Ho aperto una discussione in cui se ne può parlare. Qui ritorniamo all'argomento proposto.salutenaturale ha scritto:![]()
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queste informazioni vengono date nel corso di incontri e informazioni, non al cliente, a meno che non sia una persona interessata sull'argomento. la stessa cosa però quando mi chiedono come agiscono i fiori di bach o i gemmoderivati![]()
al cliente che si vede consigliare una quintessenza o un gemmoderivato spagirico piuttosto che una tintura spagirica spiego solo che, per il metodo di estrazione e lavorazione che la pianta riceve, è più "forte", nel senso che ha una azione maggiore e più completa perché il rimedio è potenziato, e questo è vero. spesso capita che mi rispondono "questo gemmoderivato l'ho già preso, ma non in questa forma...", allora provano quello da me consigliato e quando tornano sono loro a dirmi "avevi ragione! ma perché è così diverso?" e allora spiego qualcosa in più, come ad es. che noi siamo composti di spirito, anima e corpo e la pianta in spagiria viene trattata in modo da estrarre anche in essa queste tre parti, così da poter agire nell'essere umano, sugli stessi tre piani.
mi è anche capitato una volta sola che (era un rimedio sintomatico in quel caso) la persona a leggere che avevo scritto "tintura madre spagirica di.." mi ha detto "non ho mai sentito questo termine e non la voglio prendere, preferisco la marca x che conosco .." beh, lì è inutile forzare, noi possiamo solo consigliare, per cui ho lasciato la persona libera di fare come credeva spiegando solo che studio certe cose per poter offrire il meglio a chi si rivolge a me, altrimenti che senso ha? in un incontro successivo è stato lo stesso cliente a chiedermi di consigliargli ciò che ritenevo opportuno perché, con il programma che stavamo portando avanti e dai risultati, si fidava di me .... in precedenza era solo stanco di averne girati tanti e ognuno ogni volta gli dava consigli diversi .... pian piano lo sto aiutando, man mano gli spiego qualcosa in più.
Voi cosa fareste?
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alphandromedae
Re: Voi cosa fareste?
Re: Voi cosa fareste?
alphandromedae ha scritto:Rasatura no, infiammerebbe molto di più e accentuerebbe l'infezione. Vi dico già che non si può fare alcun tipo di rimozione dei peli, al momento, perchè aggraverebbe il problema.lupin ha scritto:Ciao,alphandromedae ha scritto:Allora, vi do un aiuto. Il dermatologo ha parlato di follicolite.
Che fareste?
mi viene in mente l'argilla...potrebbe essere adatta? Per quanto riguarda la depilazione mi viene da pensare ai metodi dei vecchi barbieri...cioè il panno bagnato con dell'acqua molto calda , ben strizzato,applicato subito dopo la rasatura.. So che il paragone è lontano,però era un metodo naturale che non faceva venire irritazione o bolle. Magari potrebbe essere utile.
Per migliorare lo stato generale della pelle consiglierei anche come integratore l'olio di lino,o l'olio di carota.
Spero di non aver detto eresie!
Ciao,
Lupin
Perchè useresti l'argilla? E perchè l'olio di lino e di carota?
Semplice curiosità.
Ciao,
ho visto che la discussione si è molto allargata,torno a parlare di ciò che avevo proposto,soprattutto per avere un vostro parere e capire se qualche cosa potrebbe essere davvero utile.
Dunque,l'argilla la userei perchè oltre a "raffreddare" ,mi sembrerebbe utile la sua funzione battericida e cicatrizzante,visto che si parla di vere e proprie bollicine fastidiose e se non ricordo male con presenza di pus.
Per quanto riguarda l'esempio del panno caldo dal barbiere mi sono espresso male...era un parallelo tra due situazioni in cui la pelle è sottoposta a stress,ma l'applicazione del panno umido e caldo la intendevo sempre dopo la depilazione(quando la ragazza potrà tornare a depilarsi) e non dopo una rasatura.
L'olio di lino e l'olio di carota mi sono venuti in mente come rimedio a lungo termine,per migliorare lo stato generale della pelle. In particolare per l'olio di lino ho una particolare fissa..ho notato personalmente molti benefici da quando ne faccio uso (anche nell'ambito della pelle) e molte persone mi hanno ringraziato per avergli parlato di questo prodotto.
Pensavo insomma che tramite l'olio di lino,l'olio di carota,e perchè no, anche l'olio di germe di grano(naturalmente alternando i prodotti) la ragazza avrebbe ottenuto benefici per la pelle,che uniti alla cura di questo periodo possano portare ad una normale depilazione.
ciao ciao
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alphandromedae
Re: Voi cosa fareste?
No, tranqui, va benissimo che la discussione si allarghi!lupin ha scritto:alphandromedae ha scritto:Rasatura no, infiammerebbe molto di più e accentuerebbe l'infezione. Vi dico già che non si può fare alcun tipo di rimozione dei peli, al momento, perchè aggraverebbe il problema.lupin ha scritto:Ciao,alphandromedae ha scritto:Allora, vi do un aiuto. Il dermatologo ha parlato di follicolite.
Che fareste?
mi viene in mente l'argilla...potrebbe essere adatta? Per quanto riguarda la depilazione mi viene da pensare ai metodi dei vecchi barbieri...cioè il panno bagnato con dell'acqua molto calda , ben strizzato,applicato subito dopo la rasatura.. So che il paragone è lontano,però era un metodo naturale che non faceva venire irritazione o bolle. Magari potrebbe essere utile.
Per migliorare lo stato generale della pelle consiglierei anche come integratore l'olio di lino,o l'olio di carota.
Spero di non aver detto eresie!
Ciao,
Lupin
Perchè useresti l'argilla? E perchè l'olio di lino e di carota?
Semplice curiosità.
Ciao,
ho visto che la discussione si è molto allargata,torno a parlare di ciò che avevo proposto,soprattutto per avere un vostro parere e capire se qualche cosa potrebbe essere davvero utile.
Dunque,l'argilla la userei perchè oltre a "raffreddare" ,mi sembrerebbe utile la sua funzione battericida e cicatrizzante,visto che si parla di vere e proprie bollicine fastidiose e se non ricordo male con presenza di pus.
Per quanto riguarda l'esempio del panno caldo dal barbiere mi sono espresso male...era un parallelo tra due situazioni in cui la pelle è sottoposta a stress,ma l'applicazione del panno umido e caldo la intendevo sempre dopo la depilazione(quando la ragazza potrà tornare a depilarsi) e non dopo una rasatura.Sai che dolori!
L'olio di lino e l'olio di carota mi sono venuti in mente come rimedio a lungo termine,per migliorare lo stato generale della pelle. In particolare per l'olio di lino ho una particolare fissa..ho notato personalmente molti benefici da quando ne faccio uso (anche nell'ambito della pelle) e molte persone mi hanno ringraziato per avergli parlato di questo prodotto.
Pensavo insomma che tramite l'olio di lino,l'olio di carota,e perchè no, anche l'olio di germe di grano(naturalmente alternando i prodotti) la ragazza avrebbe ottenuto benefici per la pelle,che uniti alla cura di questo periodo possano portare ad una normale depilazione.
ciao ciao
Mi fa sorridere l'idea di una donna che si fa la barba sulle gambe!
A parte gli scherzi... dunque, parli di argilla... che tipo di argilla useresti?
Gli olii che hai consigliato vanno bene, ma in un secondo momento per tenere idratata la pelle. Non userei l'olio di carota, però, perchè potrebbe pigmentare troppo.
Come rimedio di urgenza cosa useresti?
Abbiamo assodato molte cose, si è scoperto che c'è anche un problema gastro-intestinale, ecc. ecc. ....
Allora, vi dico la prima terapia prescritta da una dermatologa: ossido di zinco per disinfiammare e crema a base di acidi per assottigliare la pelle... nessun risultato. Solo la pelle più idratata. Ma diagnosi contestata dal secondo dermatologo che invece, come ho scritto, ha detto che si tratta di follicolite. Più l'eczema perianale.
In questo momento questa persona sta applicando una crema antibiotica sulle gambe e un cortisonico nella zona perianale.
Il tutto sembra migliorare... ma non passa.
Permane il problema gastro-intestinale.
Pelle e intestino, come diceva Salutenaturale... che dite?
Re: Voi cosa fareste?
Dunque come rimedio d'urgenza,integrandolo con la terapia medica,userei degli impacchi di argilla verde. Farei fare delle applicazioni quotidiane,tenendo il cataplasma finchè questo non comincia a seccarsi e quindi a formare crepe.
A proposito di olio di carota...in che modo "potrebbe pigmentare"? cioè potrebbe scurire la pelle o formare macchie ?
A proposito di olio di carota...in che modo "potrebbe pigmentare"? cioè potrebbe scurire la pelle o formare macchie ?
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alphandromedae
Re: Voi cosa fareste?
Perchè l'argilla verde? C'è un motivo per cui la preferisci a, che so, quella bianca o quella rossa?lupin ha scritto:Dunque come rimedio d'urgenza,integrandolo con la terapia medica,userei degli impacchi di argilla verde. Farei fare delle applicazioni quotidiane,tenendo il cataplasma finchè questo non comincia a seccarsi e quindi a formare crepe.
A proposito di olio di carota...in che modo "potrebbe pigmentare"? cioè potrebbe scurire la pelle o formare macchie ?
Useresti olio di carota o betacarotene?
Pensa a quello che può esserci a monte: hai tutte le informazioni. Sei già un passo più in là.
Cosa faresti per l'infiammazione?
Re: Voi cosa fareste?
Userei l'argilla verde innanzitutto perchè ho esclusivamente esperienza nell'uso di questo tipo di argilla,specie su brufoli,acne e foruncoli. Dalle mie piccole informazioni so poi che l'argilla verde è l'unica alcalina, permette un maggiore ricambio cellulare(spero di essermi espresso correttemente) e proprio per questi motivi è la più usata a scopo terapeutico. Mentre gli altri due tipi,sempre se non sbaglio,sono più adatti a scopo cosmetico.
Come "spessore" di grana pensavo al tipo ventilato perchè pur essendo un prodotto per lo più destinato ad uso interno,lo vedevo più adatto a "penetrare" nei pori della pelle ..e allo stesso tempo avremmo applicato un prodotto che ha subìto più filtrazioni e maggiori test a livello di composizione e purezza. Mi sembrava insomma un modo delicato di avvicinarsi al "mondo" dell'argilla.
Per quanto riguarda l'infiammazione e i susseguenti problemi .....è un discorso davvero complesso.
Come approccio di base cercherei di non proporre molte cose alla persona,visto che già segue varie terapie e vari medici,ma cercherei di trasmettere tranquillità,attraverso piccoli suggerimenti/rimedi naturali che possano solo dare beneficio. Ad esempio,visto che ha problemi di gastrite e prende vari farmaci,mi viene in mente la curcuma,sia per l'azione protettiva a livello gastrico che epatico e sia per il suo potere antinfiammatorio. Se non ricordo male la curcuma dovrebbe agire anche su eventuali parassiti intestinali e questo potrebbe essere un ulteriore aspetto utile.
Cercherei di proporre la curcuma in modo "leggero",cioè le consiglierei di aggiungerla ad un olio spremuto a freddo che tiene nel frigo(ad esempio un buon olio di girasole),nell'acqua di cottura della pasta..oppure perfino di prepararsi ogni tanto un buon riso al curry. Il mio intento sarebbe quello di fare spostare il pensiero di questa persona dal suo stato di malattia,visto che frequenta vari medici,ascolta più pareri,farà ricerche,chissà che stress. Se poi la persona è motivata e non si scoraggia,magari consiglierei direttamente delle capsule di curcuma(o una tintura madre),senza mai eccedere nelle dosi.
Tornando all'infiammazione,torno a pensare all'olio di lino...nei problemi di pelle è di grandissimo aiuto,come in quelli intestinali(e guarda caso torniamo al binomio pelle-intestino). Magari non sarà d'aiuto nell'immediato,ma piano piano darà il suo apporto.
Se la persona si mostrerà disponibile a prendersi ancor più cura di sè,penserei ad una dieta disintossicante,agli enteroclismi e a prodotti per la flora batterica intestinale. Procederei con queste piccole cose ,che se usate con cautela non credo possano far male,in attesa di ulteriori responsi medici. Cosa ne pensi?
p.s. Domani penserò anche al dubbio betacarotene-olio di carota..ti farò sapere. ciao ciao
Come "spessore" di grana pensavo al tipo ventilato perchè pur essendo un prodotto per lo più destinato ad uso interno,lo vedevo più adatto a "penetrare" nei pori della pelle ..e allo stesso tempo avremmo applicato un prodotto che ha subìto più filtrazioni e maggiori test a livello di composizione e purezza. Mi sembrava insomma un modo delicato di avvicinarsi al "mondo" dell'argilla.
Per quanto riguarda l'infiammazione e i susseguenti problemi .....è un discorso davvero complesso.
Come approccio di base cercherei di non proporre molte cose alla persona,visto che già segue varie terapie e vari medici,ma cercherei di trasmettere tranquillità,attraverso piccoli suggerimenti/rimedi naturali che possano solo dare beneficio. Ad esempio,visto che ha problemi di gastrite e prende vari farmaci,mi viene in mente la curcuma,sia per l'azione protettiva a livello gastrico che epatico e sia per il suo potere antinfiammatorio. Se non ricordo male la curcuma dovrebbe agire anche su eventuali parassiti intestinali e questo potrebbe essere un ulteriore aspetto utile.
Cercherei di proporre la curcuma in modo "leggero",cioè le consiglierei di aggiungerla ad un olio spremuto a freddo che tiene nel frigo(ad esempio un buon olio di girasole),nell'acqua di cottura della pasta..oppure perfino di prepararsi ogni tanto un buon riso al curry. Il mio intento sarebbe quello di fare spostare il pensiero di questa persona dal suo stato di malattia,visto che frequenta vari medici,ascolta più pareri,farà ricerche,chissà che stress. Se poi la persona è motivata e non si scoraggia,magari consiglierei direttamente delle capsule di curcuma(o una tintura madre),senza mai eccedere nelle dosi.
Tornando all'infiammazione,torno a pensare all'olio di lino...nei problemi di pelle è di grandissimo aiuto,come in quelli intestinali(e guarda caso torniamo al binomio pelle-intestino). Magari non sarà d'aiuto nell'immediato,ma piano piano darà il suo apporto.
Se la persona si mostrerà disponibile a prendersi ancor più cura di sè,penserei ad una dieta disintossicante,agli enteroclismi e a prodotti per la flora batterica intestinale. Procederei con queste piccole cose ,che se usate con cautela non credo possano far male,in attesa di ulteriori responsi medici. Cosa ne pensi?
p.s. Domani penserò anche al dubbio betacarotene-olio di carota..ti farò sapere. ciao ciao
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alphandromedae
Re: Voi cosa fareste?
Ok, ci avviciniamo.lupin ha scritto:Userei l'argilla verde innanzitutto perchè ho esclusivamente esperienza nell'uso di questo tipo di argilla,specie su brufoli,acne e foruncoli. Dalle mie piccole informazioni so poi che l'argilla verde è l'unica alcalina, permette un maggiore ricambio cellulare(spero di essermi espresso correttemente) e proprio per questi motivi è la più usata a scopo terapeutico. Mentre gli altri due tipi,sempre se non sbaglio,sono più adatti a scopo cosmetico.
Come "spessore" di grana pensavo al tipo ventilato perchè pur essendo un prodotto per lo più destinato ad uso interno,lo vedevo più adatto a "penetrare" nei pori della pelle ..e allo stesso tempo avremmo applicato un prodotto che ha subìto più filtrazioni e maggiori test a livello di composizione e purezza. Mi sembrava insomma un modo delicato di avvicinarsi al "mondo" dell'argilla.
Per quanto riguarda l'infiammazione e i susseguenti problemi .....è un discorso davvero complesso.
Come approccio di base cercherei di non proporre molte cose alla persona,visto che già segue varie terapie e vari medici,ma cercherei di trasmettere tranquillità,attraverso piccoli suggerimenti/rimedi naturali che possano solo dare beneficio. Ad esempio,visto che ha problemi di gastrite e prende vari farmaci,mi viene in mente la curcuma,sia per l'azione protettiva a livello gastrico che epatico e sia per il suo potere antinfiammatorio. Se non ricordo male la curcuma dovrebbe agire anche su eventuali parassiti intestinali e questo potrebbe essere un ulteriore aspetto utile.
Cercherei di proporre la curcuma in modo "leggero",cioè le consiglierei di aggiungerla ad un olio spremuto a freddo che tiene nel frigo(ad esempio un buon olio di girasole),nell'acqua di cottura della pasta..oppure perfino di prepararsi ogni tanto un buon riso al curry. Il mio intento sarebbe quello di fare spostare il pensiero di questa persona dal suo stato di malattia,visto che frequenta vari medici,ascolta più pareri,farà ricerche,chissà che stress. Se poi la persona è motivata e non si scoraggia,magari consiglierei direttamente delle capsule di curcuma(o una tintura madre),senza mai eccedere nelle dosi.
Tornando all'infiammazione,torno a pensare all'olio di lino...nei problemi di pelle è di grandissimo aiuto,come in quelli intestinali(e guarda caso torniamo al binomio pelle-intestino). Magari non sarà d'aiuto nell'immediato,ma piano piano darà il suo apporto.
Se la persona si mostrerà disponibile a prendersi ancor più cura di sè,penserei ad una dieta disintossicante,agli enteroclismi e a prodotti per la flora batterica intestinale. Procederei con queste piccole cose ,che se usate con cautela non credo possano far male,in attesa di ulteriori responsi medici. Cosa ne pensi?
p.s. Domani penserò anche al dubbio betacarotene-olio di carota..ti farò sapere. ciao ciao
Ma rimane l'argilla. C'è una follicolita in atto, un'infiammazione. Se fai un cataplasma di argilla che poi si secca e una volta secco lo togli con spugnette, c'è il rischio che le bollicine di pus si aprano e portino in giro altro pus. Io non la userei a livello locale, nel momento clou. La userei a livello orale, cioè chiederei di berla alla mattina, tutte le mattine per almeno un mese. Aggiungerei l'argilla bianca, sempre da assumere con acqua, prima dei pasti principali.
L'olio di lino è idratante, ma rricorda sempre che c'è molto sebo e molto pus. Se metti olio, essendo il sebo lipofilo, si potrebbe emulsionare e si potrebbe spargere.
Re: Voi cosa fareste?
Questo caso è davvero appassionante. Non avevo pensato al fatto che l'argilla seccando potesse aprire le bollicine. Quando la usavo su zone come la schiena appena si seccava andavo a fare una doccia,e forse non c'era pus. Però "funzionava "benissimo. Dirò forse un'eresia: l'argilla ad uso interno non potrebbe portare alla formazione di calcoli? So che questa è il rimedio naturale più antico ed efficace,mi domandavo solo se i prodotti in commercio siano affidabili quanto l'argilla che nella storia della medicina ci si poteva procurare da soli e se la composizione chimica dell'acqua che oggi beviamo non può "contribuire" a questo "inconveniente". Ma forse ho detto una bella eresiaalphandromedae ha scritto:
Ok, ci avviciniamo.![]()
Ma rimane l'argilla. C'è una follicolita in atto, un'infiammazione. Se fai un cataplasma di argilla che poi si secca e una volta secco lo togli con spugnette, c'è il rischio che le bollicine di pus si aprano e portino in giro altro pus. Io non la userei a livello locale, nel momento clou. La userei a livello orale, cioè chiederei di berla alla mattina, tutte le mattine per almeno un mese. Aggiungerei l'argilla bianca, sempre da assumere con acqua, prima dei pasti principali.
L'olio di lino è idratante, ma rricorda sempre che c'è molto sebo e molto pus. Se metti olio, essendo il sebo lipofilo, si potrebbe emulsionare e si potrebbe spargere.
Per quanto riguarda l'olio di lino e il sebo.. intendiamo entrambi ad uso interno,vero? Ma il lino non dovrebbe regolare la produzione di sebo? Dico questo perchè penso sempre che l'eczema sia il segnale di un deficit di acidi grassi insaturi. E pensando all'eczema mi veniva in mente anche l'olio di enotera,sia ad uso topico che interno...che ne dici?
La domanda "useresti l'olio di carota o il betarotene" mi fa molto riflettere.....la leggo e la rileggo...ma il betacarotene non è contentuto nell'olio di carota? Non avrei avuto dubbi se mi avessi domandato:" useresti la vitamina A o il betacarotene?",visto che la carota contiene la vitamina A solo sotto forma di precursore(appunto il betacarotene) e questa sostanza non può trasformarsi abbastanza rapidamente da creare un’intossicazione,come invece potrebbe avvenire con della Vit. A ; ripenso al "pigmentare" e mi viene in mente che un eccesso di betacarotene può far leggermente "ingiallire" il derma...e quindi tornando al caso della ragazza,non si voleva correre il rischio di aggiungere questo problema,visto che si può tranquillamnete suggerire un olio di germe di grano. giusto?
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alphandromedae
Re: Voi cosa fareste?
L'olio... no, non intendevo per uso orale. Intendevo per uso topico.lupin ha scritto:Questo caso è davvero appassionante. Non avevo pensato al fatto che l'argilla seccando potesse aprire le bollicine. Quando la usavo su zone come la schiena appena si seccava andavo a fare una doccia,e forse non c'era pus. Però "funzionava "benissimo. Dirò forse un'eresia: l'argilla ad uso interno non potrebbe portare alla formazione di calcoli? So che questa è il rimedio naturale più antico ed efficace,mi domandavo solo se i prodotti in commercio siano affidabili quanto l'argilla che nella storia della medicina ci si poteva procurare da soli e se la composizione chimica dell'acqua che oggi beviamo non può "contribuire" a questo "inconveniente". Ma forse ho detto una bella eresiaalphandromedae ha scritto:
Ok, ci avviciniamo.![]()
Ma rimane l'argilla. C'è una follicolita in atto, un'infiammazione. Se fai un cataplasma di argilla che poi si secca e una volta secco lo togli con spugnette, c'è il rischio che le bollicine di pus si aprano e portino in giro altro pus. Io non la userei a livello locale, nel momento clou. La userei a livello orale, cioè chiederei di berla alla mattina, tutte le mattine per almeno un mese. Aggiungerei l'argilla bianca, sempre da assumere con acqua, prima dei pasti principali.
L'olio di lino è idratante, ma rricorda sempre che c'è molto sebo e molto pus. Se metti olio, essendo il sebo lipofilo, si potrebbe emulsionare e si potrebbe spargere.![]()
Per quanto riguarda l'olio di lino e il sebo.. intendiamo entrambi ad uso interno,vero? Ma il lino non dovrebbe regolare la produzione di sebo? Dico questo perchè penso sempre che l'eczema sia il segnale di un deficit di acidi grassi insaturi. E pensando all'eczema mi veniva in mente anche l'olio di enotera,sia ad uso topico che interno...che ne dici?
La domanda "useresti l'olio di carota o il betarotene" mi fa molto riflettere.....la leggo e la rileggo...ma il betacarotene non è contentuto nell'olio di carota? Non avrei avuto dubbi se mi avessi domandato:" useresti la vitamina A o il betacarotene?",visto che la carota contiene la vitamina A solo sotto forma di precursore(appunto il betacarotene) e questa sostanza non può trasformarsi abbastanza rapidamente da creare un’intossicazione,come invece potrebbe avvenire con della Vit. A ; ripenso al "pigmentare" e mi viene in mente che un eccesso di betacarotene può far leggermente "ingiallire" il derma...e quindi tornando al caso della ragazza,non si voleva correre il rischio di aggiungere questo problema,visto che si può tranquillamnete suggerire un olio di germe di grano. giusto?
L'argilla per uso estetico viene utilizzata come maschera per pelli grasse ed impure. Ma sulla pelle infiammata come ti regoli? Se solo lo sfregamento con un indumento fa aprire le bollicine ed infettare ulteriormente...?
Sull'argilla ho dedicato un intero capitolo della mia tesi. Perchè dovrebbe causare calcoli? Quale ragionamento hai fatto per arrivare a questa conclusione?
Non parliamo di derma, rimaniamo in superficie, all'epidermide, ai suoi strati più superficiali. Se si forma una pustoletta che poi si rompe e si infetta, nella migliore delle ipotesi, con i prodotti giusti, si trasforma in crosta e poi si stacca e lascia una piccola pigmentazione.
Nel caso di questa persona, bisogna pigmentare o schiarire? Immagina la situazione. Le gambe ricoperte di macchie scure in seguito alla caduta delle croste... cosa faresti?
Rimaniamo nel campo naturopatico.
Mi piacciono i tuoi ragionamenti.
Re: Voi cosa fareste?
Premesso che dell'uso interno dell'argilla ne sono molto affascinato,mi veniva il dubbio dei calcoli per vari motivi,o per meglio dire, varie "sensazioni".
Ragionavo sul fatto che,dal mio punto di vista,molti disturbi sono causati da uno "sbilanciamento" dell'apporto minerale(e/o vitaminico) dovuto alla nostra alimentazione piena di cibi raffinati ai quali sono stati aggiunti minerali senza seguire un preciso "programma nutritivo". A questo aggiungevo l'abuso di integratori (senza domandarci cosa e quanto ci serve veramente)e la composizione chimica dell'acqua,sempre più ricca di calcio.
Pensavo quindi che una sostanza come l'argilla,vera "cassaforte" di minerali,potesse non essere totalmente "smaltita" da persone della nostra epoca,dove ogni più piccolo problema è stato soppresso con medicinali di vario tipo e mai con sostanze naturali come l'argilla. Poi dubitavo sull' effettiva "purezza" dell'argilla in commercio (non per sfiducia verso le aziende che commercializzano il prodotto) e per ultimo,per un ragionamento forse troppo facilotto,pensavo che anche non bevendo il deposito"fangoso",qualche granello di argilla,in soggetti con predisposizione familiare, potesse non essere totalmente filtrato a quindi si potesse depositare. Ma forse le mie sono soltanto "paure" dovute ad una disabitudine a certe cure naturali.
Per quanto riguarda l'uso esterno dell'argilla,mi rendo conto che l'infiammazione è molta e si potrebbe peggiorare la situazione. Pendevo molto per i cataplasmi per non arricchire il numero delle sostanze ,tra medicine e rimedi naturali,che già assume per via orale. Ma forse la necessità di "venir fuori" che sembra così presente in questo caso,può essere assecondata solo con una vera "disintossicazione". E da quanto mi sembra di capire,la ragazza è ben disposta a seguire le varie indicazioni terapeutiche,e questo è un ottimo punto di partenza.
Per quanto riguarda l'olio di carota..beh certamente è meglio non correre il rischio di scurire alcune zone..(pensavo che il fenomeno dell'ingiallimento della pelle si presentasse nei casi di abuso della sostanza)oltremodo sapendo che ad uso interno si possono usare altri olii già menzionati come quello di enotera,grano o lino,che possono contribuire al fisiliogico stato della pelle.
Tornando alle cure a livello topico...forse si potrebbe tamponare la pelle delle gambe con un batuffolo di cotone immerso in una soluzione a base di salvia? Non ha anche questa pianta una funzione battericida e antisettica? o forse potrebbe essere una sostanza "aggressiva" anche'essa?
Ragionavo sul fatto che,dal mio punto di vista,molti disturbi sono causati da uno "sbilanciamento" dell'apporto minerale(e/o vitaminico) dovuto alla nostra alimentazione piena di cibi raffinati ai quali sono stati aggiunti minerali senza seguire un preciso "programma nutritivo". A questo aggiungevo l'abuso di integratori (senza domandarci cosa e quanto ci serve veramente)e la composizione chimica dell'acqua,sempre più ricca di calcio.
Pensavo quindi che una sostanza come l'argilla,vera "cassaforte" di minerali,potesse non essere totalmente "smaltita" da persone della nostra epoca,dove ogni più piccolo problema è stato soppresso con medicinali di vario tipo e mai con sostanze naturali come l'argilla. Poi dubitavo sull' effettiva "purezza" dell'argilla in commercio (non per sfiducia verso le aziende che commercializzano il prodotto) e per ultimo,per un ragionamento forse troppo facilotto,pensavo che anche non bevendo il deposito"fangoso",qualche granello di argilla,in soggetti con predisposizione familiare, potesse non essere totalmente filtrato a quindi si potesse depositare. Ma forse le mie sono soltanto "paure" dovute ad una disabitudine a certe cure naturali.
Per quanto riguarda l'uso esterno dell'argilla,mi rendo conto che l'infiammazione è molta e si potrebbe peggiorare la situazione. Pendevo molto per i cataplasmi per non arricchire il numero delle sostanze ,tra medicine e rimedi naturali,che già assume per via orale. Ma forse la necessità di "venir fuori" che sembra così presente in questo caso,può essere assecondata solo con una vera "disintossicazione". E da quanto mi sembra di capire,la ragazza è ben disposta a seguire le varie indicazioni terapeutiche,e questo è un ottimo punto di partenza.
Per quanto riguarda l'olio di carota..beh certamente è meglio non correre il rischio di scurire alcune zone..(pensavo che il fenomeno dell'ingiallimento della pelle si presentasse nei casi di abuso della sostanza)oltremodo sapendo che ad uso interno si possono usare altri olii già menzionati come quello di enotera,grano o lino,che possono contribuire al fisiliogico stato della pelle.
Tornando alle cure a livello topico...forse si potrebbe tamponare la pelle delle gambe con un batuffolo di cotone immerso in una soluzione a base di salvia? Non ha anche questa pianta una funzione battericida e antisettica? o forse potrebbe essere una sostanza "aggressiva" anche'essa?
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alphandromedae
Re: Voi cosa fareste?
Sull'argilla apro un topic a parte.lupin ha scritto:Premesso che dell'uso interno dell'argilla ne sono molto affascinato,mi veniva il dubbio dei calcoli per vari motivi,o per meglio dire, varie "sensazioni".
Ragionavo sul fatto che,dal mio punto di vista,molti disturbi sono causati da uno "sbilanciamento" dell'apporto minerale(e/o vitaminico) dovuto alla nostra alimentazione piena di cibi raffinati ai quali sono stati aggiunti minerali senza seguire un preciso "programma nutritivo". A questo aggiungevo l'abuso di integratori (senza domandarci cosa e quanto ci serve veramente)e la composizione chimica dell'acqua,sempre più ricca di calcio.
Pensavo quindi che una sostanza come l'argilla,vera "cassaforte" di minerali,potesse non essere totalmente "smaltita" da persone della nostra epoca,dove ogni più piccolo problema è stato soppresso con medicinali di vario tipo e mai con sostanze naturali come l'argilla. Poi dubitavo sull' effettiva "purezza" dell'argilla in commercio (non per sfiducia verso le aziende che commercializzano il prodotto) e per ultimo,per un ragionamento forse troppo facilotto,pensavo che anche non bevendo il deposito"fangoso",qualche granello di argilla,in soggetti con predisposizione familiare, potesse non essere totalmente filtrato a quindi si potesse depositare. Ma forse le mie sono soltanto "paure" dovute ad una disabitudine a certe cure naturali.
Per quanto riguarda l'uso esterno dell'argilla,mi rendo conto che l'infiammazione è molta e si potrebbe peggiorare la situazione. Pendevo molto per i cataplasmi per non arricchire il numero delle sostanze ,tra medicine e rimedi naturali,che già assume per via orale. Ma forse la necessità di "venir fuori" che sembra così presente in questo caso,può essere assecondata solo con una vera "disintossicazione". E da quanto mi sembra di capire,la ragazza è ben disposta a seguire le varie indicazioni terapeutiche,e questo è un ottimo punto di partenza.
Per quanto riguarda l'olio di carota..beh certamente è meglio non correre il rischio di scurire alcune zone..(pensavo che il fenomeno dell'ingiallimento della pelle si presentasse nei casi di abuso della sostanza)oltremodo sapendo che ad uso interno si possono usare altri olii già menzionati come quello di enotera,grano o lino,che possono contribuire al fisiliogico stato della pelle.
Tornando alle cure a livello topico...forse si potrebbe tamponare la pelle delle gambe con un batuffolo di cotone immerso in una soluzione a base di salvia? Non ha anche questa pianta una funzione battericida e antisettica? o forse potrebbe essere una sostanza "aggressiva" anche'essa?
La salvia in una situazione come questa mi sembra troppo innocua.
Io partirei dall'interno, con l'alimentazione e con l'assunzione di oligoelementi...