Il fotovoltaico è in attivo dopo tre anni
E bravo
caro Antonio
Mi rallegro per la tua risposta puntuale.
Ora abbiamo dati su cui discutere.
1) Io abito in pianura padana, non posso mettere l'impianto a Catania, la prolunga sarebbe eccessiva. E anche se lo mettessi dopo pochi mesi sarebbe sparito, salvo il pagamento del pizzo (ma è una battuta).
2) Non ho capito bene i 5280 kWh prodotti che fine fanno(sono troppi, ma non voglio discutere su questo). Sembra che li possa vendere tutti a 0.445 e contemporaneamente utilizzare risparmiando 0.18.
Secondo me il calcolo corretto sarebbe:
4000 li uso risparmiando (4000x0,18) 720 € di bolletta
il resto lo vendo all'Enel incassando (1280x0.45) 576 €
Totale del business 1296 €
O al massimo, non so se sia legale, compro dall'Enel i 4000 che mi servono spendendo 720 di bolletta e con un altro contratto vendo i 5280 a prezzo maggiorato per 2349.5 €
In questo caso con o senza impianto io pago 720 di bolletta, ma incasso 2350 se ho l'impianto
Il tempo di ritorno si allunga così a (19800:2350): 8.42 anni, nel caso migliore e a (19800:1296): 15.27 anni nell'altro caso.
Naturalmente questo è il tempo di ammortamento del capitale, ma supponi che questi 20.000 euro mi rendano un tranquillo 3% in qualche obbligazione, bisognerebbe anche considerare i 600 euro che non mi entrerebbero più in tasca, tutti gli anni (con l'interesse composto sarebbero anche di più). Fra l'altro lasciando i soldi al 3 % componibile al 34esimo anno mi troverei con 54000 euro
Infine non ho capito perchè i restanti 14 anni, a prezzo ridotto suppongo, mi rendano come i precedenti venti.
A meno che di contabilità ne capisca ancora meno che di fotovoltaico.
L'ultimo paragrafo infine dice che puoi vendere per 20 anni a prezzo maggiorato e per i restanti 14 anni a prezzo ridotto. Quindi la durata dell'impianto promessa è di 34 anni.
C'è qualche ditta disposta a garantire qualsivoglia oggetto per la durata di 34 anni?
C'è qualcuno che spera di trovare ancora tale ditta dopo, diciamo, trent'anni, se le cose non andassero bene?
Naturalmente è probabile che abbia preso qualche abbaglio
Ciao
Tersite
Mi rallegro per la tua risposta puntuale.
Ora abbiamo dati su cui discutere.
1) Io abito in pianura padana, non posso mettere l'impianto a Catania, la prolunga sarebbe eccessiva. E anche se lo mettessi dopo pochi mesi sarebbe sparito, salvo il pagamento del pizzo (ma è una battuta).
2) Non ho capito bene i 5280 kWh prodotti che fine fanno(sono troppi, ma non voglio discutere su questo). Sembra che li possa vendere tutti a 0.445 e contemporaneamente utilizzare risparmiando 0.18.
Secondo me il calcolo corretto sarebbe:
4000 li uso risparmiando (4000x0,18) 720 € di bolletta
il resto lo vendo all'Enel incassando (1280x0.45) 576 €
Totale del business 1296 €
O al massimo, non so se sia legale, compro dall'Enel i 4000 che mi servono spendendo 720 di bolletta e con un altro contratto vendo i 5280 a prezzo maggiorato per 2349.5 €
In questo caso con o senza impianto io pago 720 di bolletta, ma incasso 2350 se ho l'impianto
Il tempo di ritorno si allunga così a (19800:2350): 8.42 anni, nel caso migliore e a (19800:1296): 15.27 anni nell'altro caso.
Naturalmente questo è il tempo di ammortamento del capitale, ma supponi che questi 20.000 euro mi rendano un tranquillo 3% in qualche obbligazione, bisognerebbe anche considerare i 600 euro che non mi entrerebbero più in tasca, tutti gli anni (con l'interesse composto sarebbero anche di più). Fra l'altro lasciando i soldi al 3 % componibile al 34esimo anno mi troverei con 54000 euro
Infine non ho capito perchè i restanti 14 anni, a prezzo ridotto suppongo, mi rendano come i precedenti venti.
A meno che di contabilità ne capisca ancora meno che di fotovoltaico.
L'ultimo paragrafo infine dice che puoi vendere per 20 anni a prezzo maggiorato e per i restanti 14 anni a prezzo ridotto. Quindi la durata dell'impianto promessa è di 34 anni.
C'è qualche ditta disposta a garantire qualsivoglia oggetto per la durata di 34 anni?
C'è qualcuno che spera di trovare ancora tale ditta dopo, diciamo, trent'anni, se le cose non andassero bene?
Naturalmente è probabile che abbia preso qualche abbaglio
Ciao
Tersite
-
Antonio Vincenti
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Re: E bravo
stai confondendo le cose!Tersite ha scritto:caro Antonio
Mi rallegro per la tua risposta puntuale.
Ora abbiamo dati su cui discutere.
1) Io abito in pianura padana, non posso mettere l'impianto a Catania, la prolunga sarebbe eccessiva. E anche se lo mettessi dopo pochi mesi sarebbe sparito, salvo il pagamento del pizzo (ma è una battuta).
2) Non ho capito bene i 5280 kWh prodotti che fine fanno(sono troppi, ma non voglio discutere su questo). Sembra che li possa vendere tutti a 0.445 e contemporaneamente utilizzare risparmiando 0.18.
Secondo me il calcolo corretto sarebbe:
4000 li uso risparmiando (4000x0,18) 720 € di bolletta
il resto lo vendo all'Enel incassando (1280x0.45) 576 €
Totale del business 1296 €
O al massimo, non so se sia legale, compro dall'Enel i 4000 che mi servono spendendo 720 di bolletta e con un altro contratto vendo i 5280 a prezzo maggiorato per 2349.5 €
In questo caso con o senza impianto io pago 720 di bolletta, ma incasso 2350 se ho l'impianto
Il tempo di ritorno si allunga così a (19800:2350): 8.42 anni, nel caso migliore e a (19800:1296): 15.27 anni nell'altro caso.
Naturalmente questo è il tempo di ammortamento del capitale, ma supponi che questi 20.000 euro mi rendano un tranquillo 3% in qualche obbligazione, bisognerebbe anche considerare i 600 euro che non mi entrerebbero più in tasca, tutti gli anni (con l'interesse composto sarebbero anche di più). Fra l'altro lasciando i soldi al 3 % componibile al 34esimo anno mi troverei con 54000 euro
Infine non ho capito perchè i restanti 14 anni, a prezzo ridotto suppongo, mi rendano come i precedenti venti.
A meno che di contabilità ne capisca ancora meno che di fotovoltaico.
L'ultimo paragrafo infine dice che puoi vendere per 20 anni a prezzo maggiorato e per i restanti 14 anni a prezzo ridotto. Quindi la durata dell'impianto promessa è di 34 anni.
C'è qualche ditta disposta a garantire qualsivoglia oggetto per la durata di 34 anni?
C'è qualcuno che spera di trovare ancora tale ditta dopo, diciamo, trent'anni, se le cose non andassero bene?
Naturalmente è probabile che abbia preso qualche abbaglio
Ciao
Tersite
Il vantaggio del conto energia sta proprio nel poter autoconsumare l'energia autoprodotta e contestualmente "venderla" all'ente preposto ad una speciale tariffa incentivante che dipende dalla potenza dell'impianto!!
Ho preso come riferimento Catania, xchè avevo già questo preventivo, quindi non ho dovuto rifare i conti!
Il valore di producibilità totale annua deriva da calcoli in ottemperanza alle norme Italiane UNI 8477-1 (metodi di calcolo) e UNI 10349 (Dati climatici) e fissando un rendimento del BOS pari all'85%.
Con l'investimento realizzato hai un tasso di redditività annuo pari al 16,6% quindi non vedo perchè dovrei calcolare la perdita relativa ad un misero 3% annuo.
Con la nuova legge sul conto energia, il titolare dell’impianto fotovoltaico può vendere per 20 anni l’energia autoprodotta a ad una tariffa incentivante, ma nel caso esposto, considerando che i primi 6 anni servono per rientrare dall'investimento, a questo punto restano 14 anni di profitto!!
Trascorsi 20 anni dalla data di messa in esercizio dell'impianto la tariffa di "vendita" si abbassa a 0,18 Euro/kWh.
Spero di aver risposto a tutto!!
Saluti
Antonio Vincenti
Re: E bravo
Ciao,Tersite ha scritto: ....Naturalmente questo è il tempo di ammortamento del capitale, ma supponi che questi 20.000 euro mi rendano un tranquillo 3% in qualche obbligazione........
Ciao
Tersite
due piccoli appunti su questo ragionamento:
1)al 3% devi togliere l'inflazione;
2)secondo te il costo futuro dell'energia aumenterà o diminuirà?se pensi,che aumenterà devi inserire questo dato nei conti.
Ciao
Caro Antonio
Scusa se sono pedante.
Se ho capito bene: ho un impianto che produce 4000 KWh, poniamo, me li consumo tutti e l'enel mi paga comunque quello che ho prodotto e consumato a 0,45.
Cioè l'Enel mi paga senza che gli dia niente?
Sei sicuro? Perchè se è così corro subito a vendere quelle poche azioni Enel che ho (tanto rendono solo un misero 5% di dividendo).
Per fabiomas
Certamente, hai ragione, si facevano dei calcoli molto grezzi.
Ad esempio accantonare solo 19800 euro per ammortamento potrebbe essere scorretto perchè fra 30 anni, data in cui dovrò cambiare l'impianto, i 19800 euro potrebbero non bastare, o magari essere troppi.
A meno che a Caradache non cavino il coniglio dal cilindro l'energia costerà molto di più. (ma se ci azzeccano i pannelli finiranno in soffitta)
Si naviga molto a vista
Ciao
Tersite
Scusa se sono pedante.
Se ho capito bene: ho un impianto che produce 4000 KWh, poniamo, me li consumo tutti e l'enel mi paga comunque quello che ho prodotto e consumato a 0,45.
Cioè l'Enel mi paga senza che gli dia niente?
Sei sicuro? Perchè se è così corro subito a vendere quelle poche azioni Enel che ho (tanto rendono solo un misero 5% di dividendo).
Per fabiomas
Certamente, hai ragione, si facevano dei calcoli molto grezzi.
Ad esempio accantonare solo 19800 euro per ammortamento potrebbe essere scorretto perchè fra 30 anni, data in cui dovrò cambiare l'impianto, i 19800 euro potrebbero non bastare, o magari essere troppi.
A meno che a Caradache non cavino il coniglio dal cilindro l'energia costerà molto di più. (ma se ci azzeccano i pannelli finiranno in soffitta)
Si naviga molto a vista
Ciao
Tersite
Ciao Tersite,Tersite ha scritto:Caro Antonio
Scusa se sono pedante.
Se ho capito bene: ho un impianto che produce 4000 KWh, poniamo, me li consumo tutti e l'enel mi paga comunque quello che ho prodotto e consumato a 0,45.
Cioè l'Enel mi paga senza che gli dia niente?
Sei sicuro? Perchè se è così corro subito a vendere quelle poche azioni Enel che ho (tanto rendono solo un misero 5% di dividendo).
Ciao
Tersite
non vendere le azioni Enel,i soldi con cui compra l'energia non sono mica i suoi!sono quelli presi in bolletta per finanziare le rinnovabili.
Ciao
caro fabiomas
Grazie per l'osservazione.
Ho consultato il decreto in oggetto e parrebbe che abbia ragione Antonio, su altri siti le cose non sono molto chiare qualcuno parla di tariffe gonfiate solo per il surplus prodotto.
Ma quello che mi ha definitivamente tranquillizzato è stata l'entità della potenza da installare, per adesso 100 MW suddivisi in 60 Mw per impianti da zero a 50 KW ed il rimanente 40 per impianti che possano andare fino a 1000KW.
Per gli impianti che ci interessano, cioè a livello massimo di piccolo condominio ci sono disponibili 60 MW. Non è chiaro se verranno privilegiati i piccoli impianti, diciamo da 3 Kw per un totale di 20000 utenti; oppure se si preferirà finanziare quelli da 50 per un totale di 1200 utenti.
Oppure, cosa più probabile, per ordine cronologico ( o, ancora più probabile, per ordine clientelare)
Grosso modo è la riedizione del lussuoso contributo del 75% a fondo perduto al quale hanno potuto accedere solo i più svegli, fortunati o immanicati.
Se non ci fossero stati limiti mi sarei veramente preoccupato perchè i soldi prelevati dalle bollette dei meno fortunati non sarebbero bastati.
In pratica si tratta di un esperimento sul campo di portata limitata (nel senso che ha dei limiti imposti) condotto dagli utenti.
L'ultima volta che ho visto rendimenti sul capitale superiori al 15% è stato sui bond argentini e Parmalat.
La cosa mi preoccupava assai.
Con questi valori mi aspettavo un assalto alla diligenza da parte di combattivi finanziari. Ma essendoci dei limiti forse verranno tenuti fuori.
Continuo a chiedermi perchè l'Enel non ci ha pensato lei, visto che ha a disposizione i fondi A3 (costruzione di fonti rinnovabili) di tutto rispetto, almeno valutando la mia bolletta.
Non è gente che sputa sopra rese a due cifre.
Ciao
Tersite
Grazie per l'osservazione.
Ho consultato il decreto in oggetto e parrebbe che abbia ragione Antonio, su altri siti le cose non sono molto chiare qualcuno parla di tariffe gonfiate solo per il surplus prodotto.
Ma quello che mi ha definitivamente tranquillizzato è stata l'entità della potenza da installare, per adesso 100 MW suddivisi in 60 Mw per impianti da zero a 50 KW ed il rimanente 40 per impianti che possano andare fino a 1000KW.
Per gli impianti che ci interessano, cioè a livello massimo di piccolo condominio ci sono disponibili 60 MW. Non è chiaro se verranno privilegiati i piccoli impianti, diciamo da 3 Kw per un totale di 20000 utenti; oppure se si preferirà finanziare quelli da 50 per un totale di 1200 utenti.
Oppure, cosa più probabile, per ordine cronologico ( o, ancora più probabile, per ordine clientelare)
Grosso modo è la riedizione del lussuoso contributo del 75% a fondo perduto al quale hanno potuto accedere solo i più svegli, fortunati o immanicati.
Se non ci fossero stati limiti mi sarei veramente preoccupato perchè i soldi prelevati dalle bollette dei meno fortunati non sarebbero bastati.
In pratica si tratta di un esperimento sul campo di portata limitata (nel senso che ha dei limiti imposti) condotto dagli utenti.
L'ultima volta che ho visto rendimenti sul capitale superiori al 15% è stato sui bond argentini e Parmalat.
La cosa mi preoccupava assai.
Con questi valori mi aspettavo un assalto alla diligenza da parte di combattivi finanziari. Ma essendoci dei limiti forse verranno tenuti fuori.
Continuo a chiedermi perchè l'Enel non ci ha pensato lei, visto che ha a disposizione i fondi A3 (costruzione di fonti rinnovabili) di tutto rispetto, almeno valutando la mia bolletta.
Non è gente che sputa sopra rese a due cifre.
Ciao
Tersite
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Antonio Vincenti
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I costi dell’incentivazione degli impianti fotovoltaici non sono a carico dello Stato, ma saranno coperti con un prelievo sulle tariffe elettriche di tutti i consumatori, che comunque non dovrebbe superare la cifra di 0,0014 € (poco meno di 3 lire) per ogni kWh.Tersite ha scritto:caro fabiomas
Grazie per l'osservazione.
Ho consultato il decreto in oggetto e parrebbe che abbia ragione Antonio, su altri siti le cose non sono molto chiare qualcuno parla di tariffe gonfiate solo per il surplus prodotto.
Ma quello che mi ha definitivamente tranquillizzato è stata l'entità della potenza da installare, per adesso 100 MW suddivisi in 60 Mw per impianti da zero a 50 KW ed il rimanente 40 per impianti che possano andare fino a 1000KW.
Per gli impianti che ci interessano, cioè a livello massimo di piccolo condominio ci sono disponibili 60 MW. Non è chiaro se verranno privilegiati i piccoli impianti, diciamo da 3 Kw per un totale di 20000 utenti; oppure se si preferirà finanziare quelli da 50 per un totale di 1200 utenti.
Oppure, cosa più probabile, per ordine cronologico ( o, ancora più probabile, per ordine clientelare)
Grosso modo è la riedizione del lussuoso contributo del 75% a fondo perduto al quale hanno potuto accedere solo i più svegli, fortunati o immanicati.
Se non ci fossero stati limiti mi sarei veramente preoccupato perchè i soldi prelevati dalle bollette dei meno fortunati non sarebbero bastati.
In pratica si tratta di un esperimento sul campo di portata limitata (nel senso che ha dei limiti imposti) condotto dagli utenti.
L'ultima volta che ho visto rendimenti sul capitale superiori al 15% è stato sui bond argentini e Parmalat.
La cosa mi preoccupava assai.
Con questi valori mi aspettavo un assalto alla diligenza da parte di combattivi finanziari. Ma essendoci dei limiti forse verranno tenuti fuori.
Continuo a chiedermi perchè l'Enel non ci ha pensato lei, visto che ha a disposizione i fondi A3 (costruzione di fonti rinnovabili) di tutto rispetto, almeno valutando la mia bolletta.
Non è gente che sputa sopra rese a due cifre.
Ciao
Tersite
Sebbene il decreto sia, come detto, poco ambizioso nei suoi obiettivi (in Germania 100 MW sono stati installati nel 2004 in soli 4 mesi) e con diversi limiti, come ad esempio la eccessiva burocratizzazione nella procedura di domanda, si ritiene comunque che questo possa essere un primo passo verso un più concreto sviluppo nel nostro paese della tecnologia fotovoltaica che molti paesi industrializzati ritengono strategica nel medio-lungo periodo e che da noi sconta ancora un pesante ritardo.
(Fonte ISES ITALIA)
Caro Antonio.
Il meccanismo dell'incentivazione non mi è ancora molto chiaro, il trhead appena sotto dice:
...."Gli incentivi verranno concessi in conto energia (e non in conto capitale),
arriveranno cioè con l'energia prodotta il cui surplus può essere venduto
alla rete elettrica a tariffe incentivanti ."
Dal che deduco altre cose.
Ma il problema ormai non è questo.
Anzi non è un problema. Qualche fortunato possessore di villa con parco, e con un pacco di BOT che rendono una schifezza potrà accedere, se è fortunato, a questa gustosa forma di investimento.
Naturalmente a spese dei soliti che non se lo possono permettere e che dovranno pagare per gli altri.
Molto normale.
Non è un problema perchè i premi in palio sono pochi.
Non voglio fare il profeta, ma quanto scommetti che fra qualche anno scopriremo che un impianto fotovoltaico, posto in una regione a caso, ha prodotto energia per 9000 ore annuali alla potenza di punta?
Come le vacche di piazza Navona!
Con tutto ciò è evidente che l'investimento è molto più allettante per le regioni del sud. Per la pianura padana si ritorna ai dati del Berenini.
Non si può spacciare per alternativa una cosa che costa quattro volte l'originale.
Ciao
Tersite
Il meccanismo dell'incentivazione non mi è ancora molto chiaro, il trhead appena sotto dice:
...."Gli incentivi verranno concessi in conto energia (e non in conto capitale),
arriveranno cioè con l'energia prodotta il cui surplus può essere venduto
alla rete elettrica a tariffe incentivanti ."
Dal che deduco altre cose.
Ma il problema ormai non è questo.
Anzi non è un problema. Qualche fortunato possessore di villa con parco, e con un pacco di BOT che rendono una schifezza potrà accedere, se è fortunato, a questa gustosa forma di investimento.
Naturalmente a spese dei soliti che non se lo possono permettere e che dovranno pagare per gli altri.
Molto normale.
Non è un problema perchè i premi in palio sono pochi.
Non voglio fare il profeta, ma quanto scommetti che fra qualche anno scopriremo che un impianto fotovoltaico, posto in una regione a caso, ha prodotto energia per 9000 ore annuali alla potenza di punta?
Come le vacche di piazza Navona!
Con tutto ciò è evidente che l'investimento è molto più allettante per le regioni del sud. Per la pianura padana si ritorna ai dati del Berenini.
Non si può spacciare per alternativa una cosa che costa quattro volte l'originale.
Ciao
Tersite
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Antonio Vincenti
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Puoi fare tutte le deduzioni che vuoi, ma resta il fatto che l’energia elettrica prodotta dall’impianto fotovoltaico, oltre ad essere remunerata secondo le tariffe incentivanti stabilite col DM 28.07.2005, potrà essere autoconsumata ed il surplus (energia in eccesso) detratto, mediante un contatore aggiuntivo, dalle bollette dell’energia elettrica, secondo quanto stabilisce la delibera 224 del 2000 dell’Autorità che disciplina le condizioni tecnico-economiche del servizio di scambio sul posto dell’energia prodotta da impianti fotovoltaici con potenza non superiore a 20 kWp.Tersite ha scritto:Caro Antonio.
Il meccanismo dell'incentivazione non mi è ancora molto chiaro, il trhead appena sotto dice:
...."Gli incentivi verranno concessi in conto energia (e non in conto capitale),
arriveranno cioè con l'energia prodotta il cui surplus può essere venduto
alla rete elettrica a tariffe incentivanti ."
Dal che deduco altre cose.
Le supposizioni non fanno per me, le lascio fare a quelli dell'oroscopo.Tersite ha scritto: Ma il problema ormai non è questo.
Anzi non è un problema. Qualche fortunato possessore di villa con parco, e con un pacco di BOT che rendono una schifezza potrà accedere, se è fortunato, a questa gustosa forma di investimento.
Naturalmente a spese dei soliti che non se lo possono permettere e che dovranno pagare per gli altri.
Molto normale.
Non è un problema perchè i premi in palio sono pochi.
Non voglio fare il profeta, ma quanto scommetti che fra qualche anno scopriremo che un impianto fotovoltaico, posto in una regione a caso, ha prodotto energia per 9000 ore annuali alla potenza di punta?
Come le vacche di piazza Navona!
Con tutto ciò è evidente che l'investimento è molto più allettante per le regioni del sud. Per la pianura padana si ritorna ai dati del Berenini.
Non si può spacciare per alternativa una cosa che costa quattro volte l'originale.
Ciao
Tersite
Volevi dei dati, te li ho forniti adesso non tirare in ballo altre questioni politico-sociali; sono disponibile ad affrontare temi relativi al fotovoltaico, non mi interessano le questioni politiche!
Caro Antonio
Lasciamo perdere il capitolo incentivi, che non mi è ancora chiarissimo, ma probabilmente hai ragione tu.
Visto l'ammontare del business l'Enel non rischia sicuramente il dissesto.
Lasciamo stare le altre implicazioni.
Ritorniamo invece ai dati.
I tuoi dati e sui quali fai i calcoli prevedono, in pratica, che un impianto da 1KW di punta produca nel corso dell'anno 1950KWh.
Se prendiamo in considerazione invece i dati dell'Enel scopriamo che la potenza installata produce per meno di 900 ore di energia vendibili.
Naturalmente si tratta di una media nazionale che prende in considerazione impianti malandati e siti poco interessanti.
Se invece consideriamo l'impianto dell'Itis, che per affibidabilità dei dati e competenza gestionale dovebbe essere molto affidabile scopriamo che ha lavorato nel 2004 per 1154 ore.
Capisci che dal teorico di Catania al pratico dell'Enel c'è un fattore 2 di differenza.
Sempre guardando le statistiche scopriamo che, ad esempio, nel 99 c'erano 6.3 GW installati, mentre nel 2001 erano rimasti solo più 4.1 GW.
Questo significa che almeno 1/3 degli impianti è andato fuori servizio in 3 anni.
Suppongo sia improbabile che fossero tutti più vecchi di trent'anni.
Il discorso è anche questo.
Ciao Tersite
Lasciamo perdere il capitolo incentivi, che non mi è ancora chiarissimo, ma probabilmente hai ragione tu.
Visto l'ammontare del business l'Enel non rischia sicuramente il dissesto.
Lasciamo stare le altre implicazioni.
Ritorniamo invece ai dati.
I tuoi dati e sui quali fai i calcoli prevedono, in pratica, che un impianto da 1KW di punta produca nel corso dell'anno 1950KWh.
Se prendiamo in considerazione invece i dati dell'Enel scopriamo che la potenza installata produce per meno di 900 ore di energia vendibili.
Naturalmente si tratta di una media nazionale che prende in considerazione impianti malandati e siti poco interessanti.
Se invece consideriamo l'impianto dell'Itis, che per affibidabilità dei dati e competenza gestionale dovebbe essere molto affidabile scopriamo che ha lavorato nel 2004 per 1154 ore.
Capisci che dal teorico di Catania al pratico dell'Enel c'è un fattore 2 di differenza.
Sempre guardando le statistiche scopriamo che, ad esempio, nel 99 c'erano 6.3 GW installati, mentre nel 2001 erano rimasti solo più 4.1 GW.
Questo significa che almeno 1/3 degli impianti è andato fuori servizio in 3 anni.
Suppongo sia improbabile che fossero tutti più vecchi di trent'anni.
Il discorso è anche questo.
Ciao Tersite
Anche se non dicono che tipo di pannelli fotovoltaici hanno installato, magari ora ce ne sono di più prestazionali, e anche considerando che il tutto è stato installato nel 2002, il sito dell'Itis Berenini di Fidenza(PR) è davvero di notevole interesse e di sicuro riferimento soprattutto per chi vive anche al nord e grazie a loro abbiamo dei dati rilevati in tempo reale e i dati della produzione annuale pubblicati online. Davvero un grazie a loro che ci consentono di vedere realmente la resa di questi pannelli.
Tornando al DM Attività Produttive 28.07.2005 riporto qui gli articoli che parlano specificatamente dell'incentivo e che si ricollegano (haimè) a precedenti normative che io personalmente non ho la pazienza ne il tempo di star lì a cercarle e leggerle tutte.
Art. 5.
Criteri per la determinazione dell'entità dell'incentivazione per gli impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore a 20 kW.
1. L'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore a 20 kW beneficia della disciplina di cui all'art. 6 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.
2. L'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore a 20 kW, muniti di idonei sistemi per la misurazione dell'energia prodotta, ha diritto, nel rispetto delle disposizioni dell'art. 6 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, e del presente decreto, ad una tariffa incentivante il cui valore è stabilito come segue:
a) impianti per i quali la domanda di cui all'art. 7, comma 1, è stata inoltrata nel 2005 e nel 2006: 0,445 euro/kWh per un periodo di venti anni;
b) impianti per i quali la domanda di cui all'art. 7, comma 1, è stata inoltrata negli anni successivi al 2006: il valore della tariffa incentivante di cui alla lettera a) è decurtato del 2 %, con arrotondamento alla terza cifra decimale, per ciascuno degli anni successivi al 2006, fermo restando il periodo di venti anni.
3. Le tariffe di cui al comma 2 sono riconosciute nel limite massimo di potenza nominale cumulata di cui all'art. 12, comma 2.
Tale limite include la potenza nominale cumulata degli impianti di cui all'art. 6, comma 2.
4. Al termine del periodo di diritto alla tariffa incentivante, di cui al comma 2, continua ad applicarsi la disciplina richiamata al comma 1.
5. Fino alla data di entrata in vigore della disciplina richiamata al comma 1 si applica la disciplina di cui alla deliberazione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas 6 dicembre 2000, n. 224/00. In tale ambito, il soggetto responsabile, di cui all'art. 2, comma 1, lettera g), coincide con il richiedente, di cui all'art. 1, lettera k), della predetta deliberazione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas 6 dicembre 2000, n. 224/00.
------------------------------------------------------------------------------------
Art. 9.
Modalità per l'erogazione dell'incentivazione
1. Con propri provvedimenti l'Autorità per l'energia elettrica e il gas determina le modalità con le quali le risorse per l'erogazione delle tariffe incentivanti di cui all'art. 7 trovano copertura nel gettito della componente tariffaria A3, per la copertura degli oneri sostenuti dal Gestore della rete ai sensi dell'art. 3, comma 12, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, di cui all'art. 52, comma 52.2, lettera b), dell'allegato alla deliberazione 30 gennaio 2004, n. 5, recante "testo integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas per l'erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione, misura e vendita dell'energia elettrica per il periodo di regolazione 2004-2007 e disposizioni in materia di contributi di allacciamento e diritti fissi".
2. L'Autorità per l'energia elettrica e il gas individua il soggetto che eroga le tariffe incentivanti ai sensi all'art. 7, le modalità e le condizioni per l'erogazione, ivi inclusa la verifica
del rispetto delle disposizioni degli articoli 4 e 10, tenuto conto di quanto disposto agli articoli 12 e 13.
-------------------------------------------------------------------------------------
Art. 10.
Condizioni per la cumulabilità dell'incentivazione con altri incentivi
1. Le tariffe incentivanti riconosciute ai sensi dell'art. 7, comma 7, sono ridotte del 30% qualora il soggetto che realizza l'impianto benefici della detrazione fiscale richiamata all'art. 2, comma 5, della legge 27 dicembre2002, n. 289 [6], anche nel caso di proroghe e modificazioni della medesima detrazione.
2. Le tariffe incentivanti di cui al presente decreto non sono applicabili all'elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano o siano stati concessi incentivi pubblici in conto capitale, eccedenti il 20% del costo dell'investimento.
3. In particolare, le tariffe incentivanti di cui al presente decreto, non sono applicabili all'elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano stati concessi gli incentivi erogati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e dalle regioni e province autonome, nell'ambito del programma "Tetti fotovoltaici" del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, come definito dai decreti del Direttore del servizio inquinamento atmosferico e rischi industriali dello stesso Ministero 22 dicembre 2000, n. 111/SIAR/2000, e 16 marzo 2001, n. 106/SIAR/2001.
4. Le tariffe incentivanti di cui al presente decreto non sono compatibili con i certificati verdi di cui all'art. 2, comma 1, lettera o), del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.
5. Le tariffe incentivanti di cui al presente decreto non sono compatibili con i titoli derivanti dalla applicazione delle disposizioni attuative dell'art. 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, né con i titoli derivanti dall'applicazione delle disposizioni attuative dell'art. 16, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164.
6. Resta fermo il diritto al beneficio della riduzione dell'imposta sul valore aggiunto per gli impianti facenti uso di energia solare per la produzione di calore o energia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e al decreto del Ministro delle finanze 29 dicembre 1999
Tornando al DM Attività Produttive 28.07.2005 riporto qui gli articoli che parlano specificatamente dell'incentivo e che si ricollegano (haimè) a precedenti normative che io personalmente non ho la pazienza ne il tempo di star lì a cercarle e leggerle tutte.
Art. 5.
Criteri per la determinazione dell'entità dell'incentivazione per gli impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore a 20 kW.
1. L'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore a 20 kW beneficia della disciplina di cui all'art. 6 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.
2. L'energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici di potenza nominale non superiore a 20 kW, muniti di idonei sistemi per la misurazione dell'energia prodotta, ha diritto, nel rispetto delle disposizioni dell'art. 6 del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387, e del presente decreto, ad una tariffa incentivante il cui valore è stabilito come segue:
a) impianti per i quali la domanda di cui all'art. 7, comma 1, è stata inoltrata nel 2005 e nel 2006: 0,445 euro/kWh per un periodo di venti anni;
b) impianti per i quali la domanda di cui all'art. 7, comma 1, è stata inoltrata negli anni successivi al 2006: il valore della tariffa incentivante di cui alla lettera a) è decurtato del 2 %, con arrotondamento alla terza cifra decimale, per ciascuno degli anni successivi al 2006, fermo restando il periodo di venti anni.
3. Le tariffe di cui al comma 2 sono riconosciute nel limite massimo di potenza nominale cumulata di cui all'art. 12, comma 2.
Tale limite include la potenza nominale cumulata degli impianti di cui all'art. 6, comma 2.
4. Al termine del periodo di diritto alla tariffa incentivante, di cui al comma 2, continua ad applicarsi la disciplina richiamata al comma 1.
5. Fino alla data di entrata in vigore della disciplina richiamata al comma 1 si applica la disciplina di cui alla deliberazione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas 6 dicembre 2000, n. 224/00. In tale ambito, il soggetto responsabile, di cui all'art. 2, comma 1, lettera g), coincide con il richiedente, di cui all'art. 1, lettera k), della predetta deliberazione dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas 6 dicembre 2000, n. 224/00.
------------------------------------------------------------------------------------
Art. 9.
Modalità per l'erogazione dell'incentivazione
1. Con propri provvedimenti l'Autorità per l'energia elettrica e il gas determina le modalità con le quali le risorse per l'erogazione delle tariffe incentivanti di cui all'art. 7 trovano copertura nel gettito della componente tariffaria A3, per la copertura degli oneri sostenuti dal Gestore della rete ai sensi dell'art. 3, comma 12, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, di cui all'art. 52, comma 52.2, lettera b), dell'allegato alla deliberazione 30 gennaio 2004, n. 5, recante "testo integrato delle disposizioni dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas per l'erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione, misura e vendita dell'energia elettrica per il periodo di regolazione 2004-2007 e disposizioni in materia di contributi di allacciamento e diritti fissi".
2. L'Autorità per l'energia elettrica e il gas individua il soggetto che eroga le tariffe incentivanti ai sensi all'art. 7, le modalità e le condizioni per l'erogazione, ivi inclusa la verifica
del rispetto delle disposizioni degli articoli 4 e 10, tenuto conto di quanto disposto agli articoli 12 e 13.
-------------------------------------------------------------------------------------
Art. 10.
Condizioni per la cumulabilità dell'incentivazione con altri incentivi
1. Le tariffe incentivanti riconosciute ai sensi dell'art. 7, comma 7, sono ridotte del 30% qualora il soggetto che realizza l'impianto benefici della detrazione fiscale richiamata all'art. 2, comma 5, della legge 27 dicembre2002, n. 289 [6], anche nel caso di proroghe e modificazioni della medesima detrazione.
2. Le tariffe incentivanti di cui al presente decreto non sono applicabili all'elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano o siano stati concessi incentivi pubblici in conto capitale, eccedenti il 20% del costo dell'investimento.
3. In particolare, le tariffe incentivanti di cui al presente decreto, non sono applicabili all'elettricità prodotta da impianti fotovoltaici per la cui realizzazione siano stati concessi gli incentivi erogati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e dalle regioni e province autonome, nell'ambito del programma "Tetti fotovoltaici" del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, come definito dai decreti del Direttore del servizio inquinamento atmosferico e rischi industriali dello stesso Ministero 22 dicembre 2000, n. 111/SIAR/2000, e 16 marzo 2001, n. 106/SIAR/2001.
4. Le tariffe incentivanti di cui al presente decreto non sono compatibili con i certificati verdi di cui all'art. 2, comma 1, lettera o), del decreto legislativo 29 dicembre 2003, n. 387.
5. Le tariffe incentivanti di cui al presente decreto non sono compatibili con i titoli derivanti dalla applicazione delle disposizioni attuative dell'art. 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, né con i titoli derivanti dall'applicazione delle disposizioni attuative dell'art. 16, comma 4, del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164.
6. Resta fermo il diritto al beneficio della riduzione dell'imposta sul valore aggiunto per gli impianti facenti uso di energia solare per la produzione di calore o energia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e al decreto del Ministro delle finanze 29 dicembre 1999
Ultima modifica di LORIS il sab set 17, 2005 7:01 pm, modificato 1 volta in totale.
Effettivamente sembra proprio una stima molto ottimistica, va bene che siamo a Catania, va bene che la tecnologia ha fatto dei passi in avanti negli ultimi 3/4 anni, però guardando l'esempio dell'Itis Berenini mi sembra che sia quello dei 5280 kwh in un anno davvero un valore sovrastimato.Antonio Vincenti ha scritto: Impianto FV da 3 kWp:
Energia elettrica generabile in un anno a Catania: 5.280 kWh
Spero ovviamente che qualcuno possa dimostrare invece che risponda davvero al vero, sarei sicuramente molto contento di questo.
Caro Loris
Il testo del decreto dice che verrà pagata a tariffa incentivante l'energia fotovoltaica PRODOTTA.
Cosa avvenga di questa energia sembra non interessi a nessuno. La possiamo usare, anche sprecare, tanto è già stata pagata.
Però negli impianti più grandi si parla anche di immissione in rete.
Quel che mi lascia perplesso è che così si incoraggia lo spreco.
Facciamo un esempio:
A me basterebbe un impianto da 3 KW di punta, con un poco di attenzione posso stare alla pari nel bilancio a fine anno con l'Enel.
Però il tipo di investimento è interessante, il cortile me lo permette, mi faccio un impianto da 6 KW di punta.
Avendo tutti questi kwh a disposizione e nessuno che me li paghi (sono già stati pagati una volta) non avrò nessun interesse al risparmio.
Nel decreto ci sono spazi di interpretazione parecchio ampi e quando si interpreta una norma c'è poco da stare tranquilli.
Quanto alle differenze tecnologiche fra un tipo di pannello e l'altro dovrebbero importare poco, per quanto concerne la produttività annuale. Se un modulo è da 1000 Watt di punta, di qualunque tipo sia, produrrà comunque 1000 Watt in condizioni di illuminazione standard.
Caso mai quello più avanzato tecnologicamente sarà più piccolo, perchè più performate, durerà di più, costerà di meno o altre cose, ma la potenza rimane quella di targa.
L'unica variante che sarebbe interessante valutare è di dotare il modulo di un movimento di inseguimento del sole in modo di presentare sempre la propria superficie perpendicolare alla direzione del sole.
Sicuramente si sfrutterebbero meglio le ore mattutine e serali, ma bisogna vedere se il gioco vale la candela.
Ciao
Tersite
Il testo del decreto dice che verrà pagata a tariffa incentivante l'energia fotovoltaica PRODOTTA.
Cosa avvenga di questa energia sembra non interessi a nessuno. La possiamo usare, anche sprecare, tanto è già stata pagata.
Però negli impianti più grandi si parla anche di immissione in rete.
Quel che mi lascia perplesso è che così si incoraggia lo spreco.
Facciamo un esempio:
A me basterebbe un impianto da 3 KW di punta, con un poco di attenzione posso stare alla pari nel bilancio a fine anno con l'Enel.
Però il tipo di investimento è interessante, il cortile me lo permette, mi faccio un impianto da 6 KW di punta.
Avendo tutti questi kwh a disposizione e nessuno che me li paghi (sono già stati pagati una volta) non avrò nessun interesse al risparmio.
Nel decreto ci sono spazi di interpretazione parecchio ampi e quando si interpreta una norma c'è poco da stare tranquilli.
Quanto alle differenze tecnologiche fra un tipo di pannello e l'altro dovrebbero importare poco, per quanto concerne la produttività annuale. Se un modulo è da 1000 Watt di punta, di qualunque tipo sia, produrrà comunque 1000 Watt in condizioni di illuminazione standard.
Caso mai quello più avanzato tecnologicamente sarà più piccolo, perchè più performate, durerà di più, costerà di meno o altre cose, ma la potenza rimane quella di targa.
L'unica variante che sarebbe interessante valutare è di dotare il modulo di un movimento di inseguimento del sole in modo di presentare sempre la propria superficie perpendicolare alla direzione del sole.
Sicuramente si sfrutterebbero meglio le ore mattutine e serali, ma bisogna vedere se il gioco vale la candela.
Ciao
Tersite
In effetti leggendo bene è scritto così... Veri dilettanti, a meno appunto che il tutto non sia voluto... Spero almeno che ci siano delle circolari ministeriali (altra rottura di palle) che intervengano a risolvere questi possibili "equivoci", altrimenti davvero sarebbe da ennesimo scandalo visto che quei soldi provengono dagli utenti.Tersite ha scritto:Caro Loris
Il testo del decreto dice che verrà pagata a tariffa incentivante l'energia fotovoltaica PRODOTTA.
Cosa avvenga di questa energia sembra non interessi a nessuno. La possiamo usare, anche sprecare, tanto è già stata pagata.
Però negli impianti più grandi si parla anche di immissione in rete.
Quel che mi lascia perplesso è che così si incoraggia lo spreco.
Facciamo un esempio:
A me basterebbe un impianto da 3 KW di punta, con un poco di attenzione posso stare alla pari nel bilancio a fine anno con l'Enel.
Però il tipo di investimento è interessante, il cortile me lo permette, mi faccio un impianto da 6 KW di punta.
Avendo tutti questi kwh a disposizione e nessuno che me li paghi (sono già stati pagati una volta) non avrò nessun interesse al risparmio.
Nel decreto ci sono spazi di interpretazione parecchio ampi e quando si interpreta una norma c'è poco da stare tranquilli.
Avevo pensato anch'io ad un sistema di rotazione programmato per i pannelli fotovoltaici in modo da avere i pannelli sempre rivolti "perfettamente" verso il sole e quindi una resa migliore, ma ho il dubbio anch'io che arrivino a costare parecchio se condideriamo anche il discorso della programmazione. Proverò a dare un'occhiata online per vedere intanto se c'è qualcosa e a che prezzi li vendono.Tersite ha scritto: Quanto alle differenze tecnologiche fra un tipo di pannello e l'altro dovrebbero importare poco, per quanto concerne la produttività annuale. Se un modulo è da 1000 Watt di punta, di qualunque tipo sia, produrrà comunque 1000 Watt in condizioni di illuminazione standard.
Caso mai quello più avanzato tecnologicamente sarà più piccolo, perchè più performate, durerà di più, costerà di meno o altre cose, ma la potenza rimane quella di targa.
L'unica variante che sarebbe interessante valutare è di dotare il modulo di un movimento di inseguimento del sole in modo di presentare sempre la propria superficie perpendicolare alla direzione del sole.
Sicuramente si sfrutterebbero meglio le ore mattutine e serali, ma bisogna vedere se il gioco vale la candela.