Ricevo dai responsabili del Veggie Pride e giro a tutti, buona lettura, magari ci si vede
Veggie Pride – Roma/Parigi 17 maggio 2008 – Newsletter numero 4
1) Percorso del corteo.
2) Viaggio a Roma e pernottamento: aggiornamenti.
3) Info line.
4) Locandina Veggie Pride.
5) F.A.Q. dal sito http://www.veggiepride.it.
1) Percorso definitivo del corteo del 17 maggio a Roma.
Concentramento alle ore 14 davanti all'uscita “Colosseo” della Metro B.
Il corteo percorrerà via dei Fori Imperiali e terminerà in piazza Madonna di Loreto.
Visita la sezione “Info pratiche”: http://www.veggiepride.it/home/info.html
2) Viaggio a Roma e pernottamento.
Nel sito del Veggie Pride sono stati inseriti nuovi contatti per organizzare gruppi in partenza dalla Puglia, dall'Umbria e dal Nord-Est (Veneto e Trentino), che si aggiungono ai gruppi in partenza da Abruzzo, Campania, Sardegna, Sicilia, Pisa, Milano, Bologna.
Visita la pagina “Venire a Roma”: http://www.veggiepride.it/home/info/venire.html
È stata inoltre aperta la sezione “Alloggiare a Roma”, con suggerimenti per un pernottamento non troppo caro: http://www.veggiepride.it/home/info/dormire.html
3) Info line.
Per richieste di informazioni urgenti e contatti con la stampa, è attivo un numero di telefono cellulare: 327-3209085
4) Locandina Veggie Pride.
È disponibile la locandina a colori del Veggie Pride, con un disegno esclusivo ispirato al quadro “Il Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo.
Per scaricare la locandina e il volantino, da stampare e diffondere, visita la sezione “Materiale”: http://www.veggiepride.it/home/materiale.html.
5) F.A.Q. dal sito http://www.veggiepride.it .
Il messaggio portato dal Veggie Pride è aggressivo o intollerante?
Dire alle persone "è perché voi mangiate gli animali che gli animali vengono uccisi" non è aggredirle, ma rifiutarsi di mentire, è ritenere che esse possano capire ciò che noi abbiamo capito. Con il Veggie Pride noi vogliamo semplicemente esprimere pubblicamente, collettivamente, sinceramente, senza esagerazioni né censure, ciò che pensiamo. Non vogliamo più scegliere tra l'ipocrisia e l'emarginazione. Noi pensiamo che questo è allo stesso tempo un nostro diritto e un segno di rispetto per coloro che sono intorno a noi. Si pensa spesso che sia intollerante rimettere in questione quello che le persone mangiano; noi invaderemmo così facendo un campo che è puramente personale. Non c'è invece nessuna ragione per conferire una così eccezionale immunità alle scelte alimentari. La legittimità o meno del nutrirsi di carne, e dunque di far soffrire e uccidere animali per questo, è una questione etica, e per questo può essere fatta oggetto di un dibattito in seno alla società, come tutte le altre questioni etiche. È al contrario la volontà di proibire a priori un tale dibattito che a noi sembra intollerante.
Un discorso più accondiscendente non sarebbe più efficace?
Per convincere le persone a non mangiare più la carne, o a mangiarne meno, non sarebbe più efficace usare, come fanno tanti vegetariani, argomenti più condivisibili di quelli che fanno riferimento al destino inflitto agli animali - come gli argomenti che riguardano la salute, il terzo mondo, l'ecologia? Non parlando degli animali, o evitando di mettere le persone che li mangiano di fronte alle loro responsabilità nel trattamento di questi, non si potrebbe più facilmente portarli ad essere d'accordo con noi? Noi non lo crediamo, o ad ogni modo rifiutiamo il discorso che vorrebbe fare di questa strategia l'unica accettabile.
* Dicendo cose diverse da quelle che pensiamo, possiamo convincere più facilmente gli altri di quello che diciamo, ma non di quello che pensiamo. Mettendo noi stessi una barriera tra quello che pensiamo e quello che diciamo, non ci avviciniamo alle persone, al contrario ci allontaniamo da loro.
* Le persone che noi possiamo convincere ad abbandonare la carne sulla base di motivi salutistici o di altre motivazioni puramente personali non hanno alcuna ragione di essere a loro volta motivate a convincere altri. Non crediamo nell'efficacia di un movimento formato da un gruppo di persone motivate dalla sorte degli animali che cercano di convincere l'insieme della società a cambiare comportamento sulla base di argomenti diversi da quelli che hanno convinto loro stesse.
* Una persona può essere veg*ana per gli animali senza credere che il veg*ismo sia vantaggioso per la salute, il terzo mondo o l'ecologia del pianeta. Questi problemi sono indipendenti dalla questione etica del trattamento degli animali. Non avrebbe alcun senso esigere da questa persona che menta sulle sue convinzioni.
Non è neanche efficace far credere che per essere veg*ani bisogna essere d'accordo con tutte queste affermazioni.
* La strategia "consensuale" è stata testata sul terreno da qualche decennio e non ha dato prova di un'efficacia eclatante.
* L'argomento "efficacia" può al massimo giustificare l'uso di questi argomenti più condivisibili da parte delle persone che lo desiderano; ma non può giustificare l'esclusione di ogni altra strategia.
Noi pensiamo che l'ampiezza delle sofferenza e della morte causata dal consumo di carne giustifichi che se ne parli forte e chiaro, a meno che, contro tale evidenza, non si abbiano argomenti di ben maggior efficacia rispetto a quelli finora presentati.
Il Veggie Pride è "apolitico"?
Il Veggie Pride non prende una posizione politica rispetto alla questione animale ma non afferma neanche che non mangiare animali sia un atto "apolitico". Alcuni organizzatori pensano, al contrario, che la questione animale sia profondamente politica e che essa intrattenga molti e significativi rapporti con la politica umana (poiché anche gli umani sono animali). Tuttavia, non è compito del Veggie Pride prendere una posizione in merito: ognuno/a può pensare che la questione animale, e in particolare il messaggio del Veggie Pride, è politico o che non lo è, e partecipare ugualmente alla manifestazione.
Perché il Veggie Pride non è esclusivamente vegano?
Ciò che fondamentalmente il Veggie Pride intende esprimere e valorizzare è il rifiuto di partecipare al massacro degli animali per la loro carne. Questo rifiuto è comune a chi non mangia carne e pesce e a chi evita anche il consumo di derivati animali; vegetariani e vegani condividono uno stesso principio: la sofferenza degli animali non umani è degna di essere presa in considerazione. Il Veggie Pride vuole essere un momento di aggregazione fra tutti coloro che intendono affermare apertamente di fronte alla società tale principio.
Veggie Pride
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Marco Valussi
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