Club innamorati della carne...
Inviato: mar nov 22, 2005 3:46 pm
Se in tutta la provincia di Pordenone e oltre si trova un solo ristorante (cucina indiana) che fa ANCHE vegetariano (vegano qui è una parola tra l'arabo e l'aramaico antico) e che non so quanto durerà, lo dobbiamo anche a questo club di cui allego una vecchia (2004) intervista al suo presidente.
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GENTE SPECIALE Il Club naoniano degli innamorati della carne parteciperà oggi alla sfida del gusto in Toscana
Le bistecche di Obelix al mondiale dei macellai
Rosse, sugose, prelibate e gigantesche, in grado di scatenare la passione al primo morso a un tipo del calibro di Obelix, ma ancora orfane di un piatto adeguato, che riesca a contenerle. Sono le super bistecche, da 7 chili l'una e un diametro di circa 65 centimetri, che il "Club innamorati della carne, amore al primo morso" - nato quasi per gioco a Pordenone, il giorno di San Valentino di due anni or sono - porterà oggi alla 4. edizione della Festa mondiale del macellaio.
Per il quarto anno consecutivo, infatti, tra le dolci colline toscane, nel piccolo borgo di Panzano in Chianti si terrà la gustosa performance dei macellai di tutto il mondo, organizzata da Dario Cecchini, il difensore della "fiorentina", in onore del Beato Tommaso Bellacci, protettore dei macellai. «Ma non sarà soltanto una degustazione di piatti speciali e una celebrazione del gusto» precisa Germano Vicenzutto, 46 anni, macellaio di Fiume Veneto, fondatore del Club degli innamorati della carne, che conta ormai ben 211 iscritti, «dei quali - precisa - Cecchini, il poeta della carne, è il numero 206. La Festa dei macellai ha un grande valore solidaristico, poichè il ricavato sarà devoluto a favore della Fondazione dell'ospedale pediatrico Anna Meyer di Firenze. Lo scorso anno, per questo scopo, abbiamo raccolto 16 mila 350 euro».
- Perchè lo definisce il poeta della carne?
«Per essere precisi "il poeta della fiorentina". Quella con l'osso, sulla cui tragica scomparsa Dario ha scritto e recitato versi danteschi. Ed è passato alla storia per aver organizzato nel marzo del 2001, alla vigilia della messa al bando della fiorentina da parte dell'Unione Europea, il Funerale della bistecca, nel cuore del Chianti».- E perchè il beato Tommaso è diventato il patrono dei macellai?
«Tommaso, nato a Firenze nel 1370, era figlio di macellai o "beccai", come si dice in toscano, provenienti dal Castello di Linari in Val d'Elsa. In gioventù, pur lavorando con il padre, era uno scapestrato, dissoluto, frequentatore di cattive compagnie. Un po' come San Francesco. Anche per lui, infatti, arrivò il pentimento e la conversione ed entrò nell'Ordine francescano dei frati Minori».
- Come le è venuto in mente di creare il Club degli innamorati della carne?
«L'idea mi è venuta durante il brutto periodo della "mucca pazza", quando molti consumatori della carne, spaventati ingiustamente, hanno preferito abbandonare l'acquisto di questo importante alimento. Ma perché perdere il piacere di mangiare una bistecca alta due dita? Oppure uno stracotto? Oppure un bollito misto? Mi sono detto. E così, insieme con un gruppo di amici, ma soprattutto di buongustai, patiti per la carne, abbiamo deciso che invece di passare dal filetto alle carote era più giusto cercare ciò che di meglio può offrire il mercato, proprio per continuare a leccarsi i baffi. Così il 14 febbraio 2002 abbiamo dato vita al Club innamorati della carne, amore dal primo morso»
- Però non vi siete fermati alla buona cucina...
«L'obiettivo era ed è quello di trascorrere insieme serate organizzando incontri non solo enogastronomici, ma anche visite guidate in aziende del settore, corsi di galateo, degustazioni guidate, serate di gastronomia con noti cuochi, e attraverso i piatti che si servono in tavola ricercare le tradizioni dimenticate dalla frenesia moderna. Unendo, insomma, cucina, buon vino, formaggi e quanto serve per soddisfare il gusto di vivere la qualità. Ma ora abbiamo intenzione di andare oltre tutto ciò».
- Quali progetti avete?
«Sino ad ora al club hanno aderito tanti consumatori e buongustai e anche alcuni dei più rappresentativi ristoratori del Friuli. Ora vorremmo ampliare la presenza di macellai, i quali per associarsi dovranno necessariamente servirsi dai fratelli Ossari, una ditta specializzata e super certificata che cura tutta la filiera, dal seme piantato in terra sino alla coscia tagliata a pezzi sul bancone della macelleria. L'obiettivo è insomma quello della qualità e del ritorno al mestiere puro, come lo era una volta. Per intendersi, ora tante macellerie, per paura di non riuscire a sbarcare il lunario si sono trasformate in piccoli supermercati: tengono i surgelati, i vasetti sott'olio, la pasta... E in questo modo, a nostro avviso si perde l'obiettivo primario del mestiere».
- Lei è figlio d'arte?
«No. Sono macellaio per vocazione e ne sono molto orgoglioso. Amo il mio lavoro e soprattutto sono un carnivoro, buongustaio patentato».
- Ma non vi preme avere sul bancone anche suino e pollame certificati?
«Certamente. E questo è un altro dei nostri obiettivi. Stiamo trattando con varie aziende che si sono dette disposte a a crescere le bestie con un'alimentazione certificata. Prima o poi ne nascerà un patto. Ne sono certo».
- Di che tipo sono le maxi bistecche che cucinerete alla festa mondiale del macellaio?
«Di carne sopraffina. La Garronese, allevata in Piemonte e in Francia. Le cucineremo e le serviremo su grandi fette di pane, del panificio Panchetto».
- Quanti macellai del Club degli innamorati al primo morso partecipano alla Festa mondiale?
«Siamo in 14. Tutti con la nostra divisa bianca, il cappellino e il foulard rosso e il cuore sul petto. Abbiamo deciso di proporre la bisteccona, in pratica una fetta di coscia intera, che abbiamo già sperimentato a Fiume Veneto durante Fumettopoli, durante la quale abbiamo raccolto per i bambini ammalati di Aids di cui si occupa Mino D'Amato, 1.155 euro. Ma stiamo già pensando - aggiunge Vicenzutto, che è anche presidente del comparto dei macellai dell'Ascom provinciale - di riproporla anche alla prossima edizione di Incontriamoci a Pordenone, la festa dei commercianti, perchè è un'esperienza gustativa che si deve fare».
- E a casa come si fa a cucinare una bistecca del genere?
«Stiamo pensando anche a questo. Abbiamo già sperimentato una griglia da appartamento che non fa fumo. Va benissimo, ne ho fatta una dimostrazione anche nel mio negozio. Però è ancora troppo piccola e dobbiamo farla allargare prima di commercializzarla. Mai dire mai».
Antonella Santarelli
(Il Gazzettino)
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GENTE SPECIALE Il Club naoniano degli innamorati della carne parteciperà oggi alla sfida del gusto in Toscana
Le bistecche di Obelix al mondiale dei macellai
Rosse, sugose, prelibate e gigantesche, in grado di scatenare la passione al primo morso a un tipo del calibro di Obelix, ma ancora orfane di un piatto adeguato, che riesca a contenerle. Sono le super bistecche, da 7 chili l'una e un diametro di circa 65 centimetri, che il "Club innamorati della carne, amore al primo morso" - nato quasi per gioco a Pordenone, il giorno di San Valentino di due anni or sono - porterà oggi alla 4. edizione della Festa mondiale del macellaio.
Per il quarto anno consecutivo, infatti, tra le dolci colline toscane, nel piccolo borgo di Panzano in Chianti si terrà la gustosa performance dei macellai di tutto il mondo, organizzata da Dario Cecchini, il difensore della "fiorentina", in onore del Beato Tommaso Bellacci, protettore dei macellai. «Ma non sarà soltanto una degustazione di piatti speciali e una celebrazione del gusto» precisa Germano Vicenzutto, 46 anni, macellaio di Fiume Veneto, fondatore del Club degli innamorati della carne, che conta ormai ben 211 iscritti, «dei quali - precisa - Cecchini, il poeta della carne, è il numero 206. La Festa dei macellai ha un grande valore solidaristico, poichè il ricavato sarà devoluto a favore della Fondazione dell'ospedale pediatrico Anna Meyer di Firenze. Lo scorso anno, per questo scopo, abbiamo raccolto 16 mila 350 euro».
- Perchè lo definisce il poeta della carne?
«Per essere precisi "il poeta della fiorentina". Quella con l'osso, sulla cui tragica scomparsa Dario ha scritto e recitato versi danteschi. Ed è passato alla storia per aver organizzato nel marzo del 2001, alla vigilia della messa al bando della fiorentina da parte dell'Unione Europea, il Funerale della bistecca, nel cuore del Chianti».- E perchè il beato Tommaso è diventato il patrono dei macellai?
«Tommaso, nato a Firenze nel 1370, era figlio di macellai o "beccai", come si dice in toscano, provenienti dal Castello di Linari in Val d'Elsa. In gioventù, pur lavorando con il padre, era uno scapestrato, dissoluto, frequentatore di cattive compagnie. Un po' come San Francesco. Anche per lui, infatti, arrivò il pentimento e la conversione ed entrò nell'Ordine francescano dei frati Minori».
- Come le è venuto in mente di creare il Club degli innamorati della carne?
«L'idea mi è venuta durante il brutto periodo della "mucca pazza", quando molti consumatori della carne, spaventati ingiustamente, hanno preferito abbandonare l'acquisto di questo importante alimento. Ma perché perdere il piacere di mangiare una bistecca alta due dita? Oppure uno stracotto? Oppure un bollito misto? Mi sono detto. E così, insieme con un gruppo di amici, ma soprattutto di buongustai, patiti per la carne, abbiamo deciso che invece di passare dal filetto alle carote era più giusto cercare ciò che di meglio può offrire il mercato, proprio per continuare a leccarsi i baffi. Così il 14 febbraio 2002 abbiamo dato vita al Club innamorati della carne, amore dal primo morso»
- Però non vi siete fermati alla buona cucina...
«L'obiettivo era ed è quello di trascorrere insieme serate organizzando incontri non solo enogastronomici, ma anche visite guidate in aziende del settore, corsi di galateo, degustazioni guidate, serate di gastronomia con noti cuochi, e attraverso i piatti che si servono in tavola ricercare le tradizioni dimenticate dalla frenesia moderna. Unendo, insomma, cucina, buon vino, formaggi e quanto serve per soddisfare il gusto di vivere la qualità. Ma ora abbiamo intenzione di andare oltre tutto ciò».
- Quali progetti avete?
«Sino ad ora al club hanno aderito tanti consumatori e buongustai e anche alcuni dei più rappresentativi ristoratori del Friuli. Ora vorremmo ampliare la presenza di macellai, i quali per associarsi dovranno necessariamente servirsi dai fratelli Ossari, una ditta specializzata e super certificata che cura tutta la filiera, dal seme piantato in terra sino alla coscia tagliata a pezzi sul bancone della macelleria. L'obiettivo è insomma quello della qualità e del ritorno al mestiere puro, come lo era una volta. Per intendersi, ora tante macellerie, per paura di non riuscire a sbarcare il lunario si sono trasformate in piccoli supermercati: tengono i surgelati, i vasetti sott'olio, la pasta... E in questo modo, a nostro avviso si perde l'obiettivo primario del mestiere».
- Lei è figlio d'arte?
«No. Sono macellaio per vocazione e ne sono molto orgoglioso. Amo il mio lavoro e soprattutto sono un carnivoro, buongustaio patentato».
- Ma non vi preme avere sul bancone anche suino e pollame certificati?
«Certamente. E questo è un altro dei nostri obiettivi. Stiamo trattando con varie aziende che si sono dette disposte a a crescere le bestie con un'alimentazione certificata. Prima o poi ne nascerà un patto. Ne sono certo».
- Di che tipo sono le maxi bistecche che cucinerete alla festa mondiale del macellaio?
«Di carne sopraffina. La Garronese, allevata in Piemonte e in Francia. Le cucineremo e le serviremo su grandi fette di pane, del panificio Panchetto».
- Quanti macellai del Club degli innamorati al primo morso partecipano alla Festa mondiale?
«Siamo in 14. Tutti con la nostra divisa bianca, il cappellino e il foulard rosso e il cuore sul petto. Abbiamo deciso di proporre la bisteccona, in pratica una fetta di coscia intera, che abbiamo già sperimentato a Fiume Veneto durante Fumettopoli, durante la quale abbiamo raccolto per i bambini ammalati di Aids di cui si occupa Mino D'Amato, 1.155 euro. Ma stiamo già pensando - aggiunge Vicenzutto, che è anche presidente del comparto dei macellai dell'Ascom provinciale - di riproporla anche alla prossima edizione di Incontriamoci a Pordenone, la festa dei commercianti, perchè è un'esperienza gustativa che si deve fare».
- E a casa come si fa a cucinare una bistecca del genere?
«Stiamo pensando anche a questo. Abbiamo già sperimentato una griglia da appartamento che non fa fumo. Va benissimo, ne ho fatta una dimostrazione anche nel mio negozio. Però è ancora troppo piccola e dobbiamo farla allargare prima di commercializzarla. Mai dire mai».
Antonella Santarelli
(Il Gazzettino)
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