posizione degli animalisti italiani sul pdl schmidt
Inviato: ven nov 18, 2005 12:53 pm
dal loro sito:Dichiarazione Animalisti Italiani ed Equivita che invocano chiarezza e correttezza di informazioni.
Le due associazioni hanno abbandonato il 30 marzo 2004 il tavolo di lavoro promosso dall’On. Schmidt con una lettera ufficiale, congiuntamente al Movimento Antispecista e al Movimento UNA, poiché proseguire i lavori su tale pdl era controproducente per il benessere animale. Il pdl rilancia a tutti gli effetti la sperimentazione animale fossilizzandone i principi e l’intero apparato, non contestando la validità della sperimentazione animale in quanto tale e non considerando affatto gli articoli pubblicati su New Scientist (vol 181, issue 2436) e sul British Medical Journal (28 feb 2004, n.328) che forniscono rilevanti indicazioni scientifiche contro la sperimentazione animale.
“Non riteniamo accettabile il principio che sia “giusto salvare anche un solo animale” se cio’ comporta il sacrificio di milioni di altri. Questo significa tornare indietro di 30 anni rispetto alle lotte del movimento antivivisezionista e come se Hans Ruesch e Pietro Croce non fossero mai esistiti. E’ indecente che un compromesso strategicamente insensato e disastroso per le sorti degli animali venga presentato come segno di “maturità politica”. Ci indigna e necessita chiarezza la dichiarazione che “la pdl Schimdt salverebbe gorilla e scimpanzè dai test”, quando in Italia la sperimentazione su primati non umani- scimpanzé e gorilla - rappresenta lo 0,06 % mentre per cavalli, asini, maiali, pecore, capre, mucche, cani, gatti, uccelli e roditori di varie specie, rettili, anfibi e pesci rappresenta ben il 99.94%.
Ci chiediamo quale sia il vantaggio per questo 99.94% rappresentato da animali che verranno vivisezionati nei laboratori di tutta Italia, anche grazie a questa proposta di legge. Inoltre, in virtù di questa, anche l’utilizzo di cani e gatti non è più vincolato all’autorizzazione in deroga, come previsto in passato. Quindi la proposta in tal senso è chiaramente peggiorativa. In ogni caso, gorilla e scimpanzé manterrebbero questo “privilegio” a meno di situazioni di “emergenza e irrinunciabili sperimentazioni” a vantaggio dell’uomo. Quindi se dovesse essere ritenuto necessario anche essi non sarebbero affatto salvi.
A fronte di tutto ciò appare quindi evidente che l’unico vantaggio di questa proposta di legge sia tutto umano e rappresentato dal triste “successo” di aver messo d’accordo una categoria di animalisti con i vivisezionisti e Farmindustria, avendo garantito così gli interessi della sperimentazione animale sia in ambito farmaceutico che di ricerca scientifica nelle sua applicazione commerciale”.
Le due associazioni hanno abbandonato il 30 marzo 2004 il tavolo di lavoro promosso dall’On. Schmidt con una lettera ufficiale, congiuntamente al Movimento Antispecista e al Movimento UNA, poiché proseguire i lavori su tale pdl era controproducente per il benessere animale. Il pdl rilancia a tutti gli effetti la sperimentazione animale fossilizzandone i principi e l’intero apparato, non contestando la validità della sperimentazione animale in quanto tale e non considerando affatto gli articoli pubblicati su New Scientist (vol 181, issue 2436) e sul British Medical Journal (28 feb 2004, n.328) che forniscono rilevanti indicazioni scientifiche contro la sperimentazione animale.
“Non riteniamo accettabile il principio che sia “giusto salvare anche un solo animale” se cio’ comporta il sacrificio di milioni di altri. Questo significa tornare indietro di 30 anni rispetto alle lotte del movimento antivivisezionista e come se Hans Ruesch e Pietro Croce non fossero mai esistiti. E’ indecente che un compromesso strategicamente insensato e disastroso per le sorti degli animali venga presentato come segno di “maturità politica”. Ci indigna e necessita chiarezza la dichiarazione che “la pdl Schimdt salverebbe gorilla e scimpanzè dai test”, quando in Italia la sperimentazione su primati non umani- scimpanzé e gorilla - rappresenta lo 0,06 % mentre per cavalli, asini, maiali, pecore, capre, mucche, cani, gatti, uccelli e roditori di varie specie, rettili, anfibi e pesci rappresenta ben il 99.94%.
Ci chiediamo quale sia il vantaggio per questo 99.94% rappresentato da animali che verranno vivisezionati nei laboratori di tutta Italia, anche grazie a questa proposta di legge. Inoltre, in virtù di questa, anche l’utilizzo di cani e gatti non è più vincolato all’autorizzazione in deroga, come previsto in passato. Quindi la proposta in tal senso è chiaramente peggiorativa. In ogni caso, gorilla e scimpanzé manterrebbero questo “privilegio” a meno di situazioni di “emergenza e irrinunciabili sperimentazioni” a vantaggio dell’uomo. Quindi se dovesse essere ritenuto necessario anche essi non sarebbero affatto salvi.
A fronte di tutto ciò appare quindi evidente che l’unico vantaggio di questa proposta di legge sia tutto umano e rappresentato dal triste “successo” di aver messo d’accordo una categoria di animalisti con i vivisezionisti e Farmindustria, avendo garantito così gli interessi della sperimentazione animale sia in ambito farmaceutico che di ricerca scientifica nelle sua applicazione commerciale”.