Risparmio ed uso razionale dell'acqua

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Edoardo Giusti
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Risparmio ed uso razionale dell'acqua

Messaggio da Edoardo Giusti » ven apr 29, 2005 2:04 pm

L'acqua è sempre di più una risorsa a rischio nel nostro pianeta: di giorno in giorno diminuiscono le quantità di questa preziosa risorsa e spesso noi stessi ne facciamo uso indiscriminato.
Non vi sembra sia giunto il momento di sensibilizzare gli enti pubblici e i soggetti politici affinchè concedano benefici reali per coloro che risparmiano acqua? Per esempio, occorrerebbe rendere obbligatoria per le nuove costruzioni l'installazione di impianti di recupero delll'acqua piovana, oppure concedere sgravi sugli oneri di urbanizzazione....
Oltre a recuperare l'acqua piovana, sarebbe poi utile recuperare le cosiddette acque bianche( per intenderci, l'acqua che noi consumiamo per fare la doccia o lavarci le mani); a questo proposito, esistono importanti novità sul mercato di sistemi che permettono questo tipo di recupero.
Che ne pensate? Avete qualche informazione sullo stato degli incentivi a proposito?
Grazie e buon lavoro
Edoardo Giusti

caustico
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Re: Risparmio ed uso razionale dell'acqua

Messaggio da caustico » sab mag 21, 2005 10:31 pm

Edoardo Giusti ha scritto:L'acqua è sempre di più una risorsa a rischio nel nostro pianeta: di giorno in giorno diminuiscono le quantità di questa preziosa risorsa e spesso noi stessi ne facciamo uso indiscriminato.
Non vi sembra sia giunto il momento di sensibilizzare gli enti pubblici e i soggetti politici affinchè concedano benefici reali per coloro che risparmiano acqua? Per esempio, occorrerebbe rendere obbligatoria per le nuove costruzioni l'installazione di impianti di recupero delll'acqua piovana, oppure concedere sgravi sugli oneri di urbanizzazione....
Oltre a recuperare l'acqua piovana, sarebbe poi utile recuperare le cosiddette acque bianche( per intenderci, l'acqua che noi consumiamo per fare la doccia o lavarci le mani); a questo proposito, esistono importanti novità sul mercato di sistemi che permettono questo tipo di recupero.
Che ne pensate? Avete qualche informazione sullo stato degli incentivi a proposito?
Grazie e buon lavoro
Edoardo Giusti

In effetti il recupero delle acque piovane e' una cosa che gia' si faceva nel medioevo e ancora oggi si fa' in quei territori dove l'acqua e' piu' preziosa dell'oro.

Il recupero delle acque bianche e' un idea che al CNR stanno gia' sperimentando in un numero ristretto di palazzi dove l'acqua della doccia,lavabo,lavatrice,l'acqua del lavaggio della frutta e verdura,l'acqua piovana,vanno a raccogliersi in un unico contenitore e successivamente trattati dalle impurita'.

Questa verra' successivamente usata sia per gli sciacquoni che per il primo ciclo di lavaggio nella lavabiancheria che per innaffiare il giardino.

il progetto ovviamente sara' diffuso nelle nuove costruzioni,in quanto,si capisce,che ristrutturare le vecchie abitazioni per questo tipo di recupero delle acque,ne rende poco economico l' uso.

Eppure nel nostro piccolo si puo' gia' risparmiare parecchia acqua se impariamo a chiudere il rubinetto quando non serve e riusare il classico bicchiere quando ci laviamo i denti,caricare bene la lavatrice e imparare a lavarsi senza stare inutilmente sotto la doccia.

A volte sento delle stime sul consumo procapite di acqua,con numeri stratosferici.
eppure dalle 2 o 300 litri procapite che sento,io dai miei calcoli ne consumo circa 60.

Che ci mettono pure le fabbriche e l'industria agricola nella mischia????
oppure mi calcolano tutti quei milioni di litri che si perdono nelle tubature fatiscenti prima di arrivare nel mio rubinetto?
Sempre in base ai calcoli,si e' stabilito che la quantita' di acqua che si perde e' notevolmente superiore a quella realmente consumata.

Gran bella prospettiva che abbiamo nel nostro futuro.

P.S.
Intanto io sto' gia' lavorando per il recupero delle acque bianche da riusare al momento soltanto negli sciacquoni.

riboeri
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Messaggio da riboeri » sab mag 28, 2005 4:54 pm

Mi viene un dubbio: ma quando anche si riesca a ridurre il consumo di acqua ad uso civile diciamo del 75% (è moltissimo!)... ridurremmo il 75% del 20% del consumo di acqua... quindi in realtà solo il 5%. Non sarebbe più razionale agire su varie linee comprese quelle dell'agricoltura (ridurre consumo di carne e quindi di coltivazioni esigenti acqua come il mais) e dell'industria (lì spesso basterebbe chiudere qualche rubinetto che scarica nelle fogne...)?

Riccardo

Claudio
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Messaggio da Claudio » dom mag 29, 2005 4:12 pm

riboeri ha scritto:Mi viene un dubbio: ma quando anche si riesca a ridurre il consumo di acqua ad uso civile diciamo del 75% (è moltissimo!)... ridurremmo il 75% del 20% del consumo di acqua... quindi in realtà solo il 5%. Non sarebbe più razionale agire su varie linee comprese quelle dell'agricoltura (ridurre consumo di carne e quindi di coltivazioni esigenti acqua come il mais) e dell'industria (lì spesso basterebbe chiudere qualche rubinetto che scarica nelle fogne...)?

Riccardo
Caro Riccardo, è necessario fare una distinzione tra l'acqua potabile, quella che esce dal rubinetto di casa, e quella utilizzata in agricoltura.
La prima la compri ad un certo prezzo dall'azienda municipalizzata, la seconda la compri ad un prezzo molto inferiore dal consorzio di bonifica.
Le due acque sono molto diverse, l'acqua del rubinetto di casa subisce (o almeno "dovrebbe subire") un trattamento di potabilizzazione, tu la bevi, ti lavi e la restituisci sporca in fognatura, dove successivamente dovrebbe subire un trattamento di depurazione.
Tutto questo ha, ovviamente dei costi ( che paghiamo) e che produce un notevole business per le municipalizzate che sono ben felici di venderti l'acqua potabile e farti poi pagare ciò che scarichi nelle fognature.
Il problema sorge quando il livello dei pozzi di prelievo diminuisce e l'azienda non riesce a garantirti la continuità del servizio, allora ti raccomanda di risparmiare acqua e ti multa se ci annaffi il giardino.
In agricoltura il problema è diverso, l'acqua non viene trattata e viene sparsa sui campi dove successivamente ritorna in falda od evapora e ritorna nei fiumi con il classico ciclo atmosferico.
Alle colture ne resta ben poca, ma questo riguarda i vecchi sistemi di irrigazione.
Oggi, visto che l'acqua "costa" anche se non è potabile, si tende ad utilizzare sistemi più intelligenti, vedi i sistemi a goccia od a micro pioggia, per limitare al massimo la dispersione di acqua.
I contadini hanno margini molto stretti e devono stare molto attenti ad ottimizzare le risorse.
Il problema, a mio parere, va focalizzato sulle infrastrutture di distribuzione, che sono spesso dei veri e propri colabrodi, specie nel sud.
Acquedotti bucati a parte, prova a pensare a tutte quelle fontanelle che ci sono in giro per Roma, i famosi "nasoni", quanto pensi si possa risparmiare mettendoci un rubinetto?

riboeri
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Messaggio da riboeri » lun mag 30, 2005 9:49 am

Tutto verissimo, ma è pur vero che l'industria utilizza acqua di falda (e la spreca) come gli acquedotti civili. E ne usa molta di più. L'agricoltura usa acque di superficie (non solo ma speriamo principalmente), ma agisce in maniera determinante sulla capacità dei terreni di trattenere l'acqua e sulla composizione delle acque delle falde anche profonde (nitrati, pesticidi, ecc.). Andando sempre più verso la desertificazione e la contaminazione delle acque profonde, temo che le possibilità di risparmio dovrebbero essere affiancate da seri interventi di politica agricola.

Riccardo

Claudio
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Messaggio da Claudio » lun mag 30, 2005 12:05 pm

riboeri ha scritto:Tutto verissimo, ma è pur vero che l'industria utilizza acqua di falda (e la spreca) come gli acquedotti civili. E ne usa molta di più. L'agricoltura usa acque di superficie (non solo ma speriamo principalmente), ma agisce in maniera determinante sulla capacità dei terreni di trattenere l'acqua e sulla composizione delle acque delle falde anche profonde (nitrati, pesticidi, ecc.). Andando sempre più verso la desertificazione e la contaminazione delle acque profonde, temo che le possibilità di risparmio dovrebbero essere affiancate da seri interventi di politica agricola.

Riccardo
Caro Riccardo,
parole sante! Io sono nato contadino, anche se poi ho preso una brutta piega, diventando un informatico, e posso confermarti quante assurdità siano ancora in auge in ambiente rurale cosidetto "moderno", ma qui il discorso si farebbe molto lungo ed esulerebbe dal problema acqua.
Sicuramente, oggi, i contadini tendono ad utilizzare irrigazioni efficenti anche per mantenere il più possibile i principi nutritivi in loco, e limitare il dilavamento e la dispersione in falda.
In campo industriale ho l'impressione che si faccia molto peggio, ho visto con i miei occhi, scarichi di acidi ed altre porcherie.
Ho verificato personalmente sistemi di coltivazione che non utilizzano concimi chimici e tantomeno pesticidi, che funzionano egregiamente, ma purtroppo, per la nostra realtà, vanno contro gli interessi di molte aziende e sopratutto vanno contro un ostacolo molto più grande, la mentalità contadina.
Ciao.

riboeri
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Messaggio da riboeri » mer giu 01, 2005 9:46 am

Pur non essendo contadino... desidererei esserlo! L'agricoltura è l'unico campo dello sapere umano che può modificare in meglio l'ambiente (purtroppo può farlo anche in peggio). Ma può farlo solo quando l'ambiente e l'uomo vengono messi al primo posto. Se è il denaro a essere privilegiato, allora non c'è scampo.
Speriamo che tutti i contadini lo capiscano (e non solo pochi illuminati) e allora il mondo potrà virare verso pace ed armonia.

francesca19
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Messaggio da francesca19 » mar giu 28, 2005 9:09 am

Credo che dal 30 al 40 % dell'acqua dell'acquedotto vada sprecata per perdite: personalmente ogni volta intravedo pozzanghere sospette sull'asfalto, segnalo il guasto alla società locale di gestione, e quasi sempre sono stata la prima a segnalarlo, sigh!
Quindi, fatevi pure la doccia senza rimorsi...
Per l'agricoltura: non sono tanto d'accordo che sia un'attività ad impatto zero. Taglio di boschi, cambiamenti microclimatici, desertificazione..... si comincia con un campetto di grano, e poi? Non si sa dove si va a finire: il Sahara era una foresta; poi il granaio dell'impero, e ora? Sabbia.... anche il Belgio ha tanta sabbia sotto i suoi boschi, fortunatamente non coltivano grano, fa troppo freddo....

riboeri
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Messaggio da riboeri » mar giu 28, 2005 9:53 am

francesca19 ha scritto:Per l'agricoltura: non sono tanto d'accordo che sia un'attività ad impatto zero.
E chi ha mai detto che è a impatto zero? (A prescindere dal fatto che per il principio di indeterminazione nessuna attività può essere ad impatto zero...). Ho detto che può cambiare in meglio o in peggio (come negli esempi da te riportati) l'ecosistema. Qualcuno ha scelto di cambiarlo in meglio, ma questa attività non è "redditizia" nella comune accezione del termine. Sta alla società renderla tale ed incoraggiarla. Altrimenti dovremo tutti mangiare sabbia.

francesca19
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Messaggio da francesca19 » mar giu 28, 2005 11:21 am

Concordo: comunque abbiamo buone speranze, con il petrolio a 61$ al barile, tante scelte diventano economicamente convenienti e quindi può darsi che il miglioramento arrivi........
vedi, secondo me il problema più che economico è "politico": se utilizzi energie alternative, in pratica non hai bisogno di grosse reti di distribuzione, di società di gestione, riscossione, gestione finanziar-econom-patrimoniale di grosse quantità di denaro.
Ognuno si "fa" da sè l'energia di cui ha bisogno (o quasi......), e "salutame mammeta!"
Quindi sparisce tutto un settore di controllo di una fetta di potere: e a tanti mica gli sta bene questo.
Però, se il petrolio diventa poco conveniente, nel sistema si apre perlomeno una falla........ speriamo.......

riboeri
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Messaggio da riboeri » mar giu 28, 2005 3:51 pm

francesca19 ha scritto:Ognuno si "fa" da sè l'energia di cui ha bisogno (o quasi......), e "salutame mammeta!"
Quindi sparisce tutto un settore di controllo di una fetta di potere: e a tanti mica gli sta bene questo.
Però, se il petrolio diventa poco conveniente, nel sistema si apre perlomeno una falla........ speriamo.......
Speriamo sì! Inoltre mi attira molto l'idea di autosufficienza energetica oltre che produttiva di piccoli aggregati abitativi. Insomma, se abbiamo la tecnologia perchè non si può riuscire a fare meglio quello che si faceva (con vari problemi) nel medioevo? Abbiamo proprio bisogno di gigantesche costruzioni che vomitano sostanze tossiche per produrre energia che viene poi allegramente dispersa nella rete di distribuzione come calore? Se ogni paese sfruttasse le proprie risorse (chi ha il vento lo usi, chi ha il sole lo usi, chi ha i soffioni boraciferi li usi, chi ha l'acqua la usi...) penso sarebbe tutto più facile.

Andrea Rampado
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Bella discussione

Messaggio da Andrea Rampado » mar giu 28, 2005 4:10 pm

Cari ragazzi,
sono d'accordo con voi in tutto quanto avete scritto, sull'impatto zero e il principio di indeterminazione concordo con qualche riserva che presto (mi auguro) sarà svelata a tutti.

Il progetto di certificazione "ENERGY30", di Promiseland si propone proprio in tutto questo.....

A presto
Andrea Rampado

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