Ma vi pare normale che di fronte al rischio di una PANDEMIA (cosa alla quale io non credo assolutamente) il ministro Frattini dica che si "sta valutando la POSSIBILITA' di proibire la caccia"? ma è un'azione che andrebbe fatta immediatamente, perche' a costo zero e di sicura efficacia!!
purtroppo la caccia rimane un tempio intoccabile, neanche di fronte ad un rischio sanitario così grosso (come almeno vogliono farci credere...)
ps ancora nessun riferimento agli allevamenti-tortura..voi ne avete sentito parlare??
Influenza aviaria e caccia
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pasionario
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- raggiodisole
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Re: Influenza aviaria e caccia
alla tele no, ma sul settimanale *il salvagente* (settimanale dei diritti, dei consumi e delle scelte) in edicola ogni sabato, ci sono degli articoli sui polli e uno si intitola * la logica degli allevamenti intensivi - disagi e malattie : ecco la breve vita dei poveri broiler* - a leggerlo è davvero allucinante. ciao!pasionario ha scritto:
ps ancora nessun riferimento agli allevamenti-tortura..voi ne avete sentito parlare??
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Paolo Lastrucci
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C'è anche chi, riguardo alla caccia, la pensa diversamente:
http://www.ilcacciatore.com/ultimora/ar ... _18_10.htm
Leggendo qua e la quel sito verrebbe quasi da ridere per le loro idiozie; ho letto un articolo di uno che da dei consigli sulla caccia alle anatre descrivendole quasi come dei carri armati volanti. Gli esaltati però sono gli animalisti allarmisti, secondo loro naturalmente...
http://www.ilcacciatore.com/ultimora/ar ... _18_10.htm
Leggendo qua e la quel sito verrebbe quasi da ridere per le loro idiozie; ho letto un articolo di uno che da dei consigli sulla caccia alle anatre descrivendole quasi come dei carri armati volanti. Gli esaltati però sono gli animalisti allarmisti, secondo loro naturalmente...
VIRUS POLLI E CACCIA, LA LAV DIFFIDA IL MINISTRO STORACE: CONTESTATI
I REATI
DI OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO E DIFFUSIONE DI MALATTIE SE NON SI
SOSPENDE
SUBITO LA CACCIA. PER UN UCCELLO MIGRATORE IL CONFINE POLITICO FRA
GRECIA E
ITALIA E' INESISTENTE.
La LAV ha formalmente diffidato il Ministro della Salute Storace a
disporre
immediatamente il divieto di caccia su tutto il territorio
nazionale, come
misura preventiva contro la diffusione del virus dell'influenza
aviaria che
gli uccelli migratori provenienti dall'Est possono veicolare.
Nonostante le dichiarazioni del Commissario UE all'Ambiente, Stravos
Dimas,
e del Vicepresidente della Commissione, Franco Frattini,
sull'opportunità di
chiudere la caccia, il Ministro Storace si è sempre rifiutato di
emettere un
tale provvedimento indispensabile per la tutela della salute
pubblica. Per
questo la LAV ha intimato al Ministro di vietare immediatamente ogni
forma
di attività venatoria contestando i reati di cui agli articoli 328
(Rifiuto
di atti d'ufficio) e 500 (Diffusione di una malattia delle piante o
degli
animali) del Codice penale, secondo il principio per il quale "non
impedire
un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a
cagionarlo"
stabilito dall'art. 40 del Codice. La LAV ha anche chiesto al
Presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, di provvedere in via sostitutiva in
caso di
inerzia del Ministro.
"E' assurdo che di fronte alla gravità del fenomeno e alla velocità
con cui
il virus H5N1 si sta diffondendo in Europa, giungendo oramai alle
porte
dell'Italia con l'ultimo caso in Grecia, il Ministro Storace
preferisca non
inimicarsi le doppiette piuttosto che occuparsi dell'interesse
generale ed
evitare rischi sanitari per la collettività - dichiara Ennio
Bonfanti,
responsabile "fauna" della LAV - Storace aveva assicurato lo stop
della
caccia appena un Paese confinate col nostro avesse registrato un
caso di
virus dei polli: ora il Ministro non ha più nessun alibi per non
disporre il
sacrosanto blocco della caccia visto che per un uccello migratore il
confine
politico fra Grecia ed Italia è inesistente. Storace ponga subito
fine al
suo inaccettabile comportamento omissivo che privilegia il
passatempo dei
cacciatori a rischio della salute pubblica".
Oltre allo stop alla caccia, la LAV chiede al Governo che, in
occasione del
voto al Senato sulla conversione del decreto-legge per la prevenzione
dell'influenza aviaria, si faccia promotore di emendamenti tesi a
bloccare
l'importazione di selvaggina dall'estero, via o morta a seguito
dei 'viaggi
venatori' organizzati da apposite agenzie italiane; vietare feste,
sagre e
mostre di fauna selvatica o domestica; vietare l'immissione di
fagiani,
quaglie ed altra fauna d'allevamento nelle 'aziende venatorie' e
nelle zone
cinologiche dove quotidianamente vengono liberati migliaia di
animali per
poi essere abbattuti. La LAV ha anche elaborato altri emendamenti,
presentati da vari parlamentari, che prevedono ulteriori misure
indispensabili per una effettiva lotta contro l'influenza aviaria:
il voto
di domani è un'importantissima occasione per cambiare davvero le
condizioni
degli animali negli allevamenti e mettere un freno, concreto, alla
ormai
puntuale propagazione di virus.
"L'impiego capillare e continuo nel tempo di animali d'allevamento
liberati
sul territorio per tali fini, disattende evidentemente la
raccomandazione
dell'Ufficio Veterinario della FAO - prosegue Ennio Bonfanti - di
ridurre il
più possibile i contatti stretti tra umani, uccelli d'allevamento e
uccelli
selvatici. La commistione tra fauna d'allevamento introdotta
artificialmente
nelle aziende venatorie e nelle zone cinologiche e quella migratoria
che
inevitabilmente si muove liberamente sul territorio nazionale, nel
breve
tratto può essere la causa di una diffusione dei virus per
contiguità; gli
stessi cacciatori potrebbero essere soggetti a rischio di contrarre
la
malattia proprio perché si è visto che i soggetti che hanno contratto
l'influenza aviaria sono stati coloro che hanno avuto un contatto
stretto
con l'animale perché lo hanno eviscerato o spiumato o comunque hanno
manipolato le loro carni".
18 ottobre 2005
I REATI
DI OMISSIONE DI ATTI D'UFFICIO E DIFFUSIONE DI MALATTIE SE NON SI
SOSPENDE
SUBITO LA CACCIA. PER UN UCCELLO MIGRATORE IL CONFINE POLITICO FRA
GRECIA E
ITALIA E' INESISTENTE.
La LAV ha formalmente diffidato il Ministro della Salute Storace a
disporre
immediatamente il divieto di caccia su tutto il territorio
nazionale, come
misura preventiva contro la diffusione del virus dell'influenza
aviaria che
gli uccelli migratori provenienti dall'Est possono veicolare.
Nonostante le dichiarazioni del Commissario UE all'Ambiente, Stravos
Dimas,
e del Vicepresidente della Commissione, Franco Frattini,
sull'opportunità di
chiudere la caccia, il Ministro Storace si è sempre rifiutato di
emettere un
tale provvedimento indispensabile per la tutela della salute
pubblica. Per
questo la LAV ha intimato al Ministro di vietare immediatamente ogni
forma
di attività venatoria contestando i reati di cui agli articoli 328
(Rifiuto
di atti d'ufficio) e 500 (Diffusione di una malattia delle piante o
degli
animali) del Codice penale, secondo il principio per il quale "non
impedire
un evento, che si ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a
cagionarlo"
stabilito dall'art. 40 del Codice. La LAV ha anche chiesto al
Presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, di provvedere in via sostitutiva in
caso di
inerzia del Ministro.
"E' assurdo che di fronte alla gravità del fenomeno e alla velocità
con cui
il virus H5N1 si sta diffondendo in Europa, giungendo oramai alle
porte
dell'Italia con l'ultimo caso in Grecia, il Ministro Storace
preferisca non
inimicarsi le doppiette piuttosto che occuparsi dell'interesse
generale ed
evitare rischi sanitari per la collettività - dichiara Ennio
Bonfanti,
responsabile "fauna" della LAV - Storace aveva assicurato lo stop
della
caccia appena un Paese confinate col nostro avesse registrato un
caso di
virus dei polli: ora il Ministro non ha più nessun alibi per non
disporre il
sacrosanto blocco della caccia visto che per un uccello migratore il
confine
politico fra Grecia ed Italia è inesistente. Storace ponga subito
fine al
suo inaccettabile comportamento omissivo che privilegia il
passatempo dei
cacciatori a rischio della salute pubblica".
Oltre allo stop alla caccia, la LAV chiede al Governo che, in
occasione del
voto al Senato sulla conversione del decreto-legge per la prevenzione
dell'influenza aviaria, si faccia promotore di emendamenti tesi a
bloccare
l'importazione di selvaggina dall'estero, via o morta a seguito
dei 'viaggi
venatori' organizzati da apposite agenzie italiane; vietare feste,
sagre e
mostre di fauna selvatica o domestica; vietare l'immissione di
fagiani,
quaglie ed altra fauna d'allevamento nelle 'aziende venatorie' e
nelle zone
cinologiche dove quotidianamente vengono liberati migliaia di
animali per
poi essere abbattuti. La LAV ha anche elaborato altri emendamenti,
presentati da vari parlamentari, che prevedono ulteriori misure
indispensabili per una effettiva lotta contro l'influenza aviaria:
il voto
di domani è un'importantissima occasione per cambiare davvero le
condizioni
degli animali negli allevamenti e mettere un freno, concreto, alla
ormai
puntuale propagazione di virus.
"L'impiego capillare e continuo nel tempo di animali d'allevamento
liberati
sul territorio per tali fini, disattende evidentemente la
raccomandazione
dell'Ufficio Veterinario della FAO - prosegue Ennio Bonfanti - di
ridurre il
più possibile i contatti stretti tra umani, uccelli d'allevamento e
uccelli
selvatici. La commistione tra fauna d'allevamento introdotta
artificialmente
nelle aziende venatorie e nelle zone cinologiche e quella migratoria
che
inevitabilmente si muove liberamente sul territorio nazionale, nel
breve
tratto può essere la causa di una diffusione dei virus per
contiguità; gli
stessi cacciatori potrebbero essere soggetti a rischio di contrarre
la
malattia proprio perché si è visto che i soggetti che hanno contratto
l'influenza aviaria sono stati coloro che hanno avuto un contatto
stretto
con l'animale perché lo hanno eviscerato o spiumato o comunque hanno
manipolato le loro carni".
18 ottobre 2005