Eravamo tutti là, a guardare il cielo; gli occhi lucidi e la bocca spalancata. Erano loro che ce lo indicavano, c’erano suoni e colori.
E fu allora che sentii il bambino. ‘Manca qualcosa’ diceva, e sembrava voler piangere. Allora staccai gli occhi dal cielo e li aprii dentro di me: si, mancava qualcosa, soffocato dai suoni e dai colori.
Loro vennero e mi portarono via.
Adesso vago tra la folla; sembrano tutti più grandi di me, guardano il cielo e sono felici.
Io riesco a appena a parlare. “Manca qualcosa” dico, e mi viene da piangere
SOMETHING IS MISSING
Viaggi interni
Un viaggio d'introspezione, come il ricordo di un rapimento, la crescita ed il dialogo con il bimbo dentro di noi, in estasi, a guardare in su, verso il cielo. Sento questi versi veri, vissuti e ti vedo quasi brancolare tra la folla a cercare ciò che forse ti mancherà per tutta la vita, perché si è sempre alla ricerca di quel qualcosa che non sappiamo neanche bene di cosa si tratti. Continua a camminare tra la folla, ogni tanto alza gli occhi al cielo anche tu e sorridi, parla con il tuo bimbo interiore, che come il fanciullino del Leopardi ed il più "recente" Peter Pan a volte sente l'esigenza di piangere ed altre volte vuole essere al centro dell'attenzione con le sue "birichinate". Io ho interpretato così queste tue righe, forse non corrisponde a verità e la morale è un'altra, ma mi sono piaciute. Ti auguro di trovare quell'ipotetico qualcosa che manca. Ciao Marco.
Re: Viaggi interni
Mi piace pensare che un testo, un pensiero, non abbiano una sola chiave di lettura, che nell'arte - scusate la presunzione - non esista una verità, ma solamente la percezione. Comunque sia ti ringrazio per l'augurio e dal canto mio auguro a te e a tutti di avere ognuno un qualcosa che manca da trovare.RUTH ha scritto: Io ho interpretato così queste tue righe, forse non corrisponde a verità e la morale è un'altra, ma mi sono piaciute. Ti auguro di trovare quell'ipotetico qualcosa che manca. Ciao Marco.
lavoro e poesia
Non ci ho preso con l'interpretazione del tuo pensiero... diciamo che l'ho "aperto" con un pass-partout, non con la sua chiave originale!!!
Ho notato ora che facciamo la stessa "professione" e nel nostro campo si è per forza sempre alla ricerca di un qualcosa, perché è un lavoro versatile e aperto a molti stimoli, in cui si ha bisogno (almeno nel mio caso) di una forza maggiore per affrontare le avversità stagionali e non solo e per incanalare positivamente la sensibilità sviluppatasi a contatto con la natura (io lo faccio con la scrittura). Buon proseguimento lavorativo in questo periodo di raccolta o post-raccolta...
Ho notato ora che facciamo la stessa "professione" e nel nostro campo si è per forza sempre alla ricerca di un qualcosa, perché è un lavoro versatile e aperto a molti stimoli, in cui si ha bisogno (almeno nel mio caso) di una forza maggiore per affrontare le avversità stagionali e non solo e per incanalare positivamente la sensibilità sviluppatasi a contatto con la natura (io lo faccio con la scrittura). Buon proseguimento lavorativo in questo periodo di raccolta o post-raccolta...
Re: lavoro e poesia
Ebbene si, sono agricoltore anche io, ho un'azienda biologica in provincia di Cuneo e concordo con te che fare il nostro mestiere può essere molto formativo da un punto di vista umano e "spirituale" se si ha coscienza di ciò che si fa. Diciamo che noi siamo gli ultimi Custodi della Terra, abbiamo una grossa responsabilità in ciò, sia nei confronti della Terra stessa sia verso gli uomini e le donne che la popolano. Nonostante tutte le difficoltà, e tu sai che sono molte, andiamo avanti.