Al termine il progetto di censimento delle varietà locali nella Val Marecchia
Dopo alcuni mesi di lavoro di ricerca e censimento sono ben 35 le varietà antiche e locali ritrovate ancora in coltivazione nel territorio della Comunità Montana Alta Val Marecchia. Il comprensorio racchiude 5 comuni ricchi di storia e tradizioni che finora non avevano pensato di censire in maniera sistematica il patrimonio delle risorse genetiche legate al territorio. La sorpresa è stata tanta nello scoprire che gli anziani agricoltori avevano continuato in silenzio a coltivare varietà familiari di cereali, ortaggi, frutti e piante foraggere. Viene così riscoperta la presenza del pero moscardino o del mais ottofile di Casteldelci, del pomodoro costoluto locale o del pisello Rubeia. Ma il ritrovamento più interessante è stato la "treplcia", una sorta di spinacio estivo di grandi dimensioni il cui seme non è commercializzato in Italia da almeno 40 anni, che è sopravissuto perché coltivato con costanza in molte famiglie isolate.
Prossimo passo la creazione di una rete di Contadini Custodi che si prenderà cura della conservazione di questi semi e la successiva valorizzazione in un paniere di cibi tipici.
Il progetto è stato frutto di una collaborazione fra l'assessorato all'agricoltura della Comunità Montana e l'associazione Civiltà Contadina.
(Civiltà contadina)
Censimento varietà locali nella Val Marecchia
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ugo
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Caro Marcello, non ti spaventare...
Voglio segnalarti che nella mia zona hanno fatto rinascere alcune coltivazioni di mais per polenta ( i polentoni :-) ) che non venivano coltivate da oltre 50 anni.
Alcuni contadini nel comune di Castegnato hanno iniziato qualche anno fa con una dozzina di varietà su alcuni ettari per provare la resa, la resistenza e il sapore;
successivamente si sono concentrati su tre o quattro varietà più adatte dando vita ad una attività redditizia che ha coinvolto anche consorzi agrari e ristoratori della zona.
Altra iniziativa del vivaio Rose Rifiorentissime (http://www.roserifiorentissime.it) , che con un annuncio sui quotidiani locali, ha coinvolto la popolazione nella raccolta di getti e rami di vecchie piante da frutto autoctone.
Anch'io ho dato il mio piccolo contributo fornendo rami di pesco "nostranì" e vissole ( una varietà di amarena grossa e poco aspra, quasi scomparsa).
Ciao e buon lavoro.
Voglio segnalarti che nella mia zona hanno fatto rinascere alcune coltivazioni di mais per polenta ( i polentoni :-) ) che non venivano coltivate da oltre 50 anni.
Alcuni contadini nel comune di Castegnato hanno iniziato qualche anno fa con una dozzina di varietà su alcuni ettari per provare la resa, la resistenza e il sapore;
successivamente si sono concentrati su tre o quattro varietà più adatte dando vita ad una attività redditizia che ha coinvolto anche consorzi agrari e ristoratori della zona.
Altra iniziativa del vivaio Rose Rifiorentissime (http://www.roserifiorentissime.it) , che con un annuncio sui quotidiani locali, ha coinvolto la popolazione nella raccolta di getti e rami di vecchie piante da frutto autoctone.
Anch'io ho dato il mio piccolo contributo fornendo rami di pesco "nostranì" e vissole ( una varietà di amarena grossa e poco aspra, quasi scomparsa).
Ciao e buon lavoro.