Ale, cara, mi hai commossa.
Ho letto con molta partecipazione il tuo racconto ed ho immaginato la scena...
Tu, da sola, nel lettone, una casa silenziosa e vuota, una lucina accesa x leggere le fiabe, tu che t'impegni, lei che non capisce, continua, continua inesorabilmente a piangere, qualsiasi cosa tu faccia...
E poi, quando stremata raggiungi l'apice della frustrazione e della tristezza, non ti controlli e scatta lo schiaffetto (non lo definirei sberla).
Lei smette di piangere, xchè tu piangi.
In teoria, la cosa avrebbe dovuto risolversi lì, ma tu soffri terribilmente x il gesto che hai fatto e non te ne dai pace. E ti domandi se sia giusto dover arrivare a tanto xchè tua figlia possa capire, possa collaborare... Ti chiedi se sia giusto che alla fine lei capisca così, se non sarebbe stato meglio se non avesse capito affatto...
Lei smette di piangere, ma tu no, la tua coscienza, no...
Ti capisco xchè anche a me è capitato qualcosa di simile e più di una volta...
Si sta peggio quando, tra l'altro, si tenta in tutti i modi di risolverla in qualche altro modo, quando ci s'impegna tanto x rendere felice il tuo bambino, quando si fa di tutto x essere una mamma "perfetta".
E' bruttissimo accorgersi che poi tanto perfette non siamo, in reltà lo schiaffetto, lo hai dato a te, non a lei.
E' a te che brucia, lo so...
Anche io credo che tua figlia, qualche volta, tenda a portarti al limite x valutare la tua resistenza e vedere fino a che punto può spingersi...
Non so dirti quale sia l'atteggiamento migliore da tenere in questi casi, ma da quello che racconti, tua figlia ti adora, quindi ti consiglierei di tenere duro, cercare di frenare l'ira e la frustrazione, normalissima in certi momenti, e di provare a comunicare a tua figlia la tua tristezza, la tua amarezza nel vedere le sue lacrime ed il tuo dispiacere x i suoi capriccetti.
Non so esattamente in che maniera puoi riuscirci, credo con tanta spontaneità e con il cuore in mano. I bambini sanno leggere nel nostro cuore molto meglio di qualsiasi adulto... Prova a farle sentire il tuo cuore, a raccontarle la tua tristezza.
Coraggio Ale, Joanna è una bambina straordinaria, impegnativa, ma fantastica, cerca di resistere ai brutti momenti e pensa che, chi più, chi meno, siamo tutte sulla stessa barca.
Abbiamo l'immensa fortuna di essere diventate mamme di creature speciali che noi stesse abbiamo cresciuto xchè così fossero, da questa maternità riceviamo gioie immense, che non si possono neppure raccontare a chi non le ha provate, ma, naturalmente, come in tutte le magnifiche imprese, c'è sempre qualche piccolo prezzo da pagare. Nel nostro caso, se ci pensi, infondo, è piccolissimo rispetto a ciò che abbiamo guadagnato ma mi rendo conto che non sempre è semplice ricordarselo.
Ti abbraccio con tutto il mio cuore e ti mando un grande bacio, Rita
antonella, ma...esiste la "fase del comando"?!!?
-
Antonella Sagone
- Messaggi: 1252
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 10:13 am
- Località: Roma
ciao Ale,
posso aggiungere ben poco, perché hai già fatto tu un'analisi molto lucida dell'episodio! Certo, sono d'accordo con te che alzare le mani è solo il segno di impotenza, di chi ha passato il suo limite, e non certo un gesto educativo; ma quando non è sistematico, cioè se accade solo ogni tanto, rimane il suo significato si segnale "d'allarme" - e vale sia per te che per tua figlia, che infatti lo interpreta correttamente come finalmente la comprensione del tuo disagio.
Quando si è soli con un bambino per tanto tempo, senza persone vicino - una condizione innaturale per noi che siamo una specie sociale e dovremmo vivere in gruppi numerosi di madri, bambini e adulti - arriva il momento che si passa il limite e si fanno cose di cui poi ci si pente. Questo è umano e rientra nelle nostre coratteristiche di individui con i loro limiti e debolezze; non dev'essere un altro motivo per fustigarci però! Ma solo un'occasione di apprendimento.
La prossima volta permettiti di essere esasperata un po' prima di arrivare a quel punto; forse Joanna capirà più in fretta.
Spero che oggi vada meglio, dato che Davide dovrebbe essere tornato...
facci sapere!
Antonella
posso aggiungere ben poco, perché hai già fatto tu un'analisi molto lucida dell'episodio! Certo, sono d'accordo con te che alzare le mani è solo il segno di impotenza, di chi ha passato il suo limite, e non certo un gesto educativo; ma quando non è sistematico, cioè se accade solo ogni tanto, rimane il suo significato si segnale "d'allarme" - e vale sia per te che per tua figlia, che infatti lo interpreta correttamente come finalmente la comprensione del tuo disagio.
Quando si è soli con un bambino per tanto tempo, senza persone vicino - una condizione innaturale per noi che siamo una specie sociale e dovremmo vivere in gruppi numerosi di madri, bambini e adulti - arriva il momento che si passa il limite e si fanno cose di cui poi ci si pente. Questo è umano e rientra nelle nostre coratteristiche di individui con i loro limiti e debolezze; non dev'essere un altro motivo per fustigarci però! Ma solo un'occasione di apprendimento.
La prossima volta permettiti di essere esasperata un po' prima di arrivare a quel punto; forse Joanna capirà più in fretta.
Spero che oggi vada meglio, dato che Davide dovrebbe essere tornato...
facci sapere!
Antonella
cara ale,
hai tutta la mia comprensione e solidarietà.
conosco la sensazione che descrivi, la sensazione di rabbia, stanchezza e impotenza, esasperazione che a volte provo nei confronti di alessandro.
ci sono giorni in cui è una sfida continua.
con la nascita di lorenzo il nostro rapporto è cambiato. io sono cambiata. lui è cambiato.
pensare che dietro a quella facciata burbera ci sono i nostri cuccioli...
anna
hai tutta la mia comprensione e solidarietà.
conosco la sensazione che descrivi, la sensazione di rabbia, stanchezza e impotenza, esasperazione che a volte provo nei confronti di alessandro.
ci sono giorni in cui è una sfida continua.
con la nascita di lorenzo il nostro rapporto è cambiato. io sono cambiata. lui è cambiato.
pensare che dietro a quella facciata burbera ci sono i nostri cuccioli...
anna
Cara Ale,
chissà se ti ricordi ancora di me….ci siamo conosciute parecchio tempo fa su un altro forum…. Sono Francesca, mamma di Alice (compirà 3 anni a fine gennaio) e Matteo (14 mesi domani).
Che dire? Chi ti può capire meglio di me? Alice è IDENTICA alla tua Jo, stando a quello che racconti, con l’unica differenza che Alice già ha un fratellino. E questo complica notevolmente le cose….
Anche con lei la vita è un continuo “confronto” (e in sé la cosa sarebbe anche positiva, ma non oltre certi limiti….), un continuo “tirare” x vedere fino a che punto arrivo.
Continuo a pensare, a macerarmi, per capire dove e in cosa ho sbagliato (perché alla fine io riconduco tutto questo ad un qualche errore che ho fatto, magari, anzi sicuramente, in buona fede….ma da qualche parte devo avere sbagliato!).
Conosco tante mamme che hanno bimbi/e dell’età di Alice, ma vi assicuro che nessuna di loro racconta cose che solo assomigliano a ciò che fa/dice Alice.
Ha dei comportamenti pazzeschi, in un batter di ciglio si “trasforma” dalla bambina più difficile, più insostenibile, al mio angioletto, al cucciolo che era nella mia pancia, dolce da stringere il cuore.…e viceversa, ovviamente.
Penso a quando crescerà, che ragazzina difficile, la immagino già, piena di problemi, e piango, perché sicuramente la colpa è mia, forse il fratellino è arrivato troppo presto (lei aveva solo 19 mesi), lei avrebbe avuto ancora bisogno di una mamma tutta x sé, non di una mamma per metà.
Ci sono giornate pazzesche, dove ogni cosa è difficile, anche semplicemente convincerla a mettersi le scarpine per uscire, giornate al termine delle quali arrivo esasperata, con l’unico desiderio che si addormenti per poter finalmente “staccare la spina” da Alice…lo so, ho detto una cosa bruttissima, ma vi assicuro che è così….e per di più lei dorme nel lettone, quindi non è mai un vero e proprio “staccare la spina”. Non è ancora pronta per il suo letto, me ne accorgo, e non mi sento di forzarla (come invece vorrebbe fare mio marito), ma qualche volta avrei bisogno, anche solo di notte, di stare DA SOLA!!!!
In tutto questo c’è anche Matteo, che è un ciccione affettuosissimo, che si fa voler bene solo a guardarlo, che quando ritorno dal lavoro spalanca le braccine, mi si butta al collo e appoggia la testina sul mio petto, che mi annusa e fa un musino deliziato, proprio da morsicare….
Vorrebbe stare sempre in braccio Matteo, anche se cammina e corre benissimo, ormai.
Penso che queste cose le “senta” anche Alice, sente quanta dolcezza c’è nel suo fratellino e quanta ne ispira e….lei soffre, perché comunque questi nostri sentimenti non sono rivolti a lei. Poi anche lei, ogni tanto, ha dei momenti di tenerezza, di dolcezza incredibile nei confronti di questo fratellino, ma la maggior parte delle volte è una sfida anche con lui…
Non so, forse tutto questo è normale, e quando i miei figli avranno 10 o 12 anni non mi ricorderò nemmeno più di queste paure e angosce, di questi sensi di colpa….forse Alice è semplicemente una bambina “un po’ più impegnativa” di tutti gli altri, ma proprio in questo sta il suo essere fantastica, il suo essere la MIA bambina….
chissà se ti ricordi ancora di me….ci siamo conosciute parecchio tempo fa su un altro forum…. Sono Francesca, mamma di Alice (compirà 3 anni a fine gennaio) e Matteo (14 mesi domani).
Che dire? Chi ti può capire meglio di me? Alice è IDENTICA alla tua Jo, stando a quello che racconti, con l’unica differenza che Alice già ha un fratellino. E questo complica notevolmente le cose….
Anche con lei la vita è un continuo “confronto” (e in sé la cosa sarebbe anche positiva, ma non oltre certi limiti….), un continuo “tirare” x vedere fino a che punto arrivo.
Continuo a pensare, a macerarmi, per capire dove e in cosa ho sbagliato (perché alla fine io riconduco tutto questo ad un qualche errore che ho fatto, magari, anzi sicuramente, in buona fede….ma da qualche parte devo avere sbagliato!).
Conosco tante mamme che hanno bimbi/e dell’età di Alice, ma vi assicuro che nessuna di loro racconta cose che solo assomigliano a ciò che fa/dice Alice.
Ha dei comportamenti pazzeschi, in un batter di ciglio si “trasforma” dalla bambina più difficile, più insostenibile, al mio angioletto, al cucciolo che era nella mia pancia, dolce da stringere il cuore.…e viceversa, ovviamente.
Penso a quando crescerà, che ragazzina difficile, la immagino già, piena di problemi, e piango, perché sicuramente la colpa è mia, forse il fratellino è arrivato troppo presto (lei aveva solo 19 mesi), lei avrebbe avuto ancora bisogno di una mamma tutta x sé, non di una mamma per metà.
Ci sono giornate pazzesche, dove ogni cosa è difficile, anche semplicemente convincerla a mettersi le scarpine per uscire, giornate al termine delle quali arrivo esasperata, con l’unico desiderio che si addormenti per poter finalmente “staccare la spina” da Alice…lo so, ho detto una cosa bruttissima, ma vi assicuro che è così….e per di più lei dorme nel lettone, quindi non è mai un vero e proprio “staccare la spina”. Non è ancora pronta per il suo letto, me ne accorgo, e non mi sento di forzarla (come invece vorrebbe fare mio marito), ma qualche volta avrei bisogno, anche solo di notte, di stare DA SOLA!!!!
In tutto questo c’è anche Matteo, che è un ciccione affettuosissimo, che si fa voler bene solo a guardarlo, che quando ritorno dal lavoro spalanca le braccine, mi si butta al collo e appoggia la testina sul mio petto, che mi annusa e fa un musino deliziato, proprio da morsicare….
Vorrebbe stare sempre in braccio Matteo, anche se cammina e corre benissimo, ormai.
Penso che queste cose le “senta” anche Alice, sente quanta dolcezza c’è nel suo fratellino e quanta ne ispira e….lei soffre, perché comunque questi nostri sentimenti non sono rivolti a lei. Poi anche lei, ogni tanto, ha dei momenti di tenerezza, di dolcezza incredibile nei confronti di questo fratellino, ma la maggior parte delle volte è una sfida anche con lui…
Non so, forse tutto questo è normale, e quando i miei figli avranno 10 o 12 anni non mi ricorderò nemmeno più di queste paure e angosce, di questi sensi di colpa….forse Alice è semplicemente una bambina “un po’ più impegnativa” di tutti gli altri, ma proprio in questo sta il suo essere fantastica, il suo essere la MIA bambina….
carissime rita e antonella,
grazie delle vostre parole, grazie davvero, sapete bene quanto in questi momenti contino per me.
Davide è tornato lunedì sera. Già i due giorni precedenti al suo arrivo Joanna era molto più tranquilla, come vi avevo accennato. La sera che dovevo andare a prenderlo in aereoporto, ho desiderato andarci da sola, un po' perché Joanna si sarebbe annoiata di certo e avrebbe finito per stare solo in braccio col pollice, un po perché volevo abrracciare davide con le braccia libere, visto che erano un paio di giorni che non riuscivo a contenere l'emozione esagerata del rivederlo. Davide arrivava alle 9.35 ed era praticamente la prima volta che la lasciavo di sera. Ebbene, è stata contentissima, come avesse capito tutto. Noi le siamo stati molto grati, per averci permesso di vivere totalmente la nostra emozione di ritrovarci, e lei quando è arrivato papà le è corsa incontro e gli ha dato un bacio, e poi NON L'HA MOLLATO PER DUE GIORNI!!! Guai se si allontanava in un'altra stanza, iniziava a piagnucolare dicendo "MIO PAPA', MIO PAPA'..." e correva a cercarlo... come se avesse improvvisamente scaricato tutta la tensione della separazione e si accorgesse solo ora di quanto l'avesse scombussolata. Tra l'altro io ho vissuto la stessa cosa di Joanna. Durante la nostra lunga notte, mentre Jo dormiva, ad un certo punto ho pianto come non l'avevo fatto in 20 giorni, per l'emozione, la mancanza, le difficoltà, la gioia di rivederlo, quello che ho provato in aereoporto e poi stando con lui, tutta la tensione accumulata non riuscivo più a reggerla. E ancora una volta ho capito mia figlia perché in fondo ci assomigliamo da morire (sai, antonella, che leggendo la descrizione di tua figlia credevo di rivedere me stessa? soprattutto la parte sulla precoce maturità rispetto ai compagni e la difficoltà nelle amicizie con coloro che sentivo superficiali o poco propensi a porsi delle domande in più, il rapportarsi agli insegnanti in maniera adulta -che mi ha sempre portato o ad amarli intensamente sentendo con loro un legame profondo che loro ricambiavano o a discuterci all'infinito per ore ed ore anche nei corridoi-, e l'impossibilità di dedicarsi alle materie per cui non si prova interesse assieme agli ottimi giudizi in quelle che invece appassionano, e il giudizio dei professori sulla mia maturità.... ).
Insomma, Joanna è sempre impegnativa al massimo, ma credo che anche questa distanza da papà abbia avuto un importante peso, che io forse ho sottovalutato. E poi ha le sue giornate, i suoi momenti che mi mettono in difficoltà e continueranno a mettermici, per motivi che non sempre riuscirò a capire, ma che forse imparerò ad accettare. Non posso nemmeno pretendere che sia meno esigente, visto che lo siamo così tanto anche davide ed io. Sono così felice di riavere davide che oggi mi appare tutto migliore, questo l'avete capito. Io stessa nell'ultima settimana mi stavo piano piano spegnendo, come se avessi vissuto ad un volume più basso, come se mi stessi anestetizzando alla vita stessa, e tutto questo l'ho realizzato il giorno prima che tornasse, e forse a Joanna è successo qualcosa di simile, anche sentendo la sua mamma così strana.
Grazie ancora infinite
ale
X Francesca:
Ciao, e grazie per aver condiviso con me la tua situazione tanto simile. Ti capisco come tu capisci me! Ho sentito la tua stanchezza e il dispiacere per i sentimenti che provi a volte nei confronti di Alice. Credo tutto quello che hanno detto a me in questi giorni possa aiutare anche te. Non sei tu ad avere delle colpe. Forse Matteo è arrivato presto, ma se è arrivato è perché così doveva essere ed ora c'è, cerca di partire da questa situazione per trovare delle possibili soluzioni. Indubbiamnete avere due bimbi, di cui il primo ad alta richiesta, così vicini d'età è impegnativo al massimo e i tuoi sentimenti sono più che comprensibili, e sono umanissimi. Come umano credo sia il fatto di rivolgere senimenti di tenerezza più spesso a Matteo che ad Alice. Questo però non significa che tu non ami entrambi con tutto l'amore di una mamma; piuttosto significa che anche nell'amore per i figli ci sono amori diversi, e sintonie diverse e motivi diversi per cui apprezzarli. Ma Alice si permette questi comportamenti solo in famiglia o anche fuori? Ho l'impressione che il discorso della precoce saggezza di sapere dove dar sfogo completamente ai propri impulsi sia significativo del disagio o meno del bimbo. Magari mi sbaglio e sarò smentita da Joanna più avanti, vorrei rifletterci con voi.
Cara Francesca, a me aiuta molto il pensiero di cambiare le mie aspettative. In questi giorni, grazie ad Antonella, me lo sono rimessa chiaro in mente ed è servito moltissimo. Nei momenti in cui Jo si perdeva per lunghi minuti a spelare le castagne, mi ritrovavo in sua adorazione a dirmi "Ma allora vedi che a volte ha i suoi momenti di pace?" e ridimensionare il mio sentire.
un abbraccio
ale
grazie delle vostre parole, grazie davvero, sapete bene quanto in questi momenti contino per me.
Davide è tornato lunedì sera. Già i due giorni precedenti al suo arrivo Joanna era molto più tranquilla, come vi avevo accennato. La sera che dovevo andare a prenderlo in aereoporto, ho desiderato andarci da sola, un po' perché Joanna si sarebbe annoiata di certo e avrebbe finito per stare solo in braccio col pollice, un po perché volevo abrracciare davide con le braccia libere, visto che erano un paio di giorni che non riuscivo a contenere l'emozione esagerata del rivederlo. Davide arrivava alle 9.35 ed era praticamente la prima volta che la lasciavo di sera. Ebbene, è stata contentissima, come avesse capito tutto. Noi le siamo stati molto grati, per averci permesso di vivere totalmente la nostra emozione di ritrovarci, e lei quando è arrivato papà le è corsa incontro e gli ha dato un bacio, e poi NON L'HA MOLLATO PER DUE GIORNI!!! Guai se si allontanava in un'altra stanza, iniziava a piagnucolare dicendo "MIO PAPA', MIO PAPA'..." e correva a cercarlo... come se avesse improvvisamente scaricato tutta la tensione della separazione e si accorgesse solo ora di quanto l'avesse scombussolata. Tra l'altro io ho vissuto la stessa cosa di Joanna. Durante la nostra lunga notte, mentre Jo dormiva, ad un certo punto ho pianto come non l'avevo fatto in 20 giorni, per l'emozione, la mancanza, le difficoltà, la gioia di rivederlo, quello che ho provato in aereoporto e poi stando con lui, tutta la tensione accumulata non riuscivo più a reggerla. E ancora una volta ho capito mia figlia perché in fondo ci assomigliamo da morire (sai, antonella, che leggendo la descrizione di tua figlia credevo di rivedere me stessa? soprattutto la parte sulla precoce maturità rispetto ai compagni e la difficoltà nelle amicizie con coloro che sentivo superficiali o poco propensi a porsi delle domande in più, il rapportarsi agli insegnanti in maniera adulta -che mi ha sempre portato o ad amarli intensamente sentendo con loro un legame profondo che loro ricambiavano o a discuterci all'infinito per ore ed ore anche nei corridoi-, e l'impossibilità di dedicarsi alle materie per cui non si prova interesse assieme agli ottimi giudizi in quelle che invece appassionano, e il giudizio dei professori sulla mia maturità.... ).
Insomma, Joanna è sempre impegnativa al massimo, ma credo che anche questa distanza da papà abbia avuto un importante peso, che io forse ho sottovalutato. E poi ha le sue giornate, i suoi momenti che mi mettono in difficoltà e continueranno a mettermici, per motivi che non sempre riuscirò a capire, ma che forse imparerò ad accettare. Non posso nemmeno pretendere che sia meno esigente, visto che lo siamo così tanto anche davide ed io. Sono così felice di riavere davide che oggi mi appare tutto migliore, questo l'avete capito. Io stessa nell'ultima settimana mi stavo piano piano spegnendo, come se avessi vissuto ad un volume più basso, come se mi stessi anestetizzando alla vita stessa, e tutto questo l'ho realizzato il giorno prima che tornasse, e forse a Joanna è successo qualcosa di simile, anche sentendo la sua mamma così strana.
Grazie ancora infinite
ale
X Francesca:
Ciao, e grazie per aver condiviso con me la tua situazione tanto simile. Ti capisco come tu capisci me! Ho sentito la tua stanchezza e il dispiacere per i sentimenti che provi a volte nei confronti di Alice. Credo tutto quello che hanno detto a me in questi giorni possa aiutare anche te. Non sei tu ad avere delle colpe. Forse Matteo è arrivato presto, ma se è arrivato è perché così doveva essere ed ora c'è, cerca di partire da questa situazione per trovare delle possibili soluzioni. Indubbiamnete avere due bimbi, di cui il primo ad alta richiesta, così vicini d'età è impegnativo al massimo e i tuoi sentimenti sono più che comprensibili, e sono umanissimi. Come umano credo sia il fatto di rivolgere senimenti di tenerezza più spesso a Matteo che ad Alice. Questo però non significa che tu non ami entrambi con tutto l'amore di una mamma; piuttosto significa che anche nell'amore per i figli ci sono amori diversi, e sintonie diverse e motivi diversi per cui apprezzarli. Ma Alice si permette questi comportamenti solo in famiglia o anche fuori? Ho l'impressione che il discorso della precoce saggezza di sapere dove dar sfogo completamente ai propri impulsi sia significativo del disagio o meno del bimbo. Magari mi sbaglio e sarò smentita da Joanna più avanti, vorrei rifletterci con voi.
Cara Francesca, a me aiuta molto il pensiero di cambiare le mie aspettative. In questi giorni, grazie ad Antonella, me lo sono rimessa chiaro in mente ed è servito moltissimo. Nei momenti in cui Jo si perdeva per lunghi minuti a spelare le castagne, mi ritrovavo in sua adorazione a dirmi "Ma allora vedi che a volte ha i suoi momenti di pace?" e ridimensionare il mio sentire.
un abbraccio
ale