... Ti chiedo, inoltre,( probabilmente lo hai già trattato nel tuo libro, ma ora non ricordo bene...),se puoi, di spendere qualche parola sulle intolleranze alimentari, sulle quali girano una miriade di test e indicazioni, di vario tipo.
Ti ringrazio nuovamente per le indicazioni fornite.
Ciao Leonardo, una delle cose meravigliose dell’Igiene Naturale è che le spiegazioni che riguardano i vari disturbi e patologie sono estremamente semplificate.
In effetti, anche se nel mio libro non parlo esplicitamente di intolleranze alimentari, nel capitolo 7, “TOSSIEMIA: LA CAUSA DI OGNI MALATTIA”, spiego perché, secondo l’Igiene Naturale, la causa di tutte le alterazioni del corretto stato di salute dipendano dall’intossicazione del nostro ambiente interno (sangue e linfa), causati da diversi fattori che vanno dall’ingestione di cibo inappropriato alla nostra specie, a scorrette combinazioni alimentari, all’eccesso di cibo, alla sua trasformazione chimica dovuta alla cottura (con formazione di sostanze tossiche), ma anche ad altre cause quali lo stress e le emozioni negative in generale, un insufficiente riposo, una carenza di movimento fisico o un suo eccesso, mancanza di esposizione al sole, all’aria, ecc.
Quello che la medicina tradizionale considera malattie da curare, per l’Igiene Naturale sono solo i sintomi che rivelano uno stile di vita contro natura. Laddove la medicina ufficiale si preoccupa di etichettare i sintomi e di sopprimerli con farmaci e trattamenti, l’Igiene Naturale mira a ripristinare le condizioni che creano la salute, cioè quelle elencate sopra.
Da tutte le ricerche che ho potuto effettuare e dalla mia personale esperienza ho rilevato che seguendo una dieta a base di frutta e verdura crude (almeno per la maggior parte) e una minima quantità di grassi, sotto forma di noci e semi oleosi vari, avvengono guarigioni spettacolari.
È importante però capire bene che non basta mangiare vegetariano, vegano, crudista, vegano crudista, ecc., per ottenere automaticamente salute e prosperità, se si consumano grassi in eccesso. E anche il mangiare esclusivamente cibi crudi non è garanzia di salute, soprattutto se, come molti inconsapevolmente fanno, assumono una quantità incredibilmente alta di grassi. Ma questo avrai già sicuramente avuto modo di capirlo leggendo il mio libro.
Per amore del vero mi sento di citare anche un’altra possibile causa per quanto riguarda le intolleranze alimentari: una causa psicologica. Può succedere infatti che ad un particolare tipo di cibo siano collegate emozioni spiacevoli vissute in passato, cosicché ogni volta che lo ingeriamo, esso automaticamente ci riattiva qualche avvenimento sgradito, e in questo modo causare le ben note malattie psicosomatiche. In questo caso si potrebbe fare un’autoanalisi su quando è iniziata l’eventuale intolleranza, cioè quando si è manifestata la prima volta, cercando di ricordare quali avvenimenti sono accaduti in quel periodo della propria vita, fino ad arrivare possibilmente al primo della catena, per poi rievocarlo recuperando dalla propria registrazione mentale il maggior numero di dettagli. Spesso individuando la causa corretta si può ottenere un attenuamento e poi anche la scomparsa del sintomo.
Una corretta dieta abbinata a questo tipo di analisi potrebbe essere la formula vincente. È vero che ci sono mille altre possibili variabili, come agenti tossici e inquinanti presenti nell’ambiente, fattori ereditari e via dicendo, ma per quel che mi riguarda ti posso dire, anche per trasmetterti un po’ di sano, ma anche onesto, ottimismo, che ho avuto tantissimi problemi fisici nel corso della mia vita e che da quando ho intrapreso la dieta di cui parlo nel mio libro mi sono scomparsi magicamente.
Ecco qualche altra considerazione che posso aggiungere sulle intolleranze alimentari. Negli ultimi due decenni, molte sono le persone che, a seguito di test sulle intolleranze alimentari, vengono diagnosticate intolleranti a glutine e lattosio. Ne ho conosciute personalmente parecchie che dopo aver sospeso l’ingestione di alimenti a base di glutine (cereali e derivati) e lattosio (latte e prodotti caseari), hanno risolto i loro problemi. Altre persone sono allergiche alle uova. In tutti questi casi, secondo l’Igiene Naturale, il corpo stava loro dicendo che il cibo ingerito non era quello corretto: eliminata la causa… eliminato il sintomo.
Sembra che un’altra causa responsabile delle intolleranze varie sia l’ingestione di cibo prevalentemente cotto: questo accade perché cuocendo il cibo si formano legami molecolari molto complessi e difficili da “demolire” tramite i processi digestivi e così pezzi di alimenti passano nel flusso sanguigno senza essere stati correttamente digeriti, causando risposte eccessive del sistema immunitario che, riconoscendo in essi il “nemico” , accorre in forze per isolarlo ed eliminarlo.
Come scrivo nel mio libro, la cottura dei carboidrati provoca la loro caramellizazione, che li rende estremamente indigesti e la cottura degli amidi oltre i 120 gradi (fritti, tostati o cotti al forno) provoca la formazione di acrilamide, che è una sostanza cancerogena. La cottura delle proteine ne provoca la loro de-naturazione, rendendole parzialmente o totalmente inutilizzabili e dando luogo a reazioni allergiche varie. La cottura dei grassi li trasforma in sostanze cancerogene. Quasi tutti gli alimenti che non siano frutta e verdura, consumati al loro stato naturale, contengono conservanti e additivi. Le carni contengono tossine prodotte dall’animale prima di morire, oltre che antibiotici che sono stati loro somministrati in vita. Inoltre sono facilmente deperibili e nel processo di conservazione e trasporto possono sviluppare pericolosi batteri e tossine.
Un’alimentazione a base di frutta e verdura consumate prevalentemente crude è la migliore da questo punto di vista perché è atossica: come prodotto finale del loro metabolismo si formano solo acqua e anidride carbonica. La digestione è pressoché inesistente nella maggior parte dei casi, o è comunque minima. È vero, d’altra parte, che ci sono persone che sono allergiche ad alcuni tipi di frutta e verdura: in questo caso si pensa che le condizioni digestive siano in pessimo stato. Il mio consiglio in questo caso è quello di cominciare gradatamente ad aumentare il consumo della frutta e verdura che non presentano problemi e ridurre il consumo di tutti gli altri cibi elencati come non consoni alla nostra natura. Con il ripristino progressivo del funzionamento ottimale di tutti i nostri organi, potrebbero scomparire anche le intolleranze verso quei particolari cibi. Per ultima cosa ti allego questo link http://www.intolleranzealimentari.net/ , dove puoi leggere un interessante articolo del Dr. Luigi di Vaia, sulle intolleranze alimentari.
Ti ricordo inoltre che nel libro sono contenuti anche molti consigli sulla corretta modalità di assunzione di frutta e verdura, inclusi gli errori da evitare. Giusto per citarne alcuni: la frutta va mangiata da sola o comunque PRIMA, e non dopo, il pranzo o la cena; va sempre mangiata matura e MAI acerba; tra le varie combinazioni sconsigliate vi è sicuramente quella tra banane e agrumi; la verdura da consumare in prevalenza cruda, dovrebbe essere quella a foglie, quindi le insalate di tutti i tipi, compresi anche gli spinaci, perchè a differenza di quella più fibrosa (patate, carote, finocchi, rape, cavolfiori, broccoli, ecc), contiene meno amidi e quindi è più digeribile; la sequenza ideale di chi voglia comunque fare un pasto "completo" (anche se la frutta è già un pasto completo di per se stesso), è la seguente: prima la frutta, poi si aspetta una mezzoretta e si consuma la verdura cruda, sotto forma di insalata, o di "insalata frullata", o di "zuppa cruda" (pag. 349 del libro), accompagnata da evenutali grassi come noci, o avocado, o olive, in quantità moderata; poi si può mangiare cibo cotto, possbilmente verdure a vapore (patate, carote, cavolfiori, broccoli, rape, ecc.). In alternativa, la scelta consigliata in sostituzione delle verdure cotte, che ritengo comunque la scelta ottimale, potrebbe essere riso integrale o pane di segale, o altro cereale possibilmente integrale. Fondamentale, torno a ripeterlo, è comunque mantenere il consumo di grassi inferiore al 15% delle calorie totali.
UN MARE DI SALUTE A TUTTI!!
Marco Urbisci