Pagina 1 di 1

Cosa fareste in caso di bambino intersessuato?

Inviato: mar ott 25, 2005 12:18 pm
da Alex81
Ciao a tutte,
scusate se mi infiltro nel vostro forum (che leggo sempre e trovo molto interessante, anche se raramente me la sento di intervenire) ma il post di Gio sulla notizia che il suo "ranocchio" sarà un maschietto ( viewtopic.php?t=10955 ) mi ha portato ad una riflessione.

Avrei una domanda da fare a tutte le mamme e future mamme: come vi comportereste nel caso il vostro bambino nascesse in una condizione fisica di intersessualità? Sto parlando di ermafroditi. Non è un caso così raro dal momento che circa 1 bambino su 1000 nasce con genitali ambigui che rendono difficile l'identificazione del sesso a cui appartiene - maschio o femmina?

In questi casi, QUASI SEMPRE i genitori ed i medici operano il neonato immediatamente, valutando qual è il sesso "dominante" secondo loro ed adeguando i genitali in senso femminile O maschile. Questo però ha portato in molti casi il bambino a diventare un transessuale da adulto - infatti, il sesso che era stato "scelto" dai medici non era quello che il soggetto sentiva come suo, nella sua identità.

Mi interessava sapere la vostra opinione...

Qua sotto vi copio-incollo un articolo molto interessante sull'argomento, che avevo già postato tempo fa nel mio forum "Il Triangolo Rosa". Scusate se è un po' lungo.
Grazie, ciao

ALEX

Inviato: mar ott 25, 2005 12:24 pm
da Alex81
Ecco il link all'articolo "NOZIONI DI BASE SUL GENERE (INTERSESSUALISMO)":

viewtopic.php?t=8513&highlight=intersessualit%E0

Re: Cosa fareste in caso di bambino intersessuato?

Inviato: mar ott 25, 2005 11:29 pm
da Antonella Sagone
Alex81 ha scritto:Avrei una domanda da fare a tutte le mamme e future mamme: come vi comportereste nel caso il vostro bambino nascesse in una condizione fisica di intersessualità?
ciao Alex - ci fai una bella domanda!!
le madri sono sempre preoccupate che il loro bambino sia "a posto", regolare per così dire, e già la scoperta che non poppa solo 5 volte al giorno e non dorme tutta la notte, come continuano a raccontare in giro, le mette in crisi. Quindi avere un bambino la cui indentità di genere non è immediatamente chiara è un bel rompicapo e anche dev'essere una bella esperienza di crescita.

sono andata a leggere il testo completo seguendo il link che indicavi, e sono rimasta colpita da due passaggi (al di là dell'argomento in sé, che mi ha lasciato senza parole, perché è pazzesco come NON si parli di questa condizione umana in NESSUN ambiente, da quello medico a quello pedagogico ai media ai discorsi fra le mamme... semplicemnete non si sa che esiste!).

te li cito:
l'articolo ha scritto:Le donne si accorgono di queste situazioni, specialmente quando si tratta di bambini molto effeminati che veramente avrebbero dovuto essere femmine. Spesso diranno tra sé e sé “ avrebbe dovuto essere una bambina”. Queste reazioni dovute al buon senso sono raramente discusse al di fuori di una compagnia strettamente femminile. Specialmente i padri faranno ogni sforzo per “raddrizzare” questi questi bimbi. I bambini effeminati sono erroneamente giudicati come “pre-omosessuali”. Ogni sforzo viene fatto per “salvare il bambino da quel destino”. D’altro canto, a una bambina che si sente un maschio è spesso concesso di diventare un “maschiaccio” e non essere criticata per questo – di fatto ella può persino essere approvata per il suo comportamento aperto e aggressivo in una società dominata dai maschi. Tuttavia, anche lei può provare angoscia riguardo al ruolo di genere che le viene assegnato, come succede ai ragazzi transgender MtF.
qui si apre un bel po' di riflessioni, ma le vorrei tenere in sospeso.

un altro passaggio:
l'articolo ha scritto:Tristemente, è probabile che ogni “disturbo mentale” diagnosticato come associato col crossdressing sia semplicemente un “effetto indotto” dalla stigmatizzazione da parte della comunità medica e della società in genere. In altre parole, i problemi mentali dei crossdressers non sono dovuti al travestititsmo in sé, ma alla depressione e all’ansia CAUSATI dagli psichiatri e dagli sforzi delle altre persone di “fermare questi atteggiamenti” anche nei casi in cui il travestirsi porta chiaramente un beneficio alla persona.
mi ha fatto associare con una cosa che affermo spesso: che le mamme che allattano a lungo, accettano la dipendenza del bambino e si rendono disponibili ed affettuose con loro, insomma seguono un istinto sano e normale ma vanno controcorrente, spesso in effetti non sono molto serene, sono in tensione perché in acuto conflitto coi valori della società in cui vivono: devono scegliere fra essere accettate, inserite, "come tutte" o seguire ciò che suggerisce il cuore e la pelle. e questa tensione spesso viene indicata dagli "esperti" di turno come la "prova" che il loro comportamento è sbagliato e deviante, una disfunzione.

voglio riprendere domani questa discussione che ora devo interrompere per cedere il PC a mio figlio ;-)

Intanto andrò avanti a ragionare su cosa facciamo noi genitori quando costruiamo nella nostra mente l'identità di genere dei nostri figli. Siamo capaci di ascoltarli e seguire le loro tendenze? come scindere l'aspetto "naturale" del genere con quello dello stereotipo imposto dalla nostra cultura e società?

grazie Alexe buona notte!
Antonella

Re: Cosa fareste in caso di bambino intersessuato?

Inviato: mer ott 26, 2005 8:36 am
da Alex81
l'articolo ha scritto:Tuttavia, anche lei può provare angoscia riguardo al ruolo di genere che le viene assegnato, come succede ai ragazzi transgender MtF.
Segnalo un errore nell'articolo, dovrebbe essere "ragazzi transgender FtM" (female-to-male) e non MtF...

Inviato: mer ott 26, 2005 4:59 pm
da Antonella Sagone
Provo a rispondere alla domanda di Alex, perché ci ho anche pensato e ci penso ogni tanto. Ovvero, non al fatto di avere un figlio transgender, in quanto confesso che fino a ieri non sapevo nemmeno se non vagamente che si potesse nascere in una condizione fisica di genere non definito, con caratteristiche miste, e a volte caratteristiche che non sono quelle fisiche visibili (i genitali) ma sono altrettanto organiche (cerebrali). Insomma ho trovato l'articolo veramente interessante e mi ha suscitato una ridda di nuovi interrogativi che però non so quanto posso amplificare qui in questo forum. Però in generale mi sono chiesta (credo che accada a tutti i genitori di ragazzi adolescenti) come mi porrei se uno dei miei figli esprimesse un'identità di genere diversa da quella che avevo pensato per lui/lei, o una preferenza affettiva per una persona del suo stesso sesso (lo so, sono due cose distinte).
Penso che da un lato mi preoccuperei per la difficoltà in più che dovrebbe affrontare in questa società così attenta a classificare tutti gli esseri umani e metterli in una bella casellina con l'etichetta sopra. Dev'essere molto difficile, e ho una figlia ad esempio che è molto vulnerabile a tutto ciò che la fa "diversa" dal gruppo (e nello stesso tempo, ha un'indole che spesso non si amalgama a quella del gruppo, perché non è superficiale e frivola come la maggioranza delle sue coetanee, quindi è sempre un po' dilaniata).
Ecco, queste sono le cosiddette "menate" che ogni madre si fa come passatempo preferito pensando ai suoi figli.
Un'altra cosa che mi rattristerebbe forse sarebbe l'idea, confesso, di non avere nipoti se la scelta dei miei figli (anche al di là della scelta sessuale) dovesse essere di non "mettere su famiglia"... mamme e bambini sono la mia passione e quindi sarebbe dura per me adattarmi all'idea... d'altronde, anche se faranno figli, mi dico, non sono mica i miei, non è mica la mia maternità e quindi è inutile che ci investo desideri e aspettative perché comunque non mi apparterrebbe.

Vedi Alex che razza di divagazioni a ruota libera che sto facendo, scusatemi tutti/e se sembrano piouttosto confuse.

Da un altro punto di vista penserei forse che nascere con una situazione non definita dal punto di vista del genere ti mette di fronte a ostacoli, ma anche stimola e costringe a non adagiarsi in uno schema, ti costringe a uscire dal gregge - volente o nolente - e quindi da questo punto di vista è una chance in più: inoltre ti dà una potenzialità maggiore di esprimere di volta in volta tutti quegli aspetti - maschili o femminili - di sé che tutti noi in proporzioni diverse abbiamo. Come genitore, provare ad assistere, acompagnare, sostenere e fare "empowerment" a un bambino così speciale sarebbe senza dubbio un'esperienza interessante...

Non ti so dire fino a che punto riuscirei a non spingere in una direzione o un'altra, è molto difficile non essere manipolatori con i propri figli in quanto noi genitori siamo comunque il canale principale attraverso il quale viene trasmessa la cultura, con tutti i pregiudizi e gli stereotipi che comporta. Il nostro compito è quello di essere noi stessi sempre più consapevoli di questi stereotipi, in modo da non diventare dei semplici "ripetitori" di luoghi comuni, ma ricordarci invece di ascoltare, osservare veramente la *persona* - il bambino - che ci sta di fronte al di là degli schemi, per scoprire che cosa veramente ha da dire al mondo.
Antonella

Inviato: mer ott 26, 2005 8:27 pm
da andrea grasselli
magnifico il tuo messaggio antonella.
grazie, queste parole fanno aprire il cuore.
baci andrea

Inviato: gio ott 27, 2005 8:04 am
da Gio
Antonella Sagone ha scritto: nascere con una situazione non definita dal punto di vista del genere ti mette di fronte a ostacoli, ma anche stimola e costringe a non adagiarsi in uno schema, ti costringe a uscire dal gregge - volente o nolente - e quindi da questo punto di vista è una chance in più: inoltre ti dà una potenzialità maggiore di esprimere di volta in volta tutti quegli aspetti - maschili o femminili - di sé che tutti noi in proporzioni diverse abbiamo. Come genitore, provare ad assistere, acompagnare, sostenere e fare "empowerment" a un bambino così speciale sarebbe senza dubbio un'esperienza interessante...

Non ti so dire fino a che punto riuscirei a non spingere in una direzione o un'altra, è molto difficile non essere manipolatori con i propri figli in quanto noi genitori siamo comunque il canale principale attraverso il quale viene trasmessa la cultura, con tutti i pregiudizi e gli stereotipi che comporta. Il nostro compito è quello di essere noi stessi sempre più consapevoli di questi stereotipi, in modo da non diventare dei semplici "ripetitori" di luoghi comuni, ma ricordarci invece di ascoltare, osservare veramente la *persona* - il bambino - che ci sta di fronte al di là degli schemi, per scoprire che cosa veramente ha da dire al mondo.
Antonella
Che bello leggere qualcosa ... e sentire che ti appartiene, sentirla intimamente come una cosa "giusta" ...

Grazie Antonella per avere saputo esprimere così bene quello che è anche il mio "sentire" su questo argomento, ma che non credo che sarei mai riuscita ad esprimere così chiaramente.

E grazie ad Alex.

Gio

Inviato: gio ott 27, 2005 9:28 am
da Alex81
Mi associo alle risposte di Andrea e Gio... grazie Antonella per il tuo bellissimo e significativo messaggio, espressione di una apertura mentale rara e preziosa :)
Fossero tutte così le mamme!!!

Tornando all'argomento del titolo, penso che la società ed i futuri genitori dovrebbe essere informati di certe eventualità, per dargli la possibilità di scegliere per il meglio. Invece nel caso di bambino con genitali ambigui i genitori sono presi totalmente alla sprovvista, e seguendo le pressioni dei medici che di queste cose sono "più esperti" solitamente acconsentono ad operare il neonato subito, causandogli mille problemi psicologici che emergeranno poi nella vita adulta (transessualismo e disforia di genere).

A parte questi casi "estremi", comunque, sono d'accordo con quello che diceva Gio nell'altro thread: bisogna lasciare i bambini liberi di esperimersi come meglio credono, lasciarli liberi di giocare con i giocattoli che vogliono, senza forzarli dentro gli stereotipi di genere che noi adulti abbiamo creato, chiusi nella nostra concezione binaria di maschio/femmina che uccide la ricchezza delle sfumature, e che ci fa dire "questo è un gioco da maschi" o "questo è un gioco da femmine".
Solo se lasciati liberi di essere sè stessi i bambini diventeranno degli adulti sereni!

Baci,
AleX