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Pellets o Cippato?
Inviato: lun ott 24, 2005 1:32 pm
da limpido
Buongiorno a tutti!
Sto per incominciare la ristrutturazione di una cascina all'estero (clima continentale), dove vorrei installare un sistema di riscaldamento che mi renda indipendente dalle bizze del petrolio e dalla dipendenza dal gas, oltre che essere ecologico e piu' rispettoso della natura.
dato che la casa e' posizionata in una zona tricca di foreste (abete, faggio), pensavo di approvigionarmi direttamente dalle materie prime presenti in zona.
Il mio dubbio e': meglio il cippato o i pellets? da quel che ho potuto capire, il primo e' molto piu' economico e facile a reperire, pero' puo' avere dei problemi di qualita' e costanza umidita', fermebntazione, pezzi troppo grossi etc), mentre i pellets sono piu' cari, ma piu' stabili ed occupano meno spazio.
avete impianti o esempi da consigliare?
Inviato: lun ott 24, 2005 3:46 pm
da Tersite
Caro limpido
La scelta dipende naturalmente da molti fattori, non ultimi le condizioni di mercato (trattandosi di uno stato estero).
Il faggio è un ottimo legno da ardere, prenderei in considerazione anche la possibilità di usarlo com'è, senza cercare soluzioni sofisticate che aumentano il costo unitario.
L'abete non è granchè.
Non credere che l'ambiente sia lieto se tu bruci il legno di una foresta per scaldarti, per intanto liberi subito una bella quantità di CO2 e polveri (peggio che con il petrolio); se la foresta ha l'opportunità di riformarsi forse in 20 anni il guaio viene riassorbito, ma molto spesso le foreste non si riformano più!
Se vuoi fare del bene all'ambiente cura molto l'isolamento termico della struttura.
L'unica energia veramente ecologica ed a costo zero è quella risparmiata.
Ciao
Tersite
Inviato: mar ott 25, 2005 8:19 am
da limpido
Tersite ha scritto:Caro limpido
La scelta dipende naturalmente da molti fattori, non ultimi le condizioni di mercato (trattandosi di uno stato estero).
Il faggio è un ottimo legno da ardere, prenderei in considerazione anche la possibilità di usarlo com'è, senza cercare soluzioni sofisticate che aumentano il costo unitario.
L'abete non è granchè.
Non credere che l'ambiente sia lieto se tu bruci il legno di una foresta per scaldarti, per intanto liberi subito una bella quantità di CO2 e polveri (peggio che con il petrolio); se la foresta ha l'opportunità di riformarsi forse in 20 anni il guaio viene riassorbito, ma molto spesso le foreste non si riformano più!
Se vuoi fare del bene all'ambiente cura molto l'isolamento termico della struttura.
L'unica energia veramente ecologica ed a costo zero è quella risparmiata.
Ciao
Tersite
caro tersite, grazie della risposta.
Chiaro che se potessi lavorare a casa con calma, opterei anch'io per una caldaia a caricamento manuale. ma non e' cosi', quindi devo scendere a compromessi che permettano di ottenere un calore piu' o meno costante (per sfruttare il volano termico derivante dalla tipologia di casa vecchia con muri spessi)senza la mia presenza diretta, pur essendo consapevole dell'aumento del costo. Mi sto informando per un impianto ibrido, dove oltre ai pellets sia possibile caricare anche legna normale, in modo da economizzare ogni volta possibile.
Essendo una casa vecchia, e' sottoposta anche a determinati vincoli che non permettono grandi interventi estrni (naturalmente la prima cosa che faro' sara' sostituire i serramenti con dei nuovi ad alto isolamento).
Riguardo l'Abete/faggio, non ricordo piu' dove, ma avevo sentito che i pellets tratti dal legno di abete hanno un rendimento maggiore e mi interessava sapere se vi era qualche conferma.
Inviato: gio ott 27, 2005 4:36 pm
da limpido
ok, se a qualcuno puo' essere utile, mi sto orientando su una caldaia froeling turbomatic(austriaca) link:
http://www.froeling.com/en/products/hgp ... /index.htm
pare che possa digerire pellets/cippato/segatura/trucioli e abbia anche la possibilita' di accettare legna a pezzi (che erano poi le caratteristiche che cercavo) aspetto di sapere il prezzo.
Inviato: gio nov 03, 2005 9:56 pm
da Gioann Bagoss
limpido ha scritto:
Il faggio è un ottimo legno da ardere, prenderei in considerazione anche la possibilità di usarlo com'è, senza cercare soluzioni sofisticate che aumentano il costo unitario.
L'abete non è granchè.
Se vuoi fare del bene all'ambiente cura molto l'isolamento termico della struttura.
L'unica energia veramente ecologica ed a costo zero è quella risparmiata.
Mi sto informando per un impianto ibrido, dove oltre ai pellets sia possibile caricare anche legna normale, in modo da economizzare ogni volta possibile.
Riguardo l'Abete/faggio, non ricordo piu' dove, ma avevo sentito che i pellets tratti dal legno di abete hanno un rendimento maggiore e mi interessava sapere se vi era qualche conferma.[/quote]
Stesso problema per la mia malga.
Pellets di faggio 5.000 Kcal/Kg
Pellets di abete 4.000 Kcal/Kg
I rivenditori dicono che sporca meno l'abete perchè è chiaro (esilarante).
Caldaie onnivore: guarda al sito della Robur di Bèrghem.
Caldaie bi-fuel: guarda al sito della Thermorossi di Vicensa.
Due parole sui cappotti termici: non vorrei contraddire l'esimio prof. Tersite, ma ho qualche amico (una decina) che li vende e li posa.
Ahem, eviterò di riportare i loro coloriti commenti (tra malghesi e muratori ci si intende).
Pare che una tinteggiatura esterna traspirante di qualità eviti il formarsi di fastidiose sacche di umidità, che invece sotto il cappotto hai voglia...
Il maggior coefficiente di dispersione si ha a livello della battuta del serramento contro i davanzali ed i muri, ergo...
Ciàpa la stùa, èmpisela, e dopo coi infrarossi còntrola la dìspersiù.
Au contraire, sbat sò la baita e ciàma la Rubner Haus Spa.
Inviato: ven nov 04, 2005 8:21 am
da limpido
Gioann Bagoss ha scritto:[
Stesso problema per la mia malga.
Pellets di faggio 5.000 Kcal/Kg
Pellets di abete 4.000 Kcal/Kg
I rivenditori dicono che sporca meno l'abete perchè è chiaro (esilarante).
Caldaie onnivore: guarda al sito della Robur di Bèrghem.
Caldaie bi-fuel: guarda al sito della Thermorossi di Vicensa.
Due parole sui cappotti termici: non vorrei contraddire l'esimio prof. Tersite, ma ho qualche amico (una decina) che li vende e li posa.
Ahem, eviterò di riportare i loro coloriti commenti (tra malghesi e muratori ci si intende).
Pare che una tinteggiatura esterna traspirante di qualità eviti il formarsi di fastidiose sacche di umidità, che invece sotto il cappotto hai voglia...
Il maggior coefficiente di dispersione si ha a livello della battuta del serramento contro i davanzali ed i muri, ergo...
Ciàpa la stùa, èmpisela, e dopo coi infrarossi còntrola la dìspersiù.
Au contraire, sbat sò la baita e ciàma la Rubner Haus Spa.
ohlalla'..una voce nel deserto! Mi fa molto piacere che ci sia qualcuno con cui condividere gioie e dolori del "tirar su baita"
la "stua de berghem", spero! (non avete la pietra ollare da quelle parti?)
verifichero' le tue proposte, grazie. Purtroppo non so come siano messi con il servizio (e ricambi) in altri paesi, percio' mi ero orientato sugli austriaci, che hanno una buona distribuzione in Europa centrale. inoltre sono prodotti molto diffusi, ben testati mi sembra affidabili.
ma in malga ci vivi o e' per i weekend? Io avrei in progetto di viverci, nella casa, percio' vorrei installare una cosa fatta con criterio:silos, distributore automatico...ho in progetto di fare i lavori l'anno prossimo, ma il tempo vola!
si' anch'io so che il faggio (in ceppi) e' meglio dell'abete (dovrebbe anche essere meno fumoso, data l'assenza di resina..). pero' mi dicevano che con i pellets il discorso cambia.
Quando si incomincia a scavare con le informazioni, diventa un'ossessione!interessante, pero'
adesso sono anche molto affascinato da i sitemi di riscaldamento ad irradiazione (pavimento/parete). Mi pare di capire che il discorso potrebbe avere senso, specialmente in una casa dove le pareti sono di circa 70cm in pietra e l'inerzia termica e' considerevole. Con i thermosifoni mi sa che si scalda solo l'aria continuando a patire il freddo. che ne pensi?
ultimo dubbio (prego il moderatore di illuminarci). Siamo OT con questo topic nel tema"energie alternative", meglio la bioarchitettura, o altri forum? fatecelo sapere e ci spostiamo, no problem!
grazie!
Inviato: ven nov 04, 2005 6:43 pm
da Tersite
Caro Gioann Bagoss.
Se qualcuno non avesse recepito la tua sottile ironia, mi permetto di chiarire che Tersite non è prof. e tantomeno esimio e non mi pare di aver mai parlato in bene o in male di cappotti termici.
Forse su qualche vecchio post posso aver espresso perplessità sulla possibilità di applicare soluzioni interessanti in particolari ambiti abitativi come condomini, strutture con vincoli artistico/paesaggistici, mogli rompi...oni che non amano le novità ecc....
Di norma non parlo di quello che non conosco, farei una ricerca in internet fra i venditori di caldaie per comunicare i risultati a limpido solo se fossi convinto che il suddetto non è in grado di cavarsela da solo, il che non è assolutamente vero, motivo per cui non sono più intervenuto.
Sull'abete invece ho un episodio da citare: alcuni anni fa abbiamo abbattuto alcuni strobi che davano fastidio al campo visivo del telescopio dell'osservatorio. Abbiamo faticato a trovare qualcuno che se li portasse via gratis. I soci più vecchi e pratici di legname ci hanno sconsigliato di usarlo nel caminetto, troppe ceneri, impiastra i tiraggi e scalda poco.
Naturalmente lo strobo è peggio dell'abete, però....
Trasformato in cippato le caratteristiche possono anche variare, ma se la materia prima è migliore è molto probabile che sia migliore anche il prodotto finale.
Sulla serietà dei rivenditori c'è poco da fare affidamento, vedi la teoria che il legno bianco sporca di meno.
Per limpido:
dalle mie parti circola la convinzione che il riscaldamento a pavimento dia fastidi alle gambe, soprattutto fra i predisposti.
Magari è una fesseria indotta dall'osservazione che in estate è più comune avere i piedi gonfi, o magari qualcosa di vero c'è. Vale la pena informarsi presso qualcuno che l'abbia adottato, non posso aiutarti, non conosco nessuno.
Sull'inerzia termica delle vecchie costruzioni in pietra, per esperienza, posso dirti che è peggio di quello che ti immagini.
Se usi la casa solo per il week end devi mettere a budget che il primo giorno sarà dura avere temperature confortevoli. Naturalmente al lunedì è una favola.
Ciao
Tersite
Inviato: ven nov 04, 2005 7:21 pm
da Gioann Bagoss
Tersite ha scritto:Caro Gioann Bagoss.
Se qualcuno non avesse recepito la tua sottile ironia, mi permetto di chiarire che Tersite non è prof. e tantomeno esimio e non mi pare di aver mai parlato in bene o in male di cappotti termici.
Caro Tersite,
personaggi di spirito, arguti ,dotati di quella sana ironia (oddio, quand'è stata l'ultima volta che l'ho sentita, 1978?) e quella spruzzata di cinismo (istinto di sopravvivenza?) come lei non ne fanno più. Mi sa che lo stampino lo abbiano gettato.
Non sia mai che io le appaia come principino del lacchezzo, ma è enorme la stima che nutro nei suoi confronti, al punto che la seguo come visitatore del forum da parecchio tempo, ed in passato è riuscito a smontare più di una mia convinzione (e convenzione) attraverso regionamenti e cifre che un montanaro come me difficilmente riesce a comprendere.
Tuttavia le confesserò che la mia "abilità" nel riconoscere un "tecnico" -soprattutto nel campo dell'edilizia- mi è stata data da innumerevoli colloqui con soggetti del settore che non ritengo "spregevoli" soli perchè cercano di vendere i loro articoli al primo gonzo di turno; li definirei "improvvisati e folcloristici". Più la sparano grossa e più velocemente la mia mano cerca di congedarli.
Concludo questa fetecchia di elzeviro con un assioma: caro Limpido, prenda la sua decisione autonomamente, così come ho fatto io: i tuttologi sono impareggiabili nelle loro abitazioni.
Rincaro la dose con un consiglio fondamentale: visiti qualche casa nel circondario, veda come la gente si riscalda: ne trarrà superlative indicazioni che la aiuteranno a non sbagliare.
...tertium non datur...; non rinfocoli in futuro la mia vocazione leghista:quanto meno eviti di darmi del bergamasco, almeno su questo le chiedo di fare piccola ammenda...
Inviato: ven nov 04, 2005 9:33 pm
da limpido
Illustrissime Magnifiche Eccellenze!
perche' non ci diamo del tu? mi volete mettere in crisi?
ok, ogni consiglio e' buono ed interessante. Ringrazio Tersite per la sconfinata fiducia che pone nelle mie capacita' ricercatorie in internet...non sono un esperto, infatti, quindi mi devo basare su una quantita' maggiore di domande (spesso ingenue) e scremare il corrispondente numero di risposte confidando nel buonsenso, nell'istinto e nella fortuna (in campo elettroidraulico non sono una cima, quindi il calcolo razionale e' alquanto limitato).
fatta la doverosa premessa, passo al concreto:
1)pellets in abete-anch'io nutro sospetti sulle magiche capacita' dell'abete, ma mi riservero' di fare il terzo grado ad un conoscente che ha partecipato alla costruzione di un impianto di pellettizzazione. In effetti un altro dubbio che mi sorge e' il seguente come si fa a verificare da quale legno sono prodotti i pellets?
2)riscaldamento a pavimento- in rete si trova di tutto e il contrario di tutto, ma sul discorso delle vene varicose si sta facendo strada in me la convinzione che si tratti di una leggenda metropolitana...o meglio...una verita' in passato (quando gli impianti a pavimento utilizzavano la stessa temperatura dei caloriferi)venuta meno con l'utilizzo delle nuove tecnologie (che prevedono temperature inferiori a quella corporea, quindi piu' soft e meno traumatiche-immagino che camminare sui caloriferi non sia eccessivamente benefico..). sempre in questo tema, mi sta affascinando il discorso sul riscaldamento a parete, che pare sia la soluzione migliore, dato l'irraggiamento migliore e piu' uniforme...
stesso discorso per i materiali, dove il mondo si spacca in sostenitori del rame vs PE-X...mi pare di capire che i tubi sintetici abbiano fatto passi da gigante negli ultimi anni, quindi credo che accorderei la mia fiducia a quest'ultimi.
3) il volano termico della casa:si'tersite, non mi faccio illusioni che la mia bicocca abbia i muri in pietra ollare o mattoni refrattari...pero' dei muri da 70-80 cm in pietra una volta scaldati non si dovrebbero raffreddarsi cosi' in fretta (almeno non come i condomini in forato degli anni 60), dato che 100 anni fa riuscivano a sopravvivere senza troppi problemi. cambiando le finestre spifferanti con vetri da 1-2 mm di spessore con delle finestre serie, dovrei riuscire a metter fine alla fuga di gran parte del prezioso, etereo elemento che definirei come "calore". Quiesto e' il punto fondamentale..dopo osservazioni, riflessioni e rimuginii, mi pare di aver capito che per la mia casa sia meglio avere una fonte di calore meno impetuosa, ma costante...in cio' vedo il beneficio del sistema ad irradiazione. dato che nella casa ci vivrei (almeno mia moglie piu' di me) il problema di doverla riscaldare in fretta e furia per un solo giorno non si pone. Comunque nel giro di 2-3 settimane andro'a fare l'esperimento armato di sacco a pelo e pazienza, spendendo il fine settimana a testare la vecchia stufain ceramica-forno da pane che e'situata al centro della casa, in posizione strategica, e vi faro' sapere.
4) il consiglio di gioann ha del vero, infatti e' bene informarsi sulle caratteristiche locali. dettagli come: venti impetuosi dominanti, particolare umidita', capacita' idroassorbente del terreno possono giocare un ruolo importante nell'abitabilita' del domicilio.
cio' che piu' temo e il vortice di consigli contrastanti che si possono ottenere da venditori diversamente interessati a vendere i propri prodotti: il cosiddetto infinocchiamento. per ora sto giocando un po' in contropiede, nel senso che ho richiesto preventivi a fiumi che passero' a confrontare e vagliare nelle prossime settimane (sia benedetto internet). E poi ci sara' la fase "sul campo" che credo sia quella con piu' dispendio di energie e tempo. Mi piacerebbe poter prendere un anno sabbatico da dedicare all'opera!
5) gioann, non comprendo bene l'ultima indicazione, quella sul bergamasco...ho commesso qualche fallo? Potrei sapere in cosa? spero non per la battuta sulla stufa bergamasca...mah, attendo fiducioso chiarimenti
6) vi do' un informazione, tanto per non chiedere solamente: sto chiedendo anche i preventivi per le finestre, ad esempio una finestra di misura 80x110 anta ribalta (meccanica tedesca Roto) in larice siberiano, con vetro termico antirumore thermopan 4-16-4 Ug=1,1 W/m2K
e riquadri esterni in legno per riprodurre lo schema delle vecchie finestre (6 riquadri), verrebbe a costare MONTATA circa 340 Eur.Mi sembra un buon prezzo.
spero di rileggervi, porgo i miei ossequi
Inviato: sab nov 05, 2005 8:26 pm
da Gioann Bagoss
limpido ha scritto:Illustrissime Magnifiche Eccellenze!
perche' non ci diamo del tu? mi volete mettere in crisi?
..."Zwei Seelen wohnen, ach! in meiner Brust"...
..."Mon Dieu, quelle guerre cruelle!
Je trouve deux hommes en moi"...
Premetto che il buon Rampado non troverà oltre traccia di mio sconfinamento argomentale. Caro Limpido, ho voluto omaggiarla -da montanaro che sono- con due citazioni che ben calzano la mia doppia vita. Mi auguro che la sua cultura umanistica, l'habitus elvetico ed una questioncella di coniugio medio-teutonico le siano di ausilio.
Ebbene sì, sono poetastro con problemi di endecasillabo, lontano anni luce dalla ruvida gentilezza del Carducci, sempre affascinato dalle rime.
Per questioni di pagnotta sono archiiatra, verifico le residue capacità maculari di persone di già pensionate, la forma mentis è quella di rivolgermi sempre rispettosamente a gente più vissuta dello scrivente (in barba a "Il viver si misura Dall'opre e non dai giorni...").
Hoc opus, hic labor est.
Ma resto sempre un montanaro (camuno, non orobico).
Caro Rampado, grazie per la pazienza accordatami. Come in una canzone dello Zecchino "non lo faccio più".
Caro Tersite, veda di non abbandonarmi quando nella baita "batterò le brocchette" ( "bàter le bròchéte", atto del ciabattino intento a risuolare le tomaie con i chiodini a corpo quadrato, figurativo del battere i denti dal freddo a velocità stroboscopica in fase pre-trisma).
Cordialità.
Gioann Bagoss.
off topic
Inviato: lun nov 07, 2005 12:02 am
da tartaruga
Ma come puoi essere camuno chiamandoti bagoss?
Al massimo valsabbino. O adesso il bagoss lo fanno anche in Valcamonica?
No, dimmi di no.
Inviato: lun nov 07, 2005 10:42 am
da un reduce
Tersite ha scritto:Caro limpido
La scelta dipende naturalmente da molti fattori, non ultimi le condizioni di mercato (trattandosi di uno stato estero).
Il faggio è un ottimo legno da ardere, prenderei in considerazione anche la possibilità di usarlo com'è, senza cercare soluzioni sofisticate che aumentano il costo unitario.
L'abete non è granchè.
Non credere che l'ambiente sia lieto se tu bruci il legno di una foresta per scaldarti, per intanto liberi subito una bella quantità di CO2 e polveri (peggio che con il petrolio); se la foresta ha l'opportunità di riformarsi forse in 20 anni il guaio viene riassorbito, ma molto spesso le foreste non si riformano più!
Se vuoi fare del bene all'ambiente cura molto l'isolamento termico della struttura.
L'unica energia veramente ecologica ed a costo zero è quella risparmiata.
Ciao
Tersite
Leggo attento e con interesse gli interventi sul thread in questione, affascinato da sistemi di riscaldamento "come quelli di una volta".
Ho vissuto per circa 6 mesi in una riserva naturale, dove l'abitazione veniva riscaldata completamente a legna. Mi ricordo che non si facevano disquisizioni su ciò che scaldava di più o di meno. Si andava a fare legna e basta. Fermo restando nel rispetto delle norme legislative vigenti dalle nostre parti in materia di protezione dell'ambiente, ovvio.
Resto comunque sconcertato dall'intervento di Tersite, il quale dice che il riscaldamento a nafta inquinerebbe meno della legna.
Come mai?
Inoltre, sul discorso del rinnovamento del patrimonio boschivo.....Basterebbe fare un po' meno distinzioni sulla qualità del legno e bruciare innanzitutto le piante malate. Io aggiungerei la semina di nuove pianticelle ad ogni abbattimento, anche se la foresta si rinnova da sola.
Credo che l'annosa diatriba uomo/ambiente possa essere risolta attraverso una sana pianificazione dell'utilizzo delle risorse naturali, vuoi perché il rincaro del petrolio si farà sempre più una costante di cui tenere conto, vuoi perché scaldare a legna è tutta un'altra cosa, in virtù dell'immancabile contatto diretto con il patrimonio naturale circostante.
Inoltre sono certo che si possano applicare, qualora fosse davvero necessario, degli appositi filtri.
Abbiamo le risorse, perché non utilizzarle con un po' di coscienza?
Ciao
Un Reduce
Re: off topic
Inviato: lun nov 07, 2005 11:35 am
da Gioann Bagoss
Apprezzo la sua conoscenza in materia casearia.
Cara Tartaruga, veda, tutto il latte delle brune alpine che viene trasformato in ambrosia, lievemente sfumato nell'oro dei pistilli dei crocchi tra Ponte Caffaro e la Val Dorizzo viene per convenzione denominato Bagoss. Per taluni è considerato un "granone", per altri un Asiago, per altri ancora formaggio d'alpeggio. Per me è un peccato di gola che raramente mi concedo. Va da sè che comunque vi siano alcune zone limitrofe che producono formaggi simili, che difettano per lievi lacune sferiche della pasta meno omogenea rispetto al Bagoss. Attraversato il Passo di Crocedomini ed affluiti nella Val Camonica si ha la possibilità di conoscere altre tradizioni casearie come quella della Val di Palotto. No, le garantisco di no, il Bagoss si fa a Bagolino.
Usque tandem, Johanne, abusare patientia Rampaudi?
Caro Reduce, giusta la sua osservazione. Ma il buon Tersite ammoniva al riguardo del risparmio dell'energia quale ottimale soluzione.
A diciotto-diciannove gradi non si rischia l'ibernazione, semmai può affiorare qualche acciacco artritico. Con la possibilità di partecipare alla festa di Aulin.
Cordialità.
Gioann Bagoss.
Inviato: lun nov 07, 2005 2:25 pm
da limpido
Bene, vedo che si aggiunge della "legna al fuoco"...
Concordo con Un reduce riguardo alla sensazione primordiale di felicita' che mi avvolge gia' solamente all'idea di potermi riscaldare con il fuoco alimentato da semplice legna. Quando poi, si riesce a coniugare la semplicita' con la tecnologia moderna, ottenendo comfort, ottimizzazione, benessere e risparmio..beh,,allora la gioia e' agli apici!!
Naturalmente vi e' anche una componente autarchica che si rifiuta di prendere in considerazione la possibilita' di dipendere dai califfi dell'oro nero ed I loro capricci, ed inorridisce di fronte all'ombelicale prospettiva di allacciamento alla rete del gas (altra dipendenza..)...la dipendenza e' cio' che ogni cittadino adulto, emancipatosi dalle cure di mamma' dovrebbe evitare ad ogni costo!
Naturalmente, ogni vantaggio ha un ben determinato costo. Nel mio caso, sto ricevendo I primi preventivi e devo dire che e' un esercizio estremamente interessante comparare le diverse soluzioni offerte ed I relativi prezzi (soprattutto quest'ultimi!).
Vi cito un esempio di preventivo che ha destato il mio interesse, in quanto offre la risposta ad alcune esigenze che avevo specificato in fase di richiesta (in particolar modo la possibilita' di aumentare la potenza del bruciatore in caso di aumento metratura riscaldabile).
Vi scodello la soluzione proposta:HDG Compact 50/65 (dettagli su:
http://www.hdg-bavaria.de/ purtroppo solamente in tedesco). Bruciatore onnivoro (pellets, cippato, bricchetti, segatura..) con silos di stivaggio a prelevamento automatizzato,pulizia e scarico ceneri automatizzato, sonda Lambda che consente l'ottimizzazione della potenza e quindi und adattamento da 13kw a 50kw- con materiale di umidita' max 20%),miscelatore con doppio sistema di distribuzione (acqua calda per termosifoni, piu' tiepida per sistema radiante), accumulatore di acqua calda da 1500litri+boiler acqua sanitaria di 300 litri, predisposizione per pannelli solari, franco domicilio con posizionamento ed installazione all inclusive. Questo al costo di circa 16.000eur.
Sembra tanto? Dipende dai punti di vista. Il materiale offerto permetterebbe di riscaldare egregiamente gli attuali 180mq di casa (sui 25kw), e non farebbe una piega nel caso di ampliamento di ulteriori 120mq in un futuro a lungo termine (un bel fienile con travi a vista), senza dover ripensare e ricambiare il tutto. Anche l'integrazione dei pannelli solari sarebbe vissuta come un evento non troppo drammatico…se poi consideriamo che il costo dell'approvigionamento di "carburante" per stagione (per I 180mq)sarebbe di circa 600Eur (cippato) o 800 Eur (Pellets)….ecco che la cosa diventa interessante. Se poi aggiungiamo che in zona ci sono diverse segherie dove sarebbe anche possibile procurarsi trucioli e segatura a costo quasi zero, integrando il combustibile "nobile" (pellets), il ragionamento incomincia a piacermi.
C'e' anche il lato ecologico: bassa emissione di fumi, alto rendimento, riciclaggio legno e lavorati…non male direi, ma aspettiamo altre proposte…ponderiamo, valutiamo...
Per il resto ho molto apprezzato la piacevole digressione sulle specificita' casearie del Bagoss, che non conoscevo (Ahime'). Le bucoliche descrizioni del nostro bardo (mi consenta..) mi hanno convinto sulla necessita' colmare le mie lacune esplorando anche I dintorni a settentrione di Brescia, alla ricerca del pregiato prodotto, comparabile ad un manufatto di preziosa fattura.
Devo ammettere, o gentil bardo che in alcuni suoi interventi mi ha colpito il tono malinconico con il quale espone la doppiezza presente nelle profondita' del suo animo, quasi si trattasse di un dilemma da risolvere, o comunque di un nodo irrisolto… talmente grosso da scomodare addirittura il buon Faust (per Racine ho dovuto scomodare Google, in quanto la mia ignoranza e' ben consolidata ed alquanto ampia..). Si tratta di un contrasto social-culturale(animo montanaro vs. coscienza cittadina)? Oppure nazional-patriottico(molteplici cittadinanze o addirittura nazionalita')?
Nel mio modesto vedere, classificherei la doppiezza come ricchezza, come additivo prezioso, specialmente di questi tempi, quando la polivalenza, la flessibilita' e la molteplicita' di ricoprire diversi ruoli o funzioni e' vista come "conditio sine qua non"
Cordiali saluti
Inviato: lun nov 07, 2005 3:46 pm
da Tersite
Caro Reduce.
Non allibire.
La mia era una constatazione spannometrica: il calore da combustione proviene principalmente dalla combinazione del carbonio con l'ossigeno.
A parità di calorie prodotte è pari anche la CO2 liberata.
Forse il gasolio ha qualche H in più nella catena (mediamente) per cui parte del calore proviene anche dalla combustione dell'idrogeno. Non me la sento di puntare cifre significative su questa affermazione, il legno è troppo variabile.
Sulle polveri sottili invece sono un pò più convinto, il fumo del legno da ardere è profumato, piacevole (tranne quando il camino non tira), ma porta in sospensione moltissime particelle, come ben sa chi deve pulire i camini tutti gli anni (e ritinteggiare la cucina).
Chi ha la fortuna di avere un ettaro di bosco ceduo, accessibile senza organizzare safari, può benissimo, e sarebbe consigliabile, limitarsi al prelievo di alberi in esubero, malati o trapassati.
Un vecchio bosco è frutto di una delicata selezione naturale di essenze, ottimale per la localizzazione. Sconsiglierei vivamente di cambiare assetto.
Ad esempio: cinque anni fa abbiamo fatto un prelievo radicale su una porzione di castagneto, lasciando naturalmente ceppaie e ricacci vigorosi;
fino all'anno scorso eravamo convinti di aver fatto una bestialità, il terreno era invaso da rovi e altri arbusti di scarso valore. Quest'anno invece abbiamo notato che il castagno si è ripreso il territorio, il sottobosco sta languendo, fra un paio d'anni sarà nuovamente tutto pulito senza interventi da parte nostra.
Siccome gli ettari a disposizione di ciascun italiano sono 0.5 e devono servire per parecchie altre cose è doveroso ritenersi fortunati, più che virtuosi, se riusciamo a riscaldarci con i vecchi sistemi.
Per Gioann Bagoss
In merito a delizie colesterologeniche mi permetterei di citare il Castelmagno, una sorta di parmigiano d'alpeggio, assolutamente delizioso, ma del quale non ve ne potrebbe fregare di meno in quanto non avrete mai l'opportunità di assaggiarlo, lo mangiamo tutto noi.
Lo cito in quanto i soloni europei lo stanno mettendo fuorilegge. Pare che le grotte naturali in cui viene fatto maturare, non contenendo acciaio inox e piastrelle, non siano considerate igeniche.
Pazienza ci dovremo rivolgere agli spacciatori di tomini, sperando che siano più professionali dei fornitori di Lapo.
Ciao
Tersite