Sull'argomento ho appena mandato in lista AgireOra il messaggio qui sotto.
Sarebbe bello che tutti voi partecipaste!
Grazie, ciao.
Marina
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- CON PREGHIERA DI MASSIMA DIFFUSIONE -
Cari tutti,
si parla tanto di influenza aviaria, si spendono fiumi di parole, ma nessuno parla della sofferenza di tutti questi volatili uccisi, che gia' di norma vivono una vita d'inferno, e ora sono massacrati in un modo che definire vergognoso e' poco.
Nei TG, mi dicono, fanno vedere i filmati di questi massacri, animali vivi, morti e moribondi gettati l'uno sull'altro, esecuzioni sommarie (in nessun altro modo si posono definire). Ma mai una parola di compassione viene spesa.
Solo noi umani siamo capaci di tali e tanti massacri.
Vi voglio invitare a scrivere ai direttori dei TG e radiogiornali RAI (degli altri non ho trovato le mail, ci sono solo moduli sui siti).
Non esiste qui, una lettera-tipo, non ha senso, e non avrebbe peso.
Ma ha senso, ed e' doverosa, una nostra testimonianza, qualche riga, per dire come la vediamo noi, che gli animali li amiamo o per lo meno li rispettiamo.
Facciamo almeno vedere che la tragedia non e' la paventata epidemia, che probabilmente non ci sara', non sono le perdite economiche degli allevatori e i patemi d'animo dei "consumatori" che - poverini! - hanno PAURA a amngiare il pollo, ma e' la morte di questi animali, nonche' l'incapacita' degli umani di capire e leggere la sofferenza negli occhi degli animali non umani.
Vi invito a scrivere a:
[email protected]
[email protected]
[email protected]
[email protected]
Qui sotto riporto il comunicato stampa inviato come AgireOra. Vi prego di NON ricopiare alcuna frase, le lettere devono essere originali, e di scrivere lettere piu' brevi del comunicato qui sotto, altrimenti sara' difficile che vengano pubblicate.
Grazie.
Marina Berati
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[COMUNICATO STAMPA]
INFLUENZA AVIARIA - SAPPIAMO VEDERLA ATTRAVERSO GLI OCCHI DEGLI ANIMALI?
12 ottbre 2005
Influenza aviaria, grande tema del momento, panico dei consumatori che non si fidano piu' a mangiare la carne di pollo (perche', le altre carni, di animali allevati allo stesso modo, sono forse meno pericolose?), controlli, vaccini, fiumi di parole.
"Rafforzati i controlli dei NAS", ci dicono. Si', ma rafforzati per controllare cosa? Il rispetto di una normativa che di per se' favorisce lo svilupparsi di malattie tra gli animali e il diffondersi delle epidemie?
Animali ammassati a migliaia in luoghi piccoli e insalubri, con un'alta concentrazione di virus e batteri. Animali che vivono in situazioni talmente innaturali e insostenibili che, per mantenerli in vita in una parvenza di "sanita'", gli allevatori rimpinzano costantemente di antibiotici. Facilitando cosi' la mutazione dei virus e dei batteri.
"Pronto il vaccino per proteggerci!", ci dicono. Ma proteggere chi o che cosa? Proteggere gli interessi delle aziende chimico-farmaceutiche, che faranno soldi a palate con questo nuovo business, per vaccini inutili che non risolvono il problema, e che dovranno pagare i cittadini con le proprie tasse, anche quei cittadini che gli allevamenti li vorrebbero vedere cancellati dalla faccia della Terra!
Crediamo con questi palliativi, di risolvere il problema, ma la causa vera non viene nemmeno indagata, ne' scalfita: la pericolosita' per l'umanita' e per il pianeta degli allevamenti intensivi.
E poi dicono dei polli che sono stupidi. Ma i polli non sono stupidi, i polli sono sfruttati, maltrattati (se anche per loro vigesse la legge valida per gli animali d'affezione, saremmo tutti in galera: allevatori e consumatori in quanto mandanti e complici), ammazzati in modo barbaro dai tanto evoluti "umani", senza possibilita' di difendersi. Che dire, invece, dei "consumatori"? I quali, pur di riempirsi di carne a basso prezzo - "bianca", che "fa bene!" - accettano da un lato di essere complici di una violenza inenarrabile contro esseri senzienti che essendo "solo animali" pensano di poter disprezzare, dall'altro lato accettano di nutrirsi di un "prodotto" (prodotto dalla morte degli "stupidi polli") pieno di sostanze chimiche, che crea un impatto ambientale pauroso, sia per la quantita' di risorse vegetali necessarie per produrre le corrispondenti animali (un rapporto di circa 4:1) sia per i rifiuti organici prodotti in questi mega allevamenti, che inquinano il suolo e le acque. E questo vale per tutti i prodotti animali, ogni tipo di carne, di pesce, il latte, le uova.
Ma piu' di tutto disgusta, in questo gran parlare di paura dell'epidemia, di disastro economico per gli allevatori, il fatto che mai, mai, si spende una parola per le centinania di migliaia di animali che vengono massacrati, impilati l'uno sull'altero ancora vivi, fatti morire in maniera atroce. Vittime sacrificali della colpa umana di aver creato allevamenti disumani e pericolosi, non solo per gli animali prigionieri, ma per l'umanita' stessa. Noi, umani evoluti e intelligenti, noi che siamo cosi' sensibili e cosi' al di sopra delle altre specie animali, noi, solo noi, compiamo questi massacri, solo noi non sappiamo vedere la sofferenza e l'angoscia nello sguardo di un animale che in questa pila di morti e moribondi alza la testa per cercare di salvarsi. O di chiedere aiuto. Solo noi lo consideriamo "merce" e parliamo di una "perdita economica".
Vogliamo dirlo, o vogliamo continuare a tacere?
Comunicato di AgireOra
http://www.agireora.org -
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