C'è già chi porta avanti il discorso "facciamo rimanere piccole le piccole realtà contadine": è l'ASCI, Associazione di Solideriatà per la Campagna Italiana, una associazione ambientalista e di volontariato senza fini di lucro che si propone la difesa e rinascita del mondo rurale italiano.
Sono prevalentemente agricoltori (o, come nel mio caso, cittadini simpatizzanti) e sono in tutta Italia.
Associarsi è già un modo per sostenerli, non tanto per la quota associativa (irrisoria) quanto per il fatto che più si è numericamente più si conta, soprattutto a livello politico-legislativo.
Una nota per i vegan: ovviamente all'interno di questa realtà c'è anche chi alleva animali per ottenere latte e/o uova. In genere hanno un paio di mucche o una decina di galline al massimo. Nonostante il discorso vegan sia contrario io penso che si debba sostenere anche loro, eventualmente contattandoli per provare a far cambiare loro attività se credete (anche perchè con due mucche o dieci galline non è che ti arricchisci con latte e uova ...) ... fanno già tanta fatica a resistere come piccoli in un mondo di leggi fatte per la grande industria ...
Vi porto due esempi:
il primo è quello di una famiglia di miei amici che allevano due mucche e vendono le loro tome (forme di formaggio tenero tipico piemontese) e, solo in inverno, il burro; purtroppo vendono i vitelli ... so che la cosa non li redime, ma finchè hanno il vitello mungono la mucca solo da due capezzoli e lasciano gli altri due al vitellino. La loro casa è in legno e pietra e, per loro, le due mucche fanno anche parte del riscaldamento, in quanto hanno la camera da letto e la cucina (le uniche due stanze della casa) con pavimento a travi di legno direttamente sopra la stalla. Il "bagno" è all'aperto a copertura di foglie, quindi impatto ambientale zero. Hanno poche galline ovaiole che lasciano libere intorno alla casa e nel boschetto dietro casa loro, senza pollaio e senza tagliar loro le ali: sono galline che "volano" e, all'arrivo delle faine, volano suglia alberi e lì dormono la notte. Non hanno l'energia elettrica e, fino a poco tempo fa, neanche l'acqua in casa, la andavano a prendere con il cavallo da una sorgente vicina.
In questa piccola "azienda" lavorano solo marito e moglie (ai limiti della sopravvivenza): la legge prevede che la latteria, il luogo in cui producono il formaggio, abbia i servizi igienici maschili e femminili separati come nelle grandi imprese in cui lavorano operai e altri dipendenti estranei tra loro; l'adeguamento comporterebbe per loro dei costi inaccessibili ... quindi, per il momento restano fuorilegge, nel frattempo stanno provando con gli altri dell'ASCI a far cambiare la legge, anche perchè sono quasi tutte piccole realtà a conduzione familiare e, prevedere servizi maschili e femminili separati è per tutti un lavoro oneroso e inutile.
Un altro caso è quello degli ortolani che producono biologico: per vendere biologico devi avere la certificazione AIAB o di qualche altro ente certificatore europeo. Queste certificazioni sono costosissime e perciò sono accessibili solo alle grandi aziende del biologico. Loro stanno lavorando per avere una legge che permetta alle piccole realtà rurali l'autocertificazione sul biologico. C'è chi ci può vedere la malafede in questo (puoi vendere quello che ti pare e autocertificarti bio), ma considerate che per le modeste quantità vendute c'è principalmente un discorso di fiducia tra l'agricoltore e i "suoi" acquirenti (e io sono uno di quelli e sono straconvinta che quello che compro da loro, senza nessuna certificazione ma solo con la garanzia del loro sorriso è "più bio" di quello che posso comprare in un supermercato bio con tanto di certificazione); però, per la legge, se vendi in un mercatino (e loro periodicamente lo fanno, non tutti i giorni se no non riuscirebbero a seguire l'orto, ma una-due volte al mese sì) non puoi mettere un cartello che dichiari che quello che hai sul banco è di produzione biologica, quindi le tue patate bio, le tue zucchine ecc., prodotte da te, valgono come quelle comprate ai mercati generali dal tuo vicino di banchetto.
Sono solo due dei tanti casi, ma mi sono rimasti particolarmente impressi, forse per la conoscenza personale e l'amicizia che mi lega a queste persone.
Io vi invito a visitare il sito ... poi, fate voi.
http://www.rfb.it/asci/
Una nota a chi si interessa anche di commercio equo e solidale: comprare dai soci ASCI e associarsi a loro E' equo e solidale e, spesso, dietro casa, per cui è possibile andare ad aiutare queste persone e vedere da vicino come hanno inteso la vita.
Gio