alcune (sicuramente ennesime) curiosità

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rikku_ffx_it
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Messaggio da rikku_ffx_it » gio set 29, 2005 8:31 pm

Beh, tutti siamo più informati su alcune cose e molto più ignoranti sulla maggioranza...Purtroppo non posso leggermi la letteratura su tutto quello che mi incuriosisce, sarebbe materialmente impossibile.

In ogni caso, in genere sono abituata a mettere in dubbio tutto. Spesso infatti vengo a cadere nella totale incertezza e relativismo. Quindi, già non so se esiste o esisterà mai una morale generalizzabile e se esiste qualcosa che si può e si potrà sempre affermare in modo "assoluto e oggettivo". Non so se esistono delle verità, non escludo che non ne esista una, ma non escludo manco che esiste. Non so quanto è facile che mi convinca di qualcosa di "sicuro" da questo punto di vista. (Poi, dal punto di vista pratico, è chiaro che non si puà vivere con una mentalità al 100% così, infatti ci sarebbe una questione complessa da affrontare.)

Comunque sì, allo stato attuale, le uccisioni degli animali non avvengono comunque senza dolore. Però tutto questo topic non aveva certo al centro il lato "pratico", ma quello "ideologico-filosofico". Per il pratico ci vorrebbero altri tipi di discussioni e altri tipi di informazioni.

Questo era solo per rispondere "molto grossomodo" alle tue personali affermazioni (non citazioni). O meglio, è solo per esprimere i miei personali dubbi. Non sono andata ad approfondire la questione perchè penso che magari distoglierei l' attenzione dagli scritti che hai incollato e la discussione subirebbe altre diramazioni.

Comunque, mi fa molto piacere che tu abbia avuto voglia di approfondire l' argomento :)
Comunque ciò che hai incollato...interessante...nel senso che mi si danno delle possibili risposte "in chiave profonda" sulla questione.
Hmm...vuoi che li commenti personalmente? Se sì, non so se riesco a farlo oggi, perchè in questo momento sto facendo tante cose contemporaneamente e non so il livello di concentrazione che portò raggiungere.

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » gio set 29, 2005 10:10 pm

Sì, il punto è infatti: quale limite porre al "noi"?
--si puo' estendere il limite fino ad essere giust'appunto fruttariani. Io non lo estendo.. Tu non devi seguire il mio esempio, se ti sembro un "non completamente pacifico", superami pure.
Onestamente ritengo che tu non abbia piu' bisogno di altri pareri per pensare a cosa devi fare..
Ovvero... siamo tutti daccordo che le piante sono esseri, come gli animali sono esseri. Tutti nel pratico distinguiamo fra piu' o meno meritevole di essere risparmiato, dato che mettiamo l'uomo al primo posto e poi allentiamo gradualmente.
Alcuni possono ritenere che diventando fruttariani si risparmia la morte in modo completo.
Ok...
Tu che fai?
RImani onnivora per una terrificante par condicio.. oppure decidi di risparmiare almeno gli animali.. o diventi fruttariana? Decidi, sta a te, e' la tua vita.
A me andrebbero perfino bene bislacche parzialita'.. le piu' assurde...
meglio che niente e' meglio piuttosto..
-
-
-

Beh...da questo lato qui...io personalmente ho una concezione piuttosto "paritaria" e "relativista" di uomo-donna.
--daccordo... allora per esempio non essere inferiore a me in pacificita' dato che sono ometto e vegetariano :-) Acquisisci l'uguaglianza che ti spetta--

Il mio scopo non era nè di giustificarmi, nè di farvi rinunciare alle vostre idee, giurin giuretto.
--non ho tali problemi.. non credo al plagio. Non indago mai sulle intenzioni dei miei interlocutori.. se mi stimolano un dubbio, non posso reprimerlo raccontandomi che sono malfidati. Quindi va bene... io solamente voglio e devo essere pratico. Non posso e non puoi decidere "o fruttariana o omnivora.." ci sono vie di mezzo e vanno prese in considerazione a seconda della loro praticabilita'.. se uno non puo' fare il massimo che si propone di fare.. che faccia la meta', un terzo, un quinto...
D'altra parte ci sono vite di mezzo.. non e' un gioco di carte

.

"E poi, ci sono tante cause per cui battersi, chi lo fa per una, chi lo fa per un' altra!-"Se devo essere sincera, quello dell' "uguaglianza degli esseri viventi" (o chiamatelo come volete) non è nemmeno quello che mi stimola di più. "
--mica "le cause" sono "a punti" che uno alla fine della vita deve fare 100 punti e allora ne prende 10 dall'essere stato vegetariano, 40 dall'essere stato boy scout........ quanta contorsione, se una cosa la ritieni giusta falla.. dove sta il problema?

se si cerca di diventare anche fruttariani è meglio. E' una questione di principio
--non e' una questione di principio... e' proprio questo il problema... c'e' gente che muore. Tu decidi di ammazzare tutti perche' non riesci a non ammazzare qualcuno. A questo punto, in definitiva, cos'ha un uomo piu' di un animale? Probabilmente un sistema per mangiare anche carne umana per maggiore par condicio non e impossibile da trovare

Ma davvero? Pensavo che lo dicessi cosi tanto per O_O
--ci mancherebbe altro.. fra l'altro tiro le orecchie a tutti i vegetariani presenti qui' dentro che non ti hanno invitato sapendo che tu non potrai mai diventare vegetariana se prima non vivi il fatto che il vegetarianesimo non e' avere sul piatto lattuga e bistecca... e togliere la bistecca

c''e molto di piu'.........

il vegetarianesimo e' MANGIARE.. e si "predica"invitando a mangiare... e' cosi' semplice

Marco Valussi
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Messaggio da Marco Valussi » ven set 30, 2005 10:43 am

rikku_ffx_it ha scritto:Beh, tutti siamo più informati su alcune cose e molto più ignoranti sulla maggioranza...Purtroppo non posso leggermi la letteratura su tutto quello che mi incuriosisce, sarebbe materialmente impossibile.

In ogni caso, in genere sono abituata a mettere in dubbio tutto. Spesso infatti vengo a cadere nella totale incertezza e relativismo. Quindi, già non so se esiste o esisterà mai una morale generalizzabile e se esiste qualcosa che si può e si potrà sempre affermare in modo "assoluto e oggettivo". Non so se esistono delle verità, non escludo che non ne esista una, ma non escludo manco che esiste. Non so quanto è facile che mi convinca di qualcosa di "sicuro" da questo punto di vista. (Poi, dal punto di vista pratico, è chiaro che non si puà vivere con una mentalità al 100% così, infatti ci sarebbe una questione complessa da affrontare.)

Comunque sì, allo stato attuale, le uccisioni degli animali non avvengono comunque senza dolore. Però tutto questo topic non aveva certo al centro il lato "pratico", ma quello "ideologico-filosofico". Per il pratico ci vorrebbero altri tipi di discussioni e altri tipi di informazioni.

Questo era solo per rispondere "molto grossomodo" alle tue personali affermazioni (non citazioni). O meglio, è solo per esprimere i miei personali dubbi. Non sono andata ad approfondire la questione perchè penso che magari distoglierei l' attenzione dagli scritti che hai incollato e la discussione subirebbe altre diramazioni.

Comunque, mi fa molto piacere che tu abbia avuto voglia di approfondire l' argomento :)
Comunque ciò che hai incollato...interessante...nel senso che mi si danno delle possibili risposte "in chiave profonda" sulla questione.
Hmm...vuoi che li commenti personalmente? Se sì, non so se riesco a farlo oggi, perchè in questo momento sto facendo tante cose contemporaneamente e non so il livello di concentrazione che portò raggiungere.
Il mettere in dubbio tutto è una sana abitudine, ma ad un certo punto deve fermarsi perchè lo scetticismo filosofico porta all'impossibilità della discussione razionale. Ovvero, per poter discutere tra persone è necessario che si pongano dei punti fermi - per il momento - che potranno essere rimessi in discussione, ma solo in accordo con l'interlocutore. Se incece fosse possibile applicare l'ottica scettica in ogni momento è probabile che preferiremmo il solipsismo. Quando dico che ci sono delle basi oggettive al discorso etico non voglio naturalmente dire che ci sia una "etica dal punto di vista di dio", cioè un'etica che sia oggettivamente Vera (qualsiasi cosa ciò possa significare) o vera per ogni osservatore in ogni mondo possibile. ma, pragmatricamente, voglio dire che per parlare di etica è necessario rivestirla di qualche potere di generalizzabilità, altrimenti è opinione. Parlare di etica vuol dire, almeno in parte, cercare un argomento che possa essere accettato o per lo meno accettabile in linea di principio da qualsiasi agente morale razionale; quando diciamo che viviamo in uno stato laico stiamo dicendo la stesa cosa, cioè che in Italia ogniuno è libero di pensarla come vuole sula vita ecc. di credere agli dei che vuole o di non crederci, ma quando si devono prendere delle decisioni pubbliche, gli unici argomenti utilizzabili sono quelli che prescindono da inclinazioni prsonali (lo so, lo so, che sto parlando delPaese che non esiste, ma lasciatemi qualche speranza...).
Quindi, quando diciamo che le persone di colore non possono essere discriminate per il colore dell apelle, stiamo dicendo che sotto tutti gli aspetti rilevanti per gli interessi di queste persone, esse sono esattamente come noi. Questo argomento è ormai accettato da tutti, è uno di quei paletti che per il momento accettiamo come termine della discussione. Quindi è logico e doveroso interrogarsi sulle ulteriori conseguenze di questo argomento, e questo interrogarsi ha portato TUTTA la comunità filosofica ed etica, TUTTA, ha dichiarare che, al di là di differenze di metodo, è chiaro che il modo in cui noi trattiamo gli animali è sbagliato, e che nel non riconoscerlo stiamo semplicemente chiudendo gli occhi di fronte a qualcosa che è LOGICAMENTE IMPLICATO nell'argomento dei diritti umani. I diritti dei vegetali NON sono logicamente implicati nel discxorso dei diritti umani, se pensi che lo siano dovresti portare degliargomenti logici, oppure trovare un nuovo argomento etico. Tra parentesi, come dicevo nel post precedente, è chiaro che il fatto che certi animali non senzienti ed i vegetali non possano diventare soggetti IBDIVIDUALI di diritti non significa che possano essere soggetti COMUNITARI di diritti, oppure non soggetti ma destinatari di DOVERI da parte di chi può decidere cosa fare (esseri umani).
Comunque se vuoi rispondi pure anche al copiaincolla, è sempre farina del mio sacco.
ciao
marco

c.m.
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Messaggio da c.m. » ven set 30, 2005 10:53 am

a Rikku ecc..

puoi anche leggere l'articolo di Scienza vegetariana ,uscito sulla rivista Starbene di settembre ..
scorri il post fino alla fine ,c'è la scansione delle 4 pagine della rivista .

viewtopic.php?t=9532

Alex81
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Messaggio da Alex81 » ven set 30, 2005 11:44 am

E comunque, NEL DUBBIO (è vero, non si può essere certi di nulla), è sempre meglio scegliere l'alternativa che ci sembra meno dannosa.
Perchè cara Rikku, anche restare onnivori è già di per sè una scelta.
Ogni comportamento che noi teniamo è già una scelta.

rikku_ffx_it
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Messaggio da rikku_ffx_it » ven set 30, 2005 3:36 pm

Alex81 ha scritto:Perchè cara Rikku, anche restare onnivori è già di per sè una scelta.
Ogni comportamento che noi teniamo è già una scelta.
Sì, in un certo senso tutto è una scelta.
c.m. ha scritto:a Rikku ecc..

puoi anche leggere l'articolo di Scienza vegetariana ,uscito sulla rivista Starbene di settembre ..
scorri il post fino alla fine ,c'è la scansione delle 4 pagine della rivista .

viewtopic.php?t=9532
Grazie. Anche se non sono in fase di conversione, è interessante comunque.

rikku_ffx_it
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Messaggio da rikku_ffx_it » ven set 30, 2005 4:08 pm

yasodanandana ha scritto:Sì, il punto è infatti: quale limite porre al "noi"?
--si puo' estendere il limite fino ad essere giust'appunto fruttariani. Io non lo estendo.. Tu non devi seguire il mio esempio, se ti sembro un "non completamente pacifico", superami pure.
Onestamente ritengo che tu non abbia piu' bisogno di altri pareri per pensare a cosa devi fare..
Ovvero... siamo tutti daccordo che le piante sono esseri, come gli animali sono esseri. Tutti nel pratico distinguiamo fra piu' o meno meritevole di essere risparmiato, dato che mettiamo l'uomo al primo posto e poi allentiamo gradualmente.
Alcuni possono ritenere che diventando fruttariani si risparmia la morte in modo completo.
Ok...
Tu che fai?
RImani onnivora per una terrificante par condicio.. oppure decidi di risparmiare almeno gli animali.. o diventi fruttariana? Decidi, sta a te, e' la tua vita.
A me andrebbero perfino bene bislacche parzialita'.. le piu' assurde...
meglio che niente e' meglio piuttosto..
Io non ho bisogno di pareri per pensare cose devo FARE. Anche perchè, lo scopo per cui li volevo sentire non era quello. Se fossi veramente stata in bilico fra il "decidere se diventare vegeteriana o meno", non penso che per fare la scelta decisiva sarei andata a consultare un forum, e in ogni caso non sarebbe certo tutto così di botto. A me è interessato informarmi sull' argomento e sentire punti di vista che non sono abituata a sentire nella vita di tutti i giorni, però sono abbastanza lontana dal decidere di fare cambiamenti personali a questo proposito.
Comunque, il fatto che abbi adetto che per la vostra causa il massimo sarebbe diventare fruttariani, questo non significa che voglia sminuire quello che già fate, volevo solo sentire le vostre versioni. Per carità, non ho detto niente contro il fatto che ci sono anche le vie di mezzo. Poi ognuno ha la propria strada.

Beh...da questo lato qui...io personalmente ho una concezione piuttosto "paritaria" e "relativista" di uomo-donna.
--daccordo... allora per esempio non essere inferiore a me in pacificita' dato che sono ometto e vegetariano :-) Acquisisci l'uguaglianza che ti spetta--
Eheh...non fare il furbo :P.

Il mio scopo non era nè di giustificarmi, nè di farvi rinunciare alle vostre idee, giurin giuretto.
--non ho tali problemi.. non credo al plagio. Non indago mai sulle intenzioni dei miei interlocutori.. se mi stimolano un dubbio, non posso reprimerlo raccontandomi che sono malfidati.
Bravo :)

"E poi, ci sono tante cause per cui battersi, chi lo fa per una, chi lo fa per un' altra!-"Se devo essere sincera, quello dell' "uguaglianza degli esseri viventi" (o chiamatelo come volete) non è nemmeno quello che mi stimola di più. "
--mica "le cause" sono "a punti" che uno alla fine della vita deve fare 100 punti e allora ne prende 10 dall'essere stato vegetariano, 40 dall'essere stato boy scout........ quanta contorsione, se una cosa la ritieni giusta falla.. dove sta il problema?
Mica ho detto che sono a punti O_O.
Semplicemente, prima di tutto non ho detto cosa ritengo giusto.
Seconda cosa, penso che nessuno al mondo faccia tutto quello che ritiene giusto. Questa NON vuol dire che si debbano fare tutte cose che si ritengono sbagliate, ma semplicemente che le cose, almeno nella mia visione, contorte lo sono davvero.
E poi in questi casi, la passione e lo stimolo giocano ruoli fondamentali.

Ma davvero? Pensavo che lo dicessi cosi tanto per O_O
--ci mancherebbe altro.. fra l'altro tiro le orecchie a tutti i vegetariani presenti qui' dentro che non ti hanno invitato sapendo che tu non potrai mai diventare vegetariana se prima non vivi il fatto che il vegetarianesimo non e' avere sul piatto lattuga e bistecca... e togliere la bistecca

c''e molto di piu'.........

il vegetarianesimo e' MANGIARE.. e si "predica"invitando a mangiare... e' cosi' semplice
Hmmm ok...sarà ma...se vogliamo parlare della questione "gusto"...
Ti lancio una sfida: se vuoi ti faccio la lista degli alimenti di origine vegetale che proprio non reggo. Vediamo se ti viene in mente come prepararmi un pasto soddisfacente e buono tenendone conto.
Vuoi? :P

rikku_ffx_it
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Messaggio da rikku_ffx_it » ven set 30, 2005 5:05 pm

Marco Valussi ha scritto:
rikku_ffx_it ha scritto:Beh, tutti siamo più informati su alcune cose e molto più ignoranti sulla maggioranza...Purtroppo non posso leggermi la letteratura su tutto quello che mi incuriosisce, sarebbe materialmente impossibile.

In ogni caso, in genere sono abituata a mettere in dubbio tutto. Spesso infatti vengo a cadere nella totale incertezza e relativismo. Quindi, già non so se esiste o esisterà mai una morale generalizzabile e se esiste qualcosa che si può e si potrà sempre affermare in modo "assoluto e oggettivo". Non so se esistono delle verità, non escludo che non ne esista una, ma non escludo manco che esiste. Non so quanto è facile che mi convinca di qualcosa di "sicuro" da questo punto di vista. (Poi, dal punto di vista pratico, è chiaro che non si puà vivere con una mentalità al 100% così, infatti ci sarebbe una questione complessa da affrontare.)

Comunque sì, allo stato attuale, le uccisioni degli animali non avvengono comunque senza dolore. Però tutto questo topic non aveva certo al centro il lato "pratico", ma quello "ideologico-filosofico". Per il pratico ci vorrebbero altri tipi di discussioni e altri tipi di informazioni.

Questo era solo per rispondere "molto grossomodo" alle tue personali affermazioni (non citazioni). O meglio, è solo per esprimere i miei personali dubbi. Non sono andata ad approfondire la questione perchè penso che magari distoglierei l' attenzione dagli scritti che hai incollato e la discussione subirebbe altre diramazioni.

Comunque, mi fa molto piacere che tu abbia avuto voglia di approfondire l' argomento :)
Comunque ciò che hai incollato...interessante...nel senso che mi si danno delle possibili risposte "in chiave profonda" sulla questione.
Hmm...vuoi che li commenti personalmente? Se sì, non so se riesco a farlo oggi, perchè in questo momento sto facendo tante cose contemporaneamente e non so il livello di concentrazione che portò raggiungere.
Il mettere in dubbio tutto è una sana abitudine, ma ad un certo punto deve fermarsi perchè lo scetticismo filosofico porta all'impossibilità della discussione razionale. Ovvero, per poter discutere tra persone è necessario che si pongano dei punti fermi - per il momento - che potranno essere rimessi in discussione, ma solo in accordo con l'interlocutore. Se incece fosse possibile applicare l'ottica scettica in ogni momento è probabile che preferiremmo il solipsismo. Quando dico che ci sono delle basi oggettive al discorso etico non voglio naturalmente dire che ci sia una "etica dal punto di vista di dio", cioè un'etica che sia oggettivamente Vera (qualsiasi cosa ciò possa significare) o vera per ogni osservatore in ogni mondo possibile. ma, pragmatricamente, voglio dire che per parlare di etica è necessario rivestirla di qualche potere di generalizzabilità, altrimenti è opinione. Parlare di etica vuol dire, almeno in parte, cercare un argomento che possa essere accettato o per lo meno accettabile in linea di principio da qualsiasi agente morale razionale; quando diciamo che viviamo in uno stato laico stiamo dicendo la stesa cosa, cioè che in Italia ogniuno è libero di pensarla come vuole sula vita ecc. di credere agli dei che vuole o di non crederci, ma quando si devono prendere delle decisioni pubbliche, gli unici argomenti utilizzabili sono quelli che prescindono da inclinazioni prsonali (lo so, lo so, che sto parlando delPaese che non esiste, ma lasciatemi qualche speranza...).
Quindi, quando diciamo che le persone di colore non possono essere discriminate per il colore dell apelle, stiamo dicendo che sotto tutti gli aspetti rilevanti per gli interessi di queste persone, esse sono esattamente come noi. Questo argomento è ormai accettato da tutti, è uno di quei paletti che per il momento accettiamo come termine della discussione. Quindi è logico e doveroso interrogarsi sulle ulteriori conseguenze di questo argomento, e questo interrogarsi ha portato TUTTA la comunità filosofica ed etica, TUTTA, ha dichiarare che, al di là di differenze di metodo, è chiaro che il modo in cui noi trattiamo gli animali è sbagliato, e che nel non riconoscerlo stiamo semplicemente chiudendo gli occhi di fronte a qualcosa che è LOGICAMENTE IMPLICATO nell'argomento dei diritti umani. I diritti dei vegetali NON sono logicamente implicati nel discxorso dei diritti umani, se pensi che lo siano dovresti portare degliargomenti logici, oppure trovare un nuovo argomento etico. Tra parentesi, come dicevo nel post precedente, è chiaro che il fatto che certi animali non senzienti ed i vegetali non possano diventare soggetti IBDIVIDUALI di diritti non significa che possano essere soggetti COMUNITARI di diritti, oppure non soggetti ma destinatari di DOVERI da parte di chi può decidere cosa fare (esseri umani).
Comunque se vuoi rispondi pure anche al copiaincolla, è sempre farina del mio sacco.
ciao
marco
Non era mia intenzione deviare troppo in una questione filosofica-psicologica un po' a parte (o meglio, troppo generale) rispetto all' argomento base. Però a questo punto rispondo, sperando di non fare nulla di fastidioso al forum O_O.

Certamente, infatti tra parentesi ho pure specificato che nella pratica è ben diverso. Occorre porsi comunque delle certezze, anzi, non sono vere certezze, diciamo "pseudocertezze". Se no si starebbe immobili tutto il giorno, senza uscire di casa, e non si saprebbe nemmeno se è giusto fare questo. Non volevo certo esagerare implicare che questo è il comportamento ideale. La mia era solo una precisazione per dire che, rispetto alla media, personalmente sono molto difficile da questo punto di vista. Mentre molti hanno dei riferimenti saldi e precisi su cui escludono a propri di transigere, per me è tutto un discorso diverso. Mentre molti parlano con certezza del concetto di bene nel senso universale e assoluto, per me ciò è molto lontano. Questa tutta sta cosa la sento più di molti altri (almeno così mi risulta dalla mia esperienza). Era solo una parentesi. Poi, nella pratica, sicuramente mi pongo delle pseudocertezze, come non farlo, voglio vedere chi non lo fa O_O.
Poi il tutto varia in base ai contesti. Tipo, nei momenti "più attivi dal lato pratico" di vita occorre fare delle scelte con più decisione e lapidarietà. Poi tutto va a gradi...Una discussione di questo stampo sul forum, è innanzitutto non direttamente finalizzata a qualcosa di produttivo (cioè, non è come un colloquio di lavoro), e poi è caratterizzata da una grande libertà, per alcuni versi anche maggiore rispetto a quella "a voce". Di conseguenza, è ovvio che "l' esigenza di decisione" già è molto attenuata, anche se comunque esiste.
Per quanto riguarda le pseudocertezze in se, a parte il poter avere diversa "intensità" e non essere quasi mai definitive, esse richiedono comunque un certo grado di convinzione. Ora mi concentro su quelle da usare nelle discussioni libere e ragionamenti personali. In linea torica, non potremo mai essere sicuri di nulla. Però ci sono cose (pseudocertezze) che comunque ti spingono a dire "secondo me è così", "posso iniziare a ragionare sul resto partendo da qui" "questo lo metto a far parte della mia filosofia di vita". Il problema è che non sempre si ha sufficiente grado di convinzione per poter chiamare un' affermazione "pseudocertezza". In alcune questioni, capita di inceppare inevitabilmente in "buchi" e dire "questo non mi sento nemmeno di considerarlo pseudocertezza, almeno non in questo contesto", non c'è sufficiente grado di convinzione. Può accadere anche in punti importanti, non ci si può fare molto. Il fatto è che il grado di convinzione non è un fatto puramente di ragionamento (anche, ma non solo), ma ci sono tanti fattori che entrano in gioco. Ad esempio l' informazione, cosa che si può volendo correggere, ma non è possibile farlo in tutte le occasioni e con tutto. Poi c'è anche un fattore più "inconscio", dovuto a varie cause, ma che ti spinge a dire "qualcosa non mi convince di questo, non riesco a porlo come punto saldo, non lo confuto, ma non me lo sento dentro". Tra il non negare/non confutare una cosa e il condividerla/sentirsela dentro c'è una sottile linea di separazione.
Poi ogni persona svolge un proprio percorso interiore che inevitabilmente gli provoca cambiamenti/arricchimenti. Cosa di cui non si era convinti un tempo diventano "pseudocertezze" in seguito, oppure di cancellano determinati punti di riferimento. Ognuno ha la propria "strada", e la cosa non è certo elementare.
Con questo post, mi astengo dal dire cosa è giusto/ingiusto, dico semplicemente come secondo me le cose stanno :) In linea generale, non voglio "giocare a chi ha ragione" con nessuno, voglio solo capire e farmi capire.

Per la parte "animali-piante-vita-diritti ecc", permettimi di parlare attraverso ciò che mi hai incollato, se ti va bene. Già è un gran casino così :/
Forse rimanderò ancora la risposta, con le altre cose ho perso ancora tanto tempo. E per fortuna che in questi giorni sono molto libera dagli impegni rispetto alla media O_O

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yasodanandana
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Messaggio da yasodanandana » ven set 30, 2005 9:49 pm

Io non ho bisogno di pareri per pensare cose devo FARE
--pero' hai comunque bisogno di pareri.. se no non ne avresti chiesti. Siccome dietro ai pareri ci sono persone che li danno, io offro pure il parere secondo il quale ci dovresti pensare seriamente. Ognuno di noi e' un pezzo di mondo, se vogliamo che migliori ognuno deve fare la sua parte

Seconda cosa, penso che nessuno al mondo faccia tutto quello che ritiene giusto. Questa NON vuol dire che si debbano fare tutte cose che si ritengono sbagliate, ma semplicemente che le cose, almeno nella mia visione, contorte lo sono davvero.
--anche se tu pensassi che il mangiare carne non fosse la cosa piu' terribile che succede al mondo... alla fine e' cosi' facile farlo che non serve nemmeno esprimere preferenze e stabilire delle precedenze. Smetti di massacrare gli animali.. che ci vuole? E la tua vita continua meglio di prima.. Domani a pranzo, di fronte alla fettina, ricavata dal corpo di qualcuno che tu fai uccidere da sicari, se no non ce la faresti, poniti il problema e usa la pattumiera, poi chiudi definitivamente... qual'e' il problema?

Hmmm ok...sarà ma...se vogliamo parlare della questione "gusto"...
--non ti temo!! :-)

[email protected]

torno dall'india a meta' novembre...... mi farebbe piacere invitarti a cena a casa mia.... magari scrivimi un salutino per ricordarmelo. Se poi la nostra amicizia arriva fino a quest'estate (lo spero vivamente), posso portarti a feste (gratuite) dove la regola e' offrire 108 portate ai partecipanti..

... fra cucina indiana e italiana....

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