Il tempio SHAOLIN (o SIULAM) dello HONAN, nel Nord della Cina (sulla montagna del SONG SHAN), è il luogo in cui le Arti Marziali Cinesi si sono evolute. Lo sviluppo dello studio di queste avviene intorno al 520 d.C. con l'arrivo al Tempio Shaolin del monaco indiano BODHIDARMA (o TAT MOH), recatosi lì per divulgare la dottrina CHAN (o ZEN in giapponese).
Non tenere conto di ciò vorrebbe effettivamente significare lo snaturamento di questa disciplina mutilandola così della sua componente più significativa: il lavoro interiore.
Osservata nella sua effettiva interezza, la tradizione marziale poteva dirsi arte completa, e chi si avvicinava ad essa aveva la possibilità di sviluppare sia le componenti esterne, quali il fisico e il mentale, sia quelle interne, quali sono il livello eterico-vitale, (Ch’i), e lo spirituale, (Shen).
Il metodo di trasmissione della conoscenza fu dapprima semplicemente orale, per poi giungere fino ai giorni nostri con scritti di ogni genere.
Da qui il paradosso della cultura moderna: nei tempi antichi era cosa non facile trovare un insegnante disposto a tramandare i segreti della pura tradizione, mentre oggi si fatica per uscire dal labirinto di libri e pseudo maestri che offrono lezioni di ogni genere.
Di certo non è possibile esser certi che la tradizione di una scuola moderna sia stata trasmessa in modo puro, anche perchè nessuno di noi può dire cosa fosse in realtà la vera tradizione marziale, ma un consiglio sulla bocca di coloro che ricercano quel senso spirituale delle discipline orientali è sicuramente sempre lo stesso: attenzione alle arti marziali acrobatiche, piene di incongruenze a livello applicativo, costosissime a livello di "mensilità" e prive di tecniche "Interne" che vadano a lavorare sul benessere psichico e fisico.