Other earth, un interessante evento di questi giorni

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Gianluca Ricciato
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Other earth, un interessante evento di questi giorni

Messaggio da Gianluca Ricciato » lun nov 19, 2007 5:22 pm

Riporto il testo dell'appello per il controvertice sull'energia che si è tenuto a Roma nei giorni scorsi, in concomitanza con il World energy council.
Gianluca



APPELLO PER UNA MOBILITAZIONE CHE PROPONGA UN ALTRO MODELLO ENERGETICO PER UN’ALTRA ECONOMIA

Dall’11 al 15 novembre, si tiene a Roma il 20° Congresso mondiale dell’energia, organizzato dal World energy council, dedicato a prefigurare i futuri scenari energetici globali, centrati ancora sulle fonti energetiche fossili, sul rilancio nucleare e sul massimo profitto a discapito di fonti rinnovabili, risparmio energetico, pace, salute, ambiente. Un appuntamento triennale ospitato per la prima volta in Italia, che torna a svolgersi in Europa dopo 15 anni e che vede la partecipazione massiccia di tutte le multinazionali dell’energia e delle grandi imprese di stato, dei governi e del sistema bancario-finanziario.

La questione energetica mai come ora è apparsa in tutta la sua gravità. L’era dei combustibili fossili, che ha determinato l’attuale assetto dell’economia mondiale e dell’intera società, sta mostrando tutti i suoi limiti e i suoi disastri: l’esauribilità delle fonti e le guerre per il loro approvvigionamento, le ingiustizie sociali, l’inquinamento provocato dai processi di combustione conseguenti e le alterazioni climatiche drammaticamente sempre più evidenti, determinano una situazione ormai insostenibile. Ad aggravare la situazione, a fronte della scarsità di petrolio e gas, viene sempre più imposto l’uso del carbone, con il suo carico inquinante e alterante del clima. Un carbone tuttaltro che “pulito”, poichè rimangono molto alti i livelli degli inquinanti (ossidi vari e polveri); e le teconolgie, tanto decantate per la sequestrazione dell’anidride carbonica, sono tuttora in fase sperimentale, senza aver risolto gli elevati costi energetici ed economici e i gravi problemi di sicurezza per l’ambiente e i lavoratori.

A Roma si incontreranno proprio quei soggetti che hanno la responsabilità dell’attuale situazione: rappresentanti di governi e multinazionali energetiche di 94 paesi, tra cui coloro, a cominciare dagli Usa, che hanno, con le loro politiche, promosso la strategia della ”guerra permanente” e le terribili guerre che insanguinano il Medio oriente e i paesi del Centro Asia e Africa. Oggi, la questione energetica, con i suoi risvolti tragici che opprimono il mondo, può essere affrontata con intelligenza e successo. Anche la scienza, quella non asservita ai potenti e agli speculatori finanziari, può essere in grado di indicare nuove vie per risparmiare energia e fornire quella necessaria alla vita di tutti.

Il potere costruito sul petrolio, le altre energie fossili e il nucleare, si è assicurato il controllo del Mondo con la giustificazione di garantire benessere e “democrazia”. Mai come ora tutto ciò appare falso: lo squilibrio fra popolazioni; le terribili conseguenze sul clima a danno di tutti; lo sconvolgimento dei territori dove si perpetua il dominio con l’imposizione di megainfrastrutture, centrali, impianti ed inceneritori sempre più invasivi anche se falsamente meno inquinanti.

A tutto ciò si aggiunge la scellerata proposta di chi vorrebbe realizzare nuove centrali nucleari, senza rendere conto dei disastri che provocano (recentemente anche in Giappone), tanto più gravi se confrontati con le scarse quantità di energia fornita a livello mondiale, quasi sempre foglia di fico per coprire gli intenti militari che si celano dietro tale proposta.

Fra le stesse fonti rinnovabili, il contributo dei biocarburanti in alcuni casi interessante, va trattato con molta cautela per non vincolare prodotti agroalimentari a combustibili fossili per l’autotrazione, con conseguenze drammatiche sui costi dell’alimentazione.

Proponiamo negli stessi giorni del Summit una forte mobilitazione, un incontro di popolazioni e nuovi saperi, per dire cosa realmente si può fare per salvare gli esseri viventi dalla catastrofe verso la quale “lor signori” ci stanno portando.

Di nuovo in questa occasione è giusto ragionare sulla strada per un “Altro Mondo Possibile”, tanto caro ai movimenti che in questi anni si sono mobilitati contro guerre ed ingiustizie mondiali e locali, per sostenere che quanto finora è servito a distruggere serva a creare benessere.

Questo appello lo rivolgiamo a tutti coloro che sentono il dovere ed il diritto di confrontarsi per individuare questa strada. I saperi e le pratiche di coloro che hanno subito e stanno subendo le conseguenze dell’attuale modello energetico debbono incontrarsi.

Ci rivolgiamo anche a tutte quelle forze politiche e sociali che non accettano più l’attuale sistema economico consumistico e le sue false verità basate sulla dittatura del P.I.L. e la centralità delle politiche monetarie.

I costi economici delle grandi infrastrutture e dei grandi sprechi sono da tagliare, per destinarli a un altro modello che abbia al centro una parola d’ordine: “l’Ambiente e la partecipazione per un’Altra Economia”, con grandi benefici per tutti gli abitanti della terra, per il mondo del lavoro e i territori devastati.

Il nostro obiettivo vuol essere, come anche indica il Contratto Mondiale per l’Energia, quello di garantire un altro modello energetico mondiale che fornisca a tutti equamente l’energia necessaria per vivere dignitosamente, a partire dalla riduzione dei consumi nel nord del mondo, senza distruggere le foreste per produrre carburanti o deportare popolazioni per realizzare grandi dighe.

Riduzione e risparmio, sistemi efficienti, mezzi per ottenere energia da fonti rinnovabili non inquinanti e disponibili praticamente ovunque come il sole, il vento, le maree, ecc. sono le vie da percorrere. E’ prioritario divulgare buone pratiche che favoriscano il consumo locale e biologico, il riuso e riciclo, e una mobilità che privilegi mezzi collettivi e individuali a basso impatto o nullo.

I veri ostacoli a che tutto ciò avvenga, provengono proprio da coloro che si incontreranno a Roma dall’11 al 15 novembre per decidere volumi di produzione energetica e sprechi in funzione dei loro profitti e rinnovare il rito che confermi il loro potere. Mobilitiamoci per affermare un altro modello.

Roma, 30 luglio 2007

http://www.otherearth.net/home.php?wp=1 ... s.php&c=it

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Gianluca Ricciato
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Stacca la spina

Messaggio da Gianluca Ricciato » lun nov 19, 2007 5:24 pm

COME 20 ANNI FA, NO AL NUCLEARE!

http://www.staccalaspina.org

Si è svolta la manifestazione della campagna Stacca la Spina davanti al Parlamento. Per celebrare l'anniversario del referendum e per denunciare gli investimenti miliardari dell’Enel nel nucleare in Est Europa

Roma, 8 novembre 2007 – Nel ventennale della vittoria del referendum contro il nucleare civile la campagna Stacca la Spina ha tenuto oggi un sit in davanti al Parlamento italiano a cui hanno partecipato un centinaio di attivisti, tra cui una decina di esponenti delle Ong bulgare che compongono la “No To Belene Coalition”. Oltre a ribadire un secco no al nucleare, la manifestazione ha voluto richiamare l’attenzione sugli interessi dell’Enel in Est Europa, dove la compagnia sta investendo miliardi di euro per la costruzione di centrali atomiche che utilizzano tecnologie obsolete e che sorgeranno in zone sismiche, come nel caso dell’impianto di Belene in Bulgaria. Sono intervenuti alla manifestazione decine di cittadini e numerosi Parlamentari, tra cui i capigruppo alla Camera dei Verdi e di Rifondazione, Angelo Bonelli e Gennaro Migliore. A loro gli attivisti hanno consegnato materiale informativo ed una scheda in cui si chiedeva di votare contro o a favore del coinvolgimento dell’Enel nel business del nucleare nell’Europa dell’Est.

L’Enel ha intenzione di investire 7 miliardi di euro per la costruzione della centrale nucleare sul terreno sismico di Belene, in Bulgaria, e 1,8 miliardi per la realizzazione di due reattori di tecnologia sovietica obsoleta a Mochovce, in Slovacchia.

“Venti anni fa quasi 19 milioni di italiani, pari al 72% dei votanti, dissero no alle centrali nucleari nel nostro Paese e alla partecipazione dell’Enel ad accordi internazionali per la costruzione e la gestione di impianti nucleari all’estero” ha dichiarato Carlo Dojmi della campagna Stacca la Spina. “Oggi invece una delle principali compagnie italiane ha deciso di investire miliardi di euro in progetti a rischio nell’Est Europa. Sarebbe invece il caso che l’Enel impiegasse tutti quei soldi per le fonti rinnovabili, che non mettono in pericolo l’ambiente e le popolazioni locali” ha concluso Dojmi.

“Non è accettabile che l’Italia porti in Est Europa le sue produzioni sporche” ha detto Denitza Petrova del Green Policy Institute, Ong bulgara che fa parte della No To Belene Coalition. “Con progetti come quello di Belene l’Italia si accaparra ingenti quantità di energia, mentre i rischi e le scorie nucleari rimangono in Bulgaria” ha aggiunto la Petrova.

In contemporanea con l’azione di Roma davanti al Parlamento italiano si sono tenute manifestazioni presso le ambasciate italiane in Austria, Croazia, Finlandia e Germania, organizzate da gruppi che contestano le attività dell’Enel nell’Europa dell’Est.


Hanno aderito all’iniziativa le organizzazioni che partecipano al Controvertice Other Earth:

Action, A Sud, Associa, Carta/cantieri Sociali, Città dell’Altraeconomia, COBAS, Contratto Mondiale per l’Energia, Campagna per la Riforma della banca Mondiale, FIOM, Forum Ambientalista, Laboratorio per la decrescita, Libero Ateneo per la decrescita, Medicina Democratica, Peacelink, Puntorosso, Rosso/Verde, Un ponte per, Vas...

(per l’elenco completo si veda http://www.otherearth.net)

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