioè quando non si è digerito il pasto precedente. Se la sera a cena si è esagerato è buona regola saltare la colazione o prendere solo un frutto. Se il serbatoio della nostra automobile è pieno non si mette altro carburante. Non si consumano i pasti solo perché è arrivata l’ora del pranzo o della cena ma quando il nostro organismo ce li richiede attraverso una sana e naturale fame.
Schema della dieta giornaliera.
La mattina appena svegli è opportuno bere uno o due bicchieri d’acqua, possibilmente a basso contenuto di residuo fisso, con l’accortezza che sia non a temperatura ambiente ma stiepidita sul fuoco in modo che sia sempre della stessa temperatura dello stomaco che la riceve.
Colazione.
La colazione dovrebbe essere a base di frutta, possibilmente di una sola qualità. I frullati di frutta o i centrifugati vanno bene se consumati immediatamente ma meglio sarebbe consumare direttamente la frutta o i vegetali allo stato naturale. Se si vuole qualcosa di caldo si può prendere una tisana e magari dei biscotti di frumento, integrali. Per chi non sa rinunciare al latte può utilizzare quello di soia o di riso o di mandorle, ricordandosi che tutto ciò che è conservato ha subito trattamenti e contiene conservanti.
A metà mattinata è utile consumare altra frutta e, lontano dai pasti, è sempre consigliabile bere un bicchiere d’acqua. Le nostre cellule hanno bisogno di acqua per funzionare bene. I fruttariani o i crudisti non hanno bisogno di bere molta acqua dato che la assumono direttamente dai vegetali e dalla frutta: la vera acqua di cui il nostro organismo ha bisogno.
Pranzo.
E’ utile far precedere il pranzo, e la cena, da un’abbondante insalata, possibilmente mista. Le insalate dovrebbero essere composte da tutto ciò che può essere consumato crudo, cioè lattuga, ravanelli, carota, pomodoro, sedano, cavolfiore, verza ecc. ed anche verdura di campo come il crespino, la cicoria ecc. Meglio non tagliuzzare la verdura perché oltre ad ossidarsi si perdono preziosi sali minerali. Se proprio la si vuole tagliuzzare è preferibile strappare con le mani le foglie piuttosto che usare il coltello. Condirla meno possibile, utilizzando poco olio a spremitura a freddo, qualche goccia di limone e (per chi non ne potesse fare a meno) pochissimo sale e pochissimo aceto.
Il riso e la polenta sono meglio della pasta (essendo questa un alimento colloso) ma se la si vuole consumare è meglio farlo con parsimonia come il pane che è bene sia integrale e da agricoltura biologica.
Per secondo si possono consumare patate bollite o al forno, verdura cotta, zucca, funghi ecc. Conviene evitare le fritture: l’olio portato ad alte temperature oltre ad essere indigesto produce sostanze mutagene e cancerogene. Altrettanto dannosi sono gli alimenti cotti alla griglia. Una bistecca contiene benzopirene quanto 600 sigarette. Mentre è utile consumare, anche se con moderazione, le noci, le mandorle o le nocciole: sono vere e proprie bombe proteiche.
Non bisognerebbe bere durante i pasti, perché le bevande diluiscono i succhi gastrici, ma se proprio non se ne può fare a meno, mezzo bicchiere di vino rosso a pasto il nostro organismo riesce a metabolizzarlo senza grandi problemi.
Merenda.
A metà pomeriggio è consigliabile, come per la mattina, consumare della frutta fresca e, lontano dai pasti, è utile bere qualche bicchiere d’acqua.
Cena.
La cena dovrebbe, come il pranzo, essere preceduta da cruditè: finocchio, sedano, carote ecc.
Si può consumare una minestra di verdure e, senza eccedere, una porzione di legumi (piselli, fagioli, fave, lenticchie ceci ecc.). Chi vuole arricchire maggiormente la tavola può utilizzare il tofu, il seitan o fettine di soia che si possono trovare nei negozi di cibi biologici.
E’ bene evitare la tanto decantata pasta e fagioli o riso e piselli e così via, in quanto questi due componenti richiedono differenti tempi di digestione e possono causare fermentazione nell’intestino: è consigliabile mangiarli in tempi separati, magari la pasta a pranzo ed i legumi a cena. Chi non riesce a fare a meno dei derivati da animali consiglio di consumare non il latte o i suoi derivati ma le uova, non più di uno a settimana. Un solo uovo contiene colesterolo quanto 300 grammi di carne. Consumare un uovo al giorno significa aumentare del 12% la percentuale di colesterolo nel sangue e del 24% la possibilità in più di un attacco cardiaco.
Dolci in genere e gelati.
Lo zucchero di cui abbiamo bisogno è quello contenuto nella frutta. I dolci fatti con zucchero raffinato, come tutte le farine raffinate, non dovrebbero essere consumati. Se proprio si sente la necessità di ingerire qualcosa di dolce è meglio consumare frutta secca, come datteri naturali, prugne, albicocche, fichi secchi, uva passa ecc. In ogni modo sia i dolci che i gelati (se proprio non si riesce a farne a meno) dovrebbero essere consumati lontano dai pasti: sia il freddo del gelato che i dolce rallentano la digestione.
Spezie, peperoncino e condimenti.
I cibi dovrebbero essere consumati allo stato naturale o, al limite cotti a vapore in recipienti di vetro o di acciaio. Se proprio si vuole insaporire le pietanze è meglio fare uso, con moderazione, di spezie al posto del sale il quale, è bene ricordare, esercita un’azione inibitoria su alcune funzioni vitali dell’organismo oltre a predisporre l’individuo all’ipertensione. Anche il peperoncino, essendo un irritante, è consigliabile consumarlo con parsimonia. Il limone è un frutto acidificante e come tutti gli acidificanti o le bevande fermentate, come il vino, non fanno bene all’organismo, anche se le tollera in quantità limitate: E’ opportuno usare sempre l’olio extravergine di oliva tenendo presente che questo riveste con una patina di grasso i cibi rendendoli in parte inattaccabili ai succhi gastrici e che questo fa aumentare la putrefazione gastro-intestinale oberando fegato e reni. Lo zucchero industriale è un ladro di calcio, favorisce l’osteoporosi, irrita le mucose e l’apparato digerente, sottrae minerali all’organismo, genera acidità gastrica, paralizza l’attività intestinale, danneggia la funzionalità delle cellule cerebrali. Il caffè, come il tè sono eccitanti, impediscono la fissazione del ferro nelle ossa. Meglio una tisana d’erbe o un caffè d’orzo.