unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Archivio delle discussioni sui forum non più presenti
Avatar utente
Gato
Messaggi: 276
Iscritto il: gio giu 05, 2008 4:37 pm
Controllo antispam: cinque

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Messaggio da Gato » gio apr 02, 2009 11:41 am

sole75 ha scritto:LORO NON LO STIMOLANO, FA TUTTO DA SOLO: HA COMINCIATO A INTERESSARSI ALLE LETTERE GUARDANDO LE TARGHE DELLE AUTO!!!!!! :shock: :shock: :shock: :shock:
Sole devo dire che mio figlio fa la stessa cosa, ha 2 anni e riconosce le scritte e i loghi delle marche di camion e auto. :lol:
Giuro, non lo stimolo io, io detesto macchine, camion, gru, ruspe, autobus, ma lui non vuole parlare d'altro, ci ha fatto chiaramente capire che voleva conoscere i loro nomi e li ha subito memorizzati, ed ora si esalta nei parcheggi a ripetere questa o quella marca. Quasi mi vergogno, sembra figlio di due invasati di Mercedes & company, mentre in realta' noi abbiamo un'auto scassona e sfigatissima!
Anche a me non me ne frega niente di anticipare lettura e scrittura, ma nel vedere il bambino cosi' felice e compiaciuto nel ripetere all'infinito quell'esercizio di riconoscimento, non posso che assecondarlo.

sole75
Messaggi: 1128
Iscritto il: dom mar 02, 2008 2:53 pm

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Messaggio da sole75 » gio apr 02, 2009 12:21 pm

Gato ha scritto:ci ha fatto chiaramente capire che voleva conoscere i loro nomi e li ha subito memorizzati, ed ora si esalta nei parcheggi a ripetere questa o quella marca.
Se ho capito bene, lui ha associato i nomi alle forme e tipologie delle auto. Non è che ha visto scritto i loro nomi. E comunque si esalta a veder questo o quel mezzo e a riconoscerne marca e modello, non a vedere il nome scritto e a leggerlo.

Credo siano due cose differenti. Sapere l'alfabeto vuol dire associare un determinato suono al corrispondente segno grafico, che è un'operazione innaturale, che viene appresa, non è innata, in quanto si tratta di una convenzione e coinvolge aree del cervello che a due anni non sono ancora completamente formate. Concentrare le energie in quelle aree significa toglierle ad altre aree e quindi compromettere uno sviluppo armonico.

Memorizzare invece è un'abilità che tutti abbiamo e che tuo figlio si diverte a esercitare con le auto, come le mie la esercitano con gli ortaggi e le piante. Chiedono cos'è questo? Fagiolo. bene, ogni pianta di fagiolo che vedono, mi urlano: mamma, fagiolo!
Ma da qui a saper leggere F- A- G- I -O - L- O ce ne passa!!!!!

Ciao
Sole

Curry
Messaggi: 375
Iscritto il: gio feb 15, 2007 9:13 am

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Messaggio da Curry » gio apr 02, 2009 12:59 pm

Angelica ha 5 anni, e per una serie di motivi conosce le lettere dell'alfabeto (non in ordine) e sa scrivere un po' di parole. Lei ne è molto affascinata, e ogni tanto ci giochiamo.
Io ho scoperto che lei sa scrivere un po' di cose, ma proprio come disegni, più che come nome composto da lettere.
Stamattina mi fa "Guarda mamma, sui miei stivali c'è scritto polly" In effetti è vero, ma non poteva averlo letto, anche perchè non conosce il minuscolo. Poi sai cos'era? Polly è la bambola che le ha regalato un'amica al compleanno, e lei ha riconosciuto il logo :lol:

Avatar utente
Gato
Messaggi: 276
Iscritto il: gio giu 05, 2008 4:37 pm
Controllo antispam: cinque

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Messaggio da Gato » gio apr 02, 2009 1:31 pm

sole75 ha scritto:Se ho capito bene, lui ha associato i nomi alle forme e tipologie delle auto. Non è che ha visto scritto i loro nomi. E comunque si esalta a veder questo o quel mezzo e a riconoscerne marca e modello, non a vedere il nome scritto e a leggerlo.
No, non e' il MODELLO del mezzo di trasporto che riconosce, e' proprio il logo (che esso sia simbolo o una scritta).
Ad esempio, riconosce il marchio "Renault" sia sui camon, che sulle monovolume che sulle utilitarie, modelli tutti completamente diversi tra loro. Secondo me il meccanismo di riconoscimento del simbolo grafico ed associazione della parola/suono funziona come per una lettera dell'alfabeto.
Ora quando si va in giro e' un continuo sentir dire "NO", "NO" (= "Renault"), perche' di mezzi di quella marca ce n'e' in giro un sacco. All'inizio non capivamo neppure cos'erano tutti questi no no no!!! :lol:

sole75
Messaggi: 1128
Iscritto il: dom mar 02, 2008 2:53 pm

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Messaggio da sole75 » lun apr 06, 2009 5:15 pm

Scusa Gato,
ma a lui chi glielo ha detto la prima volta che quella era una Renault??? e chi glielo ha fatto vedere dov'era il marchio e che ovunque ci sia quella scritta si tratta di una Renault??? :mrgreen:

E' come il caso della mia amica...hai voglia a dire che fa tutto da solo.
A un bambino se gli disegni A su un foglio, non ti dirà mai DA SOLO che è una A, finché NON GLIELO INSEGNI. Al massimo ti dice che è una casetta. E se disegni la O, DA SOLO, ti dirà che è una palla, o un sole....ma NON una O.

Comunque, resto dell'idea che un logo sia diverso dall'alfabeto: un logo è più come un disegno, un simbolo figurato, non credo che tuo figlio legge le lettere di quel logo, A MENO CHE TU O QUALCUN ALTRO NON GLIELE ABBIATE INSEGNATE. Probabilmente gli è stato detto una volta che quello è il logo Reanault e lui ora è capace di scovarlo, così come sarebbe capace di scovare il disegno di una barchetta su un'auto.

Così la vedo io, eh....

ciao ciao
Sole

P.S. Ohi, ma tu non dovevi partorire in questi giorni????? :P

Avatar utente
Gato
Messaggi: 276
Iscritto il: gio giu 05, 2008 4:37 pm
Controllo antispam: cinque

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Messaggio da Gato » mar apr 07, 2009 2:30 pm

sole75 ha scritto:P.S. Ohi, ma tu non dovevi partorire in questi giorni????? :P
L'ho fatto! Venerdi' e' arrivata la sorellina :D

sole75
Messaggi: 1128
Iscritto il: dom mar 02, 2008 2:53 pm

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Messaggio da sole75 » mar apr 07, 2009 3:22 pm

Gato ha scritto:
sole75 ha scritto:P.S. Ohi, ma tu non dovevi partorire in questi giorni????? :P
L'ho fatto! Venerdi' e' arrivata la sorellina :D
Che bellooooo!!!!!! :D :P
AUGURIIIIIIIIIIIIIIiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii :D :P :D :P :D :P

Baci
sole

Avatar utente
Gato
Messaggi: 276
Iscritto il: gio giu 05, 2008 4:37 pm
Controllo antispam: cinque

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Messaggio da Gato » mer apr 08, 2009 8:51 am

Grazie!!!!!!!!! :D :D :D :D :D :D
Ieri non riuscivo a scrivere una riga di piu', cmq ho avuto un parto davvero bellissimo: intenso, doloroso, faticoso, ma bellissimo, e la bimba e' identica al fratellone, mi sembra di averlo clonato! :mrgreen:

Per rispondere al tuo commento:
sole75 ha scritto:ma a lui chi glielo ha detto la prima volta che quella era una Renault??? e chi glielo ha fatto vedere dov'era il marchio e che ovunque ci sia quella scritta si tratta di una Renault???
Certo che e' stato un adulto a dirglielo, ma solo perche' era lui a chiedere insitentemente QUESTO QUI COS'E'?
Tra l'altro, sto imparando anch'io con lui e grazie a lui a riconoscere i vari loghi di auto e camion, visto che io di motori & Co non ce ne capisco proprio niente... ma ora sono obbligata a imparare, mio malgrado! :lol:
sole75 ha scritto:A un bambino se gli disegni A su un foglio, non ti dirà mai DA SOLO che è una A, finché NON GLIELO INSEGNI. Al massimo ti dice che è una casetta. E se disegni la O, DA SOLO, ti dirà che è una palla, o un sole....ma NON una O.
Anche qui non so perche' e per come, ma a lui succede! Ti racconto questo caso: siccome viene spesso con noi a fare la spesa alla COOP, ha imparato a riconsocerne il marchio, qui completamente da solo, osservando l'enorme insegna davanti al supermercato e sentendo noi che gli diciamo "Andiamo alla Coop".
Il marchio Coop lo riconosce su tutti i prodotti piu' svariati che vede in casa, dalle scatolette alla cartigenica.
Ma non solo: tempo fa, vedendo una scritta, non ricordo quale, che iniziava con CO..., e con caratteri piu' o meno simili, ma con colori diversi dal logo bianco-rosso, ha esclamato: "COOP"! Cioe': HA LETTO LA SEQUENZA C-O!!! :shock: :shock: :shock:

Anch'io non so spiegarmelo, ma succede. E lui e' cosi' felice quando vede che ci ha azzeccato! :mrgreen:

pulcinafiamminga
Messaggi: 178
Iscritto il: mer dic 10, 2008 12:10 am

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Messaggio da pulcinafiamminga » ven mag 08, 2009 2:06 pm

Ciao a tutte!
Solo per dire che io sto continuando il mio interessamento al (concetto delle) scuole democratiche: per es. leggendo il blog di una donna membro dello staf di una piccolissima scuola democratica in Belgio, che di recente è andata In America a visitare una delle più famose e 'antiche' di queste scuole: Sudbury Valley, e ci ha potuto osservare la vita della comunità della scuola per una settimana. Poi visto che il blog interessa a parecchie persone, lo sta continuando raccontando delle esperienze nella miniscuola di Bruxelles. L'ultimo suo articolo per esempio mi sta facendo riflettere molto. Peccato che è in fiammingo :wink: ma vi faccio un pò di traduzione (che servizio eh?! :lol: :wink: )

Può servire anche quale (pezzo di) risposta alla preoccupazione di mi sembra Gato, che dice 'la mia paura è che nessuno impari nulla'.

L'articolo parla dello scegliere. Eccolo:

L'insegnamento Sudbury si può considerare come un training permanente nello scegliere, coscientemente e incoscientemente. Nell'insegnamento classico scegliere non è una materia, e nelle materie esistenti si trovano poche occasioni. Si crede che le persone giovani non siano in grado di fare delle scelte per se stessi, o almeno non la scelta così importante di cosa impareranno a scuola. Si presume che lasciandoli liberi, sceglieranno la via più facile e che avranno mancato tantissime cose alla fine del loro periodo di studio. Dall'altro lato implicitamente viene presupposto che una persona che abbia raggiunto l'età adulta -- nonostante la mancanza di pratica e esercizio nello scegliere -- sia perfettamente in grado di prendere tutte le decisioni importanti che la vita adulta comporta. Non è logico, secondo me. Nell'insegnamento Sudbury invece, lo scegliere viene inalzato fino a diventare un'arte che va esercitato e eseguito tutto il tempo. E non si tratta solo di scelte 'grosse' (che farò oggi, vado fuori o sto dentro, quando mangio, con chi voglio passare il tempo); ogni scelta si divide in una rete di tantissime piccole scelte. Perché non esiste nessun programma prefatto da seguire.
Una prima categoria di scelte è sul terreno delle attività. Se per es uno studente decide di andare nella sala creativa, dovrà fare tante altre scelte: che faccio, disegno? modellare? pittura? mi voglio impegnare una mezz'oretta o mezza giornata? che soggetto scelgo per disegnare/pitturare/ e come voglio procedere? farò il mio lavoro in diversi momenti della giornata o su diversi giorni o voglio finire tutto d'un tratto? ecc ecc ecc. Molte di queste scelte si fanno inconsciemente, ma vengono comunque fatte per forza di cose. Ed è così per ogni attività della giornata.
Un secondo terreno di scelta è quello sociale: con chi farò delle cose? con chi parlo? è più importante per me stare in bella compagnia oppure fare quello che voglio fare io 100% del tempo? sto sempre con le persone che già conosco o m'impegno a conoscere qualcuno con cui ho poco contatto, magari un pezzo più grande o più piccolo di me? se vado in qualche sala d'attività, raggiungo qualcuno che già sta lì o mi metto da solo? se ho bisogno d'aiuto o di un commento, chiedo ad unaltro studente o a un membro dello staf? ecc ecc
Poi c'è il terreno del governo della scuola. Ci vado al meeting settimanale o no? (devo decidere ogni settimana), se sì, sono attivo nelle discussioni o mi limito a votare? se faccio parte del Comitato Giuridico, sono attivo o piuttosto osservo e lascio che siano gli altri a guidare il processo? mi candido per questa o quella funzione o no?
Infine ci sono le scelte che hanno a che fare direttamente con i processi didattici stessi (anche se i terreni precedenti comprendono tanti processi didattici). Allora si parla di: quali elementi che mi interessano vado a pescare dal mare di conoscenza che mi circonda tutto il tempo? quali domande faccio e a chi? quanto profondo voglio andare nella conoscenza? quando è un momento propizio per imparare qualcosa? come procedo, lascio che una materia che m'interessa mi circondi vagamente nell'aria per un pò di tempo perché mi spaventa anche un pò, o vado dritto allo scopo? quali mezzi uso per arrivare al mio scopo? ecc ecc
...
Se vai a guardare così in dettaglio, scegliere è terribilmente complesso. Richiede capacità che impegnano tutta la persona e contribuisce così alla formazione della personalità intera. Nello scegliere:
- si esplora e si costruisce la propria individualità
- si esplorano confini e si impara cos'è raggiungibile o no
- viene favorito il legarsi con gli altri
- si crea fiducia in e conoscenza di sè stessi

---------------------------------------------------------------------------------------

Ecco. Sono curiosa cosa mi direte; io stesa sono la prima a dire che a me l'arte dello scegliere manca parecchio, e che questo è un serio handicap nella vita di tutti i giorni come nelle linee grandi che uno vorrebbe creare nella propria vita. E devo dire di più: ho alcuni ricordi adolescenziali di situazioni fuori scuola, dove avevo una vera scelta da fare, e mi ricordo la sensazione di perplessità, di gioia da un lato ma angoscia dall'altro. So che mi è terribilmente mancato l'esercizio (ripetuto) di scegliere negli anni d'infanzia e di adolescenzia. Mi trovo molto d'accordo con questa donna che non è logico presumere poi che arrivati a 18 anni di colpo dobbiamo saper decidere autonomamente, mentre prima le occasioni di vere scelte sono state così poche.

Voi cosa dite?


pulcinafiamminga che ancora spesso ha difficoltà a scegliere la propria strada.

sole75
Messaggi: 1128
Iscritto il: dom mar 02, 2008 2:53 pm

Re: unschooling a scuola? summerhill sudbury scuole democratiche

Messaggio da sole75 » mar mag 12, 2009 1:35 pm

Ciao Pulcina :P

Quello della libertà e della capacità di scegliere, secondo me, è un discorso molto importante. Questo senso della propria responsabilità di scelta, secondo me, tra l'altro non si forma a partire dall'età cosiddetta scolare, ma si acquista e si allena fin dai primi istanti di vita, quando ad esempio il neonato esercita la sua scelta di essere allattato quando lo desidera lui o riesce a comunicare ai genitori quando vuole fare cacca e pipì (vedi EC e senza pannolino). E questa capacità di scelta va avanti col tempo, man mano che lui cresce e sceglie x es quanto e cosa mangiare di quello che gli viene proposto, sceglie a che cosa giocare e con chi, sceglie a che ora andare a dormire, nel senso non di avviare una guerra coi genitori, ma serenamente dormire quando si ha sonno, che sia alle 7 di sera come a mezzanotte, a seconda di quanto si è stanchi e di come è andata la gionata.
Non si tratta di anarchia, ma di quel principio di cui ha ben parlato Jesper Jul della COMPETENZA dei bambini ("Il bambino è competente"), cioè il bambino è capace di scegliere, non è che gli fa male decidere per se stesso e non è che se un adulto decide per lui faccia sicuramente meglio.
Il bambino - se non viene diseducato a questo - sa riconoscere i segnali del suo corpo: è inutile che una mamma freddolosa si metta a rompergli le scatole, gironzolandogli attorno con la maglietta di lana, dicendo "Fa freddo". Lei - la mamma- ha freddo, suo figlio forse no. Di certo quando sentirà freddo, chiederà qualcosa da mettersi addosso.

Dico tutto questo, perché credo che se non è stata rispettata l'autonomia, la competenza, la capacità di scegliere del bambino fin dall'inizio, sarà ben difficile che poi questi, arrivato a scuola, magicamente sappia SCEGLIERE, oramai l'avrà disimparato ed è possibile che si senta disorientato di fronte alla possibilità di scegliere, cosa a cui non è abituato.

Delle volte io mi sento in colpa, perché non organizzo il tempo delle mie figlie, ma mi occupo delle mie faccende, lasciando che loro scelgano se partecipare a quello che faccio io o se fare altro.
Mi sento in colpa, perché in fondo per me questo è più facile, molto più semplice che dover organizzarmi per portare una in piscina, l'altra dall'amichetta, ecc. Io vivo la mia vita e nella mia vita ci sono anche loro che a loro volta vivono la loro. Io vado al mare e loro vengono con me e ne sono felici, ma non è che io vado al mare perché CI DEVO PORTARE LORO!!!
E la maggior parte delle volte non portiamo alcun gioco con noi, arrivate in spiaggia, ognuno fa quello che vuole: io mi porto un libro o l'uncinetto, loro si spogliano e cominciano a far capriole, a bagnarsi, a cercar conchiglie o sassolini particolari. Se vogliono coinvolgermi nelle loro attività, me lo dicono. Se hanno bisogno di un momento di rifugio e di coccole, eccole che vengono dalla tetta di mamma, per poi ripartire per qualche altra esplorazione.

Gli amici: io non mi preoccupo che "socializzino coi bambini della loro età" come si suol dire. Sono ben affari loro se vogliono socializzare o meno e con chi. A volte si avvicinano mamme coi loro bambini, con l'obbiettivo di mediare la conoscenza tra i rispettivi figli: ma se mia figlia in quel momento non ce n'ha voglia di giocare con altri bambini, io non mi metto certo a insistere. Magari 2 minuti dopo, la scovo che sta chiacchierando amabilmente - lei di 3 anni - con qualche signora anziana, a cui racconta tutti i fatti nostri :lol: :lol: :lol:

Insomma, tutto sommato, io mi sono scelta un percorso facile: sostanzialmente non faccio assolutamente niente, per lo più osservo e mi tengo pronta per rispondere alle loro esigenze, se e quando ci sono.
Pur senza perder di vista me stessa e i miei desideri, nel senso che, con tutto il rispetto per loro, quando desidero molto fare una cosa, cerco di farla, possibilmente senza dovermi separare da loro per questo, ma spiegando comunque loro le mie motivazioni.
Ad esempio, quando ho voglia di riposarmi con un libro, lo dico alle mie bimbe e propongo che si mettano anche loro vicino a me sul letto a far qualcosa di tranquillo o con i loro libri, se vogliono. Ma se non vogliono, arriviamo al compromesso che io mi riposo e loro fanno quello che desiderano purché non mi disturbino.Può sembrar strano, ma io faccio così con le mie bimbe che hanno 3 e 2 anni.....e non m'è mai scoppiata la casa!!!!!!! :mrgreen:

In complesso, direi che loro sicuramente sono autonome nella gestione del loro tempo (che poi significa tutta la giornata), come pure sono autonome per la loro alimentazione, nel senso che una volta deciso insieme cosa si mette in tavola per quel pasto (e spesso collaborano anche alla preparazione stessa dei pasti), poi mangiano di quello che c'è quello che vogliono e quanto ne vogliono.

Per questo credo che "scegliere" per loro non rappresenti nulla di spaventoso, ma semplicemente la normalità.

Ciao ciao
Sole

Rispondi