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L'Unione e il nucleare

Inviato: lun ott 03, 2005 9:53 pm
da c.m.
RICEVO E GIRO la newsletter dei Verdi :

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Neswletter dei Verdi Piemonte :


Ricevo e volentieri diffondo la presa di posizione del Responsabile Nazionale Energia dei Verdi, Erasmo Venosi sulla questione nucleare, in riferimento al voto sul rapporto Turmes al Parlamento Europeo.
Qui di seguito invece il comunicato stampa dei Verdi europei sempre sullo stesso argomento.
SALUTI A TUTTI
CRISTINA ABRAMI

Bruxelles,
Divisione tra gli eurodeputati italiani del centrosinistra in occasione del voto sul rapporto Turmes (Verdi, Lussemburgo) sulla quota delle fonti energetiche rinnovabili nell'Unione europea. Parte degli eurodeputati italiani ha infatti sostenuto un emendamento a firma Vittorio Prodi in cui, con l'espressione "tecnologie energetiche a bassa o nulla emissione di CO2", di fatto mantiene una pericolosa ambiguità sull'inclusione dell'energia nucleare tra le energie rinnovabili.
Monica Frassoni, Presidente dei Verdi/ALE al Parlamento europeo, ha così commentato quanto verificatosi in aula:

"E' molto grave che i deputati della Margherita presenti in aula abbiano deciso di sostenere l'emendamento n. 32 a firma Prodi, presentato all'ultimo momento e senza nessuna concertazione. Così si rischia di inserire, in modo strisciante ma carico di conseguenze imprevedibili, il nucleare tra le fonti energetiche rinnovabili. Non si può giocare con questi temi con delle formulazioni oscure: il nucleare non può essere considerato in alcun modo una fonte rinnovabile e non è la soluzione ai problemi posti dal riscaldamento globale. Dispiace molto che si sia scelta un'occasione così importante come il voto di un rapporto equilibrato e condiviso da molti gruppi per creare divisioni all'interno del centrosinistra italiano.

A questo punto dobbiamo fare chiarezza nell'Unione e affrontare urgentemente e una volta per tutte la questione energetica nel programma della coalizione: se c'è una parte delle forze alleate che ritiene davvero di puntare sul nucleare dobbiamo saperlo subito , e discuterne apertamente e senza tabù : non vorremmo ritrovarci ad ingannare inconsapevolmente gli elettori invitandoli a votare per una coalizione all'apparenza non-nuclearista e capace invece di tradire la fiducia di chi l'ha scelta, una volta al governo, con 'ripensamenti' drammatici su questioni sulle quali gli italiani si sono già pronunciati chiaramente. E' chiaro infatti che date la scarsità di risorse esistenti e la pesantezza della crisi energetica, investire sul nucleare è una scelta del tutto incompatibile con quella delle energie rinnovabili .


COMUNICATO STAMPA: L'Unione sul nucleare

L’Europarlamento ha votato la scorsa settimana, il Rapporto Turmes sulla quota delle fonti d’energia rinnovabile che devono essere presente nell’Unione Europea ed è stato approvato contestualmente dagli eurodeputati della Margherita, un emendamento presentato dall’On Vittorio Prodi che con l’espressione “ tecnologie energetiche a bassa o nulla emissione di CO 2” introduce surrettiziamente l’energia nucleare tra le fonti rinnovabili.
Preliminarmente appare opportuno osservare che con la tecnologia prevalentemente utilizzata nei reattori attuali le scorte dell’uranio consentirebbero un’autonomia di circa 40 anni.
Considerando tutte le fasi del ciclo dell’uranio, dall’estrazione alla produzione dei combustibili, alla gestione delle scorie per millenni, il nucleare non è ad emissione zero e non è fonte rinnovabile.
Alla vigilia d’elezioni Primarie, sarebbe eticamente doveroso e politicamente necessario chiarire in maniera incontrovertibile quanti nell’Unione pensano che il nucleare sia la scelta da fare per la soluzione dei problemi energetici e il contenimento dell’incremento dell’effetto serra.
Il rapporto franco, trasparente ed eticamente responsabile, dovrebbe essere la cifra di connotazione dei Politici dell’Unione.
Vanno chiarite, da parte d’eventuali sostenitori nell’Unione, del nucleare e preliminarmente, alcune essenziali e dirimenti questioni:
1) il legislatore italiano come intende ripartire il rischio tra settore pubblico e industria energetica nucleare, relativamente ad incidenti correlati a reattori e ciclo del combustibile.Gli Stati Uniti hanno posto un limite alla responsabilità civile per incidenti con il Price-Anderson Act accollandone ai cittadini il costo di suo superamento.Quale sarebbe la soluzione italiana?
2) Saranno posto tetti ai costi di smantellamento degli impianti , di ripristino ambientale di condizionamento delle scorie radioattive ?
3) Come saranno ripartiti gli ingenti costi d’investimento tra privato e pubblico? Le sovvenzioni pubbliche al nucleare sono state incalcolabili e com’esempio basta citare le risultanze della Corte del Conti francese sulla mancanza di dieci miliardi d’euro per mancati accantonamenti da parte dell’EDF e occorrenti per la gestione delle scorie e lo smantellamento degli 11 reattori.
4) Quale soluzione tecnica e politica , s’intende adottare per lo stoccaggio delle scorie presenti e future ?
5) Quali modalità s’intende proporre per impedire la proliferazione nucleare che risulterebbe particolarmente elevata , per l’obbligato passaggio ai reattori autofertilizzanti nell’ipotesi di scelta dell’energia nucleare ?
6) Come s’intende far fronte agli effetti prodotti dalla combinazione di liberalizzazione e privatizzazione del settore energetico, che aggrava le prospettive dell’energia nucleare giacché la liberalizzazione aumenta i rischi e la privatizzazione aumenta l’avversione al rischio delle imprese.Appare di solare evidenza che la scelta nucleare comportando elevati costi d’investimento e grandi rischi tendono a non essere facilmente adottata.

Relativamente alla sicurezza, nel Rapporto Rasmussen del 1974, l’incidente catastrofico ad una centrale nucleare era dato con una probabilità di un evento per ogni miliardo di reattori funzionanti per un anno.Il Rapporto Lewis del 1978 corresse la probabilità ad una su un milione di reattori.Oggi in “ The Future of Nuclear Power, an Interdisciplinary Mit Study) il MIT la stima della probabilità di una catastrofe equivalente a Chernobyl di un incidente ogni 10.000 anni/reattore.Una probabilità del 5% di incidente se in Italia installassimo cinque reattori, magari in pianura padana con tassi di antropizzazione soverchiamente superiori rispetto al sostanziale deserto , dell’area contigua a Chernobyl.
Vi 02/10/2005 Erasmo Venosi
Responsabile Energia Verdi

Aritmetiche strane

Inviato: mar ott 04, 2005 9:04 pm
da Tersite
riporto dal comunicato:

.... la stima della probabilità di una catastrofe equivalente a Chernobyl di un incidente ogni 10.000 anni/reattore.Una probabilità del 5% di incidente se in Italia installassimo cinque reattori.

Noto con interesse che il fare di conto non appartiene al patrimonio culturale dei nostri rappresentanti (chissà i casini che faranno con le prossime finanziarie)

Un incidente ogni 10000 anni per reattore, se i reattori sono 5 saranno 5 incidenti ogni 10000 anni, ovvero la probabilità del 5% ogni 100 anni.
Non è una favola, ma non è così fosco come si vuole far credere.

Sarebbe anche interessante sapere che tipo di impianti hanno preso in considerazione quelli del MIT per fare la stima.
E visto che sono degli scienziati perchè non propongono dei protocolli per abbattere queste probabilità invece di seminare panico?

Ciao
Tersite