lasciare il lavoro

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denna
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Re: lasciare il lavoro

Messaggio da denna » gio dic 04, 2008 12:34 pm

Io sono a casa dal lavoro da quando sono rimasta incinta la prima volta, quindi più di 4 anni.
Sono dovuta rimanere a casa subito perchè lavoravo come educatrice in una comunità di tossicodipendenti e il contratto prevedeva questo.
Allo scadere del contratto non l'ho più rinnovato per restare a casa, un pò perchè sentivo che la nuova disposizione d'animo non mi si conciliava con quell'ambiente di lavoro, un pò perchè volevamo provare a tenere la bimba il più possibile con noi.
Abbiamo pensato di provare ad andare avanti solamente con uno stipendio e tra alti e bassi abbiamo cercato e avuto un altro figlio.

Devo dire che io ero la meno convinta di fare questa scelta, ero abituata ad avere molte relazioni, a lavorare nel sociale e a stare molto tempo fuori casa, ma fatto sta che, sebbene ci siano stati momenti un pò difficili (non tanto dal punto di vista economico, ma più per il mio senso di inadeguatezza a un tipo di vita così diverso da quello precedente!), adesso siamo entrambi contenti.

Sai una cosa? Magari, adesso qualche lavoretto lo faccio durante l'anno, ma temporaneo! Ad esempio a me è sempre piaciuto lavorare in campagna, allora ho sparso la voce e se qualche amico contadino ha bisogno durante le raccolte della frutta, io ci vado volentierissimo e quest'anno per esempio ci sono andata lavorando solo al mattino!

Poi mi sono accorta che in questo modo pensiamo più a come economizzare che a guadagnare. Ad esempio i vestiti o i giochi per i bimbi riusciamo a passarceli tra famiglie, cerchiamo di produrre in casa facendo l'orto (anche se adesso però è un pò in sospeso), cerchiamo di aggiustare più che ricomprare gli oggetti, una vita molto fai da te insomma!
Spero di averti dato un ulteriore spunto di riflessione, ciao!

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BlaBla
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Re: lasciare il lavoro

Messaggio da BlaBla » gio dic 04, 2008 10:34 pm

denna ha scritto:Poi mi sono accorta che in questo modo pensiamo più a come economizzare che a guadagnare. Ad esempio i vestiti o i giochi per i bimbi riusciamo a passarceli tra famiglie(...) cerchiamo di aggiustare più che ricomprare gli oggetti, una vita molto fai da te insomma!
Spero di averti dato un ulteriore spunto di riflessione, ciao!
Anche noi stiamo facendo così e penso che sia un bel modo di vivere, sto cominciando a rimettere al giusto posto certi valori.
L'unica cosa che mi angoscia un pò è che la nostra casa è piccola e vorrei avere un secondo bambino (vorrei provarci al più tardi quest'estate) e mi chiedo: dove lo mettiamo? Quindi penso che finchè non ricomincerò a portare anch'io un minimo di soldi non potremo mai permetterci una casa più grande...
Elena

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lolavandyk
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Re: lasciare il lavoro

Messaggio da lolavandyk » gio dic 04, 2008 11:28 pm

Osmanto, ti ringrazio molto ma sentendo anche esperienze di miei amici, denunciare il mobbing è un'impresa che quasi sempre porta al fallimento, proprio per l'impossibilità di dimostrare davanti ad un giudice la propria siuazione i soprusi e le discriminazioni subiti sul posto di lavoro, mi sa che è una battaglia persa, purtroppo!Scusa ma come fai a fare valere la tua parola contro quella del tuo capo, che in un colloquio privato te ne dice di cotte e di crude sul perchè ai fatto due figli...?ti devi portare un registratore?!Bhà!Magari c'è un modo, ma non lo conosco.
baci :D

osmanto
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Re: lasciare il lavoro

Messaggio da osmanto » ven dic 05, 2008 11:07 am

lolavandyk ha scritto:Osmanto, ti ringrazio molto ma sentendo anche esperienze di miei amici, denunciare il mobbing è un'impresa che quasi sempre porta al fallimento, proprio per l'impossibilità di dimostrare davanti ad un giudice la propria siuazione i soprusi e le discriminazioni subiti sul posto di lavoro, mi sa che è una battaglia persa, purtroppo!Scusa ma come fai a fare valere la tua parola contro quella del tuo capo, che in un colloquio privato te ne dice di cotte e di crude sul perchè ai fatto due figli...?ti devi portare un registratore?!Bhà!Magari c'è un modo, ma non lo conosco.
baci :D
Sai, il problema è proprio questo. Ecco perché loro hanno sempre il coltello dalla parte del manico, perché noi abbiamo paura di denunciare, di ritorsioni, di tutto. E abbiamo ragione ad avere paura. Però secondo me dovresti provare a telefonare alla Consigliera, spiegarle la tua situazione e chiedere anche come fare casomai a denunciare la cosa, quali prove sono richieste, se basta la tua parola contro la sua.
Se sei d'accordo che il ruolo di mamma debba essere riconosciuto nel mondo del lavoro, che non debba costituire una discriminante, tu che adesso sei nella "situazione giusta" per intervenire dovresti almeno provarci. Una telefonata non ti costa molto.

Mio marito è stato discriminato, per la paternità e l'allattamento che ha preso (6 mesi per la prima figlia, 3 mesi più 2 ore di allattamento fino al primo anno per il secondo). Lavorava in una ditta molto grande che non aveva certo problemi a rimpiazzarlo (su 1000 dipendenti, uno che se ne sta a casa non si vede nemmeno!), poi ha iniziato ad andare male in generale (gruppo Fiat, hai presente...) e il primo che hanno fatto fuori è stato lui, un martire il cui sacrificio doveva essere di esempio agli altri che potevano avere una mezza idea di prendere la paternità.

In effetti, sentendo i suoi colleghi ha fatto una cosa più impensabile che un viaggio su Marte: un suo collega è venuto a lavorare al mattino, poi la moglie è stata ricoverata per partorire quindi è uscito tipo alle 10, alle 2 del pomeriggio era già di nuovo al lavoro "tanto è in ospedale, che devo stare a fare io lì?" E non ha saltato nemmeno un giorno di lavoro, neanche quando hanno dimesso la moglie, e tra l'altro avevano già un altro bambino, ovviamente da guardare assieme al neonato e subito dopo un parto... Ti rendi conto??

Noi non li abbiamo denunciati e mi dispiace davvero di non averlo fatto, non per vendetta, non volevo neanche avere un risarcimento né riavere il lavoro, perché tanto era scomodo, lontano ecc, ma solo per evitare che venisse fatto ad altri.

Più persone denunciano, meno questi soprusi saranno fatti in futuro.

Pensaci... e magari fai una telefonata. Non è vincolante, puoi sentire e decidere poi cosa fare.

Osmanto

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