The silence of the lambs.
Questa foto di tommaso ausili ha vinto un premio World Press Photo 2010.
Ieri ero in una sala d'attesa è ho visto questa foro su un inserto del corriere e sono rimasta sconvolta, ho rubato la pagina e poi l'ho cercata su Internet, non so se queste foto vi faranno lo stesso effetto che hanno fatto a me perchè non smetto di piangere.
(Guardala sul link in coda a questa e.mail: è quella degli agnelli, ma ci sono anche le altre......)
........ Questa serie di Tommaso Ausili mi ha colpito molto, mi ha fatto tornare in mente la serie “Mattatoio” di Mario Giacomelli del 1961, realizzata nei macelli comunali di Senigallia, di cui disse:
“Serie iniziata e finita in pochi minuti per il grido spaventato, pauroso dei poveri impotenti animali che mi hanno straziato l’anima e mi hanno portato a scappare da quel posto maledetto.”
(verso di una stampa della serie)
“Al mattatoio volevo capire da vicino come avveniva l’uccisione delle bestie, perchè il solo pensarci mi metteva tristezza. Al maiale io sapevo che tagliavano la gola, ho visto invece che lo colpiscono alla tempia, in fronte, qui, con una rivoltella e allora stramazzavano al suolo; gli tiravano su le gambe con un colpo e poi… tan! Ma non è questo che mi ha messo paura.
Da sopra buttavano giù i maiali, si vede nelle fotografie; dal camioncino che avevano scivolavano giù, così. Li vedevo da dove stavo a fotografare. I maiali, poverini, si mettevano, se questo è il muro, con la testa a ventaglio , così: qui c’era la testa di uno, qui la testa di un altro, come un ventaglio… E gridavano, con una tale forza! Questo fatto mi ha messo un tale male dentro l’anima che ho preso e sono fuggito subito, di corsa.
Mi sembrava che capissero proprio. Capiscono: un uomo con un bastone e una grossa corda non riusciva a tenere ferma una mucca che stavano portando dentro per ucciderla; per fortuna era legata con la corda, perchè se no sarebbe fuggita! Mica ce la facevano a tenerla! Solo dopo è riuscito a darle una legata; c’erano dei pali di ferro, l’ha legata lì. Non ci riusciva perchè lo senti che loro sanno che le uccidono. Gridano proprio, non vogliono. Quello dei maiali era proprio un grido… Sai quando i bambini piccoli tutto ad un tratto si mettono a piangere? Mi ha fatto così male il cuore che ho preso e ho detto: basta, vado via, non voglio saperne più niente.
Potevo ritornare, conoscevo chi ci lavorava, avevo il permesso, ma non sono tornato più, non ne ho più avuto il coraggio.”
(dalla lunga conversazione di Mario Giacomelli con Simona Guerra)
Questa serie di Tommaso Ausili mi ha colpito molto, mi ha fatto tornare in mente la serie “Mattatoio” di Mario Giacomelli del 1961, realizzata nei macelli comunali di Senigallia, di cui disse:
“Serie iniziata e finita in pochi minuti per il grido spaventato, pauroso dei poveri impotenti animali che mi hanno straziato l’anima e mi hanno portato a scappare da quel posto maledetto.”
(verso di una stampa della serie)
“Al mattatoio volevo capire da vicino come avveniva l’uccisione delle bestie, perchè il solo pensarci mi metteva tristezza. Al maiale io sapevo che tagliavano la gola, ho visto invece che lo colpiscono alla tempia, in fronte, qui, con una rivoltella e allora stramazzavano al suolo; gli tiravano su le gambe con un colpo e poi… tan! Ma non è questo che mi ha messo paura.
Da sopra buttavano giù i maiali, si vede nelle fotografie; dal camioncino che avevano scivolavano giù, così. Li vedevo da dove stavo a fotografare. I maiali, poverini, si mettevano, se questo è il muro, con la testa a ventaglio , così: qui c’era la testa di uno, qui la testa di un altro, come un ventaglio… E gridavano, con una tale forza! Questo fatto mi ha messo un tale male dentro l’anima che ho preso e sono fuggito subito, di corsa.
Mi sembrava che capissero proprio. Capiscono: un uomo con un bastone e una grossa corda non riusciva a tenere ferma una mucca che stavano portando dentro per ucciderla; per fortuna era legata con la corda, perchè se no sarebbe fuggita! Mica ce la facevano a tenerla! Solo dopo è riuscito a darle una legata; c’erano dei pali di ferro, l’ha legata lì. Non ci riusciva perchè lo senti che loro sanno che le uccidono. Gridano proprio, non vogliono. Quello dei maiali era proprio un grido… Sai quando i bambini piccoli tutto ad un tratto si mettono a piangere? Mi ha fatto così male il cuore che ho preso e ho detto: basta, vado via, non voglio saperne più niente.
Potevo ritornare, conoscevo chi ci lavorava, avevo il permesso, ma non sono tornato più, non ne ho più avuto il coraggio.”
(dalla lunga conversazione di Mario Giacomelli con Simona Guerra)
http://bfox.wordpress.com/2010/02/12/to ... hoto-2010/
Divulgate queste foto, vi prego, perchè anch'io credo che "se i macelli avessero i vetri nessuno potrebbe mangiare più carne".
Susi
The silence of lambs
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susi_violante
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The silence of lambs
Ultima modifica di susi_violante il sab mag 08, 2010 10:11 am, modificato 2 volte in totale.
- Gandhi's Cat
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Re: The silence of lambs
A me non funziona il link!
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susi_violante
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Re: The silence of lambs
Gandhi's Cat ha scritto:A me non funziona il link!
non so perchè a me funziona,
prova a fare una ricerca su internet scrivendo Tommaso ausili
susi
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Re: The silence of lambs
Adesso funziona! scusa 
Re: The silence of lambs
Scusa Susy,
io questa foto non la voglio proprio vedere, ma voglio divulgarla.
Cosa c'è dentro? basta solo cliccare sull'indirizzo e si vede la foto ?
Grazie. Mary
io questa foto non la voglio proprio vedere, ma voglio divulgarla.
Cosa c'è dentro? basta solo cliccare sull'indirizzo e si vede la foto ?
Grazie. Mary
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susi_violante
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Re: The silence of lambs
L'indirizzo è di un blog che ha postato le foto di Ausili fatte in diversi macelli. La foto premiata è la seconda: quella degli agnelli (io penso invece che la metterò in cornice e l'appenderò alla parete di casa, sto decidendo). Se clicchi sull'indirizzo non appaiono subito le foto ma c'è prima un'intervista.sirio2010 ha scritto:Scusa Susy,
io questa foto non la voglio proprio vedere, ma voglio divulgarla.
Cosa c'è dentro? basta solo cliccare sull'indirizzo e si vede la foto ?
Grazie. Mary
ciao
susi