ciao a tutte,
da un paio di settimane ho ripetuti episodi di ingorgo: ho avuto anche un episodio di febbre a 39 per un giorno intero... dopodiche' solo febbriciattole e sudorazioni iperabbondanti...
nel seno si formano come dei grumi che riesco a fare passare dopo ore e ore di impacchi caldi e grazie al tiralatte... e poi ho delle fitte molto dolorose che mi danno sensazioni di brividi!
questo problema che prima era solo saltuario ora si presenta un giorno si' e uno no! sto passando le mie notti sveglia cercando di farmi passare l'infiammazione....!
il ginecologo mi ha prescritto l'augmentin e l'orudis, secondo voi che dovrei fare?
se volessi interrompere per sempre l'allattamento che sta diventando un incubo, che dovrei fare? non ne posso piu' non riesco neanche piu' a badare al mio piccolo...
grazie a tutte
anna
mastite o ingorgo? aiuto...
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Antonella Sagone
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- Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:13 am
- Località: Roma
cara Anna,
gli ingorghi non sono una cosa da trascurare e causano una vera e propria prostrazione: oltre alla febbre ci si sente veramente a terra, fisicamente (come per una "botta" di influenza piuttosto forte) e psicologicamente. La stanchezza peggiora in modo marcato i sintomi e facilita le ricadute, per cui se la febbre sale, e anche nella settimana che segue, è di rigore il riposo, come per una qualunque malattia.
Oltre a ciò, gli ingorghi ricorrenti possono essere dovuti a un'infezione che si è instaurata, provocando una mastite che non guarisce mai del tutto. In questo caso, è appropriata la prescrizione dell'antibiotico, che va assunto per almeno 10 giorni per essere certi del risultato.
Se interrompi ora l'allattamento vai incontro a rischi di ingorghi peggiori, a meno che non ti tiri il latte sistematicamente per un certo periodo; prima di complicare le cose seguirei la via di minor impegno, che consiste nell'assumere i farmaci che ti ha prescritto il medico. Sul testo di Hale (Medications and mothers' milk) nessuno dei due farmaci ha casi riportati di problemi nel bambino, anche se il secondo, un analgesico, non è fra quelli di prima scelta per una madre che allatta, per cui informati col medico eventualmente per le alternative.
Contemporaneamente sarebbe importante individuare il perché di questi ingorghi che prima non avevi, ma devi darmi qualche dettaglio in più:
quanto tempo ha il bambino e come procedeva l'allattamento prima di questa fase problematica? L'inizio degli ingorghi ha coinciso con qualche cambiamento nelle tue abitudini di vita (stress, affaticamento) o nei ritmi o modi in cui il bambino poppava al seno? Hai dolore ai capezzoli o questi sono infiammati o lesionati?
Sono informazioni molto importanti per capire l'origine del problema e rimuovere la causa, rendendo così l'allattamento un'esperienza piacevole come dev'essere.
Antonella
gli ingorghi non sono una cosa da trascurare e causano una vera e propria prostrazione: oltre alla febbre ci si sente veramente a terra, fisicamente (come per una "botta" di influenza piuttosto forte) e psicologicamente. La stanchezza peggiora in modo marcato i sintomi e facilita le ricadute, per cui se la febbre sale, e anche nella settimana che segue, è di rigore il riposo, come per una qualunque malattia.
Oltre a ciò, gli ingorghi ricorrenti possono essere dovuti a un'infezione che si è instaurata, provocando una mastite che non guarisce mai del tutto. In questo caso, è appropriata la prescrizione dell'antibiotico, che va assunto per almeno 10 giorni per essere certi del risultato.
Se interrompi ora l'allattamento vai incontro a rischi di ingorghi peggiori, a meno che non ti tiri il latte sistematicamente per un certo periodo; prima di complicare le cose seguirei la via di minor impegno, che consiste nell'assumere i farmaci che ti ha prescritto il medico. Sul testo di Hale (Medications and mothers' milk) nessuno dei due farmaci ha casi riportati di problemi nel bambino, anche se il secondo, un analgesico, non è fra quelli di prima scelta per una madre che allatta, per cui informati col medico eventualmente per le alternative.
Contemporaneamente sarebbe importante individuare il perché di questi ingorghi che prima non avevi, ma devi darmi qualche dettaglio in più:
quanto tempo ha il bambino e come procedeva l'allattamento prima di questa fase problematica? L'inizio degli ingorghi ha coinciso con qualche cambiamento nelle tue abitudini di vita (stress, affaticamento) o nei ritmi o modi in cui il bambino poppava al seno? Hai dolore ai capezzoli o questi sono infiammati o lesionati?
Sono informazioni molto importanti per capire l'origine del problema e rimuovere la causa, rendendo così l'allattamento un'esperienza piacevole come dev'essere.
Antonella
carissima antonella,Antonella Sagone ha scritto:Contemporaneamente sarebbe importante individuare il perché di questi ingorghi che prima non avevi, ma devi darmi qualche dettaglio in più:
quanto tempo ha il bambino e come procedeva l'allattamento prima di questa fase problematica? L'inizio degli ingorghi ha coinciso con qualche cambiamento nelle tue abitudini di vita (stress, affaticamento) o nei ritmi o modi in cui il bambino poppava al seno? Hai dolore ai capezzoli o questi sono infiammati o lesionati?
Sono informazioni molto importanti per capire l'origine del problema e rimuovere la causa, rendendo così l'allattamento un'esperienza piacevole come dev'essere.
Antonella
con un po' di ritardo ti do le informazioni che mi richiedi, e spero che potrai aiutarmi perche' sono disperata!
premetto che su prescrizione del mio ginecologo ho preso l'antibiotico per cinque giorni: quando lui mi ha visitata non avevo disturbi evidentissimi, ma gli avevo fatto presente che nella settimana precedente avevo avuto una febbre a 39 con concomitante dolore ad un seno (mi si era formato un piccolo nodo dolorosissimo in prossimita' del capezzolo)... poi questi episodi si erano ripetuti un giorno si' e uno no...
dopo l'antibiotico ho avuto un altro dolorossissimo episodio, in seguito al quale sono andata in ospedale dove il ginecologo e l'ostetrica mi hanno invitata a convivere con questo disturbo o a sospendere l'allattamento qualora non ce la facessi piu'... visitandomi mi hanno confermato che non si trattava di mastite (il seno non era arrossato o visibilmente diverso dall'altro) ma di un ingorgo neppure troppo grosso.
l'allattamento per me e' sempre stato problematico fin dall'inizio, molto faticoso anche perche' io avevo subito un cesareo.
per quanto riguarda quello che tu mi chiedi, non so dirti esattamente quando hanno iniziato questi episodi, uno sicuramente mi e' successo di notte forse dopo un mese dal mio parto. in quel periodo prendevo anche una tisana galega e finocchio per incrementare il mio latte (considera che ogni tanto devo ricorrere ad un'aggiunta anche ora), tisana che poi ho sospeso da un giorno all'altro.
il bambino e' sempre stato molto irregolare durante il giorno, abbastanza regolare di notte (ultima poppata intorno alle 11, poi intorno alle 3 e infine alle 6 di mattina)... irregolare significa che variano molto sia il modo di poppare che la durata delle poppate che l'intervallo tra le stesse (comunque in genere si aggira sulle due ore tra una e l'altra)
la posizione dell'allattamento che uso quasi sempre e' quella sdraiata a letto... puo' essere una causa anche questa?
per quanto riguarda i capezzoli, ho avuto le ragadi solo i primissimi giorni; ora pero' i capezzoli sono costantemente arrossati e doloranti, anche nell'areola. inoltre ci sono momenti in cui mi arrivano delle fitte pungenti al seno, molto dolorose, e mi sembra quasi che si irradiano dai capezzoli...
spero in una tua risposta, come ti dicevo sono disperata!
anna
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Antonella Sagone
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cara Anna,
spero che leggerai presto questa risposta, perché ritengo che non sia il caso che tu continui a soffrire a vuoto ancora per giorni e giorni. L'ignoranza di chi ti è stato intorno ha fatto sì che tu ti convincessi che l'allattamento significa anche sopportare e soffrire. Non è affatto così!!! Tu stai vivendo una situazione patologica che va curata e risolta, cosa possibile una volta diagnosticato correttamente il problema; il fatto che stai ancora male è la dimostrazione che finora non c'è stato nessuno che sia riuscito a fare questa diagnosi corretta e a curarti adeguatamente.
Vorrei vedere se il personale ospedaliero ti avrebbe invitato a "convivere con il disturbo" se ti fossi presentata al pronto soccorso per una bronchite con febbroni ricorrenti, o con un ascesso a un dente, o anche semplicemente un ginocchio gonfio.
Purtroppo questo è anche uno di quei casi in cui Internet, invece di essere d'aiuto, rallenta la risoluzione dei problemi, nella misura in cui tu cerchi di ottenere una soluzione attraverso la rete magari ritardando il momento in cui ti rivolgi di persona a una persona competente. Sarebbe per me molto più rapido e facile dirti cosa non va se potessi vederti di persona, esaminerei l'arrossamento dei tuoi capezzoli per comprenderne la natura, guarderei una poppata e analizzerei la suzione di tuo figlio per capire se c'è un problema a monte di suzione poco efficace, e soprattutto potrei parlare con te a voce e analizzare il problema insieme a te passo dopo passo, invece di questi botta e risposta con cadenza settimanale (e intanto tu stai male a giorni alterni...).
In questa sede ti posso solo dare alcuni elementi CERTI di riflessione (per te e per gli operatori a cui ti sei rivolta, o altri a cui ti dovessi rivolgere in futuro).
1) la mastite si distingue dall'ingorgo perché c'è febbre superiore ai 38°. Se la mastite è originata da un dotto bloccato (e non da un ingorgo degenerato per mancato svuotamento del seno), può essere ed anzi tipicamente è un nodulo localizzato e dolente, che può essere più o meno in profondità nel seno, mentre il resto della mammella è morbido; ci può essere ma non necessariamente arrossamento.
2) le mastiti ricorrenti (come nel tuo caso) si ripresentano principalmente per due motivi: primo, non si è risolta la causa scatenante (ad esempio un bambino che succhia male); secondo, l'antibiotico non è adeguato oppure è stato assunto per troppo poco tempo. Come già ti accennavo, le linee-guida per il trattamento della mastite raccomandano di somministrare l'antibiotico per ALMENO 10 giorni, altrimenti l'unica cosa che si ottiene è di "allevare" una colonia di batteri resistenti a quell'antibiotico (i più forti sopravvivono e poi l'interruzione dell'antibiotico fa sì che questi abbiano il tempo di moltiplicarsi di nuovo).
3) esiste la possibilità che alcuni disturbi come quelli da te segnalati siano causati da un'infezione non batterica bensì micotica (da candida, cioè funghi). La candidosi può essere esterna (sul capezzolo e l'areola, con un arrossamento tipico della pelle, diverso da quello ad es. causato da una suzione scorretta, perché lucido e color rosa acceso, a volte anche con piccole bollicine) ed interna, nei dotti (con fitte e bruciore). La chiave per la diagnosi differenziale può essere un dolore che insorge da solo nell'intervallo fra le poppate. La candidosi può esistere da sola, o insieme al'infezione batterica; purtroppo a volte l'uso prolungato e inappropriato di antibiotici la può favorire.
Ti invito a riflettere su queste informazioni e a trarre le tue conclusioni... La cosa veramente importante per te sarebbe che al più presto contattassi una consulente veramente esperta di allattamento: o una volontaria de La Leche League, o una consulente professionale. Trovi i recapiti rivolgendoti ai siti indicati nell'annuncio iniziale di questo forum (riferimenti utili). Una consulente in allatatmento ptorebbe vedere la posizione in cui allatti e aiutarti eventualmente a migliorarla, se è questa la causa dei blocchi ripetuti dei dotti; potrebbe indicarti anche la strategia più adatta per combattere ed eliminare completamente il tuo problema che è, ribadisco, un problema che riguarda la tua salute; e potrebbe infine darti suggerimenti utili per fare a meno della giunta e ritornare a un allattamento pieno e piacevole come dovrebbe essere, senza farti soffrire un giorno di più!
Ti prego, fammi sapere se sei riuscita a contattare una consulente e come è andata.
Antonella
spero che leggerai presto questa risposta, perché ritengo che non sia il caso che tu continui a soffrire a vuoto ancora per giorni e giorni. L'ignoranza di chi ti è stato intorno ha fatto sì che tu ti convincessi che l'allattamento significa anche sopportare e soffrire. Non è affatto così!!! Tu stai vivendo una situazione patologica che va curata e risolta, cosa possibile una volta diagnosticato correttamente il problema; il fatto che stai ancora male è la dimostrazione che finora non c'è stato nessuno che sia riuscito a fare questa diagnosi corretta e a curarti adeguatamente.
Vorrei vedere se il personale ospedaliero ti avrebbe invitato a "convivere con il disturbo" se ti fossi presentata al pronto soccorso per una bronchite con febbroni ricorrenti, o con un ascesso a un dente, o anche semplicemente un ginocchio gonfio.
Purtroppo questo è anche uno di quei casi in cui Internet, invece di essere d'aiuto, rallenta la risoluzione dei problemi, nella misura in cui tu cerchi di ottenere una soluzione attraverso la rete magari ritardando il momento in cui ti rivolgi di persona a una persona competente. Sarebbe per me molto più rapido e facile dirti cosa non va se potessi vederti di persona, esaminerei l'arrossamento dei tuoi capezzoli per comprenderne la natura, guarderei una poppata e analizzerei la suzione di tuo figlio per capire se c'è un problema a monte di suzione poco efficace, e soprattutto potrei parlare con te a voce e analizzare il problema insieme a te passo dopo passo, invece di questi botta e risposta con cadenza settimanale (e intanto tu stai male a giorni alterni...).
In questa sede ti posso solo dare alcuni elementi CERTI di riflessione (per te e per gli operatori a cui ti sei rivolta, o altri a cui ti dovessi rivolgere in futuro).
1) la mastite si distingue dall'ingorgo perché c'è febbre superiore ai 38°. Se la mastite è originata da un dotto bloccato (e non da un ingorgo degenerato per mancato svuotamento del seno), può essere ed anzi tipicamente è un nodulo localizzato e dolente, che può essere più o meno in profondità nel seno, mentre il resto della mammella è morbido; ci può essere ma non necessariamente arrossamento.
2) le mastiti ricorrenti (come nel tuo caso) si ripresentano principalmente per due motivi: primo, non si è risolta la causa scatenante (ad esempio un bambino che succhia male); secondo, l'antibiotico non è adeguato oppure è stato assunto per troppo poco tempo. Come già ti accennavo, le linee-guida per il trattamento della mastite raccomandano di somministrare l'antibiotico per ALMENO 10 giorni, altrimenti l'unica cosa che si ottiene è di "allevare" una colonia di batteri resistenti a quell'antibiotico (i più forti sopravvivono e poi l'interruzione dell'antibiotico fa sì che questi abbiano il tempo di moltiplicarsi di nuovo).
3) esiste la possibilità che alcuni disturbi come quelli da te segnalati siano causati da un'infezione non batterica bensì micotica (da candida, cioè funghi). La candidosi può essere esterna (sul capezzolo e l'areola, con un arrossamento tipico della pelle, diverso da quello ad es. causato da una suzione scorretta, perché lucido e color rosa acceso, a volte anche con piccole bollicine) ed interna, nei dotti (con fitte e bruciore). La chiave per la diagnosi differenziale può essere un dolore che insorge da solo nell'intervallo fra le poppate. La candidosi può esistere da sola, o insieme al'infezione batterica; purtroppo a volte l'uso prolungato e inappropriato di antibiotici la può favorire.
Ti invito a riflettere su queste informazioni e a trarre le tue conclusioni... La cosa veramente importante per te sarebbe che al più presto contattassi una consulente veramente esperta di allattamento: o una volontaria de La Leche League, o una consulente professionale. Trovi i recapiti rivolgendoti ai siti indicati nell'annuncio iniziale di questo forum (riferimenti utili). Una consulente in allatatmento ptorebbe vedere la posizione in cui allatti e aiutarti eventualmente a migliorarla, se è questa la causa dei blocchi ripetuti dei dotti; potrebbe indicarti anche la strategia più adatta per combattere ed eliminare completamente il tuo problema che è, ribadisco, un problema che riguarda la tua salute; e potrebbe infine darti suggerimenti utili per fare a meno della giunta e ritornare a un allattamento pieno e piacevole come dovrebbe essere, senza farti soffrire un giorno di più!
Ti prego, fammi sapere se sei riuscita a contattare una consulente e come è andata.
Antonella