I vegetariani/animalisti della domenica

Archivio delle discussioni sui forum non più presenti
Alex81
Messaggi: 816
Iscritto il: gio set 01, 2005 1:24 pm
Località: Pc

Messaggio da Alex81 » mar dic 13, 2005 1:04 pm

Gio ha scritto:Come qualcuno disse a me poco tempo fa ... ti manca pochissimo, quand'è che diventi vegan?
Tranquilla che a Pleaidi glielo chiediamo ogni singolo giorno da mesi!!!! ;)

Daniele
Messaggi: 983
Iscritto il: mar ott 05, 2004 9:32 am
Località: Bagheria (PA)

Messaggio da Daniele » mar dic 13, 2005 1:05 pm

Alex81 ha scritto:
Gio ha scritto:Come qualcuno disse a me poco tempo fa ... ti manca pochissimo, quand'è che diventi vegan?
Tranquilla che a Pleaidi glielo chiediamo ogni singolo giorno da mesi!!!! ;)
Povera piccola mia!:p

wide receiver
Messaggi: 398
Iscritto il: ven giu 10, 2005 8:56 am
Località: Cernusco Lombardone LC

Messaggio da wide receiver » mar dic 13, 2005 1:31 pm

Ciao Gio
Gio ha scritto:Va be' ... allora continuo a vivere vegan ma dico di essere di nuovo vegetariana perchè domenica "ho peccato" ...
non è che non puoi dirti vegana perchè UNA volta ti è capitato di sgarrare. Qui si discuteva di chi OGNI TANTO sgarra, quindi le occasioni cominciano a diventare un po' più numerose.

Gio ha scritto:Sono d'accordo, vegan e vegetariano sono due parole che definiscono concetti ben precisi. Nonostante ciò, sarebbe auspicabile un po' di tolleranza in più da parte dei primi della classe nei confronti di chi per motivi diversi non ci riesce a essere così puro o coerente o quello che volete voi o, solamente, non ci riesce "ancora".
Scusa Gio, ma qui non riesco proprio a seguirti.
Dev'essere chiaro che nessuno qui si è innalzato nè a primo della classe, nè a puro per il semplice fatto di considerare importante che le definizioni vengano utilizzate per quelle che sono.
Vedo in questo thread una reiterata confusione dei piani di ragionamento, quello strettamente formale e quello, per così dire, ontologico.
Attenzione: l'argomento in questione non è il giudizio della persona e delle sue azioni. Qui si sta dibattendo una questione prettamente linguistica, invece mi sembra che molti si sentano giudicati personalmente, al punto che alcuni hanno ipotizzato un eventuale ritorno alla fiorentina per il fatto di sentirsi esclusi dal novero dei veg*ani.
Si sta perdendo la giusta prospettiva di questa discussione.
Affermare che uno non può definirsi veg*ano perchè ogni tanto si concede uno strappo non è mica una condanna morale. Questo punto dev'essere cristallino per tutti.

Gio ha scritto: Voglio dire: già nella vita quotidiana mi trovo a scontrarmi con parentado e colleghi quando cerco di esporre pacatamente le mie idee e mi danno dell'estremista e dell'asociale quando rifiuto di andare a mangiare la piadina nella pausa pranzo perchè c'è strutto nell'impasto ... se poi vengo a farmi un giro su questo forum per leggere qualcosa che sia più vicino al mio sentire e mi sento fuori posto pure qui ... ragazzi, è dura la vita!

Gio
E' proprio questo che non riesco a comprendere: perchè dovresti sentirti fuori posto?
Uno si sente tra amici quando c'è comunanza di ideali, affinità a prescindere dalle etichette. Se io esprimo il desiderio che un mio amico non si definisca veg*ano quando effettivamente non lo è, non significa affatto che gli nego la mia amicizia, il mio rispetto, il mio appoggio, la mia solidarietà.
La chiarezza nella definizione 'vegetariano' non è mica uno spartiacque tra buoni e cattivi o tra noi e gli altri, ma semplicemente un nome per identificare una persona che ha adottato alcuni comportamenti ben precisi.

Ho letto frasi tipo 'io sono più vegano di te'. Esse non hanno alcun senso nè da un punto di vista formale nè tantomeno sostanziale (non è possibile essere 'più vegano': o lo sei o non lo sei) però sono emblematiche dell'equivoco che si è creato in questo topic.

Spero di aver esposto in modo chiaro la mia visione.

Ciao Gio :)

William

virgola
Messaggi: 216
Iscritto il: mar lug 19, 2005 1:10 pm
Località: Milano hinterland

Re: è domenica

Messaggio da virgola » mar dic 13, 2005 1:57 pm

wide receiver ha scritto: Tu continui a vedere la definizione di 'veg' nell'ottica di una possibile conversione di un onnivoro. In realtà non è l'unico approccio alla questione. Io ho già più volte spiegato perchè, da un punto di vista assolutamente pratico, è importante che la gente sappia con precisione cosa significa vegetariano o vegano.
Tempo fa lessi un bell'articolo di Antonella Sagone in cui raccontava una sua degenza in ospedale. Trovai grottesco che un infermiere non sapesse cosa portarle da mangiare perchè non aveva chiara l'idea del significato di vegano. Niente di tragico, per carità, ma sarebbe così inopportuno aspirare a una maggiora chiarezza?
Per prima cosa, devo ammettere che non sono convintissimo di condividere con te il presupposto che sia così importante che la gente sappia che cosa significa precisamente vegano. Cioè, mi pare che sia semplicemente importante che sempre più persone in occidente sanno che esistono persone che non mangiano carne, persone che non mangiano neppure derivati animali, persone che mangiano pochi derivati, persone che non li mangiano come loro regola ma poi a volte "sgarrano", ecc. In questo modo la gente non si chiede che cos'è un vegano, o quanti sono i vegani, tutte questioni "spettacolari", se mi è concesso... In questo modo iniziano a porsi domande sostanziali (gli animali soffrono? si può fare a meno di mangiarli? perchè li mangiamo? ecc.) Mi sembra un po' come quando gli anarchici si preoccupano che la "gente" sappia che cos'è un vero anarchico (e magari si preoccupano di meno di migliorare la società in senso anarchico), anche se l'esempio non è del tutto calzante perchè l'aggettivo anarchico - si sa - è più fluido.
Seconda cosa. Lo so che fa rabbia spiegare che cosa un vegano vuole mangiare (non che cosa PUO' mangiare, sembra che abbia preso i voti!) e che cosa non vuole mangiare. Però, ho già spiegato che ciò non deriva dai "vegani-che-fanno-strappi", ma dai "vegani-che-mangiano-una-categoria-di-derivati" (uova, insaccati, latte, parmigiano, miele, ecc.), il che è ben diverso. Io, che faccio parte della prima categoria, provo spesso la tua stessa fatica e frustrazione a dover spiegare queste cose (ma il tonno PUOI mangiarlo? sì che posso, nessuna legge me lo impedisce, ma non voglio). E poi, a proposito di parole non negoziabili, l'esempio del prosciutto che per molti di una certa generazione non è carne ti mostra la complessità del problema.
Infine, massima solidarietà a quell'infermiere. Se uno mi arriva in ospedale e mi dice che è vegano (cioè fa parte di una minoranza della cui esistenza io magari non so nulla), io sinceramente gli chiedo quali cibi mangia e quali no, come con uno che mi dice che è allergico (questo sul piano pratico, poi se il degente ha voglia di catechizzarmi e io di ascoltarlo, possiamo parlare delle motivazioni con grande piacere reciproco e mia crescita personale, ma il problema pratico è quello di portargli qualcosa che lui possa/voglia mangiare).
wide receiver ha scritto: Sarà pure un giudizio manicheo, ma uno che si allontana dal veganesimo perchè gli altri vegani gli stanno antipatici, cerca solo scuse o quantomeno non ha capito proprio niente del significato di veg*ano.
Essere veg*ano non significa appartenere a un club. Significa 'non consumare prodotti di derivazione animale'. Quindi uno può benissimo essere vegetariano senza conoscerne nessun altro, come ho fatto io per cinque anni. Che poi l'appartenenza a un gruppo possa esser d'aiuto, sono d'accordo. Ma attenzione a non confondere strumento e fine, come mi sembra che alcuni stiano facendo. Purtroppo devo ripetere quanto già scritto: l'obiettivo non deve essere il venir riconosciuto come 'veg*ano', ma la vita degli animali. Quella definizione è una pura e semplice conseguenza delle nostre azioni volte a eliminare la crudeltà.
Continuo a dire che l'errore sta nella premessa ("uno che si allontana dal veganesimo perchè gli altri vegani gli stanno antipatici"): questo non è che un aspetto, magari fosse l'unico. Se fosse l'unico motivo per cui uno si allontana, allora sì sarebbe solo una scusa e glielo si potrebbe dire chiaramente. Ma non è così, o è così in rari casi. Pienamente d'accordo, però: niente club...
wide receiver ha scritto: L'esempio dei corvi sarebbe calzante se noi ti dicessimo che nei comportamenti sei più simile ad un onnivoro che a noi; allora ti darei ragione. In realtà qui non si sta discutendo delle scelte alimentari in sè, ma della definizione linguistica che da esse deriva. E se la realtà (quindi le azioni) non è bianca/nera, ma di diverse sfumature di grigio, non è così per quanto concerne le definizioni linguistiche. I sostantivi (come vegetariano e vegano) indicano qualcosa di ben definito. Ad essi si affiancano gli aggettivi, proprio per sottolineare eventuali sfumature, ma il sostantivo dev'essere quello in modo inequivocabile.
Fermo restando che forse davvero stiamo perdendo tempo (in modo divertente) a parlare di sottigliezze linguistiche, non condivido questa distinzione fra realtà e linguaggio. La realtà non è bianca/nera, ma neppure il linguaggio. Su questa cosa ci sono dibattiti decennali che dimostrano almeno come la questione sia controversa. Tanto per rimanere in tema, pensa al sostantivo "carne". Che cos'è: per uno zoologo, sono le fibre degli animali terrestri e marini; per un cuoco è la parte commestibile di un animale terrestre. I vegani prediligono la definizione dello zoologo, e infatti non mangiano neppure i pesci; la maggiorparte della popolazione italiana preferisce la seconda definizione ("nè carne nè pesce" si usa dire).
Non vorrei poi fare esempi meno pertinenti ma più scomodi (concetti astratti come "giustizia", "bellezza", ecc.). Però il sostantivo in sè, "vegano" è in effetti più chiaro di molti altri: "colui/colei che non mangia derivati animali" (abitualmente, sempre, quasi sempre?)

piccino
Messaggi: 864
Iscritto il: gio giu 09, 2005 10:48 am

Messaggio da piccino » mar dic 13, 2005 2:14 pm

giò...ma a che età sei diventata vegetariana?

pleiadi
Messaggi: 620
Iscritto il: mar giu 21, 2005 5:29 pm
Località: Bagheria (Pa) ma Napoletana!

Messaggio da pleiadi » mar dic 13, 2005 2:34 pm

Gio ha scritto: Pleiadi, a proposito del formaggio sulla pizza (questo messaggio è dedicato a un'altra persona che nelle prime pagine di questo topic diceva di non essere vegan perchè non riesce a non mangiare il formaggio sulla pizza): ma ci hai almeno provato a mangiarla senza?
certo che si :) ed è buonisssima anche senza, considerando che in Sicilia mi aiutano a diventar vegana visto che la mozzarella non è come quella campana :P E poi io la mozzarella "a crudo" non la sopporto e ho una lieve intolleranza al lattosio...e sulla pasta trovo molto più buono il gomasio!

Gio ha scritto: Per quanto riguarda le uova, le mangiavo solo in frittata o fresche sbattute con lo zucchero, solo quelle degli amici con galline allevate nel cortile della loro cascina (che credevo felici, prima di aprire gli occhi sulla fine che fanno i pulcini): a parte la nostalgia per l'uovo sbattuto che mi ricorda sensazioni e momenti vissuti durante l'infanzia (ma non è necessario mangiarlo l'uovo per rivivere quelle sensazioni), ho trovato che la farifrittata, quella fatta con farina di ceci, è più buona di quella fatta con le uova ...
Ammetto di trovare la farifrittata un pò pesantella ma buona, seppur non la faccio piena zeppa di ingredienti, ma saranno mesi che non mangio una frittata di uova e di certo non mi manca ;) Purtroppo sono pigra e molto affamata quando torno a casa dal lavoro e mi fà comodo cucinar un uovo a pranzo piuttosto che allungare i tempi cucinando altro, ma anche qui sto facendo progressi......lo so già che fine farò ;)
Gio ha scritto: Come qualcuno disse a me poco tempo fa ... ti manca pochissimo, quand'è che diventi vegan?Gio

Mi sa davvero molto poco ;)

Daniele
Messaggi: 983
Iscritto il: mar ott 05, 2004 9:32 am
Località: Bagheria (PA)

Messaggio da Daniele » mar dic 13, 2005 2:40 pm

pleiadi ha scritto:Mi sa davvero molto poco ;)
Questa si che è una notizia!

Immagine

Gio
Messaggi: 607
Iscritto il: mar dic 28, 2004 11:13 am
Località: torino

Messaggio da Gio » mar dic 13, 2005 5:06 pm

Piccino, ma perchè non metti su un bel sondaggio?

Non so neanche se devo risponderti seriamente viste le battute che ti stanno facendo tutti ...

Cmq sono diventata vegetariana tra i 24 e i 29 anni, prendendone piena consapevolezza solo a 30 anni.

Non sono stata vegetariana per diversi mesi l'anno scorso verso la fine della seconda gravidanza e nei primi mesi di allattamento in tandem. Avevo un forte desiderio di mangiare carne e ho deciso di assecondare il mio corpo. Forse la cosa non piacerà qui, ma tant'è.

Ora ho 35 anni.

Soddisfatto?

Poi però ci fai conoscere i risultati di questo sondaggio?

COMPLIMENTI PLEIADI!

Ma piccino sa quando hai iniziato a essere vegetariana?

:-))

Gio

piccino
Messaggi: 864
Iscritto il: gio giu 09, 2005 10:48 am

Messaggio da piccino » mar dic 13, 2005 6:21 pm

grazie x la risposta!

wide receiver
Messaggi: 398
Iscritto il: ven giu 10, 2005 8:56 am
Località: Cernusco Lombardone LC

Re: è domenica

Messaggio da wide receiver » mar dic 13, 2005 6:28 pm

virgola ha scritto: Per prima cosa, devo ammettere che non sono convintissimo di condividere con te il presupposto che sia così importante che la gente sappia che cosa significa precisamente vegano.
Mi sembra un po' come quando gli anarchici si preoccupano che la "gente" sappia che cos'è un vero anarchico (e magari si preoccupano di meno di migliorare la società in senso anarchico)
Dipende cosa intendi per 'che sia così importante' Ecco, l'aggettivo 'importante' sì che si presta a diversi gradi di interpretazione.
L'esempio che hai riportato è fuori luogo, ma non per la scelta di 'anarchico', quanto per il fatto che lasci intendere che se uno ci tiene a un uso corretto di un termine, consideri questa una priorità assoluta, trascurando aspetti più importanti.
Credi forse che la quotidianità mia (o di altri che in questo thread concordano con me) non sia caratterizzata da continue e a volte pure fastidiose discussioni con onnivori a difesa del diritto della vita? E queste discussioni non vertono certo su argomentazioni grammaticali. Io non mi "preoccupo meno di migliorare la società in senso [vegano]" (uso volutamente le tue parole) per concentrarmi sulla diffusione lessicale del termine stesso. Anzi, questo topic è l'unica occasione che finora mi sia mai capitata riguardante questo tema.

virgola ha scritto: E poi, a proposito di parole non negoziabili, l'esempio del prosciutto che per molti di una certa generazione non è carne ti mostra la complessità del problema.
E allora perchè renderlo ancora più complesso?

virgola ha scritto:Infine, massima solidarietà a quell'infermiere. Se uno mi arriva in ospedale e mi dice che è vegano (cioè fa parte di una minoranza della cui esistenza io magari non so nulla), io sinceramente gli chiedo quali cibi mangia e quali no, come con uno che mi dice che è allergico
Quell'infermiere non ha bisogno della tua solidarietà. Io non ho certo tirato in ballo quell'esempio per ridicolizzarlo.
Ho fatto quell'esempio per mostrare uno dei problemi pratici che possono derivare dalla mancata chiarezza di un termine.
Posso almeno augurarmi che in futuro, almeno alcune categorie professionali che hanno a che fare con l'alimentazione (medici, infermieri, ristoratori, cuochi, camerieri....) sappiano con precisione il significato di 'vegano'?
Finchè ci sarà confusione, quel giorno continuerà ad essere ben lontano dalla mia vista, peraltro già ridimensionata da miopia e astigmatismo...


virgola ha scritto: Continuo a dire che l'errore sta nella premessa ("uno che si allontana dal veganesimo perchè gli altri vegani gli stanno antipatici"): questo non è che un aspetto, magari fosse l'unico.
Non è l'unico, ma è quello di cui si è parlato in questa discussione e certo non l'ho introdotto io, ma l'ho ripreso successivamente, poichè qualcuno (adesso non ricordo chi) aveva lasciato intendere questo ipotetico percorso comportamentale:
- mi definisco vegano anche se ogni tanto sgarro
- altri vegani mi fanno notare che non è poi tanto corretta la mia autodefinizione
- in conseguenza di ciò gli altri vegani mi stanno antipatici
- mi allontano da essi, dal veganesimo e torno a mangiar animali o latticini

La conclusione in soldoni di questo ragionamento era: voi vegani intransigenti dovreste ammorbidirvi (sempre sulla definizione, di quello stiamo parlando), altrimenti rischiate che succeda questo, che allontaniate qualcuno dagli animali.

Mio personale parere è che lo scenario sopra descritto sia improbabile, ma potrei anche sbagliarmi.

virgola ha scritto: Fermo restando che forse davvero stiamo perdendo tempo (in modo divertente) a parlare di sottigliezze linguistiche, non condivido questa distinzione fra realtà e linguaggio. La realtà non è bianca/nera, ma neppure il linguaggio. Su questa cosa ci sono dibattiti decennali che dimostrano almeno come la questione sia controversa. Tanto per rimanere in tema, pensa al sostantivo "carne". Che cos'è: per uno zoologo, sono le fibre degli animali terrestri e marini; per un cuoco è la parte commestibile di un animale terrestre. I vegani prediligono la definizione dello zoologo, e infatti non mangiano neppure i pesci; la maggiorparte della popolazione italiana preferisce la seconda definizione ("nè carne nè pesce" si usa dire).
Non vorrei poi fare esempi meno pertinenti ma più scomodi (concetti astratti come "giustizia", "bellezza", ecc.). Però il sostantivo in sè, "vegano" è in effetti più chiaro di molti altri: "colui/colei che non mangia derivati animali" (abitualmente, sempre, quasi sempre?)
E infatti quando il linguaggio è grigio, nascono equivoci, confusione, dubbio.
Quando le definizioni sono nette non nascono fraintendimenti ed è proprio per questo che mi auguro ci siano sempre meno parole grigie.

Avatar utente
yasodanandana
Messaggi: 2264
Iscritto il: gio set 01, 2005 1:13 pm
Località: diciamo Firenze
Contatta:

Messaggio da yasodanandana » mar dic 13, 2005 10:30 pm

otto pagine a difendere il diritto di dare di grullo ai grulli, di scemo agli scemi, di sporco agli sporchi, di non-vegetariano ai non-vegetariani..

cosa si risolve?

piccino
Messaggi: 864
Iscritto il: gio giu 09, 2005 10:48 am

Messaggio da piccino » mar dic 13, 2005 10:42 pm

già...

wide receiver
Messaggi: 398
Iscritto il: ven giu 10, 2005 8:56 am
Località: Cernusco Lombardone LC

Messaggio da wide receiver » mer dic 14, 2005 12:16 am

yasodanandana ha scritto:otto pagine a difendere il diritto di dare di grullo ai grulli, di scemo agli scemi, di sporco agli sporchi, di non-vegetariano ai non-vegetariani..

cosa si risolve?

Pensa che invece io avevo considerato positivo che questo thread avesse raggiunto otto pagine.
Di solito se in un forum ci sono parecchi interventi (quando non c'è polemica, sia chiaro) significa che l'argomento è interessante e stimola riflessioni.


Una curiosità: come mai ti sono venuti in mente i termini 'grullo', 'scemo' e 'sporco'? Spero che non si tratti di una tua associazione inconscia con 'non-vegetariani'...


Ciao

Avatar utente
yasodanandana
Messaggi: 2264
Iscritto il: gio set 01, 2005 1:13 pm
Località: diciamo Firenze
Contatta:

Messaggio da yasodanandana » mer dic 14, 2005 2:04 am

Pensa che invece io avevo considerato positivo che questo thread avesse raggiunto otto pagine.
••non e' che io invece ne sia sconvolto... se si parla va bene.. e parte del parlare si occupa pure della produttivita' di questo parlare... (fra l'altro questo OT sull'opportunita' di preoccuparsi tanto delle definizioni.. mi sembra di averlo fatto partire io..)

come mai ti sono venuti in mente i termini 'grullo', 'scemo' e 'sporco'? Spero che non si tratti di una tua associazione inconscia con 'non-vegetariani'
••potrebbe anche essere.. ma non e' questo il mio "punto"... il punto e' che se il dare di "grullo" ai "grulli" li fa diventare piu' "grulli"............ il piu' "grullo" sono io..

ovvero..

se con una presa di posizione faccio in modo che qualcuno mangi una bistecca in piu'...... quella bistecca la sto mangiando io. E quindi sono pure io un "non-vegetariano" anche se la carne non la ingerisco...
(a volte per ottenere scopi di maggior importanza, si puo' anche dire qualche bugia..)

:-)


(io moderatamente mi dispiaccio pure del fatto che mi sembra di vedere che sentimenti "compassionevoli" verso gli animali costituiscono, in molti di noi, la quasi esclusiva motivazione ad essere "veg". Invece ci sarebbe piu' sicurezza di durata nel tempo se fosse preponderante il piacere, il gusto... molto piu' anche delle ragioni di salute.
Il vegetarianesimo/veganesimo non puo' essere confinato solo fra gente particolarmente riflessiva, spirituale, sobria, culturale, consapevole, ecologica ecc... ma deve allargarsi anche alla massa (=io) che in genere e' sbracata, caciarona, menefreghista, ignorante e plagiata dall'informazione TV.

Ovvero...

il non ritorno nell'onnivorismo e' garantito se noi impariamo a mangiare con piu' gusto e godimento degli onnivori o di quando (eventualmente) lo eravamo. Ci vuole l'unto, il fritto, il sugo, la scorpacciata, la festa, la varieta', il casino, la risata e la colica imminente, se no ci saranno sempre un sacco di veg della domenica o gente che dopo qualche anno, magari subendo le pressioni di chi ha intorno, ritorna al "massacro-ma-saporito"..

(ovviamente funzionano anche le motivazioni spirituali, pero' si da il caso che le i piu' grandi vegetarianesimi spirituali al mondo, diano pasti di cinque portate al posto della comunione e che offrano 100 e passa portate nelle "feste comandate")

il tutto per dire che siamo deboli e che abbiamo bisogno di ben altro che della convinzione per diventare vegetariani 7 gg su sette e rimanerci finche morte non ci separi... (dal piatto di pastasciutta))

virgola
Messaggi: 216
Iscritto il: mar lug 19, 2005 1:10 pm
Località: Milano hinterland

è domenica

Messaggio da virgola » mer dic 14, 2005 9:43 am

yasodanandana ha scritto: (io moderatamente mi dispiaccio pure del fatto che mi sembra di vedere che sentimenti "compassionevoli" verso gli animali costituiscono, in molti di noi, la quasi esclusiva motivazione ad essere "veg". Invece ci sarebbe piu' sicurezza di durata nel tempo se fosse preponderante il piacere, il gusto... molto piu' anche delle ragioni di salute.
Il vegetarianesimo/veganesimo non puo' essere confinato solo fra gente particolarmente riflessiva, spirituale, sobria, culturale, consapevole, ecologica ecc... ma deve allargarsi anche alla massa (=io) che in genere e' sbracata, caciarona, menefreghista, ignorante e plagiata dall'informazione TV.
Non so se dissentire da questa impostazione: siamo sicuri che il veganesimo (come altre idee e pratiche meritorie e "avanzate") non debba essere confinato fra gli "intelligenti"? ovvero: che ce ne facciamo di una massa di sbracati, caciaroni, menefreghisti ma vegani? (o sbracati ma difensori-dei-deboli, o caciaroni ma ecologisti? ecc.) Contro-obiezione possibile: certo, è più importante che ci sia una crescita della coscienza collettiva, ma il veganesimo non è solo un effetto, può esserne anche una concausa. Ecco perchè non so se essere d'accordo o meno: il problema va visto un'ottica dialettica (ancora la complessità...). Inoltre, contro-obiezione pratica: meglio uno sbracato vegano che uno sbracato non vegano, soprattutto dal punto di vista degli animali che si salvano. Comunque, attenzione a non adeguarsi al livello (basso) della società "plagiata dalla TV" pur di conquistare parti di essa a idee o pratiche parziali (perchè la liberazione animale è evidentemente una causa non "totale", soprattutto se scissa dalla liberazione umana).
yasodanandana ha scritto: il non ritorno nell'onnivorismo e' garantito se noi impariamo a mangiare con piu' gusto e godimento degli onnivori o di quando (eventualmente) lo eravamo. Ci vuole l'unto, il fritto, il sugo, la scorpacciata, la festa, la varieta', il casino, la risata e la colica imminente, se no ci saranno sempre un sacco di veg della domenica o gente che dopo qualche anno, magari subendo le pressioni di chi ha intorno, ritorna al "massacro-ma-saporito"..
Pienamente d'accordo. Io adoro (dopo 11 anni che non la mangio, salvo strappi) la carne in tutte le sue forme eppure non mi manca perchè trovo godimento anche nei cibi vegetali. Però, anche qui, attenzione a non adeguarci al modello di godimento dei carnivori (più precisamente, a quello della società del consumo, carne o non carne): l'unto, il fritto, la colica? (ho scelto le parole che mi lasciano più perplesso, tralasciando quelle che non mi paiono invece tipiche dell'occidente recente). Insomma, non penso che essere vegani significhi mangiare le stesse quantità dell'americano (o italiano) medio ma vegetali, o avere le stesse coliche ma "di origine vegetale"...
wide receiver ha scritto: Dipende cosa intendi per 'che sia così importante' Ecco, l'aggettivo 'importante' sì che si presta a diversi gradi di interpretazione.
L'esempio che hai riportato è fuori luogo, ma non per la scelta di 'anarchico', quanto per il fatto che lasci intendere che se uno ci tiene a un uso corretto di un termine, consideri questa una priorità assoluta, trascurando aspetti più importanti.
Credi forse che la quotidianità mia (o di altri che in questo thread concordano con me) non sia caratterizzata da continue e a volte pure fastidiose discussioni con onnivori a difesa del diritto della vita? E queste discussioni non vertono certo su argomentazioni grammaticali. Io non mi "preoccupo meno di migliorare la società in senso [vegano]" (uso volutamente le tue parole) per concentrarmi sulla diffusione lessicale del termine stesso. Anzi, questo topic è l'unica occasione che finora mi sia mai capitata riguardante questo tema.
No, lo so che le discussioni con gli onnivori non sono improntate alla semiotica ma all'etica (o all'economia, alla salute, ecc. tutte le questioni davvero importanti nella scelta veg*ana). Io ravviso semplicemente il rischio (forse, poi, sovrastimo questo rischio perchè fuorviato da una discussione che si incentra su questo aspetto). Ma il rischio, secondo te, c'è o non c'è? Perchè nell'esempio da me riportato, il rischio è cosa di tutti i giorni (anzi, gli anarchici hanno sempre brillato per tolleranza di tutte le correnti: liberali, comunisti, federalisti, individualisti, tolstoiani, ecc.; pensa però ai comunisti!)
wide receiver ha scritto:
virgola ha scritto: E poi, a proposito di parole non negoziabili, l'esempio del prosciutto che per molti di una certa generazione non è carne ti mostra la complessità del problema.
E allora perchè renderlo ancora più complesso?
Non voglio renderlo più complesso. Ma perchè renderlo più semplice?
wide receiver ha scritto: Quell'infermiere non ha bisogno della tua solidarietà. Io non ho certo tirato in ballo quell'esempio per ridicolizzarlo.
Ho fatto quell'esempio per mostrare uno dei problemi pratici che possono derivare dalla mancata chiarezza di un termine.
Posso almeno augurarmi che in futuro, almeno alcune categorie professionali che hanno a che fare con l'alimentazione (medici, infermieri, ristoratori, cuochi, camerieri....) sappiano con precisione il significato di 'vegano'?
Finchè ci sarà confusione, quel giorno continuerà ad essere ben lontano dalla mia vista, peraltro già ridimensionata da miopia e astigmatismo...
No, non pensavo che volessi ridicolizzarlo, nè intendevo davvero difenderlo. Il discorso è che a me interessa poco che un infermiere in quanto tale debba sapere il significato di una categoria NON MEDICA (che ha a che fare con l'alimentazione, tanto quanto - permettimi la forzatura - l'ebraismo e l'islamismo che vietano il maiale). Sul piano pratico, sarebbe auspicabile che sapesse il significato di parole come "carne", "latticini", o anche "carboidrati", "proteine", ecc. A questa stregua, le varie confessioni islamiche potrebbero auspicare che i medici siano informati sulle sfumature religiose riguardanti la macellazione dell'agnello nelle mille interpretazioni del corano (chi non mangia il maiale, chi non mangia neppure la carne macellata alla maniera europea, ecc.). Fermo restando che a nessuno è vietato di augurarsi qualcosa.
wide receiver ha scritto:
virgola ha scritto: Continuo a dire che l'errore sta nella premessa ("uno che si allontana dal veganesimo perchè gli altri vegani gli stanno antipatici"): questo non è che un aspetto, magari fosse l'unico.
Non è l'unico, ma è quello di cui si è parlato in questa discussione e certo non l'ho introdotto io, ma l'ho ripreso successivamente, poichè qualcuno (adesso non ricordo chi) aveva lasciato intendere questo ipotetico percorso comportamentale:
- mi definisco vegano anche se ogni tanto sgarro
- altri vegani mi fanno notare che non è poi tanto corretta la mia autodefinizione
- in conseguenza di ciò gli altri vegani mi stanno antipatici
- mi allontano da essi, dal veganesimo e torno a mangiar animali o latticini

La conclusione in soldoni di questo ragionamento era: voi vegani intransigenti dovreste ammorbidirvi (sempre sulla definizione, di quello stiamo parlando), altrimenti rischiate che succeda questo, che allontaniate qualcuno dagli animali.

Mio personale parere è che lo scenario sopra descritto sia improbabile, ma potrei anche sbagliarmi.
Cerco di far capire la complessità della cosa. Anche se qualcuno ha fatto ragionamenti simili alla tua ricostruzione (non io: io mi fermerei al massimo ai primi 2 punti), si tratta di ragionamenti astratti. Hai ragione quando dici che lo scenario è improbabile, così descritto. Ecco però (altrettanto improbabile, secondo me) la descrizione opposta:

- mi definisco vegano anche se ogni tanto sgarro
- altri vegani mi fanno notare che non è poi tanto corretta la mia autodefinizione
- in conseguenza di ciò gli altri vegani mi stanno antipatici
- la cosa non mi tocca minimamente e non ho nessun cedimento perchè la mia convinzione è pura, irreversibile e fondata su presupposti completamente razionali.

Una ricostruzione più plausibile (con mille varianti) è:
- mi definisco vegano anche se ogni tanto sgarro
- altri vegani mi fanno notare che non è poi tanto corretta la mia autodefinizione
- in conseguenza di ciò alcuni degli altri vegani mi stanno antipatici, altri meno perchè oltre a questa loro pignoleria linguistica dicono cose condivisibili e interessanti, perchè in parte mi piace mettermi in discussione (in parte no!), perchè alcuni lo dicono in modo simpatico e altri meno, perchè alcuni li vedo di persona e hanno un bell'aspetto o un buon odore o mi ricordano qualcuno che mi è simpatico / antipatico, ecc.
- mi vengono dei dubbi, rifletto, mi scoraggio / mi sento incoraggiato, faccio qualche strappo in più / divento "intransigente", penso che i vegani sono matti / penso che alcuni vegani sono matti / penso che hanno ragione, ecc. ecc. ecc. ecc.
wide receiver ha scritto: E infatti quando il linguaggio è grigio, nascono equivoci, confusione, dubbio.
Quando le definizioni sono nette non nascono fraintendimenti ed è proprio per questo che mi auguro ci siano sempre meno parole grigie.
Qui torniamo alla grossa divergenza cosmologica (!!!) fra me e te, mi pare. Non voglio feticizzare l'ambiguità dicendo che è un valore in sè, ma sono tentato. Il linguaggio è grigio, e non ci si può fare granchè (anche se in certi settori, come la matematica, forse, qualcosa si fa...). Di più: perchè combattere l'equivoco, la confusione, il dubbio? La realtà è equivoca, confusa, dubbia; il linguaggio ne è lo specchio, e la chiarezza lo impoverisce. Bisogna però ammettere che anch'io farei il tuo stesso ragionamento in certi casi, pretendendo definizioni certe e condivise.
Per inciso, anch'io considero molto positive 8 pagine sull'argomento, anche se c'è polemica (civile, beninteso), anche se non sono più sicuro di parlare di veganesimo...

Rispondi