lo chiedo anch'io,cose' la depressione?
Re: ?
Solvalou ho letto nei tuoi post che tu parli della depressione nn in prima persona, vorrei chiederti se ne hai mai sofferto, ed anche se veramente pensi che essa possa derivare dalla poca attività fisica
Io credo, che se una persona nn svolge attività fisica, ( per attività fisica intendo sport) vuol dire che è o perchè nn ne ha il tempo, o nn ne ha voglia, nn gli va. E secondo un mio modesto parere la depressione nasce anche da un ribellione interna verso le cose che epr il tuo bene ti impongono di fare, ma tu nn vuoi fare......:-)
Io credo, che se una persona nn svolge attività fisica, ( per attività fisica intendo sport) vuol dire che è o perchè nn ne ha il tempo, o nn ne ha voglia, nn gli va. E secondo un mio modesto parere la depressione nasce anche da un ribellione interna verso le cose che epr il tuo bene ti impongono di fare, ma tu nn vuoi fare......:-)
Re: ?
Non intendo dire che l'attività fisica o l'inattività fisica siano stupide in sè.Simona* ha scritto:Secondo me è bene guardarsi dentro e vedere se la scarsa stima di sè o la scarsa voglia di fare deriva da noi stessi o ha avuto origini esterne, e soprattutto rendersi conto se si agisce per scelta propria o piuttosto per reazione o addirittura per cause naturali (es. la stupidissima inattività fisica).
****Cosa intendi per stupidissima inattività fisica? Perchè la definisci stupidissima?
Ti capita mai di avere un problema la cui soluzione dipende da una banalità ("Come ho fatto a non pensarci prima")? Il legame tra umore e attività fisica è abbastanza banale visto che non è naturale per noi fare vita sedentaria. Intendevo questo per stupidissimo, certe volte ci sono cause dirette e facili e noi andiamo a cercare implicazioni più profonde ed esistenziali. So benissimo che tra malumore e depressione c'è un bel pò di strada, d'altra parte tanti piccoli problemi banali possono dar vita ad una situazione seria.
Re: ? a
Non sono un tipo molto solare, e sto bene anche in solitudine, che vedo come ottima occasione per l'introspezione. "Solo come un cane" é una espressione senza significato, per me. Al limite, "Solo come un gatto" :-)Simona* ha scritto:Solvalou ho letto nei tuoi post che tu parli della depressione nn in prima persona, vorrei chiederti se ne hai mai sofferto, ed anche se veramente pensi che essa possa derivare dalla poca attività fisica
Io credo, che se una persona nn svolge attività fisica, ( per attività fisica intendo sport) vuol dire che è o perchè nn ne ha il tempo, o nn ne ha voglia, nn gli va. E secondo un mio modesto parere la depressione nasce anche da un ribellione interna verso le cose che epr il tuo bene ti impongono di fare, ma tu nn vuoi fare......:-)
Combatto anche quella tendenza irrazionale che abbiamo, che da una parte ci fa desiderare di avere più considerazione da parte degli altri (interferendo quindi nel loro "diritto" a pensare ai loro problemi) e dall'altra parte, quando si tratta di fare le proprie scelte che riguardano noi stessi (ovvero di esercitare la potesta' sul nostro dominio piu' naturale, la nostra sfera privata), ci fa invece andare a cercare consigli dagli altri.
In altre parole, visto che quando sbaglio la responsabilità è mia, voglio decidere io come sbagliare. Se al momento della scelta faccio quello che onestamente penso essere la cosa giusta non ho neanche grossi rimpianti.
Una filosofia che non posso certo comunicare a chi non vive cosi' ma che aiuta molto, credo, per non scivolare in depressione. Una specie di omeopatia :-) Ho anche buoni amici e questo va ancora meglio. Ma non mi piace avere qualcuno da cui dipendere né avere gusti "standardizzati". Se il gruppo di amici va a vedere Vasco io me ne sto a casa e se non vanno a vedere James Brown vado da solo, e la cosa mi pare naturalissima.
Ma sto andando OT.
L'attività fisica, come imposizione, è in effetti ben poco utile, come tutte le altre cose che interferiscono col come noi vorremmo vivere. Non mi sogno di darti torto su ciò. Anzi, personalmente non mi piace la competitività inerente allo sport, oltretutto. Giocare la partitina a calcio, ok fantastico, anche se ci si da' qualche botta di troppo o se ci si prende a male parole. Se ci fai caso ti danno indizi interessanti sul carattere dei compagni di gioco.
Avere invece l'allenatore o prof di ginnastica che ti urla dietro quando sbagli, no. Invece di spronarmi mi irritava. Sto già dando quello che posso, il "qualcosa in più", se la disciplina non mi appassiona veramente,
non mi sogno di darlo, quindi che urli a fare?
Detto questo l'attività fisica può anche essere andarsi a fare una passeggiata o un giro in bici per i fatti propri (specie se hai a disposizione aria pulita, in citta' ho gia' forti dubbi).
La base è l'autostima, cioè la profonda consapevolezza di valere solo per il fatto che siamo al mondo.
Però non viene dal nulla, la costruiscono le miriadi di dialoghi di accettazioni di dimostrazioni positive che scaturiscono dalle nostre relazioni con gli altri.
Poi c'è la fiducia in sè..che è la sicurezza di riuscire a fare qualcosa, e quella si acquista toccando con mano le proprie capacità e i risultati.
Difficile amarsi se nessuno fa breccia e dice la verità che nemmeno noi non vogliamo conoscere, perchè abbiamo paura non venga accettata dagli altri.
Ma ognuno di noi vale, ma non perchè chissà quali grandi cose sa fare...ma perchè dice e fa le cose in un certo modo, unico ed irripetibile, pensa in un modo unico ed irripetibile, ascolta in un modo unico ed irripetibile.
Io amo mio marito perchè è unico ed irripetibile, solo lui si atteggia in un certo modo che mi scalda il cuore e non so perchè.
Nei miei periodi bui, ero sicura di valere qualcosa, ma non sapevo come, perciò avevo deciso che avevo un potenziale valore..e forse lo avrei scoperto col tempo :), intanto dovevo andare verso la scoperta di me stessa.
La rabbia mi ha fatto riavvicinare ai miei sentiimenti che avevo scollegato...quindi funzionavo ancora...
Però non viene dal nulla, la costruiscono le miriadi di dialoghi di accettazioni di dimostrazioni positive che scaturiscono dalle nostre relazioni con gli altri.
Poi c'è la fiducia in sè..che è la sicurezza di riuscire a fare qualcosa, e quella si acquista toccando con mano le proprie capacità e i risultati.
Difficile amarsi se nessuno fa breccia e dice la verità che nemmeno noi non vogliamo conoscere, perchè abbiamo paura non venga accettata dagli altri.
Ma ognuno di noi vale, ma non perchè chissà quali grandi cose sa fare...ma perchè dice e fa le cose in un certo modo, unico ed irripetibile, pensa in un modo unico ed irripetibile, ascolta in un modo unico ed irripetibile.
Io amo mio marito perchè è unico ed irripetibile, solo lui si atteggia in un certo modo che mi scalda il cuore e non so perchè.
Nei miei periodi bui, ero sicura di valere qualcosa, ma non sapevo come, perciò avevo deciso che avevo un potenziale valore..e forse lo avrei scoperto col tempo :), intanto dovevo andare verso la scoperta di me stessa.
La rabbia mi ha fatto riavvicinare ai miei sentiimenti che avevo scollegato...quindi funzionavo ancora...
Re: ?
Sarà che forse quando io sono giù, o impaurita se cerco di impormi di fare qualcosa per svagarmi compreso andare a fare una passeggiata, mi smebra di essere prigioniera di una delle tante cose che che nn mi sento di fare.Solvalou ha scritto:Non intendo dire che l'attività fisica o l'inattività fisica siano stupide in sè.Simona* ha scritto:Secondo me è bene guardarsi dentro e vedere se la scarsa stima di sè o la scarsa voglia di fare deriva da noi stessi o ha avuto origini esterne, e soprattutto rendersi conto se si agisce per scelta propria o piuttosto per reazione o addirittura per cause naturali (es. la stupidissima inattività fisica).
****Cosa intendi per stupidissima inattività fisica? Perchè la definisci stupidissima?
Ti capita mai di avere un problema la cui soluzione dipende da una banalità ("Come ho fatto a non pensarci prima")? Il legame tra umore e attività fisica è abbastanza banale visto che non è naturale per noi fare vita sedentaria. Intendevo questo per stupidissimo, certe volte ci sono cause dirette e facili e noi andiamo a cercare implicazioni più profonde ed esistenziali. So benissimo che tra malumore e depressione c'è un bel pò di strada, d'altra parte tanti piccoli problemi banali possono dar vita ad una situazione seria.
Cmq leggendo il tuo post, al di fuori di me stessa, con obbiettività devo dire che condivido ciò che hai detto
Re: ? a
Su un punto, del tuo post, mi viene da riflettere e da rinnovarmi nuovamente delle domande. Perchè quando si da tutto quello che possimo dare, vuoi per voglia, vuoi per propensione o meno alla cosa che stiamo facendo, vuoi per stato di salute,vuoi per doti naturali più o meno spiccate, la gente pretende sempre, da noi quel di più che nn ce la facciamo a dare? perchè le persone nn imparano a considerare i risultati che gli vengono offerti , nn in base alle loro possibiltà ma alle nostre?Solvalou ha scritto:Non sono un tipo molto solare, e sto bene anche in solitudine, che vedo come ottima occasione per l'introspezione. "Solo come un cane" é una espressione senza significato, per me. Al limite, "Solo come un gatto" :-)Simona* ha scritto:Solvalou ho letto nei tuoi post che tu parli della depressione nn in prima persona, vorrei chiederti se ne hai mai sofferto, ed anche se veramente pensi che essa possa derivare dalla poca attività fisica
Io credo, che se una persona nn svolge attività fisica, ( per attività fisica intendo sport) vuol dire che è o perchè nn ne ha il tempo, o nn ne ha voglia, nn gli va. E secondo un mio modesto parere la depressione nasce anche da un ribellione interna verso le cose che epr il tuo bene ti impongono di fare, ma tu nn vuoi fare......:-)
Combatto anche quella tendenza irrazionale che abbiamo, che da una parte ci fa desiderare di avere più considerazione da parte degli altri (interferendo quindi nel loro "diritto" a pensare ai loro problemi) e dall'altra parte, quando si tratta di fare le proprie scelte che riguardano noi stessi (ovvero di esercitare la potesta' sul nostro dominio piu' naturale, la nostra sfera privata), ci fa invece andare a cercare consigli dagli altri.
In altre parole, visto che quando sbaglio la responsabilità è mia, voglio decidere io come sbagliare. Se al momento della scelta faccio quello che onestamente penso essere la cosa giusta non ho neanche grossi rimpianti.
Una filosofia che non posso certo comunicare a chi non vive cosi' ma che aiuta molto, credo, per non scivolare in depressione. Una specie di omeopatia :-) Ho anche buoni amici e questo va ancora meglio. Ma non mi piace avere qualcuno da cui dipendere né avere gusti "standardizzati". Se il gruppo di amici va a vedere Vasco io me ne sto a casa e se non vanno a vedere James Brown vado da solo, e la cosa mi pare naturalissima.
Ma sto andando OT.
L'attività fisica, come imposizione, è in effetti ben poco utile, come tutte le altre cose che interferiscono col come noi vorremmo vivere. Non mi sogno di darti torto su ciò. Anzi, personalmente non mi piace la competitività inerente allo sport, oltretutto. Giocare la partitina a calcio, ok fantastico, anche se ci si da' qualche botta di troppo o se ci si prende a male parole. Se ci fai caso ti danno indizi interessanti sul carattere dei compagni di gioco.
Avere invece l'allenatore o prof di ginnastica che ti urla dietro quando sbagli, no. Invece di spronarmi mi irritava. Sto già dando quello che posso, il "qualcosa in più", se la disciplina non mi appassiona veramente,
non mi sogno di darlo, quindi che urli a fare?
Detto questo l'attività fisica può anche essere andarsi a fare una passeggiata o un giro in bici per i fatti propri (specie se hai a disposizione aria pulita, in citta' ho gia' forti dubbi).
Perchè si dve sempre pensare se ce l'ho fatta io a essere 10 puoi farlo anche tu? nn può succedere che tu ce la faccia a essere 10 e io invece arrivi solo fino a 7? e allora perchè nn capire che quel 7 mio vale io 10 tuo?
- alFaris
- Messaggi: 1585
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 12:01 pm
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Essalamu Elikah!
> la gente pretende sempre
perché è facile pretendere dagli altri... ci sono molti modi di dire che illustrano questa situazione (se salvi il mondo troppo spesso alla fine arriveranno a pretenderlo - per la serie "l'hai sempre fatto!")...
> perchè nn capire che quel 7 mio vale io 10 tuo?
un vecchio motto ebraico ripreso peraltro anche da gesù era questo... a ciascuno secondo le proprie necessità - da ciascuno secondo le proprie possibilità... considera che gesù fu tradito e ammazzato... :-)
alFiereEsegeta
Ua Elikah Essalam! by alFaris
> la gente pretende sempre
perché è facile pretendere dagli altri... ci sono molti modi di dire che illustrano questa situazione (se salvi il mondo troppo spesso alla fine arriveranno a pretenderlo - per la serie "l'hai sempre fatto!")...
> perchè nn capire che quel 7 mio vale io 10 tuo?
un vecchio motto ebraico ripreso peraltro anche da gesù era questo... a ciascuno secondo le proprie necessità - da ciascuno secondo le proprie possibilità... considera che gesù fu tradito e ammazzato... :-)
alFiereEsegeta
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Essalamu Elikah!
ben venuta emi...
> La base è l'autostima, cioè la profonda consapevolezza di valere solo
> per il fatto che siamo al mondo.
> Però non viene dal nulla, la costruiscono le miriadi di dialoghi di
> accettazioni di dimostrazioni positive che scaturiscono dalle nostre
> relazioni con gli altri.
e complimenti per il tuo commento... sai anch'io ho vissuta una situazione molto simile... mia madre ha riversato su me tutto l'odio che aveva per la vita in genere e per mio padre in specifico... ho impiegato un sacco di tempo (e una sofferenza lunghissima) per capire l'assurto che tu hai trascritto in queste tue parole...
mi farà piacere leggerti ancora...
Ua Elikah Essalam! by alFaris
ben venuta emi...
> La base è l'autostima, cioè la profonda consapevolezza di valere solo
> per il fatto che siamo al mondo.
> Però non viene dal nulla, la costruiscono le miriadi di dialoghi di
> accettazioni di dimostrazioni positive che scaturiscono dalle nostre
> relazioni con gli altri.
e complimenti per il tuo commento... sai anch'io ho vissuta una situazione molto simile... mia madre ha riversato su me tutto l'odio che aveva per la vita in genere e per mio padre in specifico... ho impiegato un sacco di tempo (e una sofferenza lunghissima) per capire l'assurto che tu hai trascritto in queste tue parole...
mi farà piacere leggerti ancora...
Ua Elikah Essalam! by alFaris
Re: ? a
Secondo me può essere la voglia di influire sugli altri per sentirsi importanti, o esperienze precedenti con altre persone che spronate hanno dato un qualcosa in più. Ma quelli bravi a "motivare" penso sappiano anche che non tutti reagiscono allo stesso modo, bisogna trovare per ognuno la giusta maniera. Anzi, il miglior "motivatore" che abbia avuto occasione di conoscere non criticava mai disprezzando il lavoro svolto. Solo critiche costruttive e mai sulla persona.Simona* ha scritto: Su un punto, del tuo post, mi viene da riflettere e da rinnovarmi nuovamente delle domande. Perchè quando si da tutto quello che possimo dare, vuoi per voglia, vuoi per propensione o meno alla cosa che stiamo facendo, vuoi per stato di salute,vuoi per doti naturali più o meno spiccate, la gente pretende sempre, da noi quel di più che nn ce la facciamo a dare? perchè le persone nn imparano a considerare i risultati che gli vengono offerti , nn in base alle loro possibiltà ma alle nostre?
Perchè si dve sempre pensare se ce l'ho fatta io a essere 10 puoi farlo anche tu? nn può succedere che tu ce la faccia a essere 10 e io invece arrivi solo fino a 7? e allora perchè nn capire che quel 7 mio vale io 10 tuo?
Re: ? a
Tu dici solo critiche costruttive e mai sulla persona. Giustissimo concetto.Solvalou ha scritto:Secondo me può essere la voglia di influire sugli altri per sentirsi importanti, o esperienze precedenti con altre persone che spronate hanno dato un qualcosa in più. Ma quelli bravi a "motivare" penso sappiano anche che non tutti reagiscono allo stesso modo, bisogna trovare per ognuno la giusta maniera. Anzi, il miglior "motivatore" che abbia avuto occasione di conoscere non criticava mai disprezzando il lavoro svolto. Solo critiche costruttive e mai sulla persona.Simona* ha scritto: Su un punto, del tuo post, mi viene da riflettere e da rinnovarmi nuovamente delle domande. Perchè quando si da tutto quello che possimo dare, vuoi per voglia, vuoi per propensione o meno alla cosa che stiamo facendo, vuoi per stato di salute,vuoi per doti naturali più o meno spiccate, la gente pretende sempre, da noi quel di più che nn ce la facciamo a dare? perchè le persone nn imparano a considerare i risultati che gli vengono offerti , nn in base alle loro possibiltà ma alle nostre?
Perchè si dve sempre pensare se ce l'ho fatta io a essere 10 puoi farlo anche tu? nn può succedere che tu ce la faccia a essere 10 e io invece arrivi solo fino a 7? e allora perchè nn capire che quel 7 mio vale io 10 tuo?
Però io mi chiedo, anche leggendo ciò che Stefano ha scritto, come si può criticare il lavoro svolto da una persona e nn "ferire" l'orgoglio la buona volontà di quella persona, dandole la forza, lo slancio, l'entusiasmo la voglia di dare di più?
E ancora una cosa mi chiedo, ma le persone sono amate per quello che sono, che sanno dare , o in base a cosa fanno, e a cosa pensano?
Re: ? a
Non si può criticare il lavoro di qualcuno senza fargli un dispiacere, di solito. Però se le critiche sono fondate sta a chi le riceve ascoltare e ricordarsene per il futuro. Se sono infondate e hai a che fare con persone intelligenti riesci a far presente il tuo punto di vista.Simona* ha scritto: Tu dici solo critiche costruttive e mai sulla persona. Giustissimo concetto.
Però io mi chiedo, anche leggendo ciò che Stefano ha scritto, come si può criticare il lavoro svolto da una persona e nn "ferire" l'orgoglio la buona volontà di quella persona, dandole la forza, lo slancio, l'entusiasmo la voglia di dare di più?
E ancora una cosa mi chiedo, ma le persone sono amate per quello che sono, che sanno dare , o in base a cosa fanno, e a cosa pensano?
"Per cosa sono amate le persone"? Domandona. Sicuramente non in base a cosa pensano, visto che e' ben difficile comunicare il proprio stato d'animo o il proprio mondo agli altri, specie se si ha caratteri chiusi. Quindi anche per quello che sono non è una risposta molto comune. Noi stessi abbiamo difficoltà a capire chi siamo. Quindi la gente presumibilmente ti ama per la sua idea che si fa di te. Ovviamente tu hai margini per cambiare la loro idea, ma certe volte la strada non è in salita, è impossibile. Comunque "fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te" mi sembra un'ottima impostazione per migliorare la situazione, sempre che tu non sia masochista, nel qual caso il metodo è pericolosetto :-)
Re: ? a
Solvalou ha scritto:Secondo me può essere la voglia di influire sugli altri per sentirsi importanti, o esperienze precedenti con altre persone che spronate hanno dato un qualcosa in più. Ma quelli bravi a "motivare" penso sappiano anche che non tutti reagiscono allo stesso modo, bisogna trovare per ognuno la giusta maniera. Anzi, il miglior "motivatore" che abbia avuto occasione di conoscere non criticava mai disprezzando il lavoro svolto. Solo critiche costruttive e mai sulla persona.Simona* ha scritto: Su un punto, del tuo post, mi viene da riflettere e da rinnovarmi nuovamente delle domande. Perchè quando si da tutto quello che possimo dare, vuoi per voglia, vuoi per propensione o meno alla cosa che stiamo facendo, vuoi per stato di salute,vuoi per doti naturali più o meno spiccate, la gente pretende sempre, da noi quel di più che nn ce la facciamo a dare? perchè le persone nn imparano a considerare i risultati che gli vengono offerti , nn in base alle loro possibiltà ma alle nostre?
Perchè si dve sempre pensare se ce l'ho fatta io a essere 10 puoi farlo anche tu? nn può succedere che tu ce la faccia a essere 10 e io invece arrivi solo fino a 7? e allora perchè nn capire che quel 7 mio vale io 10 tuo?
Il brutto nn è tanto l'aver a che fare con persone più o meno intelligenti, ma l'aver a che fare con persone che sono piene zeppe di autisma, arroganza e presunzione, per dirla in una parola sola, pieni di se, delle loro convinzioni,...e viaggiano arci-convinti , che quando veine fatto o pensato ciò che loro , fanno o pensano, perchè lo ritengono giusto e ben fatto....., tutto bene , contrariamente, è bene cambiare strada e nn fare gli eroi, perchè in quel caso più che di masochismo parlerei di suicidio.....:-)
Dici che una persona nn vien amata per ciò che fa o ciò che pensa? io nn la vedo proprio così.
Tu ameresti una persona contraria alle tue idee, che fa cose che tu mai faresti? infondo cos 'è il così detto feeling che porta ad amare una persona invece che un'altra, se nn l'armonia, l'accordo, la stessa lunghezza d'onda, su idee, azioni, stili di vita, e modi di concepire il vivere terreno? Nn credi che la diversità faccia scomparire ai tuoi occhi anche le doti che ti potrebero far amare questa persona ? A volte mi è venuto da pensare se l'incaponirmi a stare con persone ai miei antipoti, sia stato da sempre, da parte mia, coraggio o masochismo. inguaribile...
l'impostazione "fai agli altri quello che voresti fatto a te" è giustissima, ma cosa succede quando tu provi a metterla in pratica e gli altri adottano, vuoi per forza maggiore, vuoi per reazione improvvisa, o vuoi per premeditazione, quella: " fai agli altri quello che nn vorresti fatto a te, , .." ? Qui casca l'asino, e si rompe la testa...e in quel caso, da parte tua se ti vuoi bene, nn resta altro che il menefreghesmo, l'egoismo, la cattiveria, "ognun per se dio per tutti". Il brutto è che ci rimette sempre chi nn ne aveva colpa chi passava di li per caso, chi si meritava davvero quel tuo sapere applicare : " fai agli altri ciò che voresti fatto a te"...:-)
Re: ? a
Intendevo dire che è difficile riuscire a comunicare se stessi agli altri. Poi col tempo magari si riesce a far capire agli altri quello che si e' e viceversa, o invece ci si lascia prendere dalla quotidianità e da altre cose e si finisce col comunicare di meno.Simona* ha scritto: Dici che una persona nn vien amata per ciò che fa o ciò che pensa? io nn la vedo proprio così.
Razionalmente hai ragione, ma ci sono troppi casi in cui l'amore non è razionale. Lo dici tu stessa qui sotto:Simona* ha scritto: Tu ameresti una persona contraria alle tue idee, che fa cose che tu mai faresti? infondo cos 'è il così detto feeling che porta ad amare una persona invece che un'altra, se nn l'armonia, l'accordo, la stessa lunghezza d'onda, su idee, azioni, stili di vita, e modi di concepire il vivere terreno?
Quello che cerchiamo nel partner dipende da molte cose. Istinto, intelletto, esperienze precedenti, a volte educazione o condizionamenti sociali... Se freddamente facessimo scelte basate solo sull'intelletto ed esperienza probabilmente prenderemmo lo stesso qualche cantonata, quindi tanto vale rispettare i propri gusti, all'inizio. La cosa difficile e' riuscire a mollare o a farsi mollare quando le cose non vanno senza colpevolizzarsi.Simona* ha scritto: Nn credi che la diversità faccia scomparire ai tuoi occhi anche le doti che ti potrebero far amare questa persona ? A volte mi è venuto da pensare se l'incaponirmi a stare con persone ai miei antipoti, sia stato da sempre, da parte mia, coraggio o masochismo. inguaribile...
Dimenticavo: quando fai per gli altri l'unica ricompensa sicura è la convinzione di stare facendo qualcosa di Bene. Perché purtroppo, come dici, spesso gli effetti dei nostri slanci sono nulli o negativi. E, ancora peggio, non c'è una regola che riesce a farci distinguere chiaramente i casi in cui gli altri non meritano le nostre azioni da quelli in cui un risultato negativo è in realtà un "seme" che abbiamo piantato e che potrebbe far nascere qualcosa di buono se insistiamo.Simona* ha scritto: l'impostazione "fai agli altri quello che voresti fatto a te" è giustissima, ma cosa succede quando tu provi a metterla in pratica e gli altri...
In maniera minimale, io non ho aspettative di ricompensa dalle mie azioni, le faccio solo in base alle mie convinzioni personali su "come dovrebbero andare le cose": eliminando le aspettative elimino automaticamente le delusioni. Non so se e' un atteggiamento da consigliare agli altri, pero' :-)
Re: ? a
l'impostazione "fai agli altri quello che voresti fatto a te" è giustissima, ma cosa succede quando tu provi a metterla in pratica e gli altri..]
Dimenticavo: quando fai per gli altri l'unica ricompensa sicura è la convinzione di stare facendo qualcosa di Bene. Perché purtroppo, come dici, spesso gli effetti dei nostri slanci sono nulli o negativi. E, ancora peggio, non c'è una regola che riesce a farci distinguere chiaramente i casi in cui gli altri non meritano le nostre azioni da quelli in cui un risultato negativo è in realtà un "seme" che abbiamo piantato e che potrebbe far nascere qualcosa di buono se insistiamo.
In maniera minimale, io non ho aspettative di ricompensa dalle mie azioni, le faccio solo in base alle mie convinzioni personali su "come dovrebbero andare le cose": eliminando le aspettative elimino automaticamente le delusioni. Non so se e' un atteggiamento da consigliare agli altri, pero' :-)
>beh in effetti nn, è un atteggiamento consiglibile quello tu auspichi. Nn è facile nn fare agli altri ciò che nn vorresti fosse fatto a te, eliminando ogni aspettiva di ricompensa, anche minima, fosse anche un sorriso , ma ammetto che è una buona teoria riuscire a dire e a se stessi: "faccio ciò che posso e nn mi aspetto nulla, se poi qualcosa torna indietro ne sarò felice".... ".....:-)
Dimenticavo: quando fai per gli altri l'unica ricompensa sicura è la convinzione di stare facendo qualcosa di Bene. Perché purtroppo, come dici, spesso gli effetti dei nostri slanci sono nulli o negativi. E, ancora peggio, non c'è una regola che riesce a farci distinguere chiaramente i casi in cui gli altri non meritano le nostre azioni da quelli in cui un risultato negativo è in realtà un "seme" che abbiamo piantato e che potrebbe far nascere qualcosa di buono se insistiamo.
In maniera minimale, io non ho aspettative di ricompensa dalle mie azioni, le faccio solo in base alle mie convinzioni personali su "come dovrebbero andare le cose": eliminando le aspettative elimino automaticamente le delusioni. Non so se e' un atteggiamento da consigliare agli altri, pero' :-)
>beh in effetti nn, è un atteggiamento consiglibile quello tu auspichi. Nn è facile nn fare agli altri ciò che nn vorresti fosse fatto a te, eliminando ogni aspettiva di ricompensa, anche minima, fosse anche un sorriso , ma ammetto che è una buona teoria riuscire a dire e a se stessi: "faccio ciò che posso e nn mi aspetto nulla, se poi qualcosa torna indietro ne sarò felice".... ".....:-)