Al Forte Sangallo di Nettuno questa sera si è tenuto uno speciale incontro con il Dott. Paul Zelig Rodberg, Biologo, dottore in Chiropratica, Specializzato in Kinesiologia Applicata.
Istruttivo e anche divertente -dato che lui è un tipo abbastanza comico- ha illustrato la sua teoria sui malesseri comuni coi quali siamo abituati a convivere, testando il suo metodo di guarigione su un uomo li presente e ottenendo riscontri positivi.
Ha cominciato col far sperimentare a quattro persone come il suo addome fosse morbido e trattabile a differenza di quello di chiunque altro prima della cura che ha illustrato.
In breve si tratterebbe di avere più cura del proprio intestino che con una alimentazione non appropriata si sovraccarica di tossine mandando poi veleni nel sangue; questo 'ingorgo' limita i movimenti del diaframma che genera una respirazione parziale, non corretta, e apporta quindi una minor quantità di ossigeno ai tessuti, ai muscoli e all’organismo in generale. Il sistema nervoso, a conoscenza della situazione di carenza, manda segnali vari di allarme che si possono manifestare fisicamente a diversi livelli.
Il metodo di cura quotidiana è semplice: consiste nel far si che il blocco di materiale tossico che ingombra il tratto iniziale dell'intestino e genera le tossine si smuova attraverso il posizionamento di pesi, posizionati in un punto dolente per circa una mezz’ora.
Bisogna poi tenere del ghiaccio sull’addome per raffreddare tutta la zona abbassando così l’irritazione, l’infiammazione e la putrefazione (a carico dell’intestino e del flusso sanguigno) e per rilassare gli spasmi che bloccherebbero l’espulsione.
Parlando dell’esperienza del signore prestatosi alla dimostrazione - aveva subito tre operazioni alla schiena e soffriva ancora degli stessi disturbi - ha detto senza polemica ma scherzando che secondo lui qualcuno dei luminari si era dimenticato di considerare l’aspetto ‘ossigeno’.
A volte succede che i segnali del corpo vengano mal interpretati dalla medicina tradizionale che non lascia spazio ad ipotesi e conoscenze alternative e la cosa peggiore per un malato è una diagnosi sbagliata.
Esempio classico é stato proprio il signore: dopo la dimostrazione si sentiva meglio, più leggero e non accusava i dolori alla schiena che lo accompagnavano solitamente.
Infine ha ricordato a tutti che possiamo vivere circa due mesi senza cibo, una settimana senza acqua ma solo pochi minuti senza ossigeno e pertanto è importantissimo che la respirazione, oltre che l’assimilazione dei cibi, funzioni al meglio.
Per terminare l’incontro ha ‘scrocchiato’ tutti i presenti nel senso che ci ha fatto sedere ad uno ad uno - eravamo una cinquantina di persone - e con una mossa semplice ma efficace ha sistemato i nostri colli, aumentandone la mobilità e ricollegandoli al resto della colonna vertebrale.
Grazie Paul Zelig!
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