Ti ringrazio, spero di riusire a trovare un po' di ciò che tu dici, ma nn sarà facileun reduce ha scritto:Simona* ha scritto:Per capire il sacrificio che comporta, il lavoro di una donna , bisogna provarlo. Specie se si è sole , nn si ha vicino una mamma o una sorella, o qual si voglia aiuto, da noi stesse ci si ritrova a dover pensare a tutto ciò che concerne la vita di una famiglia, ( il marito lavora e spesso nn ha il tempo pensare ad altro, visto che la sera torna a casa stanco e nervoso.) e la cosa è dura , molto dura. E il minimo che si può dire è “nn ne posso più sono stanca”.
Un conto è andare a lavorare, pur alzandosi alle sei e poi tornare a casa, e riposarsi, un conto è partire dalla mattina alle 6 e senza un attimo di tregua arrivare alla mezzanotte, dormire si e no 6 ore, quando il bimbo te lo permette e poi ripartire……se poi il bimbo si ammala, è doppio sacrifico , doppio lavoro.
Un lavoratore può, in caso di malattia, o di impossibilità , presentare al datore di lavoro, un certificato medico e stare a riposo. Una mamma , nn può farlo. Se una mamma si ammala difficilmente può permettere di curarsi come si deve, se una mamma ha la febbre e il bambino frigna, difficilmente la madre lascia piangere il bimbo perché con la febbre si deve stare a letto.
Un lavoratore fatte le sue otto ore, marca la cartolina ed è libero di fare ciò che vuole, una madre passate le otto ore, ne ha altre otto, e nn è mai libera.
Per capire il sacrificio di una madre e moglie , bisogna esserlo…...
Spesso dentro ti nasce, pure una rabbia bestiale, che devi tenere per te, quando ti senti , fare discorsi come : “Ti lamenti che sei stanca?, mica vai a lavorare, che pretendi di più, stai casa tutto il giorno, sei mantenuta, e perché pulisci la casa e guardi due figli, dici di nn poterne più? Ma nn essere esagerata per piacere…....” Già……che volete che impegno sia, alzarsi la mattina, preparare 3 colazioni, ( uno vuole il latte, l’altro il pane e olio, l’altro il tost) poi andare da un figlio all’altro per vedere se ha la cartella in ordine, se si è, lavato, pettinato, ed ha indossato vestiti a modo, e se nn lo ha fatto, dover recriminare 100 volte per farglielo fare. Intanto il marito nn trova il giubotto intonato ai pantaloni
Una volta che la prima fase , della giornata , è conclusa, porti i pargoli al pulmino della scuola ( io ormai li ho grandi e grazie al cielo ci vanno con le loro gambe, una poi ha pure smesso di studiare, altro rodimento di fegato… anche questi dispiaceri ti deprimono., ti fanno dire sono stanca , dopo che per 17 anni hai cercato di fare di tutto per aiutarla a scuola , quella ti viene e ti dice, “io nn ho più voglia smetto”……e dai si riparte ore e ore a giro, per cercare un lavoro. Poi nn so come ne perché riesci a convincerla a fare un corso per l‘avviamento professionale, con la speranza che nn molli anche quello…..).
Torni a casa, e cominci la pulizia, hai appena finito l’ultimo cantuccio della casa che è ora di pranzo, il marito torna da lavorare, in tavola deve essere tutto a posto. Sfami il consorte, dopo torna il resto della maestranza. Finito il pranzo a più riprese , c’è da pulire. Dopo il pomeriggio se i figli frequentano la scuola, ci sono i compiti da fare, se sono bravi , nn ci sono problemi, ma se sono un pochetto asini…. beh ora il tuo compito è fare la maestra, magari il tuo è pure un alunno , un po’ agitato, nn ne vuol sapere, nn capisce alla prima, e salta sulla sedia, e ti fa saltare i nervi, ma i nervi nn ti possono saltare, devi stare calma e sorridente e amorevole , se vuoi che il bimbo impari …dopo , i pargoli, escono con gli amici , e tu puoi finalmente rilassarti sbrigando gli altri compiti, lavare stirare, ecc…
Nel caso di bimbi piccoli, ti devi organizzare, sai che tu ne abbia voglia o meno, per avere almeno due ore libere per portarli fuori, ai giardini o in qualche altro posto. Se fanno il tempo pieno all’asilo, beh è già qualcosa fino alle 4 respiri.
Viene sera, si cena, poi fra un piatto da rigovernare e l’altro ,fra i fornelli da lavare e il cencio da dare, puoi anche vedere un po’ di televisione, capendo metà di ciò che senti e vedi. Dopo metti a letto i bambini, e vai a letto…e finalmente dormi….perché sei sfinita, moralmente e fisicamente…….e spesso la mattina ti alzi più sfinita della sera prima…ma i bambini nn accettano un certificato medico dove si certifichi che la amdre ha bisogno di riposo…quindi…...
Scusate se mi intrometto, ciao a tutti.
Ho letto questo post di Simona e vorrei esprimere una mia opinione in merito.
Troppo spesso siamo governati da pensieri egoistici che ci fanno credere che tutto ruoti attorno alla nostra figura. Quando non troviamo il necessario riscontro, ci sentiamo incompresi e rischiamo di cadere in una depressione, che sovente è autoindotta.
Troppo spesso ci dimentichiamo di chi ci sta attorno e si sacrifica e nemmeno gode della considerazione altrui. Sembra che tutto sia dovuto, senza un minimo di rispetto, mentre in realtà non è così.
Noi uomini abbiamo la tendenza a sottovalutare l'attività di una casalinga, la quale, come nell'esempio di Simona, si occupa non solo dell'economia domestica bensì anche dei figli, attività oltremodo faticosa, anche perché si sa, i figli sono piuttosto esigenti e non tengono conto di eventuali "certificati medici".
Ma mentre i figli sono scusabili perché ogni giovane in quell'età è più o meno scusabile, non lo può essere il gentil consorte, il quale fa del suo lavoro il centro gravitazionale di tutta la galassia famiglia, senza tener conto delle altrui esigenze.
Come Simona sottolinea, generalmente dopo le classiche 8 ore lavorative, un dipendente è più o meno libero di fare ciò che vuole....cosa che invece non accade per una casalinga e madre, il cui compito va ben aldilà di un orario da ufficio.
L'uomo spesso svincola dalle responsabilità, delegando l'educazione dei figli alla moglie ed intervenendo nei casi laddove la buona pace familiare lo esige. Però non comprende che la madre si deve sobbarcare un fardello di ulteriori problemi e responsabilità, che su un medio-lungo termine possono anche minare il proprio equilibrio psico-fisico. E poi hai voglia a riprenderti.
Il caso di Simona è uno dei tanti, ma trovo che la società oggi più che mai non dia il necessario riconoscimento alle casalinghe e madri di famiglia.
Non a caso la casalinga spesso non è assicurata nemmeno contro gli infortuni e perdita di guadagno....Non dimentichiamoci che essa è a tutti gli effetti una persona lavoratrice che dovrebbe essere tutelata in caso di incapacità lavorativa. Infatti, in caso di malattia, si dovrebbe assumere un aiuto domestico e questo aiuto andrebbe retribuito.
In fondo sono tutte piccole considerazioni che ci fanno capire il modo in cui svalutiamo chi lavora in casa, raggruppandolo frettolosamente nella categoria degli "sfaccendati cronici di scarsa importanza".
A Simona va la mia stima e l'augurio di trovare un punto di equilibrio fra il senso del dovere verso i propri famigliari e le sue esigenze personali ed il proprio benessere.
Bentornata sul forum Simona :)
Un Reduce
A presto :-)