Futuro dell'auto ibrida
Caro Osvaldo
Non sono particolarmente fiero di essere diventato per il forum il prototipo dell'inquinatore menefreghiasta.
Se mi hai seguito in questi anni sai che non è così.
Mi piace, ed in un certo modo posso, dire pane al pane e vino al vino.
I pm 10 e 2,5 sono balzati alla ribalta ultimamente semplicemente perchè prima nessuno li misurava. Dare la colpa al diesel può avere una base di verità, ma solo in parte.
Comunque non ti preoccupare: il carburante per diesel ci sarà ancora anche quando la benzina verrà a scarseggiare; la frazione di idrocarburi pesanti nel greggio è sempre stata maggiore delle frazione leggera.
Le scorte di metano accertate sono meno della metà di quelle del greggio, se tutti andassimo a metano staremmo al fresco molto in fretta.
Ciao
Tersite
Non sono particolarmente fiero di essere diventato per il forum il prototipo dell'inquinatore menefreghiasta.
Se mi hai seguito in questi anni sai che non è così.
Mi piace, ed in un certo modo posso, dire pane al pane e vino al vino.
I pm 10 e 2,5 sono balzati alla ribalta ultimamente semplicemente perchè prima nessuno li misurava. Dare la colpa al diesel può avere una base di verità, ma solo in parte.
Comunque non ti preoccupare: il carburante per diesel ci sarà ancora anche quando la benzina verrà a scarseggiare; la frazione di idrocarburi pesanti nel greggio è sempre stata maggiore delle frazione leggera.
Le scorte di metano accertate sono meno della metà di quelle del greggio, se tutti andassimo a metano staremmo al fresco molto in fretta.
Ciao
Tersite
rimedi pm10
Ciao Tersite,
mi risulta che almeno nel settore automotive si stia tentando di porre rimedio ai pm10, con le trappole sia di tipo peougeot con ossido di cerio che con post-iniezioni per bruciarne il contenuto.
Per gli NOx poi mi risulta che Nissan abbia gia' in produzione un sistema a combustione premiscelata che dovrebbe ridurne sensibilmente la quantita'.........insomma passi avanti se ne fanno.
Tra l'altro mi pare che il piccolo particolato sia un "effetto collaterale" proprio dei diesel di ultima generazione per via delle altissime pressioni di iniezione e quindi di polverizzazione di minime dimensioni.
Comunque vista la situazione io mi auguro di uscire al piu' presto dal giogo idrocarburi in particolare per via della CO2.
Ciao
mi risulta che almeno nel settore automotive si stia tentando di porre rimedio ai pm10, con le trappole sia di tipo peougeot con ossido di cerio che con post-iniezioni per bruciarne il contenuto.
Per gli NOx poi mi risulta che Nissan abbia gia' in produzione un sistema a combustione premiscelata che dovrebbe ridurne sensibilmente la quantita'.........insomma passi avanti se ne fanno.
Tra l'altro mi pare che il piccolo particolato sia un "effetto collaterale" proprio dei diesel di ultima generazione per via delle altissime pressioni di iniezione e quindi di polverizzazione di minime dimensioni.
Comunque vista la situazione io mi auguro di uscire al piu' presto dal giogo idrocarburi in particolare per via della CO2.
Ciao
Confermo
Caro cippons
Quel che avviene nei centri di ricerca è opportuno che rimanga in quell'ambito fino a quando non si possa esibire un prodotto affidabile e BREVETTATO.
Visto che, a grandi linee, non è un segreto per nessuno, confermo che i filoni di ricerca sono appunto quelli che hai citato ovvero: intrappolare iil microparticolato o gli NOx in filtri dove verrà periodicamente bruciato con cicli di pulizia.
Il ciclo diesel consente un rendimento termodinamico nettamente migliore di quello di un ciclo otto. Anche se la combustione del gasolio produce un pò di CO2 in più, il minor consumo dovrebbe pareggiare il bilancio.
Sarebbe un peccato buttare il bambino con l'acqua sporca.
Sono parimenti convinto che la filosofia del motore ibrido, associata al ciclo diesel darà grandi soddisfazioni, il problema è individuare il mix che piaccia al mercato.
Tutti ci auguriamo di poter fare a meno del fossile, ma non abbiamo candidati validi per rimpiazzarlo completamente (per ora).
Comunque quello della CO2 è un falso problema.
Ciao
Tersite
Ciao Tersite
Quel che avviene nei centri di ricerca è opportuno che rimanga in quell'ambito fino a quando non si possa esibire un prodotto affidabile e BREVETTATO.
Visto che, a grandi linee, non è un segreto per nessuno, confermo che i filoni di ricerca sono appunto quelli che hai citato ovvero: intrappolare iil microparticolato o gli NOx in filtri dove verrà periodicamente bruciato con cicli di pulizia.
Il ciclo diesel consente un rendimento termodinamico nettamente migliore di quello di un ciclo otto. Anche se la combustione del gasolio produce un pò di CO2 in più, il minor consumo dovrebbe pareggiare il bilancio.
Sarebbe un peccato buttare il bambino con l'acqua sporca.
Sono parimenti convinto che la filosofia del motore ibrido, associata al ciclo diesel darà grandi soddisfazioni, il problema è individuare il mix che piaccia al mercato.
Tutti ci auguriamo di poter fare a meno del fossile, ma non abbiamo candidati validi per rimpiazzarlo completamente (per ora).
Comunque quello della CO2 è un falso problema.
Ciao
Tersite
Ciao Tersite
Ciao Tersite,
Non ho capito 2 cose:
1) perche' dici che la CO2 e' un falso problema quando gli effetti della combustione di combustibili fossili su clima sono sotto gli occhi di tutti?
2) perche parli di centri di ricerca quando quello che dicevo e' relativo a veicoli attualmente sul mercato?
Io comunque mi stavo riferendo allo svincolo dal petrolio pensando ad esempio alla soluzione della venturi elettrica (non ho approfondito sul tipo di batterie usate): la soluzione adottata mi pare interessante nel senso che:
1) la vettura e' leggera (e' un coupe' ma potrebbe anche essere una minimonovolume)
2) ha prestazioni interessanti ed e' divertente da guidare (tanta coppia in basso e limitata in velocita' massima)
3) una potenza installata anche di poco inferiore garantirebbe una autonomia di tutto rispetto (per quanto l'attuale sia gia' buona)
4) inquinamento zero da subito (almeno per chi fa prevalentemente il pendolare)
E' chiaro che una soluzione del genere per il trasporto privato presupporrebbe di avere enegia elettrica a costi ragionevoli tipo Francia (che significa fare passi indietro sulla scelta enegetica nazionale verso un nucleare moderno).
Poi ben vengano, in una fase di transizione pero', soluzioni tipo Prius a gasolio metano ecc
Ciao
Non ho capito 2 cose:
1) perche' dici che la CO2 e' un falso problema quando gli effetti della combustione di combustibili fossili su clima sono sotto gli occhi di tutti?
2) perche parli di centri di ricerca quando quello che dicevo e' relativo a veicoli attualmente sul mercato?
Io comunque mi stavo riferendo allo svincolo dal petrolio pensando ad esempio alla soluzione della venturi elettrica (non ho approfondito sul tipo di batterie usate): la soluzione adottata mi pare interessante nel senso che:
1) la vettura e' leggera (e' un coupe' ma potrebbe anche essere una minimonovolume)
2) ha prestazioni interessanti ed e' divertente da guidare (tanta coppia in basso e limitata in velocita' massima)
3) una potenza installata anche di poco inferiore garantirebbe una autonomia di tutto rispetto (per quanto l'attuale sia gia' buona)
4) inquinamento zero da subito (almeno per chi fa prevalentemente il pendolare)
E' chiaro che una soluzione del genere per il trasporto privato presupporrebbe di avere enegia elettrica a costi ragionevoli tipo Francia (che significa fare passi indietro sulla scelta enegetica nazionale verso un nucleare moderno).
Poi ben vengano, in una fase di transizione pero', soluzioni tipo Prius a gasolio metano ecc
Ciao
Varie
Caro cippons
La CO2 è un falso problema nel senso che l'attività vulcanica e tettonica della terra genera il 95% di tutta la CO2 liberata.
L'eruzione del vulcano Tambora, a fine 800, ha liberato più CO2 di quanta ne abbia liberato l'uomo in tutta la sua carriera di inquinatore.
100.000 anni fa il tasso di CO2 e metano nell'atmosfera era nettamente superiore a quello attuale, senza che l'uomo ci avesse messo mano.
Strapparsi i capelli per un fattore che incide per meno del 5% al verificarsi del fenomeno significa perdere tempo.
Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, ma mi sai dire se andiamo verso una glaciazione o verso un periodo torrido? Attenzione, leggere tutte le interpretazioni.
Anni fa era di moda il buco nell'ozono, ora si sta chiudendo, nessuno sa perchè. Nella dinamica dell'atmosfera le previsioni oltre 10 giorni sono cose da aruspici.
I centri di ricerca naturalmente non si fermano all'esistente, ma tu vuoi sapere cosa bolle in pentola in altri campi.
Diciamo che non lo so.
L'inquinamento zero della automobile elettrica è una bufala tragica.
Finchè saremo costretti a bruciare idrocarburi per produrre il 90% dell'energia elettrica attualmente in uso è assolutamente ridicolo pensare di bruciarne altro in aggiunta per far circolare le auto.
La soluzione energetica tipo Francia implica l'uso massiccio del nucleare, ma questo non bisogna dirlo.
Ciao
Tersite
La CO2 è un falso problema nel senso che l'attività vulcanica e tettonica della terra genera il 95% di tutta la CO2 liberata.
L'eruzione del vulcano Tambora, a fine 800, ha liberato più CO2 di quanta ne abbia liberato l'uomo in tutta la sua carriera di inquinatore.
100.000 anni fa il tasso di CO2 e metano nell'atmosfera era nettamente superiore a quello attuale, senza che l'uomo ci avesse messo mano.
Strapparsi i capelli per un fattore che incide per meno del 5% al verificarsi del fenomeno significa perdere tempo.
Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, ma mi sai dire se andiamo verso una glaciazione o verso un periodo torrido? Attenzione, leggere tutte le interpretazioni.
Anni fa era di moda il buco nell'ozono, ora si sta chiudendo, nessuno sa perchè. Nella dinamica dell'atmosfera le previsioni oltre 10 giorni sono cose da aruspici.
I centri di ricerca naturalmente non si fermano all'esistente, ma tu vuoi sapere cosa bolle in pentola in altri campi.
Diciamo che non lo so.
L'inquinamento zero della automobile elettrica è una bufala tragica.
Finchè saremo costretti a bruciare idrocarburi per produrre il 90% dell'energia elettrica attualmente in uso è assolutamente ridicolo pensare di bruciarne altro in aggiunta per far circolare le auto.
La soluzione energetica tipo Francia implica l'uso massiccio del nucleare, ma questo non bisogna dirlo.
Ciao
Tersite
Ciao Tersite,
ammettiamo che la combustione dei comb. fossili sia marginale nella generazione della CO2.....di inquinanti ne introducono parecchi altri e lo sai meglio di me.
Pero' mi liquidi la questione dell'auto elettrica perche' di nucleare non se ne puo' parlare........nemmeno qui?
L'inquinamento zero presuppone come ho scritto un pesante contributo nucleare che consentirebbe nel medio-lungo periodo il reale azzeramento delle emissioni anche da edilizia privata e aziende.
La possibilita' di distribuire in abbondanza (relativa) energia ad elevato livello energetico consente con l'utilizzo dell'intero energy cascading di rivedere pesantemente il modo di utilizzarla.
Cio' non toglie che in parallelo non possano essere sviluppate altre tecnologie promettenti che andrebbero ad affiancare dove conviene il contributo primario.
Ovvio che sono solo ipotesi.......e' un discorso troppo lungo
Ciao
ammettiamo che la combustione dei comb. fossili sia marginale nella generazione della CO2.....di inquinanti ne introducono parecchi altri e lo sai meglio di me.
Pero' mi liquidi la questione dell'auto elettrica perche' di nucleare non se ne puo' parlare........nemmeno qui?
L'inquinamento zero presuppone come ho scritto un pesante contributo nucleare che consentirebbe nel medio-lungo periodo il reale azzeramento delle emissioni anche da edilizia privata e aziende.
La possibilita' di distribuire in abbondanza (relativa) energia ad elevato livello energetico consente con l'utilizzo dell'intero energy cascading di rivedere pesantemente il modo di utilizzarla.
Cio' non toglie che in parallelo non possano essere sviluppate altre tecnologie promettenti che andrebbero ad affiancare dove conviene il contributo primario.
Ovvio che sono solo ipotesi.......e' un discorso troppo lungo
Ciao
Hai ragione
Caro cippons
Naturalmente hai ragione su tutta la linea.
Il fatto che l'attività antropica sia marginale nella produzione di CO2 non significa che si possa trascurare, nei sistemi in equilibrio può bastare molto poco per innescare processi incontrollabili.
Di idrocarburi da bruciare ne rimangono pochini, finiranno probabilmente prima che il fenomeno diventi irreversibile, ma se non si trova un'alternativa cominceremo a bruciare carbone (lo stiamo già facendo) e scisti bituminosi con effetti molto pesanti e prolungati. Inoltre in ogni molecola di CO2 sono intrappolati due atomi di ossigeno che non verrebbero rigenerati, alla lunga ci verrebbe a mancare anche l'aria da respirare (molto più in là).
Esistono delle tecnologie che possono risparmiare combustibile, dovrebbero essere applicate subito, previa analisi globale della convenienza.
Ci sono tecnologie "rinnovabili" che potrebbero dare un aiuto significativo alla soluzione, ma sono invasive del territorio. Occorrebbe qualcuno che decidesse se avere la botte piena o la moglie ubriaca.
Ma questo non basta, anche nella migliore delle ipotesi.
Non resta che il nucleare, naturalmente non quello di Cernobil.
Ma in Italia la psicosi antinuclearista è così radicata e alcuni partiti fondano la loro popolarità su questa psicosi che ritengo illusorio pensare che qualche politico possa rischiare la "cadrega" per sponsorizzare questa soluzione.
Visto che noi, sul forum, non rischiamo nessuna poltrona, faremmo bene a discuterne, anche se il discorso è molto lungo.
Un giorno o l'altro saremo costretti a farlo, se ci portiamo avanti con il lavoro è meglio.
Per la verità esisterebbe un'altra soluzione, ancora meno politicamente praticabile ed a più lungo periodo ed è quella della programmazione demografica. Se in Italia ci fossero 10 milioni di abitanti le fonti rinnovabili disponibili sarebbero sufficienti per tutti (al tasso di consumo attuale).
Questo è un discorso ancora più lungo del precedente, ma altrettanto ineludibile.
Ciao Tersite
Naturalmente hai ragione su tutta la linea.
Il fatto che l'attività antropica sia marginale nella produzione di CO2 non significa che si possa trascurare, nei sistemi in equilibrio può bastare molto poco per innescare processi incontrollabili.
Di idrocarburi da bruciare ne rimangono pochini, finiranno probabilmente prima che il fenomeno diventi irreversibile, ma se non si trova un'alternativa cominceremo a bruciare carbone (lo stiamo già facendo) e scisti bituminosi con effetti molto pesanti e prolungati. Inoltre in ogni molecola di CO2 sono intrappolati due atomi di ossigeno che non verrebbero rigenerati, alla lunga ci verrebbe a mancare anche l'aria da respirare (molto più in là).
Esistono delle tecnologie che possono risparmiare combustibile, dovrebbero essere applicate subito, previa analisi globale della convenienza.
Ci sono tecnologie "rinnovabili" che potrebbero dare un aiuto significativo alla soluzione, ma sono invasive del territorio. Occorrebbe qualcuno che decidesse se avere la botte piena o la moglie ubriaca.
Ma questo non basta, anche nella migliore delle ipotesi.
Non resta che il nucleare, naturalmente non quello di Cernobil.
Ma in Italia la psicosi antinuclearista è così radicata e alcuni partiti fondano la loro popolarità su questa psicosi che ritengo illusorio pensare che qualche politico possa rischiare la "cadrega" per sponsorizzare questa soluzione.
Visto che noi, sul forum, non rischiamo nessuna poltrona, faremmo bene a discuterne, anche se il discorso è molto lungo.
Un giorno o l'altro saremo costretti a farlo, se ci portiamo avanti con il lavoro è meglio.
Per la verità esisterebbe un'altra soluzione, ancora meno politicamente praticabile ed a più lungo periodo ed è quella della programmazione demografica. Se in Italia ci fossero 10 milioni di abitanti le fonti rinnovabili disponibili sarebbero sufficienti per tutti (al tasso di consumo attuale).
Questo è un discorso ancora più lungo del precedente, ma altrettanto ineludibile.
Ciao Tersite
Re: Varie
Caro Tersite, con queste parole, molto piu' che con altre, dimostri di parlare disinvoltamente di cose che non conosci, sparando cifre a capocchia che avvallano una concezione fuori dalla realta', e cosa piu' grave, diffonde ignoranza. Siccome non mi sembrerebbe giusto sparare sulla croce rossa, ti fornisco il link alla pagina del rapporto mondiale sul climate change. Solo quando ti sarai educato su quei dati, avrai valutato il peso scientifico del lavoro fatto, avrai trovato valide teorie a sfavore dei risultati, saranno prese in considerazione ulteriori critiche da parte tua.Tersite ha scritto:Caro cippons
La CO2 è un falso problema nel senso che l'attività vulcanica e tettonica della terra genera il 95% di tutta la CO2 liberata.
L'eruzione del vulcano Tambora, a fine 800, ha liberato più CO2 di quanta ne abbia liberato l'uomo in tutta la sua carriera di inquinatore.
100.000 anni fa il tasso di CO2 e metano nell'atmosfera era nettamente superiore a quello attuale, senza che l'uomo ci avesse messo mano.
Strapparsi i capelli per un fattore che incide per meno del 5% al verificarsi del fenomeno significa perdere tempo.
Scusa se ti sembro troppo duro, ma mi sono stancato di gente che spiattella con noncuranza le prime cose lette su rotocalchi o su riviste, o addirittura quello che gli sembra bello da dire, o ad effetto. Anche se queste cose le avessi lette su qualche pubblicazione scientifica, tanto meglio. Mostra la fonte, e vediamo l'attendibilita' teorica.
http://www.grida.no/climate/ipcc_tar/
Se non hai voglia o tempo, ti suggerisco di leggere la parte condensata ad uso e consumo delle parti politiche. Se si e' arrivati al protocollo di Kyoto, dopotutto, non e' per le fregole di quattro imbecilli.
Confondi meteorologia con climatologia, ma questo non mi stupisce, dato quello che scrivi sopra. La climatologia e' in effetti una scienza difficile e complicata, e richiede grande esperienza e lavoro serio. E' proprio per questo che i ricercatori seri del settore non si sbilanciano molto, e quando lo fanno hanno una montagna di supporti alle loro conclusioni.Gli effetti sono sotto gli occhi di tutti, ma mi sai dire se andiamo verso una glaciazione o verso un periodo torrido? Attenzione, leggere tutte le interpretazioni.
Anni fa era di moda il buco nell'ozono, ora si sta chiudendo, nessuno sa perchè. Nella dinamica dell'atmosfera le previsioni oltre 10 giorni sono cose da aruspici.
Sulle scelte energetiche del futuro, e' probabile che qualche nostalgia nucleare ritorni. Abbagliati dagli aspetti positivi del nucleare, ci si dimentica che, in mancanza di seri breakthrough tecnologici da applicare NELL IMMEDIATO il nucleare e' solo una rimessa. E' come fare debiti per pagare debiti, non se ne esce.I centri di ricerca naturalmente non si fermano all'esistente, ma tu vuoi sapere cosa bolle in pentola in altri campi.
Diciamo che non lo so.
L'inquinamento zero della automobile elettrica è una bufala tragica.
Finchè saremo costretti a bruciare idrocarburi per produrre il 90% dell'energia elettrica attualmente in uso è assolutamente ridicolo pensare di bruciarne altro in aggiunta per far circolare le auto.
La soluzione energetica tipo Francia implica l'uso massiccio del nucleare, ma questo non bisogna dirlo.
Ciao
Tersite
E non parlo di scorie (e si dovrebbe) , di sicurezza (e si dovrebbe), o di problemi politici e sociali (e si dovrebbe). Parlo di pura convenienza economica. Ma su questo discorso si fa troppa confusione.
Per quanto riguarda l'Italia, comunque, ti suggerisco di leggere un passo di questo breve articolo
http://www.italieni.it/page.php?id=5571
Ora, quindi, non abbiamo proprio tempo da perdere sul nucleare. Il Picco petrolifero incombe.
Saluti
Caro Phitio.
Come ben saprai non tutti i partecipanti al protocollo di Kyoto sono d'accordo sulle ipotesi catastrofiche che citi.
Ti ricordo che la percentuale del 5% dovuto ad attività antropiche veniva fuori proprio da quella sede (naturalmente il parere non era unanime)
Il fatto che 100000 anni fa il contenuto di CO2 atmosferico fosse superiore a quello attuale è un dato inoppugnabile.
Magari qualcuno lo tralascia, come anche l'apporto dei vulcani, ma non basta sentire una campana, anche se autorevole, per ritenersi informati.
Sulla serietà poi dei partecipanti al protocollo basta il dato che tutti sono fuori dei parametri prefissati ed alcuni, come noi italiani, abbiano addirittura un incremento di emissioni.
A questo punto mi chiedo chi siano gli imbecilli: quelli che non firmano o quelli che firmano ben sapendo che non possono (o non sanno) fare nulla.
Scusa, ma gli articoli spagnoli che hai citato li ritengo fortemente critici sul nostro comportamento di fronte al problema: siamo stati stupidi a chiudere centrali nuove, senza ricavarci un lira, e lasciare le scorie in giro, (capisco io).
Sulla convenienza del nucleare ti ricordo che la Francia (80% di energia elettrica di provenienza nucleare) ha bollette elettriche molto inferiori alle nostre.
Usano un'altra matematica?
Il picco petrolifero incombe, su questo siamo d'accordo.
E alura?
Cosa siamo disposti a fare, a parte le chiacchiere?
L'eolico è bloccato da problemi paesaggistici, nelle regioni che hanno vento, in pianura padana nessuno si preoccupa.
Il geotermico soffre degli stessi problemi e comunque è limitato ai pochi giacimenti esistenti.
Biomasse, fotovoltaico bisogna decidere se in quel benedetto mezzo ettaro di terra che ciascun italiano ha a disposizione ci vuoi mettere: pannelli solari o coltivare colza per biodiesel o destinarlo ad attivià agricole o farci la villa o un parco per la tutela della passera ballerina.
Attenzione "o", non "e".
Quanto sia temporanea l'eventuale opzione nucleare non lo sappiamo finchè non verranno sperimentate nuove tecnologie. Se non si prova non lo sapremo mai.
Allo stato attuale non avrebbe una durata di molto superiore a quella del petrolio, in teoria, però, le possibilità sono di gran lunga maggiori.
La verità non è mai pura e spesso neanche semplice.
Ciao
Tersite
Come ben saprai non tutti i partecipanti al protocollo di Kyoto sono d'accordo sulle ipotesi catastrofiche che citi.
Ti ricordo che la percentuale del 5% dovuto ad attività antropiche veniva fuori proprio da quella sede (naturalmente il parere non era unanime)
Il fatto che 100000 anni fa il contenuto di CO2 atmosferico fosse superiore a quello attuale è un dato inoppugnabile.
Magari qualcuno lo tralascia, come anche l'apporto dei vulcani, ma non basta sentire una campana, anche se autorevole, per ritenersi informati.
Sulla serietà poi dei partecipanti al protocollo basta il dato che tutti sono fuori dei parametri prefissati ed alcuni, come noi italiani, abbiano addirittura un incremento di emissioni.
A questo punto mi chiedo chi siano gli imbecilli: quelli che non firmano o quelli che firmano ben sapendo che non possono (o non sanno) fare nulla.
Scusa, ma gli articoli spagnoli che hai citato li ritengo fortemente critici sul nostro comportamento di fronte al problema: siamo stati stupidi a chiudere centrali nuove, senza ricavarci un lira, e lasciare le scorie in giro, (capisco io).
Sulla convenienza del nucleare ti ricordo che la Francia (80% di energia elettrica di provenienza nucleare) ha bollette elettriche molto inferiori alle nostre.
Usano un'altra matematica?
Il picco petrolifero incombe, su questo siamo d'accordo.
E alura?
Cosa siamo disposti a fare, a parte le chiacchiere?
L'eolico è bloccato da problemi paesaggistici, nelle regioni che hanno vento, in pianura padana nessuno si preoccupa.
Il geotermico soffre degli stessi problemi e comunque è limitato ai pochi giacimenti esistenti.
Biomasse, fotovoltaico bisogna decidere se in quel benedetto mezzo ettaro di terra che ciascun italiano ha a disposizione ci vuoi mettere: pannelli solari o coltivare colza per biodiesel o destinarlo ad attivià agricole o farci la villa o un parco per la tutela della passera ballerina.
Attenzione "o", non "e".
Quanto sia temporanea l'eventuale opzione nucleare non lo sappiamo finchè non verranno sperimentate nuove tecnologie. Se non si prova non lo sapremo mai.
Allo stato attuale non avrebbe una durata di molto superiore a quella del petrolio, in teoria, però, le possibilità sono di gran lunga maggiori.
La verità non è mai pura e spesso neanche semplice.
Ciao
Tersite
Vorrei aggiungere alcune cose che ho saputo sulle auto ibride: nel caso della Prius, in effetti il comparto batterie da solo riescea fornire energia per un solo miglio di strada, decisamente ridicolo in se'. In effetti la tecnologia elettrica della Prius serve solo ad economizzare i costi e ridurre le emissioni di una normale benzina , cosa encomiabile in se, ma di scarso impatto per gli scopi reali. E' insomma un modo per salvaguardare le abitudini degli automobilisti senza scomodarli troppo.
A riguardo, e' emblematico quello che succede per i modelli esportati negli USA: il bottone "Electric Mode" e' disabilitato! NOn solo, ma quegli utenti che se lo riattivano da soli vengono scoraggiati dalla Toyota con la decadenza della garanzia >:-(
Nonostante cio', quelli che hanno ricollegato l'interruttore hanno anche provveduto a fare di meglio: hanno aggiunto altre batterie per aumentare l'autonomia, e in piu' hanno aggiunto un connettore per ricaricare da rete.
Molti si sono lamentati per queste carenze progettuali (vorrebbero piu' pile e un connettore a rete), ma quelli della Toyota hanno risposto stupefatti che era propio quello il bello della Prius: non doversi connettere per ricaricare!
Sul sito che ho visto, pero', si risponde giustamente che la ditta non ha pensato che magari gli utenti avrebbero voluto avere la LIBERTA' di ricaricare o meno da rete, magari proprio da impianti fotovoltaici !
Questo mi sembra MOLTO in disaccordo con l'immagine "illuminata" e "ambientalista" che a volte si da' della Toyota.
Fosse cosi' non dovrebbero fare le SUV, dico io. >:-)
Questo non toglie che la Prius sia effettivamente piu' pulita di una normale macchina benzina e che consumi meno ma, sinceramente, e d'accordo con Tersite, non ci vedo tutto questo guadagno, se non i termini di (relativo) cambio di mentalita' riguardo le applicazioni elettriche nella motoristica.
Saluti
A riguardo, e' emblematico quello che succede per i modelli esportati negli USA: il bottone "Electric Mode" e' disabilitato! NOn solo, ma quegli utenti che se lo riattivano da soli vengono scoraggiati dalla Toyota con la decadenza della garanzia >:-(
Nonostante cio', quelli che hanno ricollegato l'interruttore hanno anche provveduto a fare di meglio: hanno aggiunto altre batterie per aumentare l'autonomia, e in piu' hanno aggiunto un connettore per ricaricare da rete.
Molti si sono lamentati per queste carenze progettuali (vorrebbero piu' pile e un connettore a rete), ma quelli della Toyota hanno risposto stupefatti che era propio quello il bello della Prius: non doversi connettere per ricaricare!
Sul sito che ho visto, pero', si risponde giustamente che la ditta non ha pensato che magari gli utenti avrebbero voluto avere la LIBERTA' di ricaricare o meno da rete, magari proprio da impianti fotovoltaici !
Questo mi sembra MOLTO in disaccordo con l'immagine "illuminata" e "ambientalista" che a volte si da' della Toyota.
Fosse cosi' non dovrebbero fare le SUV, dico io. >:-)
Questo non toglie che la Prius sia effettivamente piu' pulita di una normale macchina benzina e che consumi meno ma, sinceramente, e d'accordo con Tersite, non ci vedo tutto questo guadagno, se non i termini di (relativo) cambio di mentalita' riguardo le applicazioni elettriche nella motoristica.
Saluti
-
Andrea Rampado
- Messaggi: 97
- Iscritto il: mar ott 05, 2004 9:18 am
- Località: Padova
Sottointendi il SUV a Magnegas di Santilli??? ;-)Phitio ha scritto: Questo mi sembra MOLTO in disaccordo con l'immagine "illuminata" e "ambientalista" che a volte si da' della Toyota.
Fosse cosi' non dovrebbero fare le SUV, dico io. >:-)
Saluti
Ha messo la foto nella prima pagina... he he è proprio fuori come un balcone in queste cose...
Ciao
Andrea
Già
Caro Phitio
Ormai l'ecologia è diventata come le belle fanciulle usate per convincerti a comprare orologi, sigillante o merendine urfide; c'entrano molto poco con il prodotto, ma sono rilassanti.
Comprando un prodotto ecologico ci sentiamo benemeriti dell'ambiente, spesso siamo solo fornitori di reddito dei soliti furbi.
Ciao
Tersite
Ormai l'ecologia è diventata come le belle fanciulle usate per convincerti a comprare orologi, sigillante o merendine urfide; c'entrano molto poco con il prodotto, ma sono rilassanti.
Comprando un prodotto ecologico ci sentiamo benemeriti dell'ambiente, spesso siamo solo fornitori di reddito dei soliti furbi.
Ciao
Tersite