ross0 ha scritto:è difficile calarsi bene nella parte, essendo completamente agli antipodi della perfezione, si fa un po' fatica a capire chi invece ne sia affascinato.
Diciamo che capisco benissimo il fatto che la scelta "do not harm" venga molto prima di quella crudista, nel costesto di questo forum. Certamente sono prima di tutto vegana (imperfettissima, ho pure un lavoro che mi porta a prendere aerei a iosa, capirai che vegana delle palle). Poi vorrei provare a diventare crudista. Ma la strada è lunga. Fare la vegana che mangia crudo e fa casini mi sembra al momento l'unica cosa che posso dire di me stessa.
Appunto. Nessuno è perfetto. Ma lo sappiamo già questo

e per quanto mi riguarda va benissimo.
ross0 ha scritto:Diciamo che le persone che però "cercano la perfezione" che mi sembra vengano un po' troppo stigmatizzate in questo thread da tutti, sono persone che soffrono e questo mi sembra che vada sottolineato meglio. Chi è attratto dalla perfezione prima di tutto è una persona che si trova in una condizione di grande isolamento. E non posso fare a meno di simpatizzare per chi soffre, cercando di ricordare a chi ha la fortuna di non conoscere quanta sofferenza stia dietro a tutto questo, che non si tratta di immaturità o di capricci che si risolvono con una battutina feroce ma sincera.
Si tratta di problemi che a volte hanno radici drammatiche, ben al di là dei problemi che ci troviamo a discutere qua sul forum (partendo da me e dalle mie lagne sul fatto che non riesco a mangiare abbastanza etc,).
Non voglio dilungarmi, sarebbe un OT. Ma trovo che si debba fare attenzione a non scambiare i capricci di perfezionismo dettati da una vanità un po' stupida, con gli esiti di problemi che molte volte uno non ha fatto davvero nulla per tirarsi addosso.
Questo mio pensiero è nato proprio rivolgendosi a chi soffre. Credo che nessuna delle persone che ha commentato abbia mai nemmeno lontanamente pensato che si parlasse di persone immature o capricciose, piuttosto credo il contrario.
Per quanto mi riguarda, il post l'ho scritto proprio in seguito ad un messaggio privato lasciatomi da una persona che stava soffrendo molto.
Nemmeno quelle che tu definisci lagne per mangiare sono mai state considerate lagne capricciose da noi, ma questo so che tu lo sai

E' giustissima la tua puntualizzazione, Ross0. Però credimi, io e -sono certa- anche gli altri non abbiamo certamente pensato a capricci di perfezionismo.
ross0 ha scritto:Si rischia di essere molto "fieri" della propria "elasticità mentale", dimenticando che la malattia non è una "colpa" o l'esito di una indole sciocca e meschina.
E poi ritengo che l'elasticità sia spessissimo la figlia di una lunga esperienza, e ritengo normale che chi ha raggiunto da tempi memorabili certi traguardi non viva gli stessi stati emotivi di chi ci si avvicina con cautela e confusione.
Forse chi ha raggiunto quella che tu chiami "elasticità mentale" è stata una persona che ha sofferto in passato, e in qualche modo ne è uscita.
Certamente nessuno può realmente conoscere gli stati emotivi altrui, qualcuno ha sofferto in passato e se ne è uscito racconta la propria esperienza, qualcuno non ha mai sofferto e qualcuno ancora fatica a trovare la via d'uscita, sta di fatto che ogni esperienza è unica e assolutamente personale, ma la cosa che mi piace di questo spazio è il rispetto di ciascuno per le storie di tutti, che forse non darà la soluzione ai problemi ma una serie di input che a volte possono essere importanti.
ross0 ha scritto:Insomma, l'imperfezione è l'unica legge certa di questo universo, la termodinamica ci insegna che è addirittura imprescindibile dallo stato della materia. Essere in armonia con tutto quello che ci circonda è credo l'obiettivo di tutti noi, riuscirci davvero non è così automatico. In poche parole...forse anche l'elasticità è alquanto ambivalente, e bisogna fare attenzione che non diventi un dogma, un criterio in base a cui classificare gli altri.
La natura vuole fortemente la diversità, vuole l'instabilità, vuole le oscillazioni. Ognuno di noi evolve, a periodi esalterà aspetti del proprio pensiero e del proprio essere che potranno addirittura arrivare a cozzare, ma non esiste un "punto di arrivo". Per nessuno di noi. Continueremo comunque a cambiare. Ho notato che in tutti i forum vegani abbondano persone con problemi di dca, e quindi non posso fare a meno di pensare che molti partecipanti spesso hanno nel loro passato questa dolorosa esperienza. Un abbraccio particolare diretto a loro.
Il mio discorso non voleva essere un'ode all'elasticità, non necessariamente perlomeno. Per qualcuno questa può essere una via giusta, per altri meno, credo dipenda dall'indole personale, ma non è proprio questo il nocciolo della questione, almeno secondo me.
Il nocciolo piuttosto è, come dici tu, cercare di essere in armonia con noi stessi e con quello che ci circonda. Con noi stessi, principalmente, perchè poi si armonizza automaticamente anche quello che ci circonda.
Io a questo credo fortemente.
Poi la via che ognuno sceglie per gestire la propria vita diventa ininfluente nel momento in cui ci si vuole bene, ma bene per davvero. Credo anche che i dca nascano da uno stato di disarmonia profonda con noi stessi.
Io ne ho sofferto, per questo ne parlo, non pensare che non sappia di cosa stiamo trattando. Per assurdo il viaggio dentro me stessa di esplorazione e scoperta l'ho fatto quando ho digiunato completamente per 18 giorni, quindi se vogliamo in un momento di dogmatismo assoluto. Tuttavia non si è trattato di una violenza fatta su me stessa nel tentativo, che ne so, di dimagrire alla svelta. E' stato un viaggio consapevole ed intenso, che mi ha costretta ad affrontare a muso duro tutte quelle emozioni che mi terrorizzavano e che soffocavo col cibo. Un po' come decidere di entrare nella stanza infestata dai fantasmi per farne la conoscenza. Quello che ne ho guadagnato è stato immenso, ma di certo non posso consigliare il digiuno alle persone per fare questa scoperta perchè potrebbe non funzionare affatto e peggiorare le cose, perchè siamo tutti diversi o a livelli diversi.
Mi limito a raccontare le mie esperienze, nella speranza che le persone ci possano trovare qualche suggerimento, un po' come facciamo tutti
