Gio ha scritto:
A Neeta, che mi chiede perchè ho avuto bisogno di delucidazioni se le nozioni di epidemiologia le conosco, rispondo che continuo a leggere contraddizioni tra quello che ha scritto lei e quello che ha scritto creatus a proposito del morbillo ... Gio.
Allora, Gio, vediamo se riesco a spiegarmi meglio..
Ti premetto che a me non interessa fare terrorismo psicologico, anzi detesto quelli che lo fanno, o che accusano i genitori antivaccinisti di essere criminali e cavolate del genere. Gente così fa più danni della grandine alla comunicazione ed alla corretta informazione. Per cui io cercherò di dare delle informazioni per quel che so, e se alcune cose vi sembreranno crude pazienza, la realtà secondo me va guardata in faccia con tutta la pacatezza possibile (e lo so che non è facile) e poi ognuno fa la propria scelta.
Il morbillo è una malattia esantematica virale. Può avere un decorso non complicato oppure avere delle complicazioni immediate, talvolta anche gravi e potenzialmente fatali come la polmonite morbillosa. Può avere anche questa rara (per fortuna!) complicanza a distanza di anni che è la panencefalite subacuta sclerosante.
Per quanto riguarda soprattutto le complicanze immediate, è una regola osservata in medicina che per il morbillo (come per altre malattie) sono più frequenti e più gravi negli adulti che nei bambini. Insomma, certe malattie come morbillo o orecchioni o anche la polio se proprio bisogna prendersele allora è meglio prendersele da bimbi che da adulti, perché si complicano meno frequentemente (diciamo che non è così lineare, ma è per semplificare sennò si allunga troppo il discorso).
Ora, le statistiche mostrano che la frequenza di complicazioni vaccinali e di panencefalite sclerosante è numericamente minore nei vaccinati che nelle persone che hanno fatto la malattia naturale (tra parentesi: il morbillo è estremamente virulento: venirci a contatto anche poco significa farsi la malattia al 98%, non è come altri virus tipo la rosolia che magari la scampi perché ci vuole un contatto stretto). Ecco perché viene consigliata la vaccinazione. Perché è meglio vaccinare che prendersela, in soldoni. (ok, qui lo so che molte non lo credono, ma io si, in base ai dati statistici)
Ora, quel principio di epidemiologia cui ti accennavo è che se una percentuale sufficiente di persone di una popolazione è vaccinata, questo protegge anche i non vaccinati perché la malattia stessa non circola: diminuisce drasticamente la probabilità di "incontrare" il virus. In questo senso, creatus ha detto che i tuoi figli sono protetti dal morbillo dal fatto che quelli degli altri hanno fatto la vaccinazione. E per questo alcuni dicono, un po' superficialmente secondo me, che certe malattie sono sparite. L'unica malattia per cui è stata dichiarata la sparizione dalla faccia della terra è il vaiolo (ma io ci vorrei studià su meglio..), le altre esistono ancora in questa o quella parte del mondo.. e qui mi permetto di pensare che, con i viaggi e le migrazioni, io non mi sentirei così tranquilla se mi dicessero che il morbillo o la difterite ci sono solo in paesi lontani.. quale paese è davvero "lontano" ormai? Le epidemie di colera europee degli anni '70, per dire, fanno parte di una pandemia ancora in corso partita dal golfo del Bengala.. Ma questo è un pensiero mio, torno al morbillo...
Allora, i bambini che vanno all'asilo e non sono vaccinati non prendono facilmente il morbillo perché magari tanti compagnetti sono vaccinati, e questo protegge il gruppo dalla diffusione di epidemie (nota: comunque periodicamente le epidemie ci sono, dove la vaccinazione non ha raggiunto la percentuale di "sicurezza", chiamiamola così per capirsi.. per il morbillo, ce ne sono abbastanza spesso, di solito stagionali e più o meno estese). Ma i bambini non restano sempre bambini, e crescere significa anche allargare il proprio raggio di azione esistenziale, i bambini vedono relativamente poca gente rispetto agli adolescenti ed agli adulti. E poi più passa il tempo magiori sono le probabilità di incontrare prima o poi il virus. Provo a fare un esempio: se tu cammini sotto gli alberi di piazza Esedra a Roma per cinque minuti, è possibile che ti caschi in testa una cacca di storno (è pieno di storni lì). Evento sfortunato, ma possibile. Ci sta che non ti succeda, in fondo sono solo 5 minuti. Ma se cammini sotto quegli alberi 90 minuti invece che 5, non credi che aumentino le probabilità che ti becchi la cacchina in testa? Ecco, è così che funziona: più tempo vivi, più è probabile che prima o poi tu incontri il virus del morbillo (specie considerando appunto che periodicamente le epidemie ci sono ancora). Solo che se il morbillo lo becchi nei primi 5 minuti (5 -6 anni di vita, in realtà è meno pericoloso un po' più avanti, nella seconda infanzia, ma come ti ho detto cerco di semplificare un poco, scusami) è più facile che non abbia grossi strascichi, più avanti vai con il tempo (con l'età) più aumentano le possibilità di complicazioni. E secondo te, calcolando anche che a 5 anni vedi relativamente poca gente, a 15 ne vedi un pacco giù in centro facendo lo struscio ed a 25 prendi lo zaino in spalla e vai a scoprire il mondo, quando è più probabile o meno improbabile, se preferisci, prenderlo? E' meno improbabile che l'evento "cacchina" sia nei primi 5 minuti o negli altri 85, cioè un tempo più lungo?
Ecco, tutto questo può anche non capitare mai, e sinceramente è il mio augurio, ma che esiste questa possibilità va saputo.
Supponi poi che si crei una popolazione di persone sia bambine che giovani adulte non vaccinate, perché nel tempo molti decidono di non vaccinare.. ad un certo punto si finirà sotto la soglia di "protezione" e diventeranno più probabili le epidemie.. solo che magari oltre ai bambini appunto se la prenderanno anche i genitori o i fratelli maggiori non vaccinati..
Una considerazione: tu mi dirai che questo accade perché i bambini sono vaccinati e quindi i tuoi bimbi hanno meno possibilità di farsi il morbillo da piccini. Be', qui io faccio due considerazioni:
1) si parlava prima di libertà di vaccinare e non vaccinare. Non è che tu puoi decidere che i genitori che vogliono vaccinare non possono perché tu non credi ai vaccini e vuoi "malattie naturali".. specie considerando la storia delle complicazioni immediate ed a distanza del morbillo, scegliere di vaccinare a me sembra una scelta legittima e ragionevole. Qui è un punto in cui bisogna capire che la convivenza sociale non è cosa così semplice come ci piacerebbe.
2) quando la vaccinazione non esisteva il morbillo era un problema di salute notevole, e non è mica che se lo prendessero tutti nei primi anni di vita, tanti lo prendevano anche dopo con maggiori probabilità di complicazioni.. e poi c'è la storia della panencefalite, che una volta non si sapeva che fosse dovuta al virus del morbillo.. insomma, non è che le vaccinazioni le cercano per malattie cretine come la "mani-piedi-bocca" che passano senza conseguenze, il morbillo uccide anche oggi, figurati cosa doveva fare una volta. Tu sei sicura che tornare al buon vecchio tempo andato, quando i genitori dovevano temere tante malattie per i loro figli sia meglio? O che sia (torniamo al discorso della libertà di non vaccinare, ma anche di vaccinare) qualcosa che gli altri genitori vogliono? Io per esempio non lo desidero. Infatti ho scelto di vaccinare. E credimi, non è una scelta a cuor leggero.
Io credo che nessuna di noi qui abbia fatto scelte a cuor leggero. Ognuna ha cercato di capire, di informarsi. E nessuna qui, anche se mingus lo pensa, ha sicurezze assolute. Anzi. Io ti posso dire che studiando medicina ne ho ancora meno, perché più so, più conosco, e più capisco come nulla va mai dato per scontato, nulla è assoluto, nulla è definitivo. Ma ci sforziamo di conoscere sempre di più, di comprendere sempre di più, di farci un quadro sempre più accurato della situazione.
Studiare medicina a me piace, e mi ha dato una formazione anche umana che non solo non rinnego, ma credo mi abbia reso migliore di quanto ero prima. Non è facile comunicare, mai, e quando si tratta di medicina oggi, e che riguarda i figli poi, è ancora più diffiicile. Ci si prova.
Però non vorrei che voi sentiste me e creatus come staccate e diverse da voi altre madri. Per certi versi è meno facile essere madri e medico o futuro medico: a me è successo di sentire lezioni di pediatria in cui mi vedevo scorrere davanti tutte le eventualità più tristi, ed avevo già Sara piccolina a casa. A volte sono dovuta uscire dall'aula perché per me era troppo, troppa angoscia, era come essere senza pelle ora che ero madre anche io. Quindi questo argomento io non lo voglio affrontare salendo in cattedra con nessuna. Lo vorrei affrontare con voi condividendo delle informazioni. Potete davvero farne l'uso che volete, finché credete almeno alla mia buona fede nel darvele io non mi offenderò
un saluto affettuoso a tutte le mamme di questo forum
Neeta mamma di Sara, 7mesiemezzo ed 1 dentino