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la COOP viola il Codice internazionale OMS-UNICEF

Inviato: lun nov 14, 2005 9:17 am
da Francesca G.
Riporto qui questo comunicato che mi sembrava interessante. Ma forse lo conoscevate già.
Ciao,
F.

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Carissimi, come saprete certamente, Coop Italia ha da quasi un anno
messo
sul mercato una linea di prodotti a marchio destinata alla primissima
infanzia, fra cui biberon, tettarelle e latte artificiale. A parte il
fatto
che le etichette non sono conformi al Codice Internazionale (almeno per
quanto riguarda le confezioni di biberon e tettarelle, che ho avuto
occasione di osservare da vicino), Coop sta promuovendo questi prodotti
in
maniera aggressiva, in assoluto disprezzo del Codice Internazionale OMS-
UNICEF e delle successive Risoluzioni. Abbiamo inviato loro una lettera
(il
cui testo può essere richiesto a [email protected] ). Poi,
anche
su richiesta di alcuni consumatori, abbiamo predisposto una lettera che
chiunque può inviare alla direzione di Coop Italia, per richiamarli al
loro
dovere di rispettare il Codice suddetto, a favore della protezione
dell'allattamento e della salute dei bambini. Vi chiediamo quindi di
cliccare sull'indirizzo sottostante (che corrisponde ad una pagina
del Sito
della Rete Romana Consumo Critico), firmare la lettera e inviarla a
Coop e
a noi per conoscenza. Inoltrate il messaggio agli amici a cui pensate
possa
interessare.
Grazie mille PAOLA Negri

Indirizzo su cui cliccare per leggere ed inviare il messaggio a Coop
Italia:
http://www.reteromanaconsumocritico.org ... e/coop.htm

IBFAN Italia
http://www.ibfanitalia.org
[email protected]
[email protected]

Inviato: lun nov 14, 2005 4:36 pm
da Antonella Sagone
sigh...
purtroppo lo so bene.

Ho scritto alla coop, e loro mi hanno mandato una lettera assurda (una risposta preconfezionata che hanno mandato a tutti coloro che hanno protestato):

<<Gentili Consumatori/Consumatrici,
Vi ringraziamo per l'apprezzamento espresso nei confronti di Coop , azienda che ha sempre fatto della tutela del potere d’acquisto e della salute dei propri Soci Consumatori, così come del rispetto dell’ambiente e dei diritti dei lavoratori, il perno della propria strategia d’impresa .
Questi valori, inscritti nella mission aziendale, trovano la loro più coerente concretizzazione proprio nel prodotto a marchio Coop e sono alla base delle azioni che hanno caratterizzato l’ingresso del marchio anche nel mondo dei prodotti per l’infanzia.

In tal senso Coop ha messo in atto , unico caso oggi nel mercato italiano, una serie di azioni concrete per ottemperare alle indicazioni del Codice nella direzione già comunicata ,nel corso di una serie di incontri, ai rappresentanti delle Associazioni ICMC-IBFAN-MAMI . In particolare:
1) su tutti i prodotti alimentari per bambini viene riportata l’indicazione “dal 6° mese compiuto”, ad eccezione delle pastine che riportano la dicitura “dall’8 mese”, laddove la maggior parte delle aziende indica invece “dal 4° mese “;
2) Le immagini sulle medesime etichette e sui relativi materiali pubblicitari sono conformi alle indicazioni del Codice;
3) Il materiale informativo messo a punto sulla linea Crescendo riporta sempre la raccomandazione relativa all’allattamento esclusivo al seno sino al 6° mese e l’inizio del divezzamento solo a partire da quella data , in ottemperanza al Codice.

Vogliamo poi ricordare che il lancio del latte in polvere a 9 euro a confezione , va interpretato come un’operazione destinata a denunciare un’ingiustificata anomalia del mercato italiano, e ad offrire contestualmente alle famiglie che ne avessero l’effettiva necessità un prodotto altamente affidabile ad un prezzo “europeo”.
Oggi infatti l’uscita del prodotto e la comunicazione a scopi informativi costruita attorno ad esso, ha già generato una significativa riduzione dei prezzi al pubblico dei latti in polvere .
Era necessario chiarire lo scopo sociale del lancio e questo è lo spirito che ha animato le pagine uscite sui quotidiani nazionali e le affissioni nei nostri punti vendita.

Confermiamo infine per il futuro la ns. disponibilità ad operare per diffondere e rafforzare la conoscenza sui principi condivisi di rispetto del Codice presso i nostri Soci Consumatori, mettendo a Vostra disposizione gli strumenti informativi di cui disponiamo.
Desideriamo però sottolineare che il rispetto integrale del Codice come da Voi richiesto
· per quanto riguarda i prodotti di marca non è realizzabile perché ciò significherebbe venire meno al ns. ruolo di distributori
· per quanto riguarda il prodotto a marchio Coop necessita di percorsi, modalità e tempi coerenti alla mission consumerista che da sempre ci contraddistingue.
Cordiali saluti
Servizio Assistenza Clienti
Direzione Qualita'
COOP ITALIA>>

a questa lettera ho replicato così:

<<Gentile servizio assistenza Coop:
le iniziative che descrivete sono meritevoli e apprezzabili, ma rientrano in quel qualcosa in più che infatti proprio come consumatore di prodotti Coop mi aspettavo da voi. Il rispetto del Codice di Commercializzazione è invece un obbligo di legge, quantomeno per quanto riguarda i latti artificiali per il primo semestre di vita, quindi non credo possa essere oggetto di interpretazioni riduttive o di deroghe. Mi riferisco in particolare a laddove si recita (art. 5.1) "Non deve esserci pubblicita` o altre forme di promozione al pubblico di prodotti che rientrano nel campo di applicazione di questo Codice" e (art. 5.3) "In conformita` con il paragrafo 1 e 2 di questo Articolo, e` fatto divieto di pubblicizzare nei punti-vendita, offrire campioni o utilizzare qualunque altro espediente promozionale tale da indurre direttamente il consumatore a comprare al dettaglio, come, ad esempio, esposizioni speciali, buoni sconto, premi, svendite, vendite speciali o promozionali, per prodotti che rientrino nel campo di applicazione di questo Codice. Questo provvedimento non deve comportare restrizioni relativamente all'istituzione di una politica dei prezzi e di pratiche intese a fornire prodotti a basso prezzo secondo un piano a lungo termine".
Quindi in questo articolo è ben chiara la distinzione fra la politica dei prezzi (più che legittima) e il modo di *presentare* questa politica al consumatore, che non deve in alcun modo incoraggiare l'acquisto degli alimenti formulati per l'infanzia.
Coop ha scritto:Confermiamo infine per il futuro la ns. disponibilità ad operare per diffondere e rafforzare la conoscenza sui principi condivisi di rispetto del Codice presso i nostri Soci Consumatori, mettendo a Vostra disposizione gli strumenti informativi di cui disponiamo.
Grazie, ma sono stata insieme alla sig. Carmen Mazzitelli la prima a tradurre in italiano il codice già negli anni '80 e credo di conoscerlo piuttosto bene. Il primo modo per rafforzare i principi del Codice sarebbe rispettarlo.
Coop ha scritto:Desideriamo però sottolineare che il rispetto integrale del Codice come da Voi richiesto
· per quanto riguarda i prodotti di marca non è realizzabile perché
ciò significherebbe venire meno al ns. ruolo di distributori
· per quanto riguarda il prodotto a marchio Coop necessita di
percorsi, modalità e tempi coerenti alla mission consumerista che da
sempre ci contraddistingue.
Il Codice (e la legge italiana) non proibisce di distribuire al pubblico i prodotti succedanei del latte materno, ma solo di pubblicizzarli e promuoverli. Se invece intendete dire che la vostra politica consumerista vi obbliga a violare il Codice e a scegliere coscientemente di promuovere un prodotto piuttosto che un altro, tutti però nell'ambito di prodotti (i latti
artificiali) il cui consumo per legge non andrebbe in ogni caso incoraggiato, ebbene, questo è esattamente il motivo per cui non posso che dissentire e protestare.
Se poi la vostra mission va intesa come a tutela del consumatore, nulla come la promozione dei sostituti del latte materno incrina la fiducia della madre nelle sue potenzialità di nutrice, e incide (come indicano gli studi epidemiologici) maggiormente nell'insuccesso di tanti allattamenti al seno che richiederebbero solo maggiore sostegno e informazioni corrette per
essere realizzati.
L'interesse del portafoglio non sempre coincide con l'interesse della salute.
Antonella Sagone
Psicologa, Consulente professionale in allattamento materno e formatrice per l'allattamento al seno>>

Inviato: lun nov 14, 2005 10:58 pm
da goccia
Che mito, Antonella!
:-)

Caspita, speriamo che qualche alto papavero coop che ha letto la tua lettera abbia accolto dentro di sé il semino che hai piantato con le parole.
E speriamo che lo lasci germogliare ...

Valeria

Inviato: mar nov 15, 2005 12:29 pm
da Tomoe
Ma che ha fatto esattamente, la Coop? Ha pubblicato una pubblicità, dato campioni e roba simile?
Chiedo perché io ho trovato molto interessante il fatto che la Coop spezzasse il cartello imposto dalle aziende produttrici di l.a. Trovare un latte a costo normale in Italia è giusto e il semplice fatto che il consumatore possa scegliere toglie potere alle varie aziende, così riusciranno sempre meno a condizionare gli ospedali (le famose "rotazioni" del latte) e a sabotare gli allattamenti delle neomamme.
Qualcuno mi spiega che cosa è successo?
grazie

Inviato: mer nov 16, 2005 10:38 am
da cosimamma
Si, Anto, per favore spiegaci meglio. Anche io compro alla Coop ma avendo la fortuna di allattare al seno, usare pannolini di stoffa e cucinare io per i pupilli non ho mai "frugato" nel reparto infanzia. Facci sapere così posso "protestare" meglio!!!

Inviato: mer nov 16, 2005 1:11 pm
da Antonella Sagone
Tomoe ha scritto:Ma che ha fatto esattamente, la Coop? Ha pubblicato una pubblicità, dato campioni e roba simile?
Sta succedendo, alla Coop come in alcune farmacie o negozi (persino quelli di alimentazione naturale!!) che si mettono in vendita latti artificiali a prezzi "concorrenziali" rispetto al cartello delle industrie.
Questo va benissimo, e nulla lo vieta, nemmeno il codice (anzi); però scrivere un cartello grosso così in cui si scrive "latte Pinco Pallino a 9 euro la scatola!!!" con 10 punti esclamativi, o anche soltanto usare nel supermercato il cartellino di colore diverso per enfatizzare che questo latte ha un prezzo *vantaggioso* è, secondo me e secondo tutti quelli che si occupano di monitorare le violazioni al codice, una violazione in quanto effettivamente è un invito a comprare. Idem darne notizia con enfasi sulle riviste per neogenitori o sui quotidiani!

Siamo sul filo di lana per quanto riguarda la violazione, ma nella sostanza c'è tutta quanta, e anche solo il fatto che la Coop stessa si "giustifichi" dicendo che la pubblicizzazione non la possono evitare perché devono informare i consumatori, e questo gli impedisce di rispettare "integralmente" il codice, è già una forma di ammissione di colpevolezza...
Antonella