Veganesimo e farmacoterapie

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IlariaVegan
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Messaggio da IlariaVegan » gio dic 22, 2005 10:27 am

Dico un'ultima cosa (stavolta è proprio l'ultima...) poi basta perchè siamo troppo in disaccordo...
Lo psichiatra da farmaci; invece lo psicologo avvia una terapia "verbale", passatemi il termine . Ok?
Quindi, secondo voi, i milioni di psichiatri che popolano la terra sono imbroglioni e ciuccia soldi??? I farmaci che danno sono acqua fresca???
Non stiamo parlando di 100 persone... ma di una scienza vera e propria, la scienza psichiatrica (per diventare psichiatri bisogna laurearsi in medicina e poi specializzarsi... )
Non so, ditemi voi...
Quello che mi fa "rabbia" è che io accetto il vostro discorso... Accetto il fatto che A VOLTE i farmaci non servono e basta una terapia cognitiva comportamentale. Ma A VOLTE non basta la terapia verbale, ma devono essere assunti farmaci. Accetto il fatto che ci sono mille casi... voi, invece, abbattete in toto il fatto che i farmaci potrebbero anche servire...
Ma nessuno la pensa come me??? Boh, va beh...
Ciao,
Ilaria

Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » gio dic 22, 2005 10:36 am

*Sara* ha scritto:Allora dimmi quali sarebbero questi studi che confermano al 100% che la causa della depressione è uno scompenso chimico, perchè io questi studi così certi non li ho mai visti(e se anche fosse ce ne sono altrettanti che li sbugiardano, anche quella è scienza, mica stregoneria).
Questo però sara, scusa, mi sembra un esercizio retorico.
Prima di tutto non esiste LA depressione, bensì molte "entità" (non voglio entrare nella discussione sulla realtà ontologica o nominale delle malattie) di diversa intensità, eziologia, resistenza al trattamento, ecc. per cui non esisterà maii una dimostrazione della natura della depressione, ma varie ipotesi biologiche sulle differenti situazioni.
Secondo passaggio retorico, vuoi una dimostrazione al 100%? Quasi niente nella vita é dimostrato al 100%, figurati in medicina, e allora non dovremmo considerare interessanti le terapie se non hanno una dimostrazione al 100% dei meccanismi causali? Questo condannerebbe quasi il 100% delle cosiddette medicine alternative, per le quali, a fronte di evidenze empiriche ed epidemiologiche, non abbiamo quasi mai la conoscenza dei meccanismi di azione. Il punto non é avere il 100% della dimostrazione causale, bensì avere una ragionevole certezza del successo relativo della terapia (cioé i dati empirici che le persone stanno meglio) e delle basi biologiche ragionevoli e non fantascientifiche.
Ora, dire come dice un tuo link che non si può dire che la depressione = squilibrio di serotonina é non solo assolutamente vero, ma anche abbastanza banale, nessun neurologo aggiornato lo direbbe, e certamente il cervello é molto complesso e non ne capiamo che una piccola percentuale, ma questo non inficia la ipotesi fortemente basata su dati neurologici, neurochimici e clinici, che la depressione sia fortemente e causalmente legata a degli squilibri nella composizione relativa dei neurotrasmettitori, con particoloare ma non unico riferimento alla serotonina.
E sono i dati clinici che ci dicono 1) che la psicoterapia di tipo dinamico (per intenderci la psicoanalisi classica) non porta a successi particolari nei casi di depressione maggiore, attacchi di panico, fobie, é lunga e molto costosa per il paziente. 2) la psicoterapia di stampo cognitivista/comportamentale/breve ha percentuali di successo maggiori nei casi di attacchi di panico e fobie, non molto buona in caso di depressione maggiore. 3) gli antidepressivi sono efficaci, non sono la panacea, hanno effetti collaterali.
Il discoso sull'eccessivo ricorso ad antidepressivi é un altra cosa, se delle persone assumono prozac perche sono tristi, malincoliche o per darsi una botta di vita stanno snaturando (con l'avallo delle case farmaceutiche naturalmente) l'utilizzo di un farmaco necessario per persone con malattie serie ed invalidanti, che possono portare anche al suicidio, e comunque ad una qualità della vita spesso misera.
E' sconcertante che ancora si debba sentire che possiamo accettare di parlare di malattie degli altri organi ma non del cervello, questò tabù é molto doloroso per chi soffre già di queste malattie, ed é un retaggio antico, che vuole che per le malattie "dell'anima" non ci vogli ail medico ma il prete o chi ne fa le veci. Il cervello é un organo complessissimo ed affascinante, ma é un organo, e come tale può funzionare male.
E dire che basta la volontà é scorretto, sia nel senso che non é vero per tutti, per te é stato vero e ne siamo tutti felici, ma può non esserlo per altre persone, sia nel senso che pone un eccessivo carico di senso di colpa (é colpa tua, non ce l'hai fatta, non sei abbastanza forte) a chi non ne ha bisogno. Ma ce lo immaginiamo accusare qualcuno di non essre abbastabza forte perché non supera il suo infarto del miocardio o il suo diabete con la forza di volontà?
Ciao
Marco

Alex81
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Messaggio da Alex81 » gio dic 22, 2005 10:39 am

IlariaVegan ha scritto:Quindi, secondo voi, i milioni di psichiatri che popolano la terra sono imbroglioni e ciuccia soldi??? I farmaci che danno sono acqua fresca???
Non stiamo parlando di 100 persone... ma di una scienza vera e propria, la scienza psichiatrica (per diventare psichiatri bisogna laurearsi in medicina e poi specializzarsi... )
Non so, ditemi voi...
Fa tutto parte della stessa industria farmaceutica, che come saprai anche tu è un grande business... Mettono in commercio farmaci inutili o dannosi per la salute umana, cancerogeni e quant'altro solo per soldi... Cercano di convincerti che DEVI prendere le medicine per qualunque cazzata... che devi fare il vaccino contro l'influenza... che devi prendere l'antibiotico... ecc.ecc.
Quello che non capisco io è perchè accetti questo discorso se applicato alla medicina tradizionale e non per gli psichiatri. Anche loro sono medici, non vedo perchè dovrebbero fare eccezione!!! All'industria farmaceutica fa comodo che la gente si ammali e continui a prendere farmaci, se no fallirebbe... convincerti dell'indispensabilità del prendere farmaci è il loro lavoro.
Gli psicofarmaci "servono" nel senso che ti danno l'illusione di stare meglio finchè li prendi. Anche le droghe "servono" se vuoi uscire dalla realtà per un po', peccato che poi quando ci torni è uguale a prima... puoi dire che sono utili, che ti fanno star meglio, ma non che sono indispensabili.
Non ti arrabbiare, Ilaria... :-(

Alex

Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » gio dic 22, 2005 10:52 am

Alex81 ha scritto:Il punto è che le cosiddette "malattie mentali" le diagnosticano di solito in base a dei sintomi, cioè all'osservazione di vari comportamenti. Hai questi sintomi? Ti becchi la tua diagnosi.


Il concetto di malattia mentale fa parte del modello medico del disordine mentale che presuppone la causa biologica e non psicosociale come fattore rilevante. In questa ottica i sintomi non hanno un significato e una storia, vale l’equazione sintomo = disturbo = deviazione di una funzione dalla norma. I sostenitori di questo modello possono anche dichiarare di condividere la tesi della triplice causalità bio-psico-sociale, ma sostengono il primato della causa biologica, relegando le cause psicosociali al ruolo di concause minori o semplici cartine di tornasole che fanno emergere in tempi diversi e con diversa intensità e modalità quanto già scritto nei geni. Sostengono la necessità delle “cure” mediche e danno poca importanza alla psicoterapia e agli interventi sociali.
Però scusa Alex ma mi pare che tu stia usando gli argomenti giusti per l'obbiettivo sbagliato, qui non si stava parladno dell'universo "disagio mentale" e del dibattito sulle origini ultime di questo disagio, bensì di DEPRESSIONE. E' possibilissimo combattere per evidenziare le radici psicosociali e culturali della categorizzazione di una persona come pazza, deviante o non soggiacente alle norme precostituite, e allo stesso tempo riconoscere che le radici della depressione sono preminentemente biologiche. E questo di fronte all'evidenza che si é accumulata negli ultiimi decenni. Non farlo trasformerebbe la giusta tendenza a sottolineare la problematicità del "diverso" in una ideologia statica che vuole per forza rileggere ogni espressione di disagio mentale in una sola chiave. Perché quale ragione non dovrebbe essere possibile riconoscere la multifattorialità e la diversità di cioò che va sotto il nome di disagio psichico? Vale a dire perché é difficile dire che sotto quel termine ci stanno patologie organiche, problemi di disregolazione funzionale e categorie sociali, culturali, religiose che leggono un comportamento come deviante?
Credimi che dubito molto che Basaglia o Foucalt sosterrebbero la tesi che i loro scritti portano a considerare la DEPRESSIONE come una categoria psicosociale, stavano parlando della FOLLIA.
Marco

Alex81
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Messaggio da Alex81 » gio dic 22, 2005 11:45 am

Marco Valussi ha scritto:E' possibilissimo combattere per evidenziare le radici psicosociali e culturali della categorizzazione di una persona come pazza, deviante o non soggiacente alle norme precostituite, e allo stesso tempo riconoscere che le radici della depressione sono preminentemente biologiche. E questo di fronte all'evidenza che si é accumulata negli ultiimi decenni.
Ma il problema è che queste evidenze non ci sono!!! Anche qui, c'è un'ampia bibliografia a cui poter attingere per valutare anche l'altro punto di vista, quello di chi ritiene che la depressione abbia causa psicosociale più che biologiche (che è quello che sostengono i moderni psichiatri). E che quindi non basti rimettere a posto qualche livello chimico per "curarla". Se ogni depressione è a sè stante, non si può valutare una persona in base ai sintomi che presenta senza curarsi minimamente della storia emotiva di quella persona, vedere a quale disturbo questi sintomi corrispondono e prescrivere dei farmaci in base a questo! I sintomi sono l'indizio di un problema più profondo, non basta una pillolina a rimettere a posto tutto. Non si può pensare che uccidendo i sintomi scompaia anche il male. Perchè è questo che fanno gli psicofarmaci...

Ecco un articolo che sbugiarda i farmaci che "regolano" la serotonina :

"Depressione e serotonina
Le pubblicità dei farmaci SSRI sarebbero ingannevoli"
http://www.lescienze.it/index.php3?id=11459

Gio
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Messaggio da Gio » gio dic 22, 2005 12:05 pm

Non ho letto "proprio tutto" quanto precede per la lunghezza degli interventi e questo mio è ulteriormente off-topic, ma dovuto per amore dell'argomento e di chiarezza.

Avete citato almeno due volte la depressione post partum come una cosa normale, se non ricordo male sono state usate parole come "cause biologiche, dovute ad uno sconvolgimento ormonale", se non sono queste le parole (scusatemi se non copio incollo, ma ci vuole tempo che non ho per andarle a ricercare) questa è comunque la sensazione che ne ho avuto.

Ho letto da qualche parte che la depressione post partum (così come il "calo fisiologico" di peso, che di fisiologico non ha proprio niente e l' "ittero neonatale", anch'esso citato spesso ed erroneamente come fisiologico) non è proprio una cosa così normale. Anzi, non è naturale.
E' normale nel senso che sono molte donne ad averla. Non è naturale perchè dove si cerca di rispettare la naturalità della nascita, questo tipo di depressione non compare affatto.

E' chiaro che se allo sconvolgimento ormonale causato dalla nascita del bambino e dal distacco della placenta sommiamo i ritmi e gli odori dell'ospedale (diversi da quelli di casa), il "rapimento" del bambino da parte delle puericultrici del nido dell'ospedale, l'allattamento ad orari fissi, il sonno separato (la mamma in reparto e il neonato al nido), il cambiamento di odore del bambino (i neonati hanno nei primi giorni un odore particolare, eccezionale per il naso della madre, che sparisce molto rapidamente già da sè; se a questo aggiungiamo che in ospedale le puericultrici te li puliscono quotidinalmente CON L'ALCOL!!! ... quell'odore speciale non c'è già più in seconda giornata), la distanza fisica dal papà del bambino, il bombardamento di "consigli" non richiesti ... e chissà quante altre cose che in questo momento non mi sovvengono ... ci sono tutti i motivi per deprimersi, ma non c'è nulla di biologico o di fisiologico in tutto ciò: nè in questo modo di partorire e nascere, nè nella conseguente depressione.
Nelle donne che decidono di partorire in casa, la depre post-partum spesso non compare (ci possono essere cause di disturbo della coppia madre-bambino anche in casa, ma sono molto più ridotte e gestibili).

Scusate la lunghezza dell'intervento e l'ulteriore off-topic, ma ... sentivo proprio di doverlo dire.

Saluti, Gio

Alex81
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Messaggio da Alex81 » gio dic 22, 2005 12:06 pm

Grazie per il tuo intervento, Gio. Lo ritengo preziosissimo :)

Gio
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Messaggio da Gio » gio dic 22, 2005 12:14 pm

Ho messo un link sul forum Allattamento materno e Primi Anni. Visto che di qua siamo già ampiamente off-topic, se qualcuno ha qualcosa da aggiungere o da correggere sull'argomento "depressione post partum" può farlo di là.

Gio

IlariaVegan
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Messaggio da IlariaVegan » gio dic 22, 2005 1:37 pm

Alex81 ha scritto:Non ti arrabbiare, Ilaria... :-(

Alex
No, per carità... mica mi arrabbio...
Dico solo che mi spiace che non riusciate proprio ad accettare le cose che dico io...
Grazie ai farmaci, ho ancora 5 fratelli e non 3...
Non aggiungo altro...
Un abbraccio a tutti!!
Ilaria

Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » gio dic 22, 2005 2:00 pm

Alex81 ha scritto: Ma il problema è che queste evidenze non ci sono!!! Anche qui, c'è un'ampia bibliografia a cui poter attingere per valutare anche l'altro punto di vista, quello di chi ritiene che la depressione abbia causa psicosociale più che biologiche (che è quello che sostengono i moderni psichiatri). E che quindi non basti rimettere a posto qualche livello chimico per "curarla". Se ogni depressione è a sè stante, non si può valutare una persona in base ai sintomi che presenta senza curarsi minimamente della storia emotiva di quella persona, vedere a quale disturbo questi sintomi corrispondono e prescrivere dei farmaci in base a questo! I sintomi sono l'indizio di un problema più profondo, non basta una pillolina a rimettere a posto tutto. Non si può pensare che uccidendo i sintomi scompaia anche il male. Perchè è questo che fanno gli psicofarmaci...

Ecco un articolo che sbugiarda i farmaci che "regolano" la serotonina :

"Depressione e serotonina
Le pubblicità dei farmaci SSRI sarebbero ingannevoli"
http://www.lescienze.it/index.php3?id=11459
Mah, vorrei che mi portassi qualche riferimento in letetratura, dopo provo una ricerca ma a memoria direi che il numero di articoli pubblicati negli ultimi 10 anni a sostegno di una radice puramente o principalmente psicosociale della depressione maggiore (non parlo quindi di depressione minore) siano in nettissima minoranza rispetto a quelli che portano dati a supporto di radici fortemente (ma non esclusivamente) neurochimiche o biologiche della stessa. Il ché naturalmente non significa non riconoscere la multifattorialità della malattia, ma significa dire che non é un semplice derivato di un "disadattamento" ad un ambiente socioculturale, ad una diversità non accettata o non riconosciuta, ad un diverso ma non patologico modo di "vedere la realtà".
Nessun medico serio direbbe mai che gli psicofarmaci curano la depressione nel senso ristretto della parola. E' chiaro a tutti che lo psicofarmaco aiuta la persona a gestire meglio il problema. Sarebbe meglio trovare un modo per debellare il problema colpendo la causa? Assolutamente si, ma il fatto é che le altre proposte (farcela da soli, psicoterapia di qualche tipo) non sono, statisticamente, efficaci come gli psicofarmaci, né a ridurre il sintomo, né ad arrivare alla causa. Inoltre nessuna di queste proposte porta avanti un discorso causativo convincente; a parte confuse menzioni al concetto di trauma, che così come é stato usato vuol dire tutto e niente e quindi non é utilizzabile in maneiura fruttuosa, quamli sarebbero le teorie sulle cause della depressione?
Bisogna inoltre riconoscere la possibilità che non sia possibile agire sulle cause, e che quindi l'approccio sintomatico sia la unica opzione. E non dimentichiamocio che la divisione causa-sintomo diventa molto meno chiara nel contesto delel malattie cronico-degenerative, e che dimenticarsi di questo é un grave erore. Per una persona con artrite reumatoide severa, il dolore e la trasformazione fisica sono sintomi che entrano nel ciclo come cause e concause di sofferenza psicologica ed allontanamento sociale, e il soffermarsi rigidamente ed ideologicamente sulle vere cause come unico punto interessante di intervento dimentica la vera sofferenza delle persone.
E per finire, non confondiamo i cattivi comportamenti professionali con la teoria. Un medico che prescriva un antidepressivo come una pastiglietta magica senza curarsi dell apersona in toto é un cattivo medico, punto, ma non tutti i medici e certamente non tutta la psochiatria é così. Anzi, proprio la da voi vituperata psichiatria é la branca della biomedicina da dove sono provenuti i maggiori attacchi critici contro la visione semplicistica dell amalattia e della salute in biomedicina, proprio perché la malattia mentale é una categoria dove si scontrano le nostre categorei di normale/anormale, malato/sano.

PS: il link di le scienze non dice altro che quanto già detto prima. E' certamente vero che non si può attribuire ai livelli di serotonina la responsabilità della depressione. La depressione non é bassi livelli di serotonina. Ma questo non significa negare le basi biologiche della depressione, semplicemente dire che esse non sono riducibili allo squilibrio di un singolo neutrotrasmettitore. Qualche anno fa andava di moda dire che la depressione era causalmente collegata a disfunzioni dell'asse ipotalamo-pituitaria-surrene, ora sappiamo che questo legame é più labile e forse non causale ma associativo, sappiamo cioé che il cervello é molto più complesso di quanto i farmacologi spererebbero. Ma non significa che non ci siano basi biologiche per la depressione maggiore, scatenate, rinforzate, mediate da tutta la vita intorno alla persona.

PPS:
Non rimaniamo al livello di discussioni accademiche, da quando sono stati introdotti gli antidepressivi almeno una categoria si può dire molto più felice. I depressi con fantasie suicide hanno trovato un rimedio che prima non esisteva. Andatevi a vedere quanti di questi si sono salvati e comparate con i "successi" della psicoterapia, o pensate veramente che una terapia di due ani serva a qualcosa ad un suicida?
E per favore sarebbe carino evitare questi esempi personali del tipo: io ce lo fatta da solo quindi tutti possono. Non é vero ed é colpevolizzante.

Marco

virgola
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Messaggio da virgola » gio dic 22, 2005 2:14 pm

sofia* ha scritto: Mi sono chiesta ma se una persona è malata gravemente, tipo malattie come Alzheimer, sclerosi multipla, cosa dobbiamo fare? cosa devono fare?
Non posso dare ragione a chi ha scritto Mors tua vita mea, ci sono soluzioni alternative, ora anche con Telethon mi stanno facendo venire un diavolo per capello, ma la gente che chiama, fa bonifici, manda via sms ha idea di dova vadano a finire i loro soldi? ma si saranno interessati? avranno fatto delle ricerche per conoscere meglio color che riceveranno i loro soldi?
Io preferisco dare i soldi alla croce rossa che compra le ambulanze, le sedie a rotelle ecc. scusate sono andata fuori discorso, questa nuova discussione però mi piace molto.
Io sono uno di quelli che ha scritto Mors tua vita mea, ma Mors tua vita mea significa appunto "se non ci sono soluzioni alternative". Se le soluzioni alternative, per es., alla vivisezione, per una data malattia, ci sono, allora non si tratta più di "mors tua vita mea", ovviamente.
p.s.: la Croce Rossa, oltre a fare tutte quelle belle cose, gestisce i CPT (ovvero i lager per immigrati) e contribuisce attivamente a molte guerre (oops... missioni di pace...) a supporto dei vari assassini di donne e bambini che vengono chiamati "martiri" o "eroi" della patria.

marino70
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Messaggio da marino70 » gio dic 22, 2005 2:30 pm

andrea grasselli ha scritto: io penso che gli psicofarmaci agiscono sugli effetti, ma non sulle cause di un disagio.
andrea
Scusa se mi intrometto ma non sono molto d'accordo con quanto affermi; non starò a ripetere l'effettivo funzionamento dei farmaci anche perchè non sono un medico ed ho notato che l'argomento è stato sviluppato esaurientemente nelle pagine successive; vorrei però che si valutasse l'importanza del farmaco anche qualora la sua funzione fosse limitata alla semplice cura dell'effetto. A meno di essere dei masochisti credo che vorremmo tutti che il dolore ci desse tregua il prima possibile in caso di patimento; visto che hai provato saprai benissimo che i patimenti dovuti al "dolore dell'animo" non sono molto inferiori a quelli derivanti dal corpo; perchè aspettare per avere sollievo ed ostinarsi a patire le pene dell'inferno?
Tra l'altro....... ci sono scuole di pensiero che non sono molto favorevoli alla psicoterapia in quanto la ritengono più "assuefante" dei farmaci stessi.
Mah....

Dimenticavo.....Buon Natale a tutti!!!

virgola
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Messaggio da virgola » gio dic 22, 2005 2:55 pm

femzildjian ha scritto: Esistono le malattie del cuore, e allora curiamo il cuore.
Esistono le malattie al fegato e curiamo il fegato.
Non esistono le malattie del cervello?!
Io ti assicuro che il mio DOC e il DAP non derivano da un trauma.
Non capisco perchè si è tanto contro gli psicofarmaci...ok, non risolvono il problema alla radice, ma che dovrei fare, avere attacchi tutte le sere perchè tanto la paroxetina non risolve il problema?!
Secondo me, queste premesse sono "sbagliate". Forse ripeto qualcosa di già detto, ma non sono riuscito a leggere tutto il lungo topic.
Ovviamente non ho la pretesa di dire che si tratta di premesse sbagliate in senso assoluto, però credo che chi si orienta verso le medicine dolci o naturali, dovrebbe partire da una visione del corpo "altra" rispetto alla visione della medicina tecnologica. Cioè, pressappoco:
NON esistono le malattie del cuore.
NON esistono le malattie del fegato.
NON esistono le malattie del cervello.
Questo è appunto uno degli errori più fuorvianti della medicina ufficiale, l'errore da cui derivano (insieme alla malafede, al business, alla speculazione, ecc.) i suoi più clamorosi insuccessi:
-fallimento della ricerca sul cancro nonostante i miliardi spesi da decenni;
-fallimento nel campo delle malattie neurologiche e autoimmuni in particolare;
-fallimento nel campo delle allergie,
tanto per citarne alcuni.
Se poi vogliamo discutere dell'utilità episodica di farmaci di sintesi (trattamento di disturbi acuti), si può discutere, però il problema della visione del corpo (e della mente, o di mente-corpo) va posto.

*Sara*
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Messaggio da *Sara* » gio dic 22, 2005 3:44 pm

Quanti messaggi!Tutti interessanti tra l'altro.
Ilaria continua a parlare di scienza, il punto è che di scienza non si può parlare, anche la vivisezione è considerata scienza, ti consiglio di leggere questo libro(non ancora completato)per capire per quale motivo la scienza a nostro avviso è una farsa.
"La scienza marcia e la menzogna globale - Corrado Penna
Descrizione: filosofia e critica sociale della scienza,
analisi sociale delle menzogne dei poteri forti
Il libro è ancora allo stadio di bozza, ma la parte introduttiva e i capitoli sulla psichiatria sono ormai quasi del tutto definiti (sono ancora da rifinire i capitoli su cancro, aids, vaccini, e da scrivere quello sulla vivisezione)
Un libro sui limiti e le falsificazioni della scienza e della conoscenza in genere, gli errori metodologici di certi cosiddetti scienziati e l’asservimento della ricerca scientifica ai poteri forti.

Un libro sulle falsità e le violenze della medicina, della psichiatria e sulla presunzione delle cosiddette “scienze umane”.

Un libro contro alcuni dei più radicati pregiudizi del nostro tempo, uno strumento per sviluppare un pensiero critico e per smascherare gli inganni di chi vuole orientare le nostre menti per dei loschi disegni potere e di sfruttamento."

lo trovi qui: http://www.antipsichiatria.it/modules.p ... load&cid=1


Per Marco: io non accetto solo quello che è sicuro al 100%, altrimenti ti pare che mi sarei"curata"con i fiori di bach?Stavo solo rispondendo a Ilaria che si ostinava a dire che il fatto che le malattie "mentali"hanno basi scientifiche, è provato.
Io non riesco a considerare malattie la depressione, il dap e via dicendo.Alla base di questi "problemi"c'è una disfunzione?Ok, ma da cosa deriva la disfunzione?Lo so, sono banale, ma di questo si tratta secondo me.

Anche secondo me non vanno colpevolizzati quelli che non riescono a uscirne solo con la volontà.Ma stiamo parlando della nostra vita, della nostra salute...come si può accettare passivamente che una persona esterna ci dica cosa fare e cosa è meglio per noi?Per quanto questa persona è competente, non è possibile.
In ogni caso, io non condanno a priori l'uso di psicofarmaci, se uno sente di non poterne fare a meno ok.Ma vanno assunti in maniera consapevole, cosa che come sappiamo non succede quasi mai.

Mooner
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Messaggio da Mooner » gio dic 22, 2005 4:07 pm

Alex81 ha scritto:Mmmh... mi sa che non ho ben capito il tuo paragone. Non sono mai state trovate cause fisiche certe per il transessualismo, ci sono state solo ipotesi, e sempre smentite. Anzi, studiando il corpo e la mente di un transessuale questi risultano assolutamente normali. Infatti questo "disturbo" (chiamiamolo così, va...) mica lo curi con gli psicofarmaci. Ci hanno provato in passato, ed hanno visto che non si risolveva nulla. L'unico modo quindi è adeguare il corpo alla mente tramite ormoni e operazioni chirurgiche.
Mi sa che non mi sono spiegata :)

Il fatto di non aver trovato cause fisiche per il transessualismo non vuol dire che non si troveranno. Ma non è questo il punto.
Io intendevo dire che la nostra mente non è un qualcosa di a sé stante ma nasce dal nostro corpo, o da meccanismi che avvengono nel nostro corpo. Se non c'è il corpo non esiste la mente e neppure i sentimenti.
Il sentirsi di non appartenere al proprio genere (cioè a quello che i nostri attributi sessuali ci dicono che dovremmo essere) è chiaramente un sentimento, un modo di sentirsi... qualcosa che appartiene alla sfera psicologica.
Ma, per ammissione dei transessuali, questo non è dovuto ad un trauma. Si è così fin dalla nascita. Si nasce così. Non è la nostra mente che, in seguito ad un trauma, ci porta a sentirci così.
Quindi ne deduco che il senso dell'appartenere ad un genere piuttosto che ad un altro è inscritto nel nostro corpo, al di là delle forme esteriori (leggesi genitali) e dell'educazione.
Qualche meccanismo (non mentale) interno ci porta a sentirci così al di là della nostra volontà cosciente.
Su un piano molto diverso lo stesso discorso potrebbe valere per un mancino.

Allo stato attuale non credo che esistano psicofarmaci per un transessuale (non tutti gli psicofarmaci annebbiano la mente), ma la stessa operazione è volta a creare un cambiamento nel nostro corpo, così come fanno i farmaci, per rendere la vita vivibile. Si agisce, in un modo o nell'altro, sul corpo. Si prendono anche ormoni.
Alex81 ha scritto:Ma perchè dici che "l'identità di genere parte dal nostro corpo"? Secondo me è proprio il contrario... l'identità di genere esiste a prescindere dal nostro corpo, ed i transessuali ne sono l'esempio palese.
Con la parola corpo intendevo qualche meccanismo interno, non l'apparenza esterna e, soprattutto, i genitali.

L'identità di genere non può esistere a prescindere dal nostro corpo se lo intendi nella sua totalità, perché senza corpo non esiste nessuna mente :)

Alex81 ha scritto:Comunque anch'io ho sofferto di depressione pesante, disturbi ossessivo compulsivi, autolesionismo, tentativi di suicidio. Ne sono uscito da solo e senza psicofarmaci. E senza ricadute.
Molto probabilmente tu avevi una causa ben chiara e non eri 'predisposto' (io direi fisicamente. Intendendo con 'fisicamente' sempre qualche fenomeno interno) alla depressione. Risolta la causa (accettazione di te stesso o quant'altro) si è risolta la depressione. Ma non è sempre così.

Alle stesse cause le persone reagiscono in modi diversi. C'è chi, nonostante tristezza ecc., prima o poi riesce a superarle e chi cade vittima della vera propria depressione che è una malattia invalidante. C'è voluto un movimento di cittadini che ne erano vittima per far sì che anche lo stato la riconoscesse come vera e propria malattia.
Poi ci sono anche depressioni che non hanno una causa specifica nell'esterno.

Con questo non nego che l'aiuto della psicoterapia (tanto per rispondere a Sara) sia utile, non nego che a volte si riescano a risolvere certe situazioni anche con la sola psicoterapia. Dico che ci sono casi che funzionano diversamente e che non vanno misconosciuti.

Alex81 ha scritto:Una persona che sente le voci, o è convinto di essere il messia è bollato come malato... mentre chi dice di parlare con Dio è solo una persona religiosa, e perfettamente normale... SE QUESTA E' SCIENZA!!!
A questo proposito forse è meglio sentire la testimonianza di qualcuno che deve vivere con uno schizofrenico. Le cose sono un po' diverse e in genere drammatiche.

Non si tratta solo di voci e poi bisogna vedere cosa ti dicono queste voci e se ti permettono di vivere una vita più o meno tranquilla come potrebbe essere il caso di chi dice di parlare con Dio.
Ho visto un'associazione di genitori che avevano dei figli schizofrenici. Le cose erano molto drammatiche, credimi e non perché i loro figli venivano bollati da qualcuno come schizofrenici.

Ciao :)

PS Non ho letto tutto, comunque mi sembra di essere più o meno d'accordo con quello che dice Marco Valussi.
Ultima modifica di Mooner il gio dic 22, 2005 4:27 pm, modificato 2 volte in totale.

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