Cosmetici NON TESTATI... ma quali?????????
Ragazze/i, se non volete credere a Lola, fate almeno quello che ha fatto lei. Chiedete ad un'associazione qualsiasi di mandarvi copia fisica della Positive List. Vedrete di che cosa si tratta.
Eppoi, un minimo di atteggiamento collaborativo che diamine. Se per tutti questi anni (quanti? Quasi 30, perdio!) non ci si fosse arroccati sul "tu occupati delle tue schifezze chimiche che io mi occupo di cose veramente importanti come gli animali!", ci si sarebbe già accorti da un sacco che con gli ingredienti della Positive List un cosmetico non stava in piedi.
Eppoi, un minimo di atteggiamento collaborativo che diamine. Se per tutti questi anni (quanti? Quasi 30, perdio!) non ci si fosse arroccati sul "tu occupati delle tue schifezze chimiche che io mi occupo di cose veramente importanti come gli animali!", ci si sarebbe già accorti da un sacco che con gli ingredienti della Positive List un cosmetico non stava in piedi.
Ok ma la non-soluzione che lei propone non mi sembra granchè
C'è comunque differenza tra usare un prodotto qualsiasi pieno di schifezze chimiche e uno con ingredienti per la maggior parte vegetali, che non hanno bisogno di essere testati per legge.Lola ha scritto:Se non volete concorrere alla sperimentazione animale non lavatevi e non pulite più i vestiti e la casa, altrimenti ci concorrete di sicuro.
Mmmh, ho capito. C'è una difficoltà di fondo che ci impedisce di capirci. :o) Provo dunque a partire dalla base. C'è in effetti, nei profani (che sono la maggior parte, quindi la stragrande maggioranza dei consumatori, per cui è importante che certi concetti diventino patrimonio di tutti), una certa confusione sul termine "cosmetico naturale". Purtroppo, non si fa un cosmetico con le piante. E, debbo dirti, la legislazione ha permesso la non sperimentazione solo per le piante e i loro estratti, e NON, come si potrebbe pensare, per le sostanze sintetizzate a partire da piante. Il nocciolo della questione secondo me è questo.Alex81 ha scritto:Ok ma la non-soluzione che lei propone non mi sembra granchè
C'è comunque differenza tra usare un prodotto qualsiasi pieno di schifezze chimiche e uno con ingredienti per la maggior parte vegetali, che non hanno bisogno di essere testati per legge.Lola ha scritto:Se non volete concorrere alla sperimentazione animale non lavatevi e non pulite più i vestiti e la casa, altrimenti ci concorrete di sicuro.
Se c'è qualcosa di meno chiaro dimmi, son qui! :-)
-
Ginevra
Ok, siamo punto e da capo...
:-((((((( e adesso????????????? A 'sto punto continuo con bottega verde che ha molti ingredienti verdi.
Non ci capisco più niente...
Ah, per l'esselunga, compare nella lista nera del boicottaggio, e, poi, appartiene a Berlusconi e quindi deve essere boicottata sapete tutti i motivi (spero!!!)
Grazie a tutti...
Ciao
:-((((((( e adesso????????????? A 'sto punto continuo con bottega verde che ha molti ingredienti verdi.
Non ci capisco più niente...
Ah, per l'esselunga, compare nella lista nera del boicottaggio, e, poi, appartiene a Berlusconi e quindi deve essere boicottata sapete tutti i motivi (spero!!!)
Grazie a tutti...
Ciao
credo che una buona cosa per aiutare gli animali e l'ambiente sia quello di acquistare prodotti il più possibile ecocompatibili ...e da quanto ricordo BV introduce parecchie sostanze non eco nei suoi prodotti.Ginevra ha scritto:Ok, siamo punto e da capo...
:-((((((( e adesso????????????? A 'sto punto continuo con bottega verde che ha molti ingredienti verdi.
Non ci capisco più niente...
Ah, per l'esselunga, compare nella lista nera del boicottaggio, e, poi, appartiene a Berlusconi e quindi deve essere boicottata sapete tutti i motivi (spero!!!)
Grazie a tutti...
Ciao
Dato che hai appena acquistato i loro prodotti, armati di santa pazienza e controlla ciò che hai acquistato su http://www.biodizionario.it
Se risulteranno buoni, puoi continuare a prenderli, se no le alternative valide esistono.
Logona, Lavera, Weleda, Remedia, Fitocose e in parte anche Lush.
-
Marina Berati
- Messaggi: 478
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 9:08 am
Scusate, non capisco perche' si dia cosi' tanta importanza alla positive list.
Nessuna delle aziende che si sono impegnate nello Standard cruelty-free (attraverso l'autocertificazione, o attraverso il protocollo verificato da ICEA) dice di usare ingredienti della positive list.
Dice solo di non usare ingredienti nuovi dopo un certo anno, per non incrementare la sperimentaziome.
Comunque e' tutto spiegato sul sito http://www.consumoconsapevole.org
Inutile rispetere le stesse cose 100.000 volte.
E' vero che i test specifici per i cosmetici sono una piccolissima parte della sperimentazione su animali, ma e' anche vero che sono una delle poche cose su cui il cittadino "normale" puo' agire.
Non e' la cosa piu' importante del mondo da fare, pero', dato che si puo', conviene stare attenti anche a questa.
Inoltre, chi usa solo ingredienti vecchi (non della positive list, che ormai non ha alcun senso, ribadisco) in modo da non incrementare la sperimentazione, oltre a tagliare via i test cosmetici taglia via anche tutti gli altri, quelli fatti su TUTTI i prodotti chimici. E quelli si', sono tanti, e diventeranno ancora di piu' col REACH - progetto inutile e dannosso, se la sperimentazione viene fatta su animali.
Ma chi vuole sapere qualcosa del REACH e' meglio che legga qui:
http://www.novivisezione.org/fare/reach1.htm
In ogni caso, in Italia la maggior parte degli animali usati nella vivisezione viene usata per la ricerca di base: in universita' (con le nostre tasse) e dalle simpatiche associazioni "benefiche" come AIRC, AISM, e i progetti finanziati da Telethon e da 30 ore per la vita.
Loro si' che sono bravissimi a trovare le cure... per guarire i topi dal cancro artificiale che gli inducono.
Maggiori info:
http://www.ricercasenzaanimali.org
Ma sto andando fuori tema, di vivisezione e' meglio parlare nel forum vivisezione. In ogni caso dai link indicati si possono trarre tutte le info necessarie.
Ciao,
Marina
Nessuna delle aziende che si sono impegnate nello Standard cruelty-free (attraverso l'autocertificazione, o attraverso il protocollo verificato da ICEA) dice di usare ingredienti della positive list.
Dice solo di non usare ingredienti nuovi dopo un certo anno, per non incrementare la sperimentaziome.
Comunque e' tutto spiegato sul sito http://www.consumoconsapevole.org
Inutile rispetere le stesse cose 100.000 volte.
E' vero che i test specifici per i cosmetici sono una piccolissima parte della sperimentazione su animali, ma e' anche vero che sono una delle poche cose su cui il cittadino "normale" puo' agire.
Non e' la cosa piu' importante del mondo da fare, pero', dato che si puo', conviene stare attenti anche a questa.
Inoltre, chi usa solo ingredienti vecchi (non della positive list, che ormai non ha alcun senso, ribadisco) in modo da non incrementare la sperimentazione, oltre a tagliare via i test cosmetici taglia via anche tutti gli altri, quelli fatti su TUTTI i prodotti chimici. E quelli si', sono tanti, e diventeranno ancora di piu' col REACH - progetto inutile e dannosso, se la sperimentazione viene fatta su animali.
Ma chi vuole sapere qualcosa del REACH e' meglio che legga qui:
http://www.novivisezione.org/fare/reach1.htm
In ogni caso, in Italia la maggior parte degli animali usati nella vivisezione viene usata per la ricerca di base: in universita' (con le nostre tasse) e dalle simpatiche associazioni "benefiche" come AIRC, AISM, e i progetti finanziati da Telethon e da 30 ore per la vita.
Loro si' che sono bravissimi a trovare le cure... per guarire i topi dal cancro artificiale che gli inducono.
Maggiori info:
http://www.ricercasenzaanimali.org
Ma sto andando fuori tema, di vivisezione e' meglio parlare nel forum vivisezione. In ogni caso dai link indicati si possono trarre tutte le info necessarie.
Ciao,
Marina
Marina, il nostro problema non è dare una mazzata all'attivismo degli antivivisezionisti che hanno fatto e stanno facendo tante utili battaglie che hanno portato a tanti risultati positivi. Contro la vivisezione siamo tutti.Marina Berati ha scritto:Scusate, non capisco perche' si dia cosi' tanta importanza alla positive list.
Il problema era che la positive list è citata dappertutto (non è una cosa che mi sono inventata io), e cerca che ti cerca ho scoperto che era una bufala colossale. Solo questo, niente di più.
Probabilmente molte ditte che vengono considerate come da boicottare perchè non sottoscrivono l'autocertificazione, in quanto non si prostituiscono per avere una fetta di mercato in più dichiarando cose che non possono dichiarare (tipo garantire per quello che fanno i loro fornitori), contribuiscono alla vivisezione meno di altre che fanno tante belle dichiarazioni. Basta fare una firma, che costa?
Lola
Al di là di quanto la PositiveList possa essere più o meno importante, mi piacerebbe capire se questa PositiveList esiste realmente, perchè mi pare di capire che Lola sostiene che non esiste nessuna PositiveList... mentre valeria dice che con gli ingredienti della positive list un cosmetico non sta in piedi. Allora sta positive list esiste o no? E in questo caso che dire di associazioni come progetto gaia che dichiara di utilizzare soltanto ingredienti della positive list per i prodotti col proprio marchio?
qui: http://www.saicosatispalmi.org/index.ph ... &Itemid=30Daniele ha scritto:Al di là di quanto la PositiveList possa essere più o meno importante, mi piacerebbe capire se questa PositiveList esiste realmente, perchè mi pare di capire che Lola sostiene che non esiste nessuna PositiveList... mentre valeria dice che con gli ingredienti della positive list un cosmetico non sta in piedi. Allora sta positive list esiste o no? E in questo caso che dire di associazioni come progetto gaia che dichiara di utilizzare soltanto ingredienti della positive list per i prodotti col proprio marchio?
e meglio qui:
http://www.saicosatispalmi.org/index.ph ... &Itemid=39
c'è il resoconto di quanto ci ha portati a scoprire che la Positive List di fatto non esiste. Proprio Progetto Gaia ha inviato a Lola il materiale che comunemente viene chiamato così. Nell'articolo il resoconto di cosa sia in effetti quel materiale.
Grazie, ho letto ed ho un'altra domanda e una considerazione da fare.barbara3 ha scritto:qui: http://www.saicosatispalmi.org/index.ph ... &Itemid=30
e meglio qui:
http://www.saicosatispalmi.org/index.ph ... &Itemid=39
c'è il resoconto di quanto ci ha portati a scoprire che la Positive List di fatto non esiste. Proprio Progetto Gaia ha inviato a Lola il materiale che comunemente viene chiamato così. Nell'articolo il resoconto di cosa sia in effetti quel materiale.
Volevo sapere se in tutto questo, quindi anche nei risultati, avete coinvolto i ragazzi di Progetto Gaia... e qual'è stata la loro reazione alla vostra rivelazione.
Poi volevo dire che secondo me il fatto che la ditta tal dei tali si impegni a non utilizzare "nuovi" ingredienti è una cosa importante (ovviamente se lo fa davvero... ma come verificare?) perchè al di là delle definizione crueltyfree o meno è un modo per evitare nuove e inutili sperimentazioni!
a questo potrà rispondere Lola, è lei che tiene i rapporti con loro :-) Naturalmente è sicuramente il caso di coinvolgerli!Daniele ha scritto: Volevo sapere se in tutto questo, quindi anche nei risultati, avete coinvolto i ragazzi di Progetto Gaia... e qual'è stata la loro reazione alla vostra rivelazione.
Sicuramente, il punto è che non sta scritto da nessuna parte che i vecchi ingredienti non debbano essere testati (ovvero: possono non esserlo, ma anche sì - Lola confermi?) e soprattutto come fa l'azienda a controllare i propri fornitori in mancanza di una legislatura apposita? E sulla carenza legislativa, a mio parere, che bisogna battere.Daniele ha scritto: Poi volevo dire che secondo me il fatto che la ditta tal dei tali si impegni a non utilizzare "nuovi" ingredienti è una cosa importante (ovviamente se lo fa davvero... ma come verificare?) perchè al di là delle definizione crueltyfree o meno è un modo per evitare nuove e inutili sperimentazioni!
La direttiva 76/768/EEC è sulla produzione dei cosmetici e sulla loro sicurezza, non sulla sperimentazione animale in cosmesi :-(
I ragazzi di Progettogaia sicuramente hanno seguito la vicenda sul forum, visto che dopo che cominciavamo a preoccuparci se la positive list esistesse veramente (noi che ci facciamo i cosmetici da soli volevamo seguirla) mi hanno contattato via mail per offrirmi di comprarla. Ho cercato di capire cosa fosse ma mi hanno risposto che non si intendevano di chimica, allora visto che non erano in grado di dirmi più di così ho dato l'OK lo stesso a che me la spedissero.Daniele ha scritto:Volevo sapere se in tutto questo, quindi anche nei risultati, avete coinvolto i ragazzi di Progetto Gaia... e qual'è stata la loro reazione alla vostra rivelazione.
Loro sono in assoluta buona fede. Doppiamente sono rimasta delusa, sia per loro, che per me, che per tutti quelli che basavano il loro consumo critico su una base non vera.
Lola
Confermo.barbara3 ha scritto: il punto è che non sta scritto da nessuna parte che i vecchi ingredienti non debbano essere testati (ovvero: possono non esserlo, ma anche sì - Lola confermi?) e soprattutto come fa l'azienda a controllare i propri fornitori in mancanza di una legislatura apposita? E sulla carenza legislativa, a mio parere, che bisogna battere.
La direttiva 76/768/EEC è sulla produzione dei cosmetici e sulla loro sicurezza, non sulla sperimentazione animale in cosmesi :-(
Ritengo utile che gli antivivisezionisti inizino a combattere il nemico con le sue stesse armi. Cominciare a capire qualcosa di chimica, sapere come si fa un cosmetico e quali problemi ha effettivamente chi vuole produrre cruelty free, leggere le leggi. Non basta più fare leva sull'emotività della gente mostrando immagini orribili di bestiole che soffrono per gli esperimenti, bisogna battersi perchè si trovino alternative non animali. Finora si sono arroccati nel loro dividere il mondo in buoni e cattivi e il cosiddetto "consumatore critico" acriticamente accettava le loro direttive sperando di fare cambiare le cose... e andava invece ad ingrassare i più furbi.
La priorità del legislatore è assicurare la sicurezza umana. Non credo proprio che il mondo sia pieno di sadici che si divertono a torturare gli animali, ma finora non c'è altro. Non bisogna dire "basta ai test" ma trovare un'alternativa valida. Liberare le cavie dai laboratori è folcloristico ma non serve a fare cambiare le cose.
Lola
Tanto per capire, i furbi chi sarebbero? Quelli tipo "ProgettoGaia"? Secondo me il discorso di impegnarsi a non utilizzare nuovi ingredienti regge, almeno a livello teorico. In fondo che bisogno ci sarebbe di sperimentare sempre nuovi ingredienti? La risposta è che secondo me servono solo ad ingrassare i profitti di chi magari non è furbo ma pensa soltanto ai soldi, visto che molta gente non gliene frega niente del crueltyfree e vuole soltanto il prodotto che costa meno. Secondo me, e dico secondo me, basterebbe non utilizzare più nuovi ingredienti. Con quelli che già ci sono si può fare di tutto. O no? In questo modo la sperimentazione animale (almeno quella cosmetica) si potrebbe fermare dall'oggi al domani.Lola ha scritto:Ritengo utile che gli antivivisezionisti inizino a combattere il nemico con le sue stesse armi. Cominciare a capire qualcosa di chimica, sapere come si fa un cosmetico e quali problemi ha effettivamente chi vuole produrre cruelty free, leggere le leggi. Non basta più fare leva sull'emotività della gente mostrando immagini orribili di bestiole che soffrono per gli esperimenti, bisogna battersi perchè si trovino alternative non animali. Finora si sono arroccati nel loro dividere il mondo in buoni e cattivi e il cosiddetto "consumatore critico" acriticamente accettava le loro direttive sperando di fare cambiare le cose... e andava invece ad ingrassare i più furbi.
Ma a me sembra che esistano dei comitati scientifici antivivisezionisti che lavorano proprio sul fronte da te indicato! Poi ci sono anche quelli che liberano gli animali dalle gabbie, e fanno bene... ce ne fossero! Cmq non è per nulla folcloristico, visto che ad un animale liberato da una gabbia vengono risparmiate sofferenze e la vita stessa. Definire tutto ciò folcloristico mi sembra quantomeno riduttivo!Lola ha scritto:La priorità del legislatore è assicurare la sicurezza umana. Non credo proprio che il mondo sia pieno di sadici che si divertono a torturare gli animali, ma finora non c'è altro. Non bisogna dire "basta ai test" ma trovare un'alternativa valida. Liberare le cavie dai laboratori è folcloristico ma non serve a fare cambiare le cose.