Matrimonio con doppietta
Inviato: mer nov 23, 2005 11:32 am
Da IL GIORNALE - di Paolo Bertuccio
Sposo in doppiopetto? No, con la doppietta -
"Diciamoci la verità: per i cronisti mondani sarebbe stata
una pacchia. Dopo una noiosissima serie di matrimoni in
cui l'unico commento sull'abito dello sposo riguarda quel
centimetro in più o in meno di pantalone del frac o
l'eterna lotta tra papillon e cravatta, ecco la
possibilità di sbizzarrirsi con la critica della camiciona
a quadri, l'interpretazione degli scarponi, l'esegesi
della cacciatora.
Eh, sì, perché ieri mattina, nel municipio di Isola del
Cantone, Ignazio ha dichiarato eterno amore a Marina, ma
allo stesso tempo ha confermato altrettanto eterno amore
alla caccia, «la cosa che amo da più tempo, da prima di
conoscere le donne». In che modo? In ossequio al vecchio
adagio secondo cui «l'uomo è cacciatore», Ignazio ha
deciso di formalizzare la cattura della sua preda più
preziosa presentandosi davanti al sindaco in
un'impeccabile tenuta venatoria, tra l'ovvio entusiasmo
dei presenti, molti dei quali cacciatori a loro volta e,
in quanto tali, regolarmente vestiti di verde mimetico.
Un trionfo per gli appassionati di questo sport, che
hanno dato vita ad un allegro quanto singolare happening
in divisa d'ordinanza. Happening che, non fosse stato per
la gentile presenza della neo moglie e dei fiori, vista la
stagione poteva essere scambiato per un raduno prima della
partenza per la battuta.
Breve cerimonia, foto di rito e per l'allegra brigata è
venuto il momento dei festeggiamenti, da tenersi
rigorosamente davanti a una tavola imbandita di cibi
tutt'altro che vegetariani. Alla faccia, viene da pensare,
di chi organizza digiuni in favore dei fringuelli.
Unico grande assente, il fucile: peccato, in alternativa
all'ormai logoro lancio del bouquet sarebbe stata
un'originale idea tirare qualche schioppettata. A salve,
naturalmente. E tantomeno sulle ragazze in età da marito,
pronte alle spalle della sposa."
Sposo in doppiopetto? No, con la doppietta -
"Diciamoci la verità: per i cronisti mondani sarebbe stata
una pacchia. Dopo una noiosissima serie di matrimoni in
cui l'unico commento sull'abito dello sposo riguarda quel
centimetro in più o in meno di pantalone del frac o
l'eterna lotta tra papillon e cravatta, ecco la
possibilità di sbizzarrirsi con la critica della camiciona
a quadri, l'interpretazione degli scarponi, l'esegesi
della cacciatora.
Eh, sì, perché ieri mattina, nel municipio di Isola del
Cantone, Ignazio ha dichiarato eterno amore a Marina, ma
allo stesso tempo ha confermato altrettanto eterno amore
alla caccia, «la cosa che amo da più tempo, da prima di
conoscere le donne». In che modo? In ossequio al vecchio
adagio secondo cui «l'uomo è cacciatore», Ignazio ha
deciso di formalizzare la cattura della sua preda più
preziosa presentandosi davanti al sindaco in
un'impeccabile tenuta venatoria, tra l'ovvio entusiasmo
dei presenti, molti dei quali cacciatori a loro volta e,
in quanto tali, regolarmente vestiti di verde mimetico.
Un trionfo per gli appassionati di questo sport, che
hanno dato vita ad un allegro quanto singolare happening
in divisa d'ordinanza. Happening che, non fosse stato per
la gentile presenza della neo moglie e dei fiori, vista la
stagione poteva essere scambiato per un raduno prima della
partenza per la battuta.
Breve cerimonia, foto di rito e per l'allegra brigata è
venuto il momento dei festeggiamenti, da tenersi
rigorosamente davanti a una tavola imbandita di cibi
tutt'altro che vegetariani. Alla faccia, viene da pensare,
di chi organizza digiuni in favore dei fringuelli.
Unico grande assente, il fucile: peccato, in alternativa
all'ormai logoro lancio del bouquet sarebbe stata
un'originale idea tirare qualche schioppettata. A salve,
naturalmente. E tantomeno sulle ragazze in età da marito,
pronte alle spalle della sposa."