mi pareva di aver letto in alcuni tuoi post, e lo confermi anche qui, che conosci bene gli argomenti, allora dove sta il problema? Nella tua testa?
Io non sono favorevole alla medicida allopatica, tantomeno alla psichiatria che a fronte di qualche raro caso positivo fa anche molti danni prescrivendo psicofarmaci e "rovinando" così un organismo già in crisi.
La ns. mente spesso "non ragiona" ed i motivi dovresti già conoscerli.
Capisco che i traumi infantili familiari possano averti portato ai disturbi di cui parli, ma proprio il fatto di parlarne e di averli identificati dovrebbe, nel tempo, farteli superare.
Inizia a rimuovere dalla tua mente il fatto di essere malata, di avere la bulimia o altre malattie "strane". Le malattie, secondo me, NON ESISTONO. Esistono invece dei sintomi e dei segnali che il ns. organismo ci manda e che spesso non sappiamo interpretare. La ns. mente poi, offuscata da tossine assunte con il cibo, ma anche con la televisione, con il mondo che ci circonda, con lo stress che ne deriva, etc. spesso non è più in grado di distinguere il buono dal cattivo. Bisogna resettarsi, cosa non facile.
Non ti consiglierei di andare in pasto ad uno strizzacervelli, la situazione potrebbe solo peggiorare. Meglio un naturopata igienista o anche un amico/a che condivida le tue idee vegane, ma anche questo forum può essere un buon supporto. L'importante è aver voglia di fare qualcosa perchè tutto deve partire dall'interno.
Molti di noi, me compreso, possono portare esperienze, dare suggerimenti, ma non possono certo "costringere" qualcuno a seguirli se non lo vuole.
Dato che conosci i fondamenti di una alimentazione corretta dovrebbe essere possibile per te associare le crisi che descrivi con quelle di disintossicazione. Se riesci a fare questo potresti riuscire a "mandare al diavolo" la tua mente che vuole farti del male mangiando "schifezze".
Sai già tutto, devi solo avere l'intenzione di mettere in pratica le conoscenze. La teoria serve, ma senza la pratica non si conclude niente. Le pratiche "sbagliate" le hai provate, dai ora una nuova chance alle pratiche "giuste".
Rileggi i libri di Ehret, potrebbero aiutarti a riportare la tua mente verso la strada giusta
Il mangiare compulsivo lo conosco, ancora adesso, dopo oltre due anni di dieta di transizione, mi vengono le voglie irrefrenabili di cibo, specialmente la sera.
Anche se ho già mangiato porzioni abbondanti di frutta e verdure crude voglio mangiare ancora; le prime volte mi buttavo sui cibi mucosi, crostini, taralli, etc. fino a scoppiare. Poi con il tempo, viste le sensazioni spiacevoli che ne seguivano, ho cominciato a buttarmi su verdure cotte, patate e frutta secca. In questo modo so di sbagliare, ma introduco meno "muco"
Trovo però sbagliato attribuire questi comportamenti ai fattori "esterni". Fino a quando li consideriamo esterni non potremo risolverli perchè rimarremo in attesa che succeda qualcosa al di fuori di noi.
Dobbiamo convincerci che dipendono solo ed esclusivamente da noi. Solo a quel punto, visto che su di noi possiamo intervenire, riusciremo a incamminarci verso la strada migliore, per noi.
La mancanza di voglia di vivere è una trappola mentale creata da noi stessi. E' una spirale nella quale ci avvinghiamo e dalla quale pensiamo di non poter uscire. Ma è sempre la nostra mente "bacata" che ci fa credere questo.
Molte volte questo approccio lo utilizziamo inconsciamente per ricevere maggiore attenzione da chi ci circonda, forse quelle attenzioni che da piccoli ci hanno negato. Le persone però non hanno voglia di ascoltare i nostri problemi perchè hanno già i loro ai quali badare. Il risultato è che otteniamo proprio l'opposto di quello che cerchiamo. Iniziano ad evitarci e ad escluderci perchè siamo depressi, siamo una palla al piede, etc. e noi ci deprimiamo ancora di più.
Bisogna reagire e iniziare a sorridere, all'inizio bisognerà sforzarsi e ci saranno anche delle ricadute, ma con il tempo si imparerà a gioire di ogni piccola cosa che ci circonda. Allora anche chi ci sta intorno inizierà a guardarci con maggiore interesse perchè la nosta felicità diventerà contagiosa.
Siamo all'interno di uno specchio, quello che ci circonda è la nostra immagine riflessa