Sempre la solita sintesi (scusate!).
pleiadi ha scritto:Ma io posso dire ciò che voglio alla gente (sempre in modi garbati ovvio) se le persone ricominciano a mangiar carne e fare stragi di certo non è colpa mia o di come mi sono posta nei loro riguardi, evidentemente queste persone non sono del tutto convinte della loro scelta se cadono subito, evidentemente non era molto forte la loro voglia di evitare di contribuire a morte e sofferenza.
yasodanandana ha già risposto e mi pare ovvio che non è così: se le persone fossero davvero così nero/bianco allora non avrebbe neppure senso tutto questo dibattito sull'opportunità di far chiarezza sulla definizione di vegano (che gli onnivori domenicali si presentino come vegani o come carnivori non cambia, tanto se uno è convinto è convinto, se uno non lo è non lo è, ecc. ecc., o no?)
yasodanandana ha scritto:
tu semplicemente hai un concetto delle persone come dei modelli di coerenza, nel senso che se uno e' vegetariano o comunista o fan dei litfiba o tdg , se lo e' veramente, resiste a tutte le sollecitazioni...
io invece penso che in questo mondo la quasi totalita delle persone ha un sacco di paure, problemi e fa fatica a rispettare gli impegni presi..
quindi tutti siamo deboli e tutti siamo responsabili per tutti..
concordo. Ma non solo: al di là dei GRADI di convinzione, ci sono anche diverse MODALITA', per non dire diverse motivazioni, diversi modi di sentire (l'esempio più frequente è proprio quello dei vegetariani "emotivi" e di quelli "razionali", con tutte le mille sfumature fra i due poli).
Alex81 ha scritto:Ma dai Yasodanandana, è assurdo. Un quasi-vegetariano dovrebbe ritornare a mangiare carne più di prima solo perchè un vegan gli fa notare che "vegetariano"= persona che non mangia animali (neanche la domenica)? Quindi lo farebbe per dispetto, in pratica? Allora significa che non ha capito nulla dell'essere vegetariani, e dei motivi per cui uno sceglie di esserlo. Forse lo faceva perchè era "figo" definirsi vegetariano ma si è sentito escluso dal gruppo, allora ciao. O forse (più probabilmente) vuole tornare a mangiar carne, e allora ogni scusa per giustificarsi è buona.
Secondo me non è assurdo. Certo, io non lo farei assolutamente (e anzi, considero un po' puerile ricominciare a mangiar carne perchè un vegano mi è antipatico, o perchè tutti vegani hanno approcci diversi dal mio nei confronti della semiotica, o perchè hanno atteggiamenti religiosi, e così via). Ma conosco gente che lo farebbe; a ben vedere, conosco molta gente che lo fa quotidianamente, nel senso che ama gli animali molto ma molto più di me, ma non diventa vegana per motivi di questo tipo (ripeto, a me sembra puerile, e forse si tratta di scuse per giustificare debolezze e incoerenze, ma resta il fatto che per molti è così). Resta anche il fatto che se tu la pensi così, non ti dovrebbe toccare più di tanto l'effetto che questo atteggiamento ha sui non vegani, sui neo-vegani o sui semi-vegani: insomma, se questo è il tuo sentire è giusto che i tuoi interlocutori lo sappiano.
wide receiver ha scritto:
Da quello che sostengono Yasodanandana e virgola, mi sorge il sospetto che per qualcuno l'obiettivo da raggiungere sia l'esser definito 'veg*' e non la vita degli animali. Solo in quest'ottica riesco a spiegarmi perchè qualcuno dovrebbe sentirsi deluso o mortificato se altri gli dicono che non può autodefinirsi veg*
per quanto mi riguarda... touchè. Almeno in parte, questo è vero, forse c'è tanto feticismo nei confronti delle parole in me quanto nei puristi del termine "vegan" che finora sono intervenuti. E forse c'è anche desiderio di appartenenza ad un gruppo, a una sotto(-contro)cultura, a un movimento, a un ideale astratto. Però, resta il problema del corvo bianco e del corvo nero. Ritenendomi un corvo grigio (molto) scuro, mi spiace che, almeno sotto il profilo linguistico, i corvi neri dicano che assomiglio più ad un corvo bianco che ad un corvo nero, solo perchè non ho tutte le penne nere... Siamo sicuri che si possa liquidare il problema linguistico su due piedi? A dire il vero, non saprei.