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Nepal: un quindicenne è il «Piccolo Budda»

Inviato: gio nov 24, 2005 10:33 am
da ganesha
Riporto questa notizia apparsa sul corriere: esagerazioni giornalistiche (e speculazioni commerciali) a parte è molto interessante.

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È stato già ribattezzato il «Piccolo Budda» e i più devoti affermano che non mangia e non beve da più di sei mesi: è Ram Bomjon, un giovane di quindici anni che da mesi vive in meditazione sotto un albero nella giungla del Nepal. Migliaia di pellegrini si recano nello sperduto luogo asiatico per adorare quello che è già considerata un'autentica divinità.

Alcuni testimoni giurano di aver visto una luce che si emanava dalla sua fronte e la sua fama ha già superato i confini del Nepal: il governatore della regione di Bara, Santa Raj Subedi, ha chiesto aiuto alle autorità statale per controllare l'afflusso di pellegrini che ogni giorno visitano il nuovo profeta. Inoltre, anche una squadra di scienziati si è recata sul posto per esaminare il caso.

I medici locali hanno osservato a lungo il giovane mistico, ma non hanno saputo spiegare come fa il ragazzo a vivere senza nutrirsi. L'unica cosa di cui sono certi è che sia vivo.

Uno dei motivi che ha scatenato l'intenso pellegrinaggio sono anche le analogie tra la storia di Ram Bomjon e quella di Budda, che nacque nel 543 a. C. a circa 200 km dai luoghi in cui è vissuto Ram Bomjon e che avrebbe raggiunto l'Illuminazione dopo aver meditato 49 giorni sotto un albero sacro. Il giovane è seduto sotto un grosso albero nella stessa posizione assunta da Budda durante la meditazione ma da molti più giorni.

La madre del ragazzo, chiamata Maya Devi come la madre storica di Budda, è stata più volte intervistata dalle televisioni locali e ha ammesso sia la sua gioia sia la sua ansia. «Dio lo ha chiamato nella foresta e io ho fede in Dio e credo che lo alimenti. Certamente è diventato più magro. All'inizio della giornata il suo colorito è molto bianco, come se non ci fosse sangue nel suo corpo, ma appena il sole sorge egli diviene sempre più colorato e luminoso».

Il fervore dei devoti è esploso la settimana scorsa quando un sepente avrebbe morso Ram, ma egli avrebbe continuato a meditare senza scomporsi. Dopo cinque giorni egli avrebbe finalmente parlato: «Chiedo alle persone di non chiamarmi Budda. Non ho l'energia di Budda. Io sono solo una divinità di livello inferiore. (Tell the people not to call me a Buddha. I don't have the Buddha's energy. I am at the level of rinpoche) Un serpente mi ha morso, ma io non ho bisogno di cure. Ho bisogno invece di sei anni di profonda meditazione».

Il mistero rimane. I più cinici pensano che il piccolo Budda sia solo un impostore, ma che la sua presenza assicuri buone entrate economiche al turismo del paese. Infatti i pellegrini alloggiano e mangiano nei luoghi dove il nuovo profeta affronta la sua meditazione .

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http://www.corriere.it/Primo_Piano/Este ... udda.shtml

Inviato: lun nov 28, 2005 3:35 pm
da giacomo1968
Gentile Ganesha,

l'articolo che riporti è molto interessante.
Hai qualche notizia in più?

nessuno sviluppo

Inviato: ven dic 02, 2005 8:27 am
da ganesha
ciao Giacomo,
scusa il ritardo: per ora non si trovano altre notizie. E' in corso un inchiesta per chiarire gli aspetti medici e finanziari della vicenda: la giungle infatti pare si sia trasformata in un supermercato spirituale, dove vengono vendute fotografie, amuleti, bevande, biciclette e quant'altro... questo ovviamente potrebbe non avere nulla a che fare con Ram.

om shanti,
ganesha

Inviato: ven dic 02, 2005 10:34 am
da giacomo1968
Gentile Ganesha,

attendo allora sviluppi...

Intanto, se non lo conosci, ti vorrei consigliare di cercare su internet di un altro giovane, molto famoso in India, Jnaneshwar, che a soli 21 anni raggiunse la Liberazione.

Quando andai al suo Samadhi in India, trovai un piccolo libretto in inglese sulla sua (breve) vita. Davvero notevole.

Lo conosci?

Ram Bomjon

Inviato: lun feb 20, 2006 12:20 pm
da ganesha
Ti riferisci al personaggio storico? ne ho sentito parlare ma non ho mai avuto l'occasione di leggere della sua vita.

Riporto qui di seguito un nuovo articolo su Ram Bomjon tratto da repubblica.it di oggi.

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BARA (NEPAL) - Il giovane aspirante Budda sta accoccolato da nove mesi nell'incavo di un albergo gigante, quasi fosse un ventre materno, nelle foreste di Chitwan. La sua sagoma si distingue appena, nell'ombra fitta degli alberi di banyan e sal. Eppure Ram Bahadur Bomjon, 16 anni, nepalese, contadino del villaggio di Ratnapur, è lì, seduto immobile sotto la chioma del pipal dal 17 maggio del 2005, apparentemente senza mangiare né bere. A 30 metri di distanza, un piccolo binocolo lo inquadra dalla testa ai piedi, isolato da due sbarramenti di filo spinato eretti per proteggerlo da curiosi e provocatori.

Gli abitanti del villaggio hanno formato un comitato, e uno di loro ci invita a non fare rumore, a dare un'occhiata veloce, mentre dietro di noi s'incolonnano nepalesi e tibetani giunti da diverse regioni del Paese. Tutti sbirciano con trepidazione e scattano foto al ragazzo, mentre lui è fisso a terra senza muovere un muscolo, i capelli scesi ormai alle spalle, coperto da un mantello viola.

Sono tanti i misteriosi episodi che circondano il ragazzo, terzo di sette figli di poveri contadini del Terai, di etnia Tamang originaria del Tibet. Dopo il gelido inverno passato seminudo nell'incavo dell'albero, tre settimane fa alle otto di sera i devoti e i pellegrini hanno notato bagliori di fiamma provenire dai suoi abiti. Secondo i testimoni accorsi a soccorrerlo, il calore emanava direttamente dal suo corpo: un prodigio filmato e trasmesso in televisione.

In tibetano la tecnica "di calore interno", o tummo è praticata dagli yogi delle grotte sull'Himalaya per sopravvivere alle rigide temperature invernali, ma pochi ne conoscono i segreti, trasmessi da maestro a discepolo. "Occorrono un'attitudine mentale e una determinazione fuori dal comune - dice John Reynolds, studioso e scrittore americano specializzato nelle antiche religioni del Tibet -. È difficile spiegare in un libro come un essere umano possa restare senza cibo né acqua così a lungo".

Autorità e medici possono avvicinarsi a non meno di cinque metri, per non disturbare lo stato di assorbimento del "Budda boy". Quanto agli scettici, una troupe tv nepalese ha osservato l'adolescente per cinque giorni, ricorrendo agli infrarossi la notte: lui era immobile come una statua. A costo di suscitare una rivolta tra i devoti, una delegazione dell'Accademia reale delle scienze si appresta a compiere un blitz per un controllo medico destinato a svelare il segreto del giovane nepalese, la cui celebrità dilaga fino alla capitale Katmandu, e nel mondo.

Come tutti i membri del suo clan etnico di bassa casta dei Tamang - oltre il 30 per cento della popolazione nepalese - Ram è un devoto delle scuole buddiste tibetane, dei mistici dell'Himalaya dagli straordinari poteri psichici. All'età di 14 anni, ispirato da un nonno lama, si recò in pellegrinaggio a Lumpini, luogo di nascita del Budda storico vissuto 500 anni prima di Cristo, e poi a Deradun in India da un maestro dell'antica scuola tibetana Sakyapa.

Dopo due anni di studio delle complesse tecniche yoga che attivano attraverso il respiro gli invisibili canali sottili del corpo umano per il controllo della cosiddetta energia prana, Ram tornò la primavera scorsa per metterli in pratica nel suo villaggio di Ratnapur. A mezzanotte del 17 maggio lasciò la famiglia per addentrarsi nell'inestricabile boscaglia, con l'intenzione di restarvi - in quella posizione - per altri sei anni, tanti quanti ne passò 2500 anni fa il vero Budda sotto un analogo albero di pipal a Bodhgaya, in India. Ma a pochi mesi dall'inizio del ritiro, Ram era già una celebrità.

Due grandi archi di legno e stoffa colorata con la scritta Welcome accolgono oggi i visitatori in una radura riempita da venditori di samosa fritte, bandierine di preghiera e rosari, mentre un banchetto del Comitato offre santini, libretti e Cd con foto e biografia di Ram. Secondo le autorità hanno raccolto già l'equivalente di 6.000 euro, alimentando i dubbi degli scettici.

La squadra di scienziati inviati dalla capitale dovrebbe sciogliere gli interrogativi. Ma in queste terre di grande spiritualità il "piccolo Budda" non è il solo ad avere stabilito record di digiuno totale. Nella vicina India un celebre pastore dell'Andra Pradesh chiamato Bala Yogi, visse nel secolo scorso per molti anni praticando lunghe astinenze da cibo e acqua. In Madhya Pradesh è ancora in vita un vecchio sadhu che si lascia saltuariamente controllare dai medici di una clinica di Bhopal. Da decenni vive di aria e sole, e durante i quindici giorni prescritti per gli esami clinici non tocca cibo né acqua, tranne poche gocce per lavare i denti.

Inviato: lun feb 20, 2006 2:47 pm
da StefaniaVegan
Ho letto anche io questa notizia sul mensile Hera! Allora voi dite che è fattibile?!
Queste notizie mi incuriosiscono sempre....