ciao a tutti
premetto che sono vegana e animalista.
intendo porvi un quesito in modo acritico,proprio come è stato posto a me pochi giorni or sono.
gli animali, la natura e l'equilibrio degli ecosistemi vanno tutelati.
la lobby vanno boicottate.
ma esiste, molti gradini al di sotto delle lobby nella scala gerarchica, una popolazione densissima di persone che vive letteralemente di queste cose...basti pensare all'industria della pelle del cuoio e dei derivati animali.
queste persone, spesso operai, sono alle dipendenze di un sistema malato in quanto non tutelante l ordine naturale della vita...ma non ne hanno colpa.per vivere, non si sono potuti permettere di chiedere a se stessi se l'etica di quel commercio fosse giusta, perchè come sappiamo, metà dell'intero pianeta vive un condizioni economiche in cui non puo' permettersi di rifiutare un posto di lavoro.
mi piacerebbe che questi spunti aprissero una conversazione costruttiva.
da quando mi sono state fatte queste affermazioni mi chiedo se la realtà non abbia realmente mille sfaccettature, e potersi ritenere nel giusto non sia una utopia.
un abbraccio frte a tutti
silvia
riflessione fra uomo e natura
Ciao silviella la vita è tutto un percorso da seguire io spererei per tutti in crescita..è chiaro che chi ha bisogno di sopravvivere ed è costretto a lavorare la pelle non si dovrebbe giudicare e infatti non lo faccio, però il problema si è posto anche a me e non ti nascondo anche se con un po' di paura ho rinunciato ,in un momento di crisi di lavoro, ad un cliente che mi aveva proposto di pubblicizzare la sua azienda (produzione pelliccie), ho cercato dell'altro e ci sono riuscita. Questa è la mia esperienza, e a chi fosse costretto a dover lavorare su dei cadaveri direi di farlo pure però(sempre che sia interessato al discorso etico) di porsi l'obiettivo di cercare al più presto un altro lavoro. La frase "Fermarsi mai, crederci sempre" è un po' il mio motto. Salutoni
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Daria
Ciao,
In effetti ogni tanto si sentono discorsi del genere...
Ma è come dire per esempio, quando finisce una guerra l'industria bellica non vende più armi. Dovremmo alimentare le guerre per continuare a produrre armi e prevenire la disoccupazione? Ogni passo evolutivo nella storia ha comportato dei grandi cambiamenti: l'invenzione dell'automobile non ha certo fatto felici i cocchieri, ma quanti autisti ha creato? E la fotografia? Tanti pittori hanno fatto fallimento, tanti fotografi sono nati... così è per tutto: la rivoluzione industriale, i computers...
Se mai avverrà, il passaggio da un mondo smodatamente carnivoro a uno totalmente vegano, sarà graduale, e non avverrà certo nel giro di pochi anni. Perciò vi sarà tutto il tempo per le future generazioni di scegliere lavori diversi.

In effetti ogni tanto si sentono discorsi del genere...
Ma è come dire per esempio, quando finisce una guerra l'industria bellica non vende più armi. Dovremmo alimentare le guerre per continuare a produrre armi e prevenire la disoccupazione? Ogni passo evolutivo nella storia ha comportato dei grandi cambiamenti: l'invenzione dell'automobile non ha certo fatto felici i cocchieri, ma quanti autisti ha creato? E la fotografia? Tanti pittori hanno fatto fallimento, tanti fotografi sono nati... così è per tutto: la rivoluzione industriale, i computers...
Se mai avverrà, il passaggio da un mondo smodatamente carnivoro a uno totalmente vegano, sarà graduale, e non avverrà certo nel giro di pochi anni. Perciò vi sarà tutto il tempo per le future generazioni di scegliere lavori diversi.

- yasodanandana
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sto leggendo un po' di threads che mi sono perso nel mio mesetto di assenza...Stella10 ha scritto:Ciao silviella la vita è tutto un percorso da seguire io spererei per tutti in crescita..è chiaro che chi ha bisogno di sopravvivere ed è costretto a lavorare la pelle non si dovrebbe giudicare e infatti non lo faccio, però il problema si è posto anche a me e non ti nascondo anche se con un po' di paura ho rinunciato ,in un momento di crisi di lavoro, ad un cliente che mi aveva proposto di pubblicizzare la sua azienda (produzione pelliccie), ho cercato dell'altro e ci sono riuscita. Questa è la mia esperienza, e a chi fosse costretto a dover lavorare su dei cadaveri direi di farlo pure però(sempre che sia interessato al discorso etico) di porsi l'obiettivo di cercare al più presto un altro lavoro. La frase "Fermarsi mai, crederci sempre" è un po' il mio motto. Salutoni
questo messaggio e' molto bello, per me... complimenti... un abbraccio a stella
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nuwanda
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- Iscritto il: gio set 07, 2006 7:53 pm
- Località: Braedstrup, Danimarca
- Contatta:
Io avevo due cari amici, non veg. Uno vende scarpe, l'altro le produce. Il secondo mi ha addirittura detto che per lui è un godimento quando arriva "il materiale", adora quell'odore e appunto gode.
Io ad essere conciliante proprio non riesco.
Ho parlato ad entrambi, spiegando loro che trovo orribile vivere "sulla pelle" (e qui ci vuole!) degli animali.
In seguito alle loro spallucce, ho poi diradato i miei rapporti con entrambi.
Finchè si tratta di gente molto povera, passi il discorso dei "poverini debbono pur vivere".
Ma trattandosi di gente benestante e colta il discorso cambia. Loro non sono obbligati, potrebbero scegliere di cambiare genere, modificare l'attività commerciale. L'uomo è in grado di pensare, capire, evolversi. Chi sceglie di non farlo è libero di farlo, ma non è amico mio.
Certo, molti diranno che sono un estremista, ma sono contento e fiero di esserlo.
Love
Io ad essere conciliante proprio non riesco.
Ho parlato ad entrambi, spiegando loro che trovo orribile vivere "sulla pelle" (e qui ci vuole!) degli animali.
In seguito alle loro spallucce, ho poi diradato i miei rapporti con entrambi.
Finchè si tratta di gente molto povera, passi il discorso dei "poverini debbono pur vivere".
Ma trattandosi di gente benestante e colta il discorso cambia. Loro non sono obbligati, potrebbero scegliere di cambiare genere, modificare l'attività commerciale. L'uomo è in grado di pensare, capire, evolversi. Chi sceglie di non farlo è libero di farlo, ma non è amico mio.
Certo, molti diranno che sono un estremista, ma sono contento e fiero di esserlo.
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pasionario
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