Voglia di vita..........

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alFaris
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Messaggio da alFaris » dom ott 23, 2005 11:52 am

Essalamu Elikah!

> mi sa che abbiamo monopolizzato il forum :-)

finché continuate a scrivere in questo specifico filare potete continuare... ma mi raccomando - altrove evitate di scrivere così tante risposte tra voi... altrimenti sarò costretto a intervenire...



Ua Elikah Essalam! by alFaris

Solvalou
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Messaggio da Solvalou » dom ott 23, 2005 10:40 pm

Simona* ha scritto: Ma l'uomo nn è completo se nn riesce ad avere ciò cerca, anche avesse tutto l'amore del mondo, se nn soddisfa le sue ambizioni, le sue aspettative , i suoi sogni, anche se l'amore è il miracolo dell'universo, nn è capace di dare ad un uomo, las erenità, a meno ceh la'more nn sia la meta di quell'uomo, nn sai il suo obbiettivo, il suo desiderio di realizzare se stesso, l'amore nulla può contro il desiderio il bisogno di ogni uomo di sentrisi realizzato al meglio e come voleva..e se nn ci riesce puoi dargli tutto l'amore che vuoi, ma nei suoi occhi ci sarà sempre solitudine e vuoto...
Soddisfare le ambizioni e le aspettative e' la chiave della felicita' solo se sei nella condizione di non averle raggiunte. Altrimenti non si spiega l'infelicita' di chi ha gia' raggiunto obiettivi importanti. In clinica a disintossicarsi ci finiscono anche le top models. Rendiamoci conto. La media delle ragazzine darebbe un occhio solo per essere modella e mantenersi sfilando sulle passerelle. Queste sono TOP models. non hanno diritto ad avere ulteriori obiettivi, giusto? eppure ce ne hanno, eppure c'e' sempre qualcosa che manca.

Per quanto mi riguarda il fine della vita e' realizzato sempre e comunque, semplicemente nel vivere. Che a volte il rendersi conto di essere e di fare la differenza o di avere qualcuno che ci ama e quindi ci considera ci procuri la felicita' non e' propriamente lo scopo della vita, sono momenti in cui la nostra coscienza ci dice: Stai facendo bene continua cosi'.

Ma sono momenti che non dipendono da noi. Anzi a volte una scelta intellettualmente giusta provoca infelicita'. Non per questo siamo meno vivi o meno degni di vivere.
Voglio arrivare al paradosso dicendo che anche la voglia di annullarsi a cui porta la depressione e' anch'essa una spinta dovuta al fatto di essere vivi, individui che per un meccanismo perverso ritengono di dover annullare se' stessi per il bene degli altri, perche' ci si sente di troppo, perche' non si percepisce uno scopo. Anche la depressione e' un modo di esistere.

Ultima considerazione, siamo in un sistema caotico. Ovvero anche se le nostre azioni hanno conseguenze prevedibili nel breve periodo (spingo il piede sul freno al semaforo -> fermo la macchina) gli eventi che capitano sono infiniti per ogni istante di tempo. E allora? E allora qualsiasi azione che facciamo, per quanto insignificante, ha effetti che dureranno fino alla fine dei tempi e della portata imprevedibile. Dico a un ragazzino "bravo sai giocare bene a calcio" lui si sentira' considerato dedichera' piu' tempo al pallone e diventera' un campione. O si spacchera' una gamba e avra' buttato via i suoi 25 anni quando avrebbe potuto essere un laureato. Imprevedibile. Quando ci sentiamo inutili e di nessun effetto sul mondo e' solo per la nostra miopia. Le cose non stanno cosi' e non e' neanche un bene (a me la cosa spaventa un po' ;-))

Simona*
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Messaggio da Simona* » lun ott 24, 2005 9:41 am

Soddisfare le ambizioni e le aspettative e' la chiave della felicita' solo se sei nella condizione di non averle raggiunte. Altrimenti non si spiega l'infelicita' di chi ha gia' raggiunto obiettivi importanti. In clinica a disintossicarsi ci finiscono anche le top models. Rendiamoci conto. La media delle ragazzine darebbe un occhio solo per essere modella e mantenersi sfilando sulle passerelle. Queste sono TOP models. non hanno diritto ad avere ulteriori obiettivi, giusto? eppure ce ne hanno, eppure c'e' sempre qualcosa che manca.

>>>>> Qui pur essendo d’accordo con ciò che affermi occorre. Però , fare una considerazione. L’uomo nn è mai contento di ciò che raggiunge, perché nn è detto che raggiungere le mete che citi tu, dia la felicità. A volte vede nei propri obbiettivi oro, incenso e mirra, si impegna al massimo per arrivarci e poi una volta raggiunti si accorge che era solo gramigna; gli manca.ora, qualcosa di indefinibile,,qualcosa che da molti è considerato la cosa meno importante, ma la cui mancanza da una sensazione di vuoto, che cerca di riempire con paradisi artificiali
Una volta dissi “ con una patata in due , condita con tanto amore si può sorridere”. “ con una bella bistecca, ma tanta indifferenza si muore ogni giorno di più nella rabbia e nell’odio”
La storia di San Francesco di Padre Pio, Di Maria teresa, e molti altri, mi hanno insegnato che chi ha come meta obbiettivo quello di aiutare gli altri, difficilmente si ritroverà solo infelice pieno zeppo di pasticche e di cocaina.
L’amore può essere causa, di sofferenza , infelicità, solitudine, agonia, ma a parere mio, lo è quando, quel traguardo , è un lui o una lei, quando dalla sua conquista dipende quasi la tua vita, quando per lui o lei ti rovini ti annulli , nn vedi più nulla e nessuno, tratti male anche le persone che ti vogliono bene, diventi egoista insensibile, ti indurusci per mezzo stesso amore che provi ,perché quell’amore per te nn è più un sentimento di Amore, ma solo un sentimento di egoismo e possessività. TU vuoi lui o lei, nn riesci a farne a meno , e arrivi perfino a convincerti che il volerti bene, , sia quello di impegnare ogni angolo di te, per trovare un appiglio e prenderti per te l’oggetto del tuo “amore”. Ma questa è una strana , contorta, forma di amore, dato che che secondo me, la caratterisca più importante dell’amore, sia la capacità di sacrificare parte di noi o di ciò che vorremmo se ci accorgiamo che quell’amore, da dolore angoscia, con qualche momento di estasi..ma ripeto, che amore è questo? L’amore nn è solo estasi, solo piacere , nn si può dire ti amo perché si sta bene in certi momenti? Nn possiamo chiamarlo amore, forse sarebbe meglio chiamarla droga dei sensi
Difficile, cm, è dire a parole cosa sia l’amore.
Ho conosciuto persone che hanno asserito di agire in un determinato modo , in nome dell’amore , e poi hos coperto mio malgrado e con dolore che per bramosia di arrivare primi in tutto avevano dimenticato i valori veri della vita: : amore, amicizia, rispetto, umiltà, bontà, altruismo. Ma come disse vecchioni “arrivato davanti al mre, si sentì un coglione, perché più in là nn poteva conquistare niente” è triste a quel punto nn avere la forza di rinunciare, a ribaltare la situazione e il prezzo da pagare è alto, quando volente o nolente, l’uomo dovrà fermarsi davanti al mare, ritrovandosi in mano un pugno di sabbia, che sciogliendoli fra le dita lo farà sentire solo e svuotato….>>>>>>>><. .



Per quanto mi riguarda il fine della vita e' realizzato sempre e comunque, semplicemente nel vivere. Che a volte il rendersi conto di essere e di fare la differenza o di avere qualcuno che ci ama e quindi ci considera ci procuri la felicita' non e' propriamente lo scopo della vita, sono momenti in cui la nostra coscienza ci dice: Stai facendo bene continua cosi'.

>>>>> Limitare il fine della vita solo a vivere, mi sembra la strada per limitare noi stessi,,,e ciò che possiamo dare e avere. Amare e essere amati forse nn sarà lo scopo primario della vita, però è quello che l’uomo cerca.
Io mi deprimo se penso che il mio scopo debba essere solo vivere, campare…nn mi piace vivere per vivre..>>>>>>>



Ma sono momenti che non dipendono da noi. Anzi a volte una scelta intellettualmente giusta provoca infelicita'. Non per questo siamo meno vivi o meno degni di vivere.

>>>>> Io penso ceh nessuno sia indegno di vivre, nessuno, nemmeno un assassino, tutti meritano di viveere e meritano un occasione e un aiuto per poter dimostrare che crescere e migliorare si può. Però se una scelta provoca infelicità, certamente ci sentiremo, meno vivi, più vuoti, più spenti, manche rà insomma la scintilla nella sguardo>>>>>>>>>>

Voglio arrivare al paradosso dicendo che anche la voglia di annullarsi a cui porta la depressione e' anch'essa una spinta dovuta al fatto di essere vivi, individui che per un meccanismo perverso ritengono di dover annullare se' stessi per il bene degli altri, perche' ci si sente di troppo, perche' non si percepisce uno scopo. Anche la depressione e' un modo di esistere.

Ultima considerazione, siamo in un sistema caotico. Ovvero anche se le nostre azioni hanno conseguenze prevedibili nel breve periodo (spingo il piede sul freno al semaforo -> fermo la macchina) gli eventi che capitano sono infiniti per ogni istante di tempo. E allora? E allora qualsiasi azione che facciamo, per quanto insignificante, ha effetti che dureranno fino alla fine dei tempi e della portata imprevedibile. Dico a un ragazzino "bravo sai giocare bene a calcio" lui si sentira' considerato dedichera' piu' tempo al pallone e diventera' un campione. O si spacchera' una gamba e avra' buttato via i suoi 25 anni quando avrebbe potuto essere un laureato. Imprevedibile. Quando ci sentiamo inutili e di nessun effetto sul mondo e' solo per la nostra miopia. Le cose non stanno cosi' e non e' neanche un bene (a me la cosa spaventa un po' ;-))

>>>>>Quando ci sentiamo inutili, e di nessun effetto, per la comunità nn sempre è perché siamo miopi, ma molto spesso è perché gli altri sono miopi, in quanto guardano, criticano, giudicano le nostre azioni, nn partendo dalla personalità dalla possibilità, chi le fa , ma partendo da se stesso. Molte volte le persone per dimostrare : “IO ESISTO, IO CI SONO, IO VALGO QAUNTO TE, ANCHE SE TU HAI TRE KG DI INTELLIGENZA PIU’ DI ME” spremono anima e sapone, cercano di fare cose inverosimili, superano se stessi.
Alla fine sono felici del loro risultato, lo mostrano, al “maestro” e questi con fare da persona superiore quale si sente, sentenzia un “ e cosa vorresti dimostrare con questo, ma cosa credi di aver fatto, nn vale nulla, datti all’ippica è meglio…”…Allora dimmi, di grazia, a quel punto dopo risposte così, se nn ci si vuole fare del male, continuando a dimostrare che ci saimo e che valiamo, a chi ormai è straconvinto del contrario, nn è saggio lasciar perdere, anche pagando il prezzo di sentirti inutile, covando una rabbia bestiale, perché… nn sei riuscito a far ricredere l’altro.
Continuando a intestardirsi per avere una rivincita , l’uomo verrà portato solo alla deriva sull’isola di sant’Elana, da dove nn scaperà , forse più e morirà “solo” e deluso…?
La depressione nasce anche da questo…..il disagio interno, spesso sono gli altri che ce lo regalano, per la loro incapacità di apprezzare il nostro essere il nostro vivere, il nostro operato nn in base a ciò che loro sono e possono dare..….

Beh infondo nn viene sempre insegnato: sempre noi stessi in primo piano . Sempre noi stessi i più importanti . Sempre noi la parte giusta del mondo , Sempre noi noi noi…poi in caso se mai dopo vengono gli altri..i loro bisogni, ecc…beh contnuiamo così, ricordi …cosa narra la storia di , mi pare Sparta? I bambini che si rivelavano deboli, malaticci, gracili, venivano buttati giù dalla rupe e quelli , sani forti fatti campare …>>>>><

Simona

Solvalou
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Iscritto il: mar ott 04, 2005 8:30 pm

Messaggio da Solvalou » mar ott 25, 2005 3:57 pm

Simona* ha scritto:
Solvalou ha scritto: Per quanto mi riguarda il fine della vita e' realizzato sempre e comunque, semplicemente nel vivere. Che a volte il rendersi conto di essere e di fare la differenza o di avere qualcuno che ci ama e quindi ci considera ci procuri la felicita' non e' propriamente lo scopo della vita, sono momenti in cui la nostra coscienza ci dice: Stai facendo bene continua cosi'.
Limitare il fine della vita solo a vivere, mi sembra la strada per limitare noi stessi,,,e ciò che possiamo dare e avere. Amare e essere amati forse nn sarà lo scopo primario della vita, però è quello che l’uomo cerca.
Io mi deprimo se penso che il mio scopo debba essere solo vivere, campare…nn mi piace vivere per vivre.
Stai prendendo quello che ho detto in una prospettiva filosofica: non intendo limitare lo scopo della vita "togliendo" degli obiettivi, ma far riflettere su come si possa acquisire punti di vista notevolmente diversi su se stessi pensando a se' stessi come "macchine da guerra" votate a quel meccanismo chiamato "vita". In pratica mi rifaccio ai discorsi di dawkins:
http://www.montag.it/blog/archive/001487.html
http://digilander.libero.it/filosofiapolitica/wrd1.htm
anche se poi inquadro questo desiderio di vita in un qualcosa che va oltre la mera sopravvivenza fisica.

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