la decrescita impossibile (4)

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paolodegregorio
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la decrescita impossibile (4)

Messaggio da paolodegregorio » gio ago 30, 2007 8:41 am

- la decrescita impossibile (4) –
a cura di Paolo De Gregorio – 28 agosto 2007

- nel 1860 la terra aveva un miliardo di abitanti
- nel 1960 (dopo un secolo di rivoluzione industriale) la terra aveva 3 miliardi di abitanti
- nel 2006 la terra ha 6 miliardi di abitanti
- ogni aumento di un solo grado della temperatura provoca un ribasso del 10% dei rendimenti agricoli
- il dipartimento americano dell’Agricoltura sostiene che dopo gli anni ottanta si è registrato un ribasso di produzione; meno 11% per i cereali, meno 15% per vitello e pecora, meno 17% per pesci e crostacei
- secondo Lester Brown l’ondata di calore nel 2003 ha portato in Europa (dall’est della Francia fino all’Ucraina) una diminuzione del raccolto di cereali di 32 milioni di tonnellate.
Questi dati, accanto ai quali ribadisco quelli che riguardano l’inquinamento complessivo di cui sono responsabili per il 50% il sistema industriale, per il 30% il sistema dei trasporti, per il 20% i cittadini con le loro abitazioni, ci dicono che il problema dei problemi è il riscaldamento del pianeta, a cui si aggiunge quello demografico, e, malgrado ciò sia un dato scientifico acquisito, NULLA si sta facendo per contenere drasticamente le emissioni di Co2.
Ogni attività umana produce Co2 e quindi riscaldamento del pianeta. Sarebbe una dimostrazione di intelligenza e lungimiranza fermare tutte quelle produzioni di cose inutili, non necessarie alla vita, che costituiscono il nocciolo duro della ideologia consumista e industriale che sono la cultura dominante e la religione del nostro tempo.
“Avere per essere” questa è l’ideologia che condanna a morte il nostro eco-sistema. Non vi è alcuna iniziativa nel frenare emissioni di Co2 solo perché i profitti e gli interessi della CASTA capitalista prevalgono su tutto.
Per fare un esempio: oggi Internet è una tecnologia accessibile a tutti (si parla di un computer da 200 dollari grande come un tostapane con ricarica a manovella), e tutto il cartaceo, dai libri di scuola ai giornali, alle riviste, alle enciclopedie, agli archivi, può essere smaterializzato già domani, con risparmi di milioni di tonnellate di Co2 a giorno, e non si fa solo perché ci sarebbe una diminuzione di consumi e di profitti.
Ogni informazione, ogni novità, è già pronta in Internet, dal giornale quotidiano al testo universitario. Quasi tutti posseggono questa tecnologia, e noi non abbiamo di meglio da fare che procurare scoliosi ai nostri figli caricandoli di libri che ogni anno vengono aggiornati e buttati, e così se ne va in fumo buona parte del loro futuro.
Anche per quel 20% di energia consumata dalle nostre case vi è già pronta una tecnologia, quella fotovoltaica e quella del cosiddetto solare termico, che annullerebbe la Co2 derivante dalla combustione di petrolio e gas. Però nessuno parla di rendere autonoma energeticamente ogni abitazione, facendo di ogni lastrico solare una piccola centrale elettrica, e, per le nuove costruzioni, rendendo obbligatori impianti fotovoltaici già in fase di progetto, e compresa una cisterna sotterranea che raccolga l’acqua piovana dal tetto per rendere i condomini e le case autonomi anche idricamente.
Capire il perché queste semplici cose non si facciano, significa capire che siamo in mano ad una banda di irresponsabili, di menefreghisti, di avidi, in aperto comparaggio con una classe politica di subordinati che gli lascia campo libero.
La stessa classe politica, argutamente, si lamenta che gli italiani fanno pochi figli (che è la cosa più progressista accaduta in Italia alla faccia della Chiesa e dei capitalisti), vuole premiare con denaro le famiglie numerose, e ci procura invivibilità e guai futuri permettendo una immigrazione che serve solo agli sfruttatori.
Paolo De Gregorio

paolodegregorio
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la decrescita impossibile (5)

Messaggio da paolodegregorio » dom set 02, 2007 7:14 pm

- la decrescita impossibile (5) -
a cura di Paolo De Gregorio – 31 agosto 2007

Il legittimo rappresentante degli inquinatori, Luca di Montezemolo, trova disastroso il fatto che l’Italia cresca dell’1,6% mentre la Germania avanza del 2,5% e la responsabilità è del governo “predatore” che sadicamente mette tasse che fermano l’economia.
In questa esternazione, a cui il “Corriere della Sera” del 29 agosto offre graziosamente una intera pagina, il nostro confindustriale parla da politico, di bene collettivo, di principi guida, si propone come guida spirituale e capo del futuro governo, affibiando, alla pur servizievole CASTA politica la grave insubordinazione di non applicare alla lettera il programma confindustriale.
Fin qui niente di nuovo, anzi tutto antico, fuori del tempo, come se la questione ambientale non esistesse e fosse legittimo e giusto parlare di “sviluppo” senza parlare di sostenibilità.
Infatti, nemmeno una parola è dedicata all’ambiente e se chi produce, con il sistema industriale e i trasporti, l’80% di Co2 non si preoccupa di contenere il riscaldamento del pianeta, anzi lavora per aumentarlo, ecco che la decrescita produttiva verso la sostenibilità diventa una chimera.
Un effetto devastante del riscaldamento globale, di cui ci parla il grande studioso americano Jeremy Rifkin, e di cui ancora non parla nessuno, è quello di far scongelare a breve la regione siberiana subartica (che è grande quanto Francia e Germania messe insieme), che sotto il ghiaccio ha una immensa torbiera, di materiale organico, che una volta in superficie si decomporrà producendo miliardi di tonnellate di Co2 e metano.
La dottoressa Katey Walter, dell’Istituto di biologia artica dell’Università dell’Alaska, definisce lo scioglimento del “permafrost” una gigantesca bomba a tempo, e quando questo fenomeno sarà innescato l’uomo non avrà più alcuno strumento per fermarlo.
Dice Rifkin: nella punta nord della terra si sta svolgendo una tragedia mondiale di proporzioni enormi e gli uomini assistono indifferenti.
Le buone notizie non finiscono qui. Canada, Usa, Russia, Danimarca e le compagnie petrolifere ad essi collegate, aspettano con impazienza lo sciogliersi dei ghiacci artici per accedere ai grandi giacimenti petroliferi e di gas attualmente non sfruttabili, per la presenza dei ghiacci, e già si parla di tensioni militari fra questi stati per impadronirsi di materie che aumenteranno i gas serra in atmosfera.
Credo proprio che oggi possiamo dire con certezza che ci sono solo due classi al mondo: coloro che a testa bassa vogliono continuare a correre, anche se vanno verso il precipizio, e la classe degli scienziati, dei consapevoli, dei sobri, delle persone che usano il cervello. Ma se questa classe non si muove e non diventerà classe dirigente, soccomberà come tutti.
Bisogna finirla di cercare il pelo nell’uovo e perdersi in discussioni specialistiche parziali e fuorvianti. Non abbiamo più i 20 anni di tempo che le multinazionali del tabacco fecero perdere all’umanità per dimostrare nei tribunali che il fumo procurava la morte. Tutti lo sapevano, non c’era bisogno di dimostrare niente, come oggi. I gas serra riscaldano il pianeta in modo irreversibile con prospettive da incubo, e qualunque scelta industriale e produttiva deve tener conto di questo. Senza se e senza ma.
Paolo De Gregorio

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