Tereza

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miowien
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Tereza

Messaggio da miowien » mar giu 21, 2005 8:36 am

Tereza camminava a testa alta, conscia di tutti gli sguardi curiosi puntati su di lei.
Camminava a testa alta e sorrideva.
“Cosa avrà mai da sorridere” pensava la gente, e lei leggeva la muta domanda nei loro occhi.
Tereza stava ripensando alla sua vita, e sapeva che anche potendo farlo non avrebbe cambiato nulla, perché era il suo destino, così come lo era stato per sua madre, e per sua nonna prima di lei, e per la madre di sua nonna, e così via indietro nel tempo.
Rivide tutti i volti delle donne che aveva aiutato, e con le quali aveva pianto.
Sentì in bocca il sapore delle lacrime versate insieme alle ragazze che erano arrivate da lei dopo essersi conficcate un ferro in pancia per riuscire a cancellare i frutti indesiderati di amori sbagliati o peggio di violenze subite, ragazze che lei aveva ospitato e accudito, e infine guarito con le sue medicine fatte di erbe e di intrugli.
Sentì anche la gioia che aveva provato quando invece a chiedere il suo aiuto erano arrivate donne piegate in due dal dolore, dopo ore e ore di travaglio, per un parto che non finiva mai. Sentiva sotto le dita le pance che aveva toccato, i bambini che aveva fatto girare e infine uscire fra le urla delle madri che ormai avevano perso la speranza. Sentiva ancora nelle orecchie i primi vagiti di quei bambini che erano ormai stati dati per persi da tutti.
Era conosciuta da tutte, Tereza. Ed era amata, e rispettata, e ringraziata.
Finché un giorno aveva bussato alla sua porta quella ragazza, livida in volto, che si teneva la pancia. Doveva essere circa alla quinta luna. Era stata picchiata, il corpo pieno dei lividi lasciati da scarpe da lavoro, grosse e robuste. E il sangue che usciva da lei non si fermava.
L’aveva accolta, Tereza, anche se al primo sguardo aveva capito di non poterla salvare. L’aveva accolta perché aveva comunque bisogno del suo aiuto. L’aveva accolta e fatta sdraiare, ma tutto quello che aveva potuto fare per lei era stato alleviarle il dolore, quello del corpo e quello dell’anima. E le aveva tenuto la mano, l’aveva accarezzata, le aveva terso la fronte con panni bagnati, le aveva fatto bere le sue tisane, le aveva parlato e parlato e parlato con voce dolce anche quando ormai lei non poteva più sentirla. E aveva pianto per tutta l’ingiustizia del mondo, che permetteva accadessero cose così atroci alle sue sorelle.
Perché per Tereza tutte le donne erano sue sorelle.
Ed infine era arrivato l’uomo a riprendersi la ragazza, quando ormai non respirava più. L’uomo con le scarpe da lavoro grosse e robuste. E aveva accusato Tereza di avergliela portata via.

Sì Tereza sorrideva, perché nonostante tutto erano tante le sorelle che aveva salvato, e aveva svolto il suo compito nel mondo. E sorrideva perché sapeva di lasciare qualcuno a svolgerlo dopo di lei, lasciava una figlia già pronta per compiere il suo destino.
Sorrideva quando le legarono brutalmente i polsi abbracciati al palo.
Sorrideva quando sentì l’odore di fumo che iniziava a salire e ad arrivarle alle narici. Non un pianto, non un urlo. Solo un sorriso finchè le fiamme permisero di vederle il volto. Il sorriso di una strega.

Lisbona, 7 luglio 1569

donaflor
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Messaggio da donaflor » mar giu 21, 2005 9:09 am

con cento parole sei riuscita a raccontare un storia ben più lunga. brava, complimenti davvero.

miowien
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Messaggio da miowien » mar giu 21, 2005 9:10 am

no, questa non è la storia che ha vinto
questa è un'altra :-)))

quella del concorso è veramente di 100parole, e doveva essere ambientata in una libreria feltrinelli
eccola:

L’appuntamento è alle 17 da Feltrinelli. Sono in anticipo e mi tengo in disparte per poterla guardare quando arriverà. Lei entra puntuale, titubante. E’ nervosa, lo sono anche io. Compie un piccolo giro fra gli scaffali, il suo sguardo mi accarezza senza riconoscermi. Poi si ferma, prende uno dei libri esposti ed inizia a sfogliarlo. Mi avvicino, guardo il libro, guardo i suoi occhi, che sono anche i miei.
“E’ uno dei miei libri preferiti, è un buon inizio”
Lei alza gli occhi e mi sorride.
“Ciao mamma”.

donaflor
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Messaggio da donaflor » mar giu 21, 2005 9:25 am

caspita.! 100 parole sono veramente poche !
ci fai leggere qualche altra cosa?

miowien
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Messaggio da miowien » mar giu 21, 2005 9:28 am

donaflor ha scritto:caspita.! 100 parole sono veramente poche !
ci fai leggere qualche altra cosa?
a chi lo dici!
io ho deciso di partecipare solo xchè ho letto che alla finale avrebbe premiato Pennac... e a me lui piace tantissimo:-) cosi' ho provato:-)
appena mi sono messa al pc e ho scritto la storia, ho contato le parole con word ed erano 350!!! e mi sono resa conto che 100 erano veramente pochissime...

vabe' vi postero' l'altra mia storia preferita...

goccia
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Messaggio da goccia » mar giu 21, 2005 2:44 pm

stamattina al lavoro ho visto le tue storie e non vedevo l'ora di tornare a casa per leggerle (avrei voluto farlo subito ma non avevo tempo).

Di questa mi é piaciuta l'idea che sei riuscita a dare di lei, l'aiuto alle altre nei momenti più drammatici che una donna può passare.

vale

miowien
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Messaggio da miowien » mar giu 21, 2005 2:45 pm

goccia ha scritto:stamattina al lavoro ho visto le tue storie e non vedevo l'ora di tornare a casa per leggerle (avrei voluto farlo subito ma non avevo tempo).

Di questa mi é piaciuta l'idea che sei riuscita a dare di lei, l'aiuto alle altre nei momenti più drammatici che una donna può passare.

vale
grazie :-)))

donaflor
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Messaggio da donaflor » mar giu 21, 2005 3:07 pm

ti piace Pennac? anche a me, molto anche se penso che abbia dato il suo meglio con la famiglia malaussène.
cmq sai che nel bagnetto dove vado io c'è un gestore molto scorbutico, che ho soprannominato "l'orco", però è una spiaggia molto carina, da qui l'appellativo generale "il paradiso dell'orco" - proprio come tributo a Pennac.

miowien
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Messaggio da miowien » mer giu 22, 2005 7:32 am

donaflor ha scritto:ti piace Pennac? anche a me, molto anche se penso che abbia dato il suo meglio con la famiglia malaussène.
cmq sai che nel bagnetto dove vado io c'è un gestore molto scorbutico, che ho soprannominato "l'orco", però è una spiaggia molto carina, da qui l'appellativo generale "il paradiso dell'orco" - proprio come tributo a Pennac.
lo adoro! anche se concordo con te, il meglio è la saga maulessene (escludendo l'ultimo, notizie dalla famiglia, che mi è sembrata una accozzaglia di appunti)
ma anche abbaiare stanca è carino, e quello sulla lettura del quale non ricordo il titolo
carino il paradiso dell'orco:-)))

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