Il discorso del "mattoncino" calza bene.
Durante il we comunque ho deciso che essendo a casa e potendo fare quello che voglio, mangerò crudista e stop ai mattoncini di consolazione a fine pasto.
Sulla necessità di lasciarsi penetrare dal malessere, per scacciarne definitivamente il contenuto di dolore, non sai quante volte ci si ritrova a parlarne nel contesto della dipendenza da sostanze e dalla "guarigione".
Il discorso è ampio, ma approvo in pieno il principio che esponi. Ovvero "lasciare che la paura ti penetri a faccia il lavoro che è chiamata a fare".
Il digiuno, ho letto i tuoi interventi agli altri topic e posso aggiungere la mia esperienza in proposito di digiuni "non programmmati". Da bambina ne ho fatti circa infiniti della durata di una settimana-10 giorni. Mio padre non era italiano e si trattava di una punizione standard. Una settimana solo ad acqua. Non credo mi abbiano fatto un gran che bene, ero sempre ammalata di inverno. Di certo ero sotto peso da morire, ma devo anche dire che i miei non avevano idee nemmeno grossolane in fatto di alimentazione e mangiavamo tutti malissimo, pochissima frutta e verdura, mesi e mesi monoalimento (tipo pasta condita solo con l'acqua della pasta)...Il digiuno + lungo l'ho fatto quando ho preso (senza sapere cosa avessi preso) il tifo e ho passato circa 25 giorni bevendo solo acqua allungata con succo di pompelmo o limone. Stavo malissimo, mio padre ci proibiva di andare dal medico, quindi per me, ogni volta che mi ammalavo, la mia medicina era quella di smettere di mangiare, perchè tutt'ora, se mi ammalo (devo dire xò che da quando sono vegana non ho + preso nemmeno un'influenza) non ne ho + voglia per nulla, voglio solo bere, dormire, andare al bagno e stare da sola.
Non ho nessun ricordo del "digiuno", perchè avevo la febbre a 41 e avevo le allucinazioni (sognavo da sveglia), stavo malissimo, non sarei riuscita a mangiare nemmeno con una pistola puntata alla tempia.
Non facevo + nemmeno pipì perchè scaricavo tutto attraverso l'intestino fino a 20 volte al giorno.
Non ho mai avuto il problema delle abbuffate post-digiuno, nè da bambina, nè dopo una malattia. So che se "dovessi" fare un digiuno per salute potrei anche farlo. Ma mi preoccupa invece il fatto che piuttosto una volta che ti abitui a non mangiare, diventa per me molto difficile ricominciare.
Sotto sotto in me "lavora" sempre il "folletto" che mi ha inculcato mia mamma con la sua anoressia, che si "dovrebbe" vivere senza mangiare affatto e che non si è MAI abbastanza magri.
E non desidero per nulla "nutrire" quel folletto.
Lotto dalla mia infanzia per mantenere un rapporto equilibrato con il cibo (tendevo facilmente a scivolare verso privazioni senza senso). E ovviamente, venendo da una famiglia con problematiche gravi di dipendenze da sostanze, con una madre che ha vissuto una anoressia grave durata + di 30 anni (non ovviamente del tutto risolta, ma almeno migliorata), avendo due sorelle che oscillano da tutta la vita fra anoressia e bulimia, per me è necessario mantenere la mente libera da fantasmi.
So già che se dovessi ammalarmi, come prima reazione vorrei andare avanti solo a spremute e acqua e stop.
Ma non vorrei ora, visto che sto relativamente bene, fare "digiuni", tantomeno per dimagrire. Perchè poi la mia testa passerebbe il suo tempo a dirmi di NON mangiare, e mi sentirei "in colpa" ogni volta che mi metto qualcosa in bocca (eredità di mia mamma che cerco di tenere a freno ogni giorno).
Tenendo conto che dopo il tifo, che non è guarito bene e mi ha dato problemi per anni, io ho un transito intestinale velocissimo (quasi ogni volta che faccio pipì scarico comunque una parte di feci), diciamo che mi preoccupo di non "nutrirmi" a sufficienza, MA mi ha fatto molto piacere leggere che si tratta di una reazione molto comune quella di non avere + appetito per qualche tempo.
Mi sento molto meglio sapendo che è tutto destinato a passare e poi il mio appetito tornerà
Grazieeeeeeeee!!!!!!!!!!!!!!!!
Fai davvero un ottimo "lavoro" per aiutare chi si interessa di crudismo. Certamente se + avanti organizzerai un altro "corso" di cucina crudista, spero di non essere in viaggio di lavoro e di poterlo seguire...
Se poi invece di Milano vi spostaste a Venezia mi sarebbe ancora + facile, venendo dall'Austria
(tirare acqua al proprio Mulino...)