Messaggio
da Simona* » sab ott 22, 2005 8:07 am
La vera concretezza dell'amore sta nella sua vera e propria astratezza... ciò che non si vede è ciò che più ci rende pieni di di gioia.....
>>>Credo che tu ti riferisca all’amore di Dio, visto che è l’unica forza dell’amore che nn ha una persoan fisica che lo trasmette. Ma questo amore è proprio solo di pochi uomini. Ma per la maggior parte l’amore viene dato da una cosa fisica che si può toccare , che si conosce, di cui siamoc erti dell’esistenza. Vuoi la musica, vuoi il mare, o qualsiasi altra cosa.
Io credo che la concretezza dell’amore per dare gioia deve avere un riferimento una spiegazione, avere insomma un involucro di materia, o quanto meno qualcosa che lo porti ai nostri sensi, Vedi la musica, e che ce ne faccia conoscere bene le origini . Per amare ciò ceh nn si vede e nn si conosce (dio) io credo che ci vogliono delle persone particolari, persone capaci di amare lo spirito dell’amore, cioè la sua vera essenza, è difficile spiegare, ma amare l’amore in qualcosa che nn si vede, di cui nn siamo certi dell’esistenza, di cui nn se ne consoce la fonte, che si dente solo in noi, è un regalo fatto solo per pochi eletti, e io nn sono certo fra questi. Io per amare devo essere di fronte a qualcosa di materiale, di cui ne conosco tutti i particolari…si hai ragione forse sbaglio, ma il discorso è questo: se devo amare per aiutare qualcuno, nn chiedo carta d’identità, può essere un sant’uomo o un assassino nn mi importa, mi importa solo che ha bisogno di me…e in quel caso sento in me qualcosa di insolito che mi porta verso quella persona. Ma se devo amare perché l’amore serve a me stessa, allora chiedo la carta d’identità, perché per amare qualcuno per il mio bene, nn solo nn voglio un dio che nn si vede….ma avere determinate caratteristiche. Ciò nn vale per un figlio, ma vale per la musica…..
Tutti abbiamo obbiettivi mancati e rimpianti per occasioni perse....
>>>Però vi sono obbiettivi mancati che valeva la pena di provare con ogni parte di noi a raggiungere, anche a costo di impiegarci la vita, anche a costo di vivere solo per cercare di arrivare all’obbiettivo, e ci sono invece obbiettivi che nn valeva nemmeno la pena di provare a finalizzare.
Se nn impariamo a mettere nel cassetto a chiudere la pagina sugli obbiettivi, che capiamo persi e che ci siamo accorti, nn valere la pena di essere raggiunti, ma, contrariamente, continuiamo a intestardirci solo per orgoglio, per partito preso, per sfida , scomessa, o come la vuoi chiamare, di raggiungerli per via mare se per via terra nn è possibile, durante la traversata, perderemo anche le occasioni della vita che incontreremo…( che meritano essere perse se l’obbiettivo perso da riconquistare vale la pena, ma è un peccato mortale perderle se l’obbiettivo vale meno di niente) e in quest’ultimo caso, alla fine del nostro cammino, si certo la vita l’avremo vissuta per cercare di raggiungere un obbiettivo , ma nn viene anche da chidersi ma che ho vissuto a fare? se quello che volevamo conquistare era solo “mota“, vestita di “sole” ,e ci troviamo sommersi di rimpianti per aver lasciato indietro il “sole” vestito di “mota” . Chi è causa del suo mal pianga se stesso, e speri in un ‘altra vita in un’altra occasione..
Ma tutti cara Simona abbiamo uno scopo a questa vita.....
>>>>Tutti abbiamo più di uno scopo nella vita, direi, dipende capire quale di questi scopi vale la pena di abbracciare, inseguire e fare nostro e quale merita di essere buttato alle ortiche perché nn vale nulla.
Il tuo lo stai compiendo a pieno ruolo ed è quello di mamma....so cosa tu voglia dire...con la seconda parte del tuo messaggio ma non esiste una bilancia o un termine di paragone fra dare e ricevere.....l'importante è cercare di dare tutto di se stessi....tutto quello che si riesce a dare in quel momento.....e secondo me tu lo fai benissimo sia col tuo compagno e con i tuoi figli.....
>>>> quello di mamma nn lo chiamerei scopo, lo chiamerei piuttosto compimento di un diritto-dovere di cui io mi sono presa carico al momento che ho accettato un figlio..
Il dare agli altri credo che vari, in base alle situazioni e alle persone , in cui ti trovi e che hai davanti
Per cui pur dando sempre ,quasi tutto di te , per me l’assoluto nn esiste, però ci saranno persone e situazioni in cui sarai capace di dare o fare la metà di quello che fai o dai in altre, pur essendo sempre tu e cercando di essere al meglio.
Cmq ultimente ho attuato in me un processo di maturazione e come dire, mi sono rinfurbita, e ho capito che , dare si più si può e si deve, ma è tassativo farlo solo, o con chi mostra di dare a me di più di ciò che può in quel momento, o con chi ha bisogno di aiuto perché è solo, soffre ecc..e in questo caso ripeto, per me, nn importa chi è, nn importa se in passato mi ha fatto male, perché se chiede il mio aiuto io ho il dovere di darglielo, e darglielo con tutto l’amore che posso in quel momento, e se nn posso, mi sforzo e quell’amore lo fo uscire fuori.