marchio agricoltura bio
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bibililium
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marchio agricoltura bio
ciao a tutti,
sono piuttosto "sconvolta" dopo aver letto su un sito (vitdidonna) che i prodotti bio per essere completamente bio, devono riportare la dicitura "agricoltura biologica" e non "DA AGRICOLTURA BIOLOGICA" perchè in questo caso la percentuale di prodotto bio può arrivare ad essere anche solo del 75%.
Ho guardato qualche etichetta dei prodotti che uso, come Ecor o Kigroup, e ho trovato scritto: da agricoltura bio.
A voi risulta? E' mai possibile?
fatemi sapere
grazie a tutti
Barbara
sono piuttosto "sconvolta" dopo aver letto su un sito (vitdidonna) che i prodotti bio per essere completamente bio, devono riportare la dicitura "agricoltura biologica" e non "DA AGRICOLTURA BIOLOGICA" perchè in questo caso la percentuale di prodotto bio può arrivare ad essere anche solo del 75%.
Ho guardato qualche etichetta dei prodotti che uso, come Ecor o Kigroup, e ho trovato scritto: da agricoltura bio.
A voi risulta? E' mai possibile?
fatemi sapere
grazie a tutti
Barbara
Re: marchio agricoltura bio
Non conosco bene la normativa ma il campo del biologico è molto difficile, purtroppo sta diventando un vero bussiness e quindi si trovano sempre più squali a cui interessano solo i soldi, il mio consiglio è sempre quello di fare ricerche in internet e, se hai la possibilità, di chiedere a qualche persona che fa parte dei GAS.
Il Biologico era meglio prima che fosse regolamentato quando si faceva per ideale, come sempre i soldi rovinano tutto.
Giuseppe
Il Biologico era meglio prima che fosse regolamentato quando si faceva per ideale, come sempre i soldi rovinano tutto.
Giuseppe
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ritadd
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Re: marchio agricoltura bio
Per i prodotti biologici nell'etichetta deve comparire la dicitura "Agricoltura biologica regime controllo CEE 2092/91 "per i prodotti con almeno il 95% degli ingredienti di origine agricola ottenuto con il metodo biologico.
Nota il restante 5% degli ingredienti deve essere compreso nella lista positiva e comprende additivi e prodotti tropicali d'importazione.
Etichettatura facoltativa: il logo comunitario volontario "agricoltura biologica" (reg. CE 331/2000)
Nota il restante 5% degli ingredienti deve essere compreso nella lista positiva e comprende additivi e prodotti tropicali d'importazione.
Etichettatura facoltativa: il logo comunitario volontario "agricoltura biologica" (reg. CE 331/2000)
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bibililium
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Re: marchio agricoltura bio
grazie mille!
intnato stamattina avevo chiamato la Ecor che uso moltissimo e mi hanno assicurato che i loro prodotti sono a normativa completamente biologici e biodinamici.
Sto controllando le etichette ma non trovo nulla sul "restante".
Credo che mi converrà fare una lista di prodotti che utilizzo e poi usare sempre gli stessi dopo aver fatto tutti i controlli. non pensavo di dover arrivare anche a questo
grazie per le dritte
Barbara
intnato stamattina avevo chiamato la Ecor che uso moltissimo e mi hanno assicurato che i loro prodotti sono a normativa completamente biologici e biodinamici.
Sto controllando le etichette ma non trovo nulla sul "restante".
Credo che mi converrà fare una lista di prodotti che utilizzo e poi usare sempre gli stessi dopo aver fatto tutti i controlli. non pensavo di dover arrivare anche a questo
grazie per le dritte
Barbara
Re: marchio agricoltura bio
Io credo che la regolamentazione comunitaria sia uno strumento utile e importante, e credo che il fatto che il biologico stia diventando un business sia in fondo un buon segno (sempre più terre coltivate senza pesticidi è un bene per la collettività intera).Geppe ha scritto:Non conosco bene la normativa ma il campo del biologico è molto difficile, purtroppo sta diventando un vero bussiness e quindi si trovano sempre più squali a cui interessano solo i soldi, il mio consiglio è sempre quello di fare ricerche in internet e, se hai la possibilità, di chiedere a qualche persona che fa parte dei GAS.
Il Biologico era meglio prima che fosse regolamentato quando si faceva per ideale, come sempre i soldi rovinano tutto.
Giuseppe
Meglio "squali" del biologico che non "squali" delle banche o del petrolio, no?
Certo, il consumatore dovrebbe essere informato più chiaramente sul significato dei marchi, ma comunque il fatto che anche nella grande distribuzione entrino prodotti 'Da agricoltura biologica', accessibili a tutti e non solo a un'élite economica e culturale, per me è un segno molto positivo.
Re: marchio agricoltura bio
il mio compagno che è un agricoltore sta facendo un corso regionale molto interessante dove hanno spiegato che nel biologico alcuni prodotti "convenzionali" per l'agricoltura sono tollerati, inoltre la certificazione è a pagamento, quindi i controllati pagano i controllori, non so se mi spiego...
inoltre come scrive giuseppe ormai anche il biologico non è più un fenomeno d'èlite, ma sta prendendo una parte importante del mercato quindi come per tutto quello che è definito "naturale" ci sono tanti ecofurbi.
noi ad esempio usiamo solo l'acqua per l'orto e la bieta bucata ci piace tanto...
bibi perchè non ti fai un orticello visto che ne avresti la possibilità?
anch'io uso molto la ecor e mi fido dei loro prodotti anche se suppongo che se chiamassi la pampers loro mi direbbero che i loro pannolini sono naturali e meravigliosi, così come andando in un negozio tutta la merce è il meglio che c'è...
inoltre come scrive giuseppe ormai anche il biologico non è più un fenomeno d'èlite, ma sta prendendo una parte importante del mercato quindi come per tutto quello che è definito "naturale" ci sono tanti ecofurbi.
noi ad esempio usiamo solo l'acqua per l'orto e la bieta bucata ci piace tanto...
bibi perchè non ti fai un orticello visto che ne avresti la possibilità?
anch'io uso molto la ecor e mi fido dei loro prodotti anche se suppongo che se chiamassi la pampers loro mi direbbero che i loro pannolini sono naturali e meravigliosi, così come andando in un negozio tutta la merce è il meglio che c'è...
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bibililium
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Re: marchio agricoltura bio
onestamente credo che più il biologico entrerà nel mercato "quotidiano" e meglio sarà per tutti, non solo perchè è meglio investire in una terra "almeno un po' più sana" che in altro, ma anche perchè se la grande distribuzione comincerà a far trovare sugli scaffali, come già sta succedendo in alcune grandi catene di supermercati, una linea bio ci sarà più sensibilizzazione sull'argomento e anche chi, come me, non vive nelle grandi città, non dovrà farsi sempre 30 km per fare la spesa bio (quando è fortunato..).
Per quello che riguarda il pagamento della certificazione e tutto il resto mi viene spontaneo chiedermi: ma il corso da chi è organizzato? Da persone che credono nel biologico o da chi invece lo vede come una fastidiosa abitudine da estirpare?
Personalmente mi sto avviando all'autoproduzione per moltissimi prodotti ma credo sarebbe più giusto, per tutti quelli che non hanno le possibilità di avere un pezzetto di terra da coltivare, poter trovare senza troppi problemi prodotti con un minimo di garanzia.
Se poi si deve pensare che si paga per un marchio.. be'.. allora tanto vale rinunciare alla svolta di cambiamento no?
Credo che l'importante sia far arrivare un messaggio grande e forte ai distributori e ai produttori: vogliamo scegliere diversamente!
ciauz
Barbara
Per quello che riguarda il pagamento della certificazione e tutto il resto mi viene spontaneo chiedermi: ma il corso da chi è organizzato? Da persone che credono nel biologico o da chi invece lo vede come una fastidiosa abitudine da estirpare?
Personalmente mi sto avviando all'autoproduzione per moltissimi prodotti ma credo sarebbe più giusto, per tutti quelli che non hanno le possibilità di avere un pezzetto di terra da coltivare, poter trovare senza troppi problemi prodotti con un minimo di garanzia.
Se poi si deve pensare che si paga per un marchio.. be'.. allora tanto vale rinunciare alla svolta di cambiamento no?
Credo che l'importante sia far arrivare un messaggio grande e forte ai distributori e ai produttori: vogliamo scegliere diversamente!
ciauz
Barbara
Re: marchio agricoltura bio
il corso è organizzato dalla regione e credo anche con l'aiuto anche della CIA che è un "sindacato" per gli agricoltori, parla di agricoltura in generale e di tutte le metodiche esistenti.
da quello che mi dice marco che è uno molto critico ed informato di suo pare essere molto affidabile e gli insegnanti preparati e critici verso tecniche obsolete anzi si parla anche di una agricoltura a minimo impatto ambientale, quindi direi che non sono contro il biologico e le persone che frequentano hanno tutti aziende agricole.
per quanto riguarda la certificazione è sicuro al 100% che chi vuole titoli deve pagare e anche profumatamente, un pò perchè lo facciamo anche noi che abbiamo rilevato un'azienda biologica, ma anche perchè sono stata in due diversi agriturismi bio certificati AIAB che mi hanno confermato questa cosa, ti posso anche dire tranquillamente che in due anni nessuno è mai venuto a controllare e questa cosa di controlli non tanto frequenti mi è stato confermato anche dagli altri.
il biologico è una cosa sacrosanta, perchè va ad agire sulla qualità della terra che non è poco per niente e il fatto che grandi catene abbiano linee bio aumenta la concorrenza e abbatte i costi anche nei negozi bio più piccoli che prima avevano prezzi da boutique.
per me il rischio è che siccome il biologico "sta andando di moda" ci siano tante persone di malafede che fanno soldi alle spalle di chi, diversamente da te che sei una che si informa, si fa fregare dalla prima scritta 100%naturale o roba simile.
l'altro giorno all'auchan ho visto delle mele del sudafrica che parevano di plastica erano lucidissime come se vi fosse stata passata sopra la cera, ma prendendone una si sentivano al tatto come dei bozzetti e la consistenza delle melanzane molto grandi, hai presente? come se dentro ci fossero delle bollicine d'aria che toglievano consistenza alla mela.
sicuramente quelle non erano biologiche, ma che dire delle fragole bio ce vengono dalla spagna?
forse sono coltivate biologicamente, ma cosa ci mettono sopra per affrontare un viaggio simile?
anche su questo secondo me è importante riflettere e non lasciarsi abbindolare dalle scritte.
da quello che mi dice marco che è uno molto critico ed informato di suo pare essere molto affidabile e gli insegnanti preparati e critici verso tecniche obsolete anzi si parla anche di una agricoltura a minimo impatto ambientale, quindi direi che non sono contro il biologico e le persone che frequentano hanno tutti aziende agricole.
per quanto riguarda la certificazione è sicuro al 100% che chi vuole titoli deve pagare e anche profumatamente, un pò perchè lo facciamo anche noi che abbiamo rilevato un'azienda biologica, ma anche perchè sono stata in due diversi agriturismi bio certificati AIAB che mi hanno confermato questa cosa, ti posso anche dire tranquillamente che in due anni nessuno è mai venuto a controllare e questa cosa di controlli non tanto frequenti mi è stato confermato anche dagli altri.
il biologico è una cosa sacrosanta, perchè va ad agire sulla qualità della terra che non è poco per niente e il fatto che grandi catene abbiano linee bio aumenta la concorrenza e abbatte i costi anche nei negozi bio più piccoli che prima avevano prezzi da boutique.
per me il rischio è che siccome il biologico "sta andando di moda" ci siano tante persone di malafede che fanno soldi alle spalle di chi, diversamente da te che sei una che si informa, si fa fregare dalla prima scritta 100%naturale o roba simile.
l'altro giorno all'auchan ho visto delle mele del sudafrica che parevano di plastica erano lucidissime come se vi fosse stata passata sopra la cera, ma prendendone una si sentivano al tatto come dei bozzetti e la consistenza delle melanzane molto grandi, hai presente? come se dentro ci fossero delle bollicine d'aria che toglievano consistenza alla mela.
sicuramente quelle non erano biologiche, ma che dire delle fragole bio ce vengono dalla spagna?
forse sono coltivate biologicamente, ma cosa ci mettono sopra per affrontare un viaggio simile?
anche su questo secondo me è importante riflettere e non lasciarsi abbindolare dalle scritte.