Comunicato di Animal Liberation di Rimini -
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Domenica 30 marzo al vergognoso Palio della Rana di Fermignano eravamo
presenti anche noi, decisi ad interrompere la gara durante la quale i
concorrenti devono percorrere un tratto di strada trainando una
carriola con sopra una rana.
Quando le rane, spaventate e sofferenti, balzano fuori dalle carriole, i
concorrenti si affrettano a recuperarle per poi riprendere la corsa. Lo
stesso regolamento prevede che durante il tragitto le rane possono
venire "danneggiate" o "subire menomazioni fisiche".
Se questo gioco poteva divertire i sudditi di Francesco Maria II della
Rovere, nel 1600, nel 2008 appare fortemente anacronistico e non in
linea con l'aumentata sensibilità nei confronti degli animali, soggetti
portatori di diritti e non oggetti nelle mani di chi li utilizza per
divertimento.
La nostra protesta è stata pacifica, diversamente dalle reazioni dei
presenti: alla partenza della prima batteria abbiamo fatto irruzione in
pista fra lo sconcerto generale, ostacolando di fatto il proseguimento
della gara.
Ciò ha scatenato un'immediata reazione fisica e verbale da parte di
forze dell’ordine, organizzatori e pubblico presente, che hanno
trasferito su di noi la violenza e la coercizione altrimenti riservate
agli animali utilizzati durante il palio.
Siamo stati bloccati, strattonati, presi per i capelli e trascinati,
oltre a essere insultati pesantemente dagli astanti, inferociti per
l'interruzione della tanto attesa gara.
Questa la dice lunga sul genere di pubblico che affolla certe
manifestazioni di pura inciviltà, dove esseri viventi indifesi e inermi
come le rane vengono utilizzati come giocattoli, fra le risate e il
divertimento generali.
Qui un video che dimostra il clima di brutalità in cui si è svolta l'azione:
http://it.youtube.com/watch?v=PAo2DhtZIb0
Facciamo un appello perché un giurista ci aiuti a strutturare una
denuncia per le percosse subite dai manifestanti, assolutamente
sproporzionate all'esiguità del numero e alla resistenza passiva messa
in pratica dagli attivisti.
Se la gara si ripeterà anche l'anno prossimo, anticipiamo fin d'ora la
nostra presenza al fine di interrompere e disturbare nuovamente una
manifestazione tanto diseducativa e lesiva del basilare diritto alla non
sofferenza di cui sono portatori ANCHE gli animali non umani.