Parto in casa
si, si ...
anche perché questa cosa così come l'hai prospettata ha molteplici aspetti favorevoli:
uno: rassicura il marito che di sentire di parto in casa non ne vuole sapere ed é disposto ad andare in clinica, che non sarebbe male se non fosse per i soldoni che chiedono.
due: te ne stai comodamente a casa tua quando più ne hai bisogno (e io ne ho un assoluto bisogno!)
tre: se hai dei dubbi, li c'é qualcuno che te li toglie
quattro: ospedale solo a tempo debito e nessuna pratica invasiva (che già di per sé é convincente) ...
e infine NON E' DETTO ...
se va tutto bene, perché muoversi????
Grazie, davvero.
Poi vi dico cosa dice Marina.
anche perché questa cosa così come l'hai prospettata ha molteplici aspetti favorevoli:
uno: rassicura il marito che di sentire di parto in casa non ne vuole sapere ed é disposto ad andare in clinica, che non sarebbe male se non fosse per i soldoni che chiedono.
due: te ne stai comodamente a casa tua quando più ne hai bisogno (e io ne ho un assoluto bisogno!)
tre: se hai dei dubbi, li c'é qualcuno che te li toglie
quattro: ospedale solo a tempo debito e nessuna pratica invasiva (che già di per sé é convincente) ...
e infine NON E' DETTO ...
se va tutto bene, perché muoversi????
Grazie, davvero.
Poi vi dico cosa dice Marina.
Mi era sembrato di capire, in passato, che non esiste nessuna pratica di rianimazione manuale che possa essere fatta meglio da una macchina.Chiara ha scritto: Se il neonato dovesse aver bisogno di rianimazione, o dell'incubatrice?
In ospedale ci sono indubbiamente tanti svantaggi, ma almeno si ha la tranquillità che in caso di problemi il bambino non rischia la vita, o la rischia meno che non a casa.
Ma il calore dell'incubatrice e quello della mamma, non erano la stessa cosa?
[quote="Chiara]Avrei un po' di paura a fare il parto a casa visto che per Paolo si è reso necessario un cesareo perchè il suo battito cardiaco non rispondeva bene alle contrazioni.
Se dovesse succedere di nuovo, mentre siamo a casa, l'ostetrica sarebbe in grado di accorgersene che è necessario cambiare strada?
Se il neonato dovesse aver bisogno di rianimazione, o dell'incubatrice?
[/quote]
Per il parto a domicilio le ostetriche sono in grado di sentire il battito con un apparecchietto portatile a ultrasuoni che, tra l'altro, non ti costringe a stare immobile su una sedia ma lo possono usare anche mentre sei in piedi, cammini, o te ne stai sdraiata nel tuo letto. Le ostt. sono molto prudenti e in caso di dubbio sul battito sono le prime a proporti il trasferimento in ospedale.
Sono in grado di rianimare un bambino.
Il calore del tuo corpo è migliore di quello dell'incubatrice e, comunque, vengono accettate per il parto a domicilio solo gravidanze fisiologiche (= sane).
Se c'è il minimo segnale di una qualunque patologia (e i segnali ci sono, sono rari i casi in cui una situazione da fisiologica passa "improvvisamente" a patologica) non ti tengono tra le loro assistite.
Per quanto rigurda le misurazioni dei bambini: pensa che valutano l'accrescimento del bambino palpandoti l'addome e misurandoti la pancia ... con un centimetro da sarta! E queste misurazioni sono molto più affidabili delle ecografie. In più prima di fare l'ecografia del 5° mese, una delle mie due ostetriche mi aveva già detto con sicurezza che avrei avuto una bambina, una femmina ... sentendole il battito del cuoricino! Mi ha spiegato che il suono è diverso ...
Gio
Se dovesse succedere di nuovo, mentre siamo a casa, l'ostetrica sarebbe in grado di accorgersene che è necessario cambiare strada?
Se il neonato dovesse aver bisogno di rianimazione, o dell'incubatrice?
[/quote]
Per il parto a domicilio le ostetriche sono in grado di sentire il battito con un apparecchietto portatile a ultrasuoni che, tra l'altro, non ti costringe a stare immobile su una sedia ma lo possono usare anche mentre sei in piedi, cammini, o te ne stai sdraiata nel tuo letto. Le ostt. sono molto prudenti e in caso di dubbio sul battito sono le prime a proporti il trasferimento in ospedale.
Sono in grado di rianimare un bambino.
Il calore del tuo corpo è migliore di quello dell'incubatrice e, comunque, vengono accettate per il parto a domicilio solo gravidanze fisiologiche (= sane).
Se c'è il minimo segnale di una qualunque patologia (e i segnali ci sono, sono rari i casi in cui una situazione da fisiologica passa "improvvisamente" a patologica) non ti tengono tra le loro assistite.
Per quanto rigurda le misurazioni dei bambini: pensa che valutano l'accrescimento del bambino palpandoti l'addome e misurandoti la pancia ... con un centimetro da sarta! E queste misurazioni sono molto più affidabili delle ecografie. In più prima di fare l'ecografia del 5° mese, una delle mie due ostetriche mi aveva già detto con sicurezza che avrei avuto una bambina, una femmina ... sentendole il battito del cuoricino! Mi ha spiegato che il suono è diverso ...
Gio
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andrea grasselli
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Un momento. Io non vorrei "convincere" nessuno. Vi passo solo le info che ho raccolto per me perchè di paura ne avevo tanta anche io. Vi passo anche le esperienze, visto che l'ho vissuto due volte (e mi sto preparando per la terza, anche se Luca vuole aspettare ancora un po' e i figli si fanno in due ...). Mi fa piacere passarvi anche le emozioni, perchè nel parto ci sono anche quelle (e meno male!).
Resta un punto fermo (secondo me): è la donna che deve decidere come e dove partorire, nel posto e con le modalità che la fanno sentire prima di tutto più sicura, e poi anche a suo agio. Per scegliere, però, bisogna sapere tra cosa si può scegliere, e per sapere bisogna informarsi.
Un abbraccio a tutti/e.
Gio
Resta un punto fermo (secondo me): è la donna che deve decidere come e dove partorire, nel posto e con le modalità che la fanno sentire prima di tutto più sicura, e poi anche a suo agio. Per scegliere, però, bisogna sapere tra cosa si può scegliere, e per sapere bisogna informarsi.
Un abbraccio a tutti/e.
Gio
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andrea grasselli
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- Iscritto il: mar ott 05, 2004 8:02 pm
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forse mi sono espresso male. io sono ancora più convinto della bellezza e della naturalezza del parto in casa. quindi è l'idea che mi convince sempre di più.
hai perfettamente ragione a scrivere che è la mamma (se possibile anche con l'appoggio del padre) a decidere come e dove partorire.
l'importante è conoscere tutte le possibilità e valutarle serenamente.
un'ultima riflessione: se non si abita proprio in capo al mondo, le possibilità di farsi ricoverare in caso di bisogno ci sono.
un abbraccio. andrea
hai perfettamente ragione a scrivere che è la mamma (se possibile anche con l'appoggio del padre) a decidere come e dove partorire.
l'importante è conoscere tutte le possibilità e valutarle serenamente.
un'ultima riflessione: se non si abita proprio in capo al mondo, le possibilità di farsi ricoverare in caso di bisogno ci sono.
un abbraccio. andrea
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Francesca G.
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Scusate se mi intrometto, ma ho fatto due parti in casa e sono una supersostenitrice del parto in casa, perciò sono un po' esperta.
All'apparenza è vero, può sembrare che trovarsi già in ospedale se si presenta un'emergenza sia più sicuro, ma nella realtà non è proprio così. Per prima cosa bisogna dire che il parto in casa prevede un protocollo molto rigido e ci sono tanti fattori che impediscono ad una mamma di farlo: pressione troppo bassa o troppo alta, troppo liquido amniotico o troppo poco potrebbero essere un altro fattore, bambino podalico, bambino troppo piccolo, parto prematuro, parto oltre 15 giorni dalla fine del termine, e molti altri che non sto ad elencare. E questo già spiega il perché praticamente non esistano casi di parti in casa programmati divenuti problematici o con conseguenze tragiche. In secondo luogo bisogna dire che le ostetriche che si occupano di parto in casa (e vi consiglio di sceglierne di accreditate che fanno questa cosa da molti anni) sono persone di grande esperienza e di grande capacità e intuito e hanno tutti gli strumenti necessari per valutare correttamente la situazione, non rischierebbero mai la vita dei propri assistiti e la propria carriera per portare avanti in casa un parto che non va come dovrebbe andare: l'ostetrica valuta per tempo (ha delle tabelle precise se pur valutate non come schemi rigidi ma con coscienza su come deve avanzare la dilatezione) se il processo non procede bene o se il bambino non reagisce bene alle contrazioni (regolarmente viene controllato il battito cardiaco fetale con uno speciale strumento). Per ciò che riguarda il momento preciso del parto, contrazioni finali ed espulsione, è incredibile come queste ostetriche sanno gestire la situazione (tranquillizzando le mamme, facendo loro assumere posizioni che velocizzano il processo e dando instruzioni così precise su come comportarsi per far andare tutto per il meglio); inoltre il fatto di far procedere la dilatazione secondo i tempi fisiologici del corpo di ogni mamma, così che i tessuti si adattino gradualmente ad un evento così traumatico come il passaggio del corpo del bambino, senza usare nessuno stimolatore o mosse particolare per accelerare o alterare il processo fa sì che al momento dell'espulsione il corpo sia perfettamente pronto per fare ciò che deve fare al meglio. Non molti sanno che sono proprio le ossitocine o altri prodotti somministrati alla mamma per stimolare le contrazioni o velocizzare il travaglio a far sì che il parto non vada a buon fine. La causa di così tanti cesarei sta proprio lì. Queste sostanze infatti lì per lì provocano una reazione (stimolante o velocizzante), ma poi portano ad un irrigidimento di tutto l'apparato causando nella maggioranza dei casi un blocco totale delle contrazioni o rendendo impossibile l'espulsione perché arrivata troppo presto quando ancora il fisico non è pronto, la conseguenza di ciò di solito è o un'episiotomia per evidare lacerazioni disastrose o un cesareo (su 18 mamme che conosco e che negli ultimi anni hanno partorito in ospedale, 16 sono state trattate con queste sostanze e soltanto 3 di queste dopo un travaglio lunghissimo hanno partorito in modo naturale, le altre tredici hanno subito il cesareo!). Riguardo poi a problemi che potrebbero manifestarsi al momento della nascita del bambino bisogna dire che le ostetriche hanno tutti gli strumenti per eseguire rianimanzioni o altre operazioni di primo soccorso; nei parti in casa l'ambulanza è preallertata e pronta ad arrivare sul posto in pochi minuti (per fare il parto in casa bisogna abitare a non più di 15-20 minuti dall'ospedale: il tempo totale per raggiungere l'ospedale non supera quello che pur essendo in ospedale bisogna normalmente aspettare perché preparino la sala operatoria). A Bologna dove ho partorito io c'è un team di ostetriche eccezionali che fanno il parto in casa : nei 20 anni della loro attività è capitato un solo caso difficile: un bimbo aveva una malformazione alle narici (non riscontrata naturalmente con l'efografia) per cui una volta uscito dall'utero non era in grado di respirare (sapete che i neonati respirano solo col naso). Le ostetriche l'hanno rianimano fino all'arrivo dell'ambulanza e arrivato in ospedale è stato operato felicemente.
Anch'io nonostante la mia convinzione, al primo parto avevo qualche dubbio, ma quando cominciate a conoscere la vostra ostetrica, che diventa come una cara amica, vedendovi regolarmente con lei per mesi, parlando di tutto ciò che vi preoccupa, osservando come lei soltando toccandovi riesce a capire ogni piccolo cambiamento del vostro corpo (stato del collo dell'utero, dilatazione, posizione del feto, quantità di liquido), come sa ascoltarvi, come sa tranquillizzarvi nei momenti cruciali in cui sta per cominciare il travaglio, come sa consigliarvi le cose migliori da fare, quando vedrete il suo comportamento durante il travaglio, la sua sicurezza, la sua calma, il suo controllo di ogni momento.
Io ho partorito due bambini piuttosto grossi: 5kg 200 con una circonferenza cranica enorme 37cm e grazie alla capacità della mia ostetrica e alla fisiologicità del parto in casa ho avuto una lacerazione di soli 2 punti al primo parto, cosa assolutamente straordinaria. La cosa che mi è rimasta più impressa del primo parto, che è stato quello più epico, è che dopo circa quaranta minuti di spinte (ero seduta sulla seggiolina da parto) si vedeva solo la punta della testolina e io ero disperata, stremata, non potevo più spingere né fare nulla, e pensavo che ci volesse ancora chissà quanto (e credo che lo pensasse anche l'ostetrica), lei mi ha detto dai una bella spinta e io ci ho messo tutta la mia forza (dopo il parto per più di una settimana ho avuto le mani insensibli per la forza con cui avevo stretto la seggiolina per tutto quel tempo) e cosa incredibile il bambino è uscito tutto in una volta, non solo la testa, ma testa corpo e gambe ed è partito verso terra come una scheggia, come una palla da rugby (era lughissimo, sembrava non finire mai, 56cm) e lei, proprio con una mossa da rugby, con una prontezza ammirevole e una delicatezza sconfinata, lo ha preso al volo fra le sue braccia.
I miei parti sono stati per me, per quanto piuttosto brevi (6 ore il primo e 3 ore il secondo), una sofferenza indicibile, al di là dell'umano, tutt'ora sono traumatizzata e ne parlo con fatica, e il fatto di trovarmi a casa mia, nel mio letto, con le mie cose intorno, con l'odore familiare, circondata dalle persone care (non solo mio marito, ma anche mia madre e la mia migliore amica), assistita dalle ostetriche che conoscevo ormai da 7 mesi e di cui mi fidavo ciecamente, sapendo che non avrei subito nessun trattamento contro la mia volontà e che nessuno mi avrebbe trattato con superficialità o noncuranza, e di trovarmi una volta partorito, stanca morta, a casa mia con il mio bimbo sul ventre, in un'atmosfera calda e intima, con la luce soffusa, sicura che nulla avrebbe interferito con la nostra intimità, con l'inizio dell'allamento, che non mi sarei trovata a dover vagare per corridoi squallidi ed estranei, dovendo passare la notte da sola, magari impaurita, ma avendo sempre mio marito accanto a me, ad aiutarmi, a sostenermi, con gli altri che trafficavano in cucina, a preparare manicaretti...bé tutto questo è impagabile.
Spero di non avervi annoiato,
baci e, spero, buon parto in casa,
Francesca.
All'apparenza è vero, può sembrare che trovarsi già in ospedale se si presenta un'emergenza sia più sicuro, ma nella realtà non è proprio così. Per prima cosa bisogna dire che il parto in casa prevede un protocollo molto rigido e ci sono tanti fattori che impediscono ad una mamma di farlo: pressione troppo bassa o troppo alta, troppo liquido amniotico o troppo poco potrebbero essere un altro fattore, bambino podalico, bambino troppo piccolo, parto prematuro, parto oltre 15 giorni dalla fine del termine, e molti altri che non sto ad elencare. E questo già spiega il perché praticamente non esistano casi di parti in casa programmati divenuti problematici o con conseguenze tragiche. In secondo luogo bisogna dire che le ostetriche che si occupano di parto in casa (e vi consiglio di sceglierne di accreditate che fanno questa cosa da molti anni) sono persone di grande esperienza e di grande capacità e intuito e hanno tutti gli strumenti necessari per valutare correttamente la situazione, non rischierebbero mai la vita dei propri assistiti e la propria carriera per portare avanti in casa un parto che non va come dovrebbe andare: l'ostetrica valuta per tempo (ha delle tabelle precise se pur valutate non come schemi rigidi ma con coscienza su come deve avanzare la dilatezione) se il processo non procede bene o se il bambino non reagisce bene alle contrazioni (regolarmente viene controllato il battito cardiaco fetale con uno speciale strumento). Per ciò che riguarda il momento preciso del parto, contrazioni finali ed espulsione, è incredibile come queste ostetriche sanno gestire la situazione (tranquillizzando le mamme, facendo loro assumere posizioni che velocizzano il processo e dando instruzioni così precise su come comportarsi per far andare tutto per il meglio); inoltre il fatto di far procedere la dilatazione secondo i tempi fisiologici del corpo di ogni mamma, così che i tessuti si adattino gradualmente ad un evento così traumatico come il passaggio del corpo del bambino, senza usare nessuno stimolatore o mosse particolare per accelerare o alterare il processo fa sì che al momento dell'espulsione il corpo sia perfettamente pronto per fare ciò che deve fare al meglio. Non molti sanno che sono proprio le ossitocine o altri prodotti somministrati alla mamma per stimolare le contrazioni o velocizzare il travaglio a far sì che il parto non vada a buon fine. La causa di così tanti cesarei sta proprio lì. Queste sostanze infatti lì per lì provocano una reazione (stimolante o velocizzante), ma poi portano ad un irrigidimento di tutto l'apparato causando nella maggioranza dei casi un blocco totale delle contrazioni o rendendo impossibile l'espulsione perché arrivata troppo presto quando ancora il fisico non è pronto, la conseguenza di ciò di solito è o un'episiotomia per evidare lacerazioni disastrose o un cesareo (su 18 mamme che conosco e che negli ultimi anni hanno partorito in ospedale, 16 sono state trattate con queste sostanze e soltanto 3 di queste dopo un travaglio lunghissimo hanno partorito in modo naturale, le altre tredici hanno subito il cesareo!). Riguardo poi a problemi che potrebbero manifestarsi al momento della nascita del bambino bisogna dire che le ostetriche hanno tutti gli strumenti per eseguire rianimanzioni o altre operazioni di primo soccorso; nei parti in casa l'ambulanza è preallertata e pronta ad arrivare sul posto in pochi minuti (per fare il parto in casa bisogna abitare a non più di 15-20 minuti dall'ospedale: il tempo totale per raggiungere l'ospedale non supera quello che pur essendo in ospedale bisogna normalmente aspettare perché preparino la sala operatoria). A Bologna dove ho partorito io c'è un team di ostetriche eccezionali che fanno il parto in casa : nei 20 anni della loro attività è capitato un solo caso difficile: un bimbo aveva una malformazione alle narici (non riscontrata naturalmente con l'efografia) per cui una volta uscito dall'utero non era in grado di respirare (sapete che i neonati respirano solo col naso). Le ostetriche l'hanno rianimano fino all'arrivo dell'ambulanza e arrivato in ospedale è stato operato felicemente.
Anch'io nonostante la mia convinzione, al primo parto avevo qualche dubbio, ma quando cominciate a conoscere la vostra ostetrica, che diventa come una cara amica, vedendovi regolarmente con lei per mesi, parlando di tutto ciò che vi preoccupa, osservando come lei soltando toccandovi riesce a capire ogni piccolo cambiamento del vostro corpo (stato del collo dell'utero, dilatazione, posizione del feto, quantità di liquido), come sa ascoltarvi, come sa tranquillizzarvi nei momenti cruciali in cui sta per cominciare il travaglio, come sa consigliarvi le cose migliori da fare, quando vedrete il suo comportamento durante il travaglio, la sua sicurezza, la sua calma, il suo controllo di ogni momento.
Io ho partorito due bambini piuttosto grossi: 5kg 200 con una circonferenza cranica enorme 37cm e grazie alla capacità della mia ostetrica e alla fisiologicità del parto in casa ho avuto una lacerazione di soli 2 punti al primo parto, cosa assolutamente straordinaria. La cosa che mi è rimasta più impressa del primo parto, che è stato quello più epico, è che dopo circa quaranta minuti di spinte (ero seduta sulla seggiolina da parto) si vedeva solo la punta della testolina e io ero disperata, stremata, non potevo più spingere né fare nulla, e pensavo che ci volesse ancora chissà quanto (e credo che lo pensasse anche l'ostetrica), lei mi ha detto dai una bella spinta e io ci ho messo tutta la mia forza (dopo il parto per più di una settimana ho avuto le mani insensibli per la forza con cui avevo stretto la seggiolina per tutto quel tempo) e cosa incredibile il bambino è uscito tutto in una volta, non solo la testa, ma testa corpo e gambe ed è partito verso terra come una scheggia, come una palla da rugby (era lughissimo, sembrava non finire mai, 56cm) e lei, proprio con una mossa da rugby, con una prontezza ammirevole e una delicatezza sconfinata, lo ha preso al volo fra le sue braccia.
I miei parti sono stati per me, per quanto piuttosto brevi (6 ore il primo e 3 ore il secondo), una sofferenza indicibile, al di là dell'umano, tutt'ora sono traumatizzata e ne parlo con fatica, e il fatto di trovarmi a casa mia, nel mio letto, con le mie cose intorno, con l'odore familiare, circondata dalle persone care (non solo mio marito, ma anche mia madre e la mia migliore amica), assistita dalle ostetriche che conoscevo ormai da 7 mesi e di cui mi fidavo ciecamente, sapendo che non avrei subito nessun trattamento contro la mia volontà e che nessuno mi avrebbe trattato con superficialità o noncuranza, e di trovarmi una volta partorito, stanca morta, a casa mia con il mio bimbo sul ventre, in un'atmosfera calda e intima, con la luce soffusa, sicura che nulla avrebbe interferito con la nostra intimità, con l'inizio dell'allamento, che non mi sarei trovata a dover vagare per corridoi squallidi ed estranei, dovendo passare la notte da sola, magari impaurita, ma avendo sempre mio marito accanto a me, ad aiutarmi, a sostenermi, con gli altri che trafficavano in cucina, a preparare manicaretti...bé tutto questo è impagabile.
Spero di non avervi annoiato,
baci e, spero, buon parto in casa,
Francesca.